Ansia: un Caso di Guarigione.

 

 

 

COME LIBERARSI DALL’ANSIA?

ECCO UN CASO DI GUARIGIONE

DA UNO STATO GRAVE DI ANSIA  CRONICA.

 

Saverio era un giovane uomo che stava dando i numeri per l’ansia: non riusciva più a dormire, aveva continue crisi di tachicardia, con mancanza di respiro, vertigini e la sensazione di star  per svenire, un nodo allo stomaco e frequenti scoppi di diarrea.

Gli ansiolitici funzionavano poco: se ne prendeva la quantità prescritta non riusciva a calmarsi, ma se ne prendeva di più rimaneva intontito e non riusciva a lavorare. Così per gestire l’agitazione e la stanchezza, fumava come un turco e beveva mille caffè al giorno (che lo facevano stare ancora peggio…)

Il motivo di tanta agitazione a lui sembrava del tutto ovvio:  lavorava in pubblicità e si era messo in proprio da poco quando era iniziata la crisi economica, che gli aveva fatto perdere parecchi clienti e quindi temeva di finir a gambe all’aria. Così lavorava come un dannato per accontentare i pochi clienti rimasti, facendo delle corse impossibili contro il tempo, e spremendosi le meningi anche di notte per farsi venire nuove idee.

 

IL PUNTO DI ESPLOSIONE

Sembrerebbe tutto molto spiegabile….  Ma….   Ma il punto è che Saverio stava per esplodere!

La situazione ormai aveva fatto cortocircuito, e adesso era proprio l’ansia a impedirgli di funzionare: quando aveva le crisi non riusciva ad andar dai clienti e con tante notti insonni sulle spalle non era più lucido sul lavoro. Andando avanti così sarebbe davvero finito  a rotoli… (se non saltava in aria prima come una pentola a pressione!). Di rallentare o di prendersi una pausa non se ne parlava neanche: la sola idea lo mandava ancora più in tilt!

 

CORPO E MENTE

In questi casi bisogna intervenire subito per mettere uno stop all’accumulo di tensione fisica, che si sta facendo molto pericoloso.

Il corpo è la prima via: ci sono molte tecniche di rilassamento muscolare e di respirazione adatte a distendere i nervi, ma quando si sono raggiunti questi limiti di scoppio vale la pena di abbinarle anche a del moto fisico vivace per scaricare tutta la tensione  e lo stress che si sono già accumulati nel tempo:  anche una corsa veloce può andar bene tanto per cominciare. 

Gli effetti di questi esercizi si vedono in tempi brevi, e impegnano pochi minuti al giorno se vengono eseguiti regolarmente.

Ma nel contempo occorre intervenire per disinnescare i meccanismi mentali che generano l’ansia e uno stato di pre-occupazione costante: tutta l’energia impiegata a pre-occuparsi per il futuro è energia sottratta all’occuparsi del presente. E’ energia sprecata per nulla, anzi con effetti dannosi. Anche su questo fronte ci sono moltissime tecniche per cambiare abitudini mentali e rimanere più radicati nel presente.

 

LE IMMAGINI DEL MATTINO

Per esempio in questo caso  bisognava occuparsi soprattutto del risveglio mattutino: Saverio appena apriva gli occhi  veniva assalito dalle preoccupazioni:  “ Oddio devo far questo… e poi devo far quello… e quell’altro… e se non faccio in tempo… e se poi non riesco … e se mi succede che…”.

Nel giro di dieci minuti era già sopraffatto dall’ansia e dalla sensazione di non potercela fare.

E l’ intera giornata era già rovinata: andava in studio nervosissimo e scattava con i collaboratori; allora prendeva delle gocce di ansiolitico per calmarsi, ma poi si sentiva intontito e beveva tre caffè per svegliarsi; ma gli venivano le palpitazioni e allora prendeva altre gocce… e avanti così in un circolo chiuso molto pericoloso.

Inizialmente in terapia abbiamo lavorato con delle visualizzazioni guidate, e con una serie di immagini che sgorgavano spontanee o che provenivano dai sogni. Finchè l’ansia mattutina di Saverio non si è traformata in una carica di energia utilizzabile: in fondo il suo lavoro gli piaceva molto, ed era anche felice di essersi messo in proprio, ma aveva preso la sua autonomia come una sfida ‘contro’ tutto e contro tutti (e anche contro se stesso) e stava remando contro corrente invece di affidarsi al flusso della sua energia. 

 

EMERGENZA E PROFONDITA’

Ci sono parecchie tecniche per gestire l’ansia.  Penso che bisogni distinguere tra un  intervento d’emergenza, in cui occorre soprattutto interrompere i corti circuiti fisici e mentali e imparare ad affrontare le crisi d’ansia e a gestirne i sintomi fisici senza entrare nel panico, e invece un intervento in profondità per andare alle radici dell’ansia e delle situazione di vita che la producono.

Si può considerare l’ ansia  come un indicatore che segnala che al momento non si è in armonia  con la propria vita: a volte occorre aprire nuove prospettive, e altre volte basta orientare diversamente l’energia disponibile. 

Nel caso di Saverio prima abbiamo badato a ridurre l’esplosione delle  sue reazioni fisiche e l’incessante lavorìo mentale, in modo da riuscire a distendere il corpo e ritrovare il sonno necessario a recuperare le forze. E poi, con un po’ più di calma e tempo abbiamo potuto andare alle radici di tanta angoscia.

Nel caso di Saverio le radici dell’ansia erano legate a una valutazione di sè e del suo valore, basata unicamente sul suo successo professionale: cosa che lo faceva sentire sempre sul filo del rasoio e sull’orlo del disastro.

Questa visione di se stesso e della sua realtà gli faceva prevedere catastrofi anche dove non c’erano elementi di vero pericolo, ma soprattutto appiattiva la sua esperienza di vita e lo allontanava da un contatto vitale con parte più profonda di sè.

Paola Santagostino

Dott.ssa Paola Santagostino: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce corsi e seminari. Per info : contatto@paolasantagostino.it       02.6555635

Questo articolo fa parte di una serie in cui c’è anche ” Per liberarsi dall’ansia che fare?”

CORSO  PER LIBERARSI DALL’ANSIA   con programma dettagliato.

 

  

 

2 Responses to “Ansia: un Caso di Guarigione.”

  1. Grazie del suggerimento cara Emma e lo seguirò di sicuro: in uno dei prossimi articoli parlerò di depressione. Ma ho voluto cominciare dall’ansia e dagli attacchi di panico perchè non hai idea di quanta gente ne soffra! e non sanno proprio che cosa fare a parte prender pastiglie….
    Un abbraccio
    Paola Santagostino http://www.pensieroecorpo.it

  2. Emma Chiaia scrive:

    Per me il mix di attività fisica energetica e tecniche di rilassamento (faccio yoga) ha funzionato benissimo! L’unico problema è che poi smetto… Ma questa si chiama pigrizia!
    Come scrivo sul mio blog l’attività fisica è benefica anche per la depressione (oltre che per un migliaio di altre cose)…. Paola, perché non scrivi anche di questo?

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