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	<description>Un sito di psicologia psicosomatica fiabe e colori per star bene</description>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 04:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANSIA E PANICO]]></category>
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		<description><![CDATA[COME  FUNZIONA LA  FIABA  TERAPIA: SI  PUO&#8217; GUARIRE  CON LE FIABE? Inventare una fiaba dà espressione simbolica a tutto il nostro panorama interiore: nella fiaba è raffigurato per immagini il nostro stato d&#8217;animo, il nostro stato fisico e la rete delle nostre relazioni. Come usarla per curarsi e per trovare soluzione ai problemi? Nella fiaba inventata è condensato il tempo: passato presente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"><a rel="attachment wp-att-2409" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/10/29/fiaba-terapia-2/574034_52051780-bambole-tipo-coppia/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2409" title="574034_52051780 bambole tipo coppia" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/10/574034_52051780-bambole-tipo-coppia-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME  FUNZIONA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">LA  FIABA  TERAPIA:</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> SI  PUO&#8217; GUARIRE  CON LE FIABE?</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><br />
</span></p>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p><strong><span style="color: #333399;">Inventare una fiaba dà espressione simbolica a tutto il nostro <span style="color: #ff0000;">panorama interiore</span>: nella fiaba è raffigurato per immagini il nostro stato d&#8217;animo, il nostro stato fisico e la rete delle nostre relazioni. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Come usarla per curarsi <span style="color: #333399;">e per trovare soluzione ai problemi?</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> Nella fiaba inventata è condensato il tempo: <span style="color: #ff0000;">passato presente e futuro</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">C&#8217;è la traccia degli eventi passati che ci hanno segnato, della situazione presente e degli sviluppi futuri  che scaturiscono dai processi in corso.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Non si tratta  di preveggenza ma di espressione di percorsi che sono già <span style="color: #ff0000;">prefigurati</span> nel nostro inconscio e che <span style="color: #ff0000;">si andranno a realizzare</span> nel  futuro prossimo</strong> . </span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E&#8217; così affascinante leggere le proprie fiabe a distanza di qualche anno, perché si scopre che &#8216;era tutto già scritto&#8217; : anche eventi che mai avremmo mai immaginato che accadessero! </strong></span><strong><span style="color: #333399;">No, non è magia: come i terremoti avvengono all&#8217;improvviso ma richiedono centinaia di anni di preparazione nelle profondità della terra, così i nostri improvvisi cambiamenti sono frutto di <span style="color: #ff0000;">processi che maturano lentamente dentro di noi </span>e che poi si manifestano all&#8217;esterno.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Possiamo influire su questi? Sì.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA COME ESPRESSIONE</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dicevo che la fiaba riesce a raffigurare tutto  il nostro  <span style="color: #ff0000;">panorama interiore</span> ed è vero. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In realtà questo avviene in ogni processo creativo: diamo una <span style="color: #ff0000;">espressione di noi stessi</span>, da cui si riconosce la nostra anima e <span style="color: #ff0000;">la nostra unicità</span>. Questo vale anche per la musica, per la pittura, la poesia e per ogni altra forma artistica: una composizione di Wagner è diversa da una di Mozart, e un quadro di  Monet è diverso da uno di Van Gogh,  al di là del soggetto e della tecnica è lo spirito personale dell&#8217;artista che si incarna nell&#8217;opera e che la rende così unica e irripetibile.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo vale anche per le fiabe: i personaggi possono essere simili, come pure lo sviluppo della vicenda, ma nello stile narrativo e nella dinamica degli eventi esprimiamo tutta quella <span style="color: #ff0000;">particolarità che è solo nostra,</span> che raffigura<span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #333399;">la nostra storia</span></span> e il nostro modo di viverla, e soprattutto che indica delle<span style="color: #ff0000;"> chiavi di soluzione</span> verso il lieto fine che valgono solo per noi e che sono specifiche della nostra situazione.