Attacchi di Panico: caso di guarigione

 

UN CASO DI GUARIGIONE

DAGLI ATTACCHI DI PANICO

CHE FA CAPIRE BENE

COME SI RISOLVONO

E PERCHE’ SI PRESENTANO.

 

Annamaria è una giovane donna che soffre di attacchi di panico e sta rischiando di rovinarsi la vita, perché nel tentativo di evitare le situazioni in cui le sono capitati ha ridotto notevolmente le sue attività sociali e le iniziative di studio e di lavoro. Vediamo come sono cominciati.

 

L’ESORDIO

Era una mattina che sembrava come un’altra, quando guidando per andare al lavoro Annamaria si è sentita sopraffare da un terrore incontrollabile: era in macchina e le sembrava di soffocare e di perdere il controllo. Avrebbe voluto uscire dalla vettura, ma era in mezzo al traffico e questo ha peggiorato ancora di più il suo stato di terrore. Ma è riuscita comunque ad arrivare al lavoro e pian piano la situazione si è normalizzata. Lasciandola comunque spaventatissima.

Qualche giorno dopo era a cena fuori con il fidanzato e alcuni amici, quando è successo di nuovo: non riusciva a star lì, aveva addosso una agitazione senza motivo e sentiva di star per svenire o per vomitare. Non sapeva come fare per andarsene di corsa senza spiegare il perché, e non era neppure sicura che le gambe le avrebbero retto per uscire dal locale o di riuscire a guidare fino a casa. Così ha detto di non aver digerito e ha preso un taxi al volo.

Dopo un paio di settimane le è successo sul lavoro: presa dal panico le girava la testa e non riusciva a respirare. Memore degli episodi precedenti ha avuto ancora più paura: ha cercato di tener duro sul momento ma il giorno dopo si è messa in malattia con una scusa.

 LO STATO ATTUALE

 Adesso Annamaria ha il terrore di tutto. Al lavoro ci và, ma preoccupatissima di sentirsi male e molte mattine si dà per malata temendo di avere una crisi quando sarà in ufficio. La sua posizione professionale ne sta risentendo perché non  sono più giustificabili tante assenze per continue influenze e lei non vuole dire a nessuno la vera  ragione. Anzi il cercar di nasconderla le causa un’ ansia ancora maggiore.

Ha tagliato del tutto le uscite sociali per paura di sentirsi male al ristorante: sono mesi che non esce più a divertirsi ed evita tutti i luoghi affollati.

Anche guidare è diventato un problema e se può si fa accompagnare dalla madre o dal fidanzato, il ché genera una situazione pesante per tutti e la mette nella parte  della povera handicappata.

INIZIO DELLA TERAPIA

Annamaria all’inizio parla solo di sintomi e di terapie farmacologiche che non funzionano e devo fare una bella fatica per uscire da questo ambito che non ci porta da nessuna parte.  

Un bel giorno produce una immagine che la sconvolge ma che almeno è utile: un vulcano che scoppia e che distrugge tutto! Un’ immagine intensa e molto carica emotivamente: un gran boato e tutte le case e la vita che c’erano prima vengono travolte dalla lava e spariscono.

Parliamo cautamente del significato di questa visione e finalmente Annamaria ‘esplode’ verbalmente: non le va bene proprio niente della vita che sta facendo!

Due anni prima, mentre stava finendo l’università con una certa fatica, era stata convita dai familiari ad accettare il primo lavoro che le avevano offerto: un lavoro che non le piaceva e che era molto noioso e senza prospettive, ma sembrava abbastanza sicuro con i tempi che corrono.

Anche del fidanzato si era stufata da un pezzo perché sessualmente non si trovava bene, ma anche qui stesso discorso: “ era un bravo ragazzo con serie intenzioni e con i tempi che corrono…”

Risultato del tutto: era praticamente incastrata in una prospettiva di vita che non la convinceva per niente e che si stava facendo definitiva, ma che le sembrava ragionevole sopportare anche se non la faceva felice.

 LA TERZA VIA

Quando le alternative sono troppo drastiche la paura di scegliere e di sbagliare paralizza la decisione e si genera uno stato di stallo doloroso. Questa era la situazione di Annamaria: il lavoro attuale non le piaceva ma lascialo sembrava folle senza avere delle alternative; il fidanzato le risultava molto noioso ma non si sentiva di lasciarlo senza avere dei solidi motivi. Così sentiva di stare andando ineluttabilmente verso un matrimonio e una posizione lavorativa che non voleva, ma che sembravano ‘il meglio’ date le circostanze…

Mi ha molto colpito la giustificazione che portava per tutto: ‘con i tempi che corrono’….

Ma quali ‘tempi che corrono’?  Sì, è vero che c’è la crisi e ci sono difficoltà di impiego ma trovare un lavoro soddisfacente non è mai piovuto dal cielo. Sì, è vero che ci sono difficoltà nelle relazioni tra uomini e donne, ma un matrimonio senza amore è ancora meno sopportabile oggi di ieri…

La difficoltà di Annamaria stava nel porsi di fronte degli out-out troppo rigidi che la bloccavano: o quel lavoro o la disoccupazione, o quel fidanzato o la solitudine…

Così facendo si costringeva all’ accettazione controvoglia o all’esplosione vulcanica devastante.

Ci sono altre maniere di porsi di fronte alle scelte: non o/o ma e/e  e aprire attivamente il campo delle alternative.

 LA SOLUZIONE

Annamaria ha iniziato prendendo atto della situazione in cui era. Così è ora e così mi sento. Ha iniziato ad ascoltare e ad accettare le sue emozioni esattamente per quelle che erano, invece di  far finta di niente e cercar di tirare avanti. Già il semplice rendersi pienamente conto della sua sofferenza per la situazione  in cui si trovava, ha fatto sì che  gli attacchi di panico diminuissero notevolmente ancor prima di trovare una via d’uscita.

Ma non era comunque un granché come situazione… e allora? Uno si deve pur chiedere se c’è qualcosa che può fare per andare nella direzione desiderata: come aprire il campo alle possibilità.

Nel caso di Annamaria le idee le sono venute spontaneamente: altro che chiudersi in casa e farsi accompagnare dal fidanzato! Giusto il contrario: uscire, mandare curriculum in giro, ipotizzare alternative…. E le cose sono successe:  ha trovato una borsa di studio per riprendere l’università e lì ha conosciuto un partner molto più interessante.

Quel che è successo in questo caso non è generalizzabile, perché ogni persona è unica nelle sue difficoltà come nella maniera di uscirne, ma quel che vale per tutti è che gli attacchi di panico ci mostrano che non stiamo andando nella direzione che fa per noi. E’ inutile opporsi o cercar di combatterli…  è invece importante ascoltarne il messaggio perché spesso ci guida in delle trasformazioni di vita fondamentali e positive.

Paola Santagostino

Dott.ssa Paola Santagostino: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in medicina psicosomatica tiene sedute individuali di terapia e consulenza e conduce corsi e seminari:     contatto@paolasantagostino.it    02  6555635

Questo articolo fa parte di una serie  in cui trovate anche:

“Un caso di guarigione dall’ansia”

“Come comportarsi durante gli attacchi di panico” 

“Per liberarsi dall’ansia che fare?”

“Come Risolvere gli  Attacchi di panico”

 

 

 

 

 



Leave a Reply