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><strong><span style="color: #333399;">Ciò che è molto tipico della fiaba (rispetto ad altre forme di espressione creativa) è che la fiaba ha una <span style="color: #ff0000;">sua struttura</span> particolare, che la rende  adatta a venir utilizzata per la <span style="color: #ff0000;">risoluzione di problemi</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1) <span style="color: #ff0000;">La fiaba inizia</span> rappresentando un equilibrio che di lì a poco andrà a cambiare: &#8220;c&#8217; era una volta un vecchio re che aveva tre figli&#8230;&#8221; poi il vecchio morirà e bisognerà decidere chi sarà il migliore per condurre il regno, &#8220;c&#8217;era una volta una principesa in età da marito&#8230;&#8221; e poi dovrà trovare lo sposo più adatto alla sua felicità, &#8220;c&#8217;era una volta una famiglia molto povera&#8230;. &#8221; e il bambino abbandonato nei boschi dovrà riuscire a spopravvivere e anche a far fortuna&#8230;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">2) <span style="color: #ff0000;">La fiaba prosegue</span> con quella che io chiamo: &#8220;la fase di crisi&#8221; in cui si definisce chi è il protagonista, quale impresa deve compiere, chi è il suo nemico e chi gli aiutanti che  permetteranno il successo dell&#8217;opera. Nella fase di crisi succede tutto: si definiscono gli equilibri tra risorse e difficoltà, i pericoli da evitare e le opportunità da cogliere, si elabora la strategia di soluzione e si trovano le chiavi di volta per il successo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">3) <span style="color: #ff0000;">La fiaba termina</span> con il classico: &#8221; E vissero tutti felici e contenti&#8230;&#8221; Questa è solo una frase di rito, ma in realtà raffigura il nuovo equilibrio, diverso e migliore di quello dell&#8217;inizio. Confrontando l&#8217;equilibrio iniziale con quello finale riusciamo a comprendere subito  il senso della fiaba e il percorso che ha compiuto.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><br />
</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong> </span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA TERAPIA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per più di vent&#8217;anni ho applicato le fiabe in terapia e sono completamente  <span style="color: #ff0000;">entusiasta dei risultati</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma <span style="color: #ff0000;">come funziona</span> esattamente una fiaba-terapia? </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1) Il cliente arriva ed espone <span style="color: #ff0000;">il suo problema:</span> il tema su cui desidera ricevere aiuto, poi decidiamo insieme quale strada percorrere, a secondo delle sue necessità e  delle alternative più efficienti.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">2) &#8216;Se&#8217; decidiamo di usare la fiaba-terapia facciamo una seduta dedicata solo a questo, in cui io lo guido verso uno stato di rilassamento in cui può agevolmente <span style="color: #ff0000;">inventare la sua fiaba personale</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">3) Dopo ne parliamo insieme: io evito con cura di dare una &#8216;interpretazione fissa della fiaba&#8217; perché penso che questo sia molto riduttivo e anche poco rispettoso delle profondità a cui la fiaba riesce a accedere. Però la fiaba propone dei temi e delle vie di soluzione, dei percorsi archetipici e delle immagini guida, delle <span style="color: #ff0000;">chiavi di volta per la soluzione del problema</span>. E su questa linea ci muoviamo per far tesoro  delle indicazioni e degli spunti che ci ha offerto il racconto,  per comprendere il senso di quanto sta accadendo e per far tesoro dei suggerimenti che la fiaba ci ha offerto basandosi su una saggezza antica. In modo da condurre a buon fine il percorso di cambiamento e riuscire nell&#8217;impresa.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><br />
</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong> </span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA FIABA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per chi desidera <span style="color: #ff0000;">saperne di più</span> sull&#8217; efficacia terapeutica della fiaba, per usarla per risolvere problemi di varia natura, o anche solo per conoscersi meglio, mantenere viva la creatività e favorire la propria crescita personale, tengo dei Corsi appositi. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sono Corsi di due giornate in cui in pratica &#8220;<span style="color: #ff0000;">consegno lo strumento di fiabazione</span>&#8221; ai partecipanti, uno strumento  che ho impiegato anni ed anni a elaborare: è un metodo facile e piacevole, che può essere applicato da tutti &#8216;su se stessi&#8217; senza alcun danno e con molto beneficio, senza una specifica preparazione: infatti <span style="color: #ff0000;">il corso è aperto a tutti</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ovviamente<span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #333399;">i colleghi</span></span> <span style="color: #ff0000;">psicoterapeuti</span> sono autorizzati a usarlo professionalmente e possono inserirlo fin da subito tra i loro strumenti di lavoro, e<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"> </span></span>gli operatori nell&#8217;area delle professioni di aiuto possono trovare una forma di applicazione adatta al loro campo di intervento specifico . </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Metto qui di seguito il <span style="color: #ff0000;">Programma completo del Corso sulla fiaba</span> da cui potete trarre ispirazione. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Per informazioni</span> </span><span style="color: #333399;"><a href="mailto:paolasantagostino@libero.it">paolasantagostino@libero.it</a></span><span style="color: #333399;"> 02.6555635.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Sul questo sito </strong><strong>potete trovare molti <span style="color: #ff0000;">articoli sulla fiaba terapia <span style="color: #000080;">applicata</span> </span>al trattamento  diversi disturbi: tachicardia, depressione, malattie della pelle, colite, impotenza. E anche sull&#8217;uso delle fiabe con i bambini e nella scuola. Buona lettura!</strong></span></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #333399;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CORSO  GUARIRE CON UNA FIABA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ un Corso di <span style="color: #ff0000;">due giornate</span> in cui vengono forniti gli strumenti per applicare il metodo della fiabazione a &#8220;se stessi&#8221; al fine di risolvere problemi di varia natura : emotivi , relazionali, lavorativi e fisici.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ soprattutto l’occasione per comprendere il significato della <span style="color: #ff0000;">propria fiaba</span> <span style="color: #ff0000;">personale</span> e le indicazioni di percorso che ne scaturiscono. Vengono fornite  spiegazioni sulla simbologia dei vari personaggi e sulle chiavi di volta della soluzione.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff0000;">PROGRAMMA DEL CORSO </span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333399;"> sabato e domenica ore 10.30-17.30</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Che cosa è una fiaba?</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">psicologia della fiaba</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">struttura della fiaba</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">valore terapeutico</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">La fiaba e la guarigione:</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">rapporti tra immaginario emozioni e corpo</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">salute e malattia</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">i percorsi di guarigione</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">La fiaba  come terapia:</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">una forma di espressione</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">uno strumento di conoscenza</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">un metodo di problem solving</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Esperienza pratica di fiabazione:</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">come inventare la propria fiaba</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">che cosa farne dopo</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">come utilizzarla per la soluzione di problemi </span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Quale è la tua fiaba?</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">le fiabe di realizzazione</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">le fiabe sui rapporti</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">fiabe di scoperta dei propri talenti</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">La dinamica interna della fiaba:</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;"> il protagonista,  il nemico, gli alleati</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">significato dei personaggi della fiaba</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;"> le chiavi di volta per la soluzione</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Gli strumenti di comprensione:</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">l’obbiettivo e l’ostacolo</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">il percorso della fiaba</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">gli aspetti simbolici</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Le strategie di soluzione:</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">dall’equilibrio iniziale a quello finale</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">analisi della strategia vincente</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">i riferimenti a sé</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Che cosa fare se la propria fiaba non finisce bene?</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">l’arrivo di un nuovo personaggio</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">inventare la storia all’indietro</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">le indicazioni che provengono dai sogni</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Anche sedute di fiabazione individuali.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA CONDUTTRICE DEL CORSO</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino: Psicologa e Psicoterapeuta Specializzata in Medicina Psicosomatica, ha operato per più di vent’anni con sedute individuali di terapia e di consulenza applicando la fiaba-terapia e conduce corsi e seminari in tutta Italia. E’ autrice di molti libri di successo tradotti e pubblicati anche all’estero, tra cui ricordiamo:</span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #333399;"> “ Guarire con una fiaba ”  Universale  Feltrinelli</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;"> “ Che cos’è la Medicina Psicosomatica ”  Urra Apogeo </span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;"> “ Il colore in casa ” Urra Apogeo</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">“  Come raccontare una fiaba ” Red Boroli</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">“  Le domande dei bambini ” Red Boroli</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">“  Crescere un bambino sicuro di sé ” Red  Boroli</span></strong></li>
</ul>
<p><span style="color: #333399;"><strong><br />
</strong></span><strong><span style="color: #333399;">Anche sessioni individuali</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per informazioni <a href="mailto:paolasantagostino@libero.it">paolasantagostino@libero.it</a> 02.6555635.</span></strong></p>
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		<link>http://www.pensieroecorpo.it/2010/03/01/tachicardia/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 08:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come guarire dalla tachicardia con l'uso della fiaba: il caso di Veronica e la soluzione dei disturbi cardiaci e della depressione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2> </h2>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2010" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/03/859536_93993916-cuore-nel-cestino1-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" /></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span> </h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME  </span><span style="color: #333399;">GUARIRE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">DA </span><span style="color: #333399;">CRISI DI  </span><span style="color: #333399;">TACHICARDIA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CON LA  </span><span style="color: #333399;">FIABA </span><span style="color: #333399;">:</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">IL CASO DI  </span><span style="color: #333399;">VERONICA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CON TUTTI I <span style="color: #333399;">PASSAGGI</span></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">VERSO LA GUARIGIONE.</span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: left;"> </h2>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #333399;"><strong>Veronica è una bella ragazza giovane che soffre di <span style="color: #ff0000;">tachicardia e aritmia</span>, ma che sta anche affondando nella <span style="color: #ff0000;">depressione</span> e nello sconforto:  passa le giornate a letto imbottita di tranquillanti perchè il terrore di affrontare una nuova giornata è troppo per lei. I motivi ci sono e la soluzione non è arrivata come manna dal cielo. Vediamo che cosa è successo:</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Veronica ha 23 anni, è nata in una famiglia abbiente veneziana e ha una <span style="color: #ff0000;">madre</span> a dir poco dominante, che appena raggiunta l’adolescenza ha cercato di imporle  lo stile di vita che le sembrava più adeguato: gli amici giusti, le uscite giuste, le frequentazioni giuste… </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E Veronica a un certo punto non ce l’ha fatta più: è <span style="color: #ff0000;">scappata di casa</span> e ha cominciato a vagabondare per l’Europa vivendo di espedienti. Ha fatto tutto quello che la madre avrebbe aborrito e si è pure divertita.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma poi…. che cosa è successo non me lo dice all&#8217;inizio della terapia: mi dice solo che a un certo punto ha deciso di ritornare in Italia e che adesso è venuta da me perché ha delle <span style="color: #ff0000;">tachicardie e aritmie fortissime</span>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Le chiedo di <span style="color: #ff0000;">inventare una fiaba</span> perché questo è il mio metodo di intervento terapeutico.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>  “C’era una volta una <span style="color: #ff0000;">Principessa</span> che viveva in un castello: il <span style="color: #ff0000;">castello</span> era molto bello, molto grande, ma molto <span style="color: #ff0000;">molto vuoto</span>… La principessa gira per i saloni con un bellissimo vestito azzurro:  tutto è elegante e il castello è pieno di servitù, ma c’è un gran silenzio… </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>La principessa sa come sarà la sua vita rinchiusa in quella gabbia dorata: non vedrà mai che cosa c’è fuori, oltre il parco e oltre il cancello.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Le sembra di non vivere….</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Così una notte decide: decide di andarsene, raccoglie quattro vestiti, monta a cavallo e <span style="color: #ff0000;">se ne và&#8230;. </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Comincia una <span style="color: #ff0000;">vita di avventure</span> incredibili: vede luoghi belli e brutti e passa mille peripezie. Va a caccia con i cacciatori e a pesca con i pescatori, conosce i ladri e gli ubriaconi delle taverne. Non si ferma mai, arriva in un posto, ci vive per un po’ , e poi riparte per nuove avventure.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma mentre sta attraversando un bosco di notte, il suo <span style="color: #ff0000;">cavallo impazzisce</span> e si lancia in un galoppo folle e sfrenato. Salta, si impenna e riparte. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>A un certo punto <span style="color: #ff0000;">la fa </span><span style="color: #ff0000;">cadere dalla sella</span> e fugge via.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La principessa perde i sensi e non sa quanto resta <span style="color: #ff0000;">svenuta</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Quando si riprende tutta ammaccata prova a muoversi e si guarda in giro: è in una palude. Fa per alzarsi ma si accorge con orrore di essere <span style="color: #ff0000;">caduta nelle sabbie mobili</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E’ spaventoso! Si dibatte e urla con tutto il fiato che ha in corpo ma non c’è nulla da fare: più si agita e più <span style="color: #ff0000;">affonda</span> e allora resta immobile. ”.</strong></span></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">I COLLEGAMENTI</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"> </span><span style="color: #333399;"><strong>La prima fiaba di Veronica finisce qui, in una <span style="color: #ff0000;">situazione drammatica</span> e senza scampo&#8230;</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Penso che siano evidenti  le <span style="color: #ff0000;">analogie</span> tra la fuga della principessa dal castello e la vita che Veronica ha condotto negli ultimi anni vagabondando per l&#8217;Europa.  Anche il cavallo che impazzisce e che si impenna può rappresentare il suo ritmo cardiaco sfrenato e fuori controllo. E l’affondare nelle sabbie mobili assomiglia molto alla sua situazione attuale in cui sta affondando sempre più in un torpore indotto dai sonniferi.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Le chiedo a che cosa associ alle <span style="color: #ff0000;">sabbie mobili</span> e mi dice che sono qualcosa di infido e di mortale: “ Ingannano perché all’apparenza sembrano di terra morbida e liscia, ma appena ci metti piede dentro ti risucchiano e ti uccidono. Sembrano <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">mia</span> madre</span>!” </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E mi racconta di sua madre, tutta dolce e gentile all’apparenza, ma di fatto molto oppressiva e invischiante: non poteva fare un solo passo fuori dal suo controllo che veniva <span style="color: #ff0000;">risucchiata <span style="color: #333399;">nella sua sfera di controllo</span></span>. </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Per questo era fuggita di casa: voleva viver la sua vita.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E cosa significa adesso affondare nelle sabbie mobili?  Veronica mi dice: “ E&#8217; proprio quello che sto facendo ora: ho voglia di lasciarmi andare e di non lottare più, di non reagire e non combattere e non sperare: è tutto troppo doloroso. Lasciarmi andare è la voglia di affondare lentamente ma senza dolore nel sonno e nell’incoscienza. Proprio quel che sto facendo: <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">i</span> tranquillanti</span> mi servono solo a dormire più in fretta e a non pensare e non sentire: non ce la faccio a vivere una giornata, voglio solo pace e riposo.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>LA  FIABA CONTINUA&#8230;.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Veronica sogna qualcuno che le dice:  &#8221;Mettiti le <span style="color: #ff0000;">mani sul cuore</span> e lasciati andare al tuo destino&#8221; e le viene in mente come continuare la fiaba:</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> “Visto che tanto dibattendosi la principessa peggiorava solo le cose, si mette le mani sul cuore e si lascia affondare nella palude. E sa che <span style="color: #ff0000;">non è la prima</span> volta che lo fa. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Affonda nel buio e tocca il fondo che si apre sotto i suoi piedi e si ritrova in un mondo sotterraneo: è una caverna dove vede <span style="color: #ff0000;">una vecchia</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Sembra conoscerla da sempre e le dice: ‘Ah, sei qui! Per prima cosa vai di là e <span style="color: #ff0000;">metti in ordine’</span>. La principessa ubbidisce ed entra in una stanza piena di palline rosse e nere mescolate: sa che deve separarle come in ogni fiaba. Poi nella stanza successiva trova chicchi di miglio e avena mescolati, e nella terza dei chicchi tondi di granturco insieme ad aghetti di paglia pungenti. Si mette al lavoro e riordina tutto.”</strong></span></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LE MANI SUL CUORE</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Chiedo a Veronica che cosa vuol dire &#8221;<span style="color: #ff0000;">mettersi le mani sul cuore</span> &#8221; e per la prima volta mi racconta che cosa è successo a Berlino prima del suo rientro. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Si era <span style="color: #ff0000;">innamorata</span> di un ragazzo tedesco e aveva pensato di aver trovato la persona giusta per lei: sognava di gettar l’ancora in un porto tranquillo e di metter sù famiglia…. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Finché Marco non le aveva detto di essere già sposato e di non avere nessuna intenzione di lasciare la moglie. </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Per Veronica era stato un <span style="color: #ff0000;">crollo totale</span>: tutti i suoi progetti sfumavano nel nulla. Da un giorno all’ altro si era ritrovata da ragazza felice e innamorata a ragazza sola e disperata, in un paese straniero, senza nessuna sicurezza e nessun progetto per l’avvenire. Il futuro le sembrava un tunnel nero e il passato una serie ininterrotta di sbagli. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Le <span style="color: #ff0000;">tachicardie erano iniziate in quel periodo</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Aveva deciso di tornare in Italia come estremo tentativo di ritrovare un <span style="color: #ff0000;">punto d’appoggio</span> stabile, dice: “ In Italia non avevo più nessuno, né casa, né lavoro, né amici, però era la mia terra. Stavo impazzendo e mi sentivo persa: volevo tornare a casa, non a casa dei miei, ma almeno alla mia terra.…”.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">I RICORDI DOLOROSI</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Le chiedo che cosa vuol dire ‘<span style="color: #ff0000;">non è la prima volta’ </span>ed emergono tanti ricordi: “ Certo che non è la prima volta: è sempre stato così!”. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Veronica ricorda la sua infanzia e il dolore che provava perché <span style="color: #ff0000;">la madre preferiva sempre i fratelli </span>a lei. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La sua prima reazione era stata di  <span style="color: #ff0000;">rabbia</span>, ma visto che era inutile combattere e peggiorava solo le cose, si era rinchiusa nella sua <span style="color: #ff0000;">disperazione</span>: era cambiata anche fisicamente e da bambina vivace e allegra era diventata una ragazzina triste e introversa. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ai tempi fantasticava di <span style="color: #ff0000;">lasciarsi morire</span> per punire la madre: “ Così poi se ne sarebbe accorta!” </strong></span></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">FARE ORDINE</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Domando che senso abbiano secondo lei i<span style="color: #ff0000;"> lavori </span>che  la vecchia della fiaba ordina alla principessa. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Dice Veronica : “L’unico senso che riesco a vederci è <span style="color: #ff0000;">distinguere le cose</span>, uscire dalla confusione: le palline rosse sono la <span style="color: #ff0000;">rabbia</span> e il sangue che va alla testa… e quelle  nere sono la <span style="color: #ff0000;">tristezza</span> e la disperazione. Io le mescolo sempre, perché quando mi arrabbio poi mi sembra tutto inutile e mi deprimo e mi lascio andare&#8230;”</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>LA MADRE  CATTIVA  E  LA  MADRE  BUONA</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Veronica ha avuto una madre che sembrava risucchiarla, e per <span style="color: #ff0000;">salvarsi la vita</span> aveva provato a fuggire di casa e fare a modo suo. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma poi quando per una grande ferita sentimentale il suo  cuore (cavallo) era impazzito e si era messo a sgroppare lasciandola in panne, aveva sentito il bisogno di ritornare a una <span style="color: #ff0000;">&#8216;madre terra</span> &#8216;. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma qui era caduta in preda agli <span style="color: #ff0000;">stessi incubi</span> della sua infanzia e allo stesso materno simbolico distruttivo: adesso rappresentato  dall’affondare nelle sabbie mobili dell’incoscienza placida ma mortifera dell&#8217;oblio farmacologico. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La fiaba propone una diversa immagine materna, quella della vecchia saggia: una <span style="color: #ff0000;">terra antica</span> che sta molto più in profondità…. E questa madre  simbolica le dice, tanto per cominciare, di far ordine e distinguere meglio le cose.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span></span> </p>
<p><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong>GLI EFFETTI SULLA  REALTA&#8217;</strong></span></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La prima cosa che Veronica fa è invece che deprimersi <span style="color: #ff0000;">arrabbiarsi</span>: ripensa a Marco che l’aveva lasciata crogiolare nei suoi sogni dorati, senza neanche dirle che era già sposato, e si infuria. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Poi comincia a dare dei <span style="color: #ff0000;">ritmi alla sua vita</span>: aveva sempre odiato gli orari fissi perché  la madre le imponeva rigidamente a che ora mangiare e a che ora dormire, a che ora studiare e a che ora giocare, e lei nella sua ribellione aveva rifiutato ogni tipo di regola: si era piccata di sconvolgere tutti gli orari, di dormire di giorno e star sveglia di notte, di mangiare alle ore più impensate, purchè che non fossero pranzo e cena. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Adesso si mette a dare un ritmo alla sua vita: un &#8220;ritmo suo&#8221; e non quello impostole dalla madre. Intanto si regolarizza anche il <span style="color: #ff0000;">ritmo cardiaco e quello mestruale</span>, che era sempre stato molto discontinuo.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">LA SOLUZIONE  DELLA  FIABA</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>“Dopo che la principessa ha superato le tre prove la vecchia le dà in dono un <span style="color: #ff0000;">medaglione salva-vita</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Si tratta di uno strano medaglione rotondo, tutto inciso con segni incomprensibili: è di pietra ma è molto caldo. E la vecchia le dice di portarlo sempre <span style="color: #ff0000;">sul cuore</span>: la proteggerà da ogni disgrazia.”</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">I SIMBOLI</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Consideriamo alcuni dei <span style="color: #ff0000;">simboli</span> che compaiono in questa soluzione fiabesca:  <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">il</span> medaglione</span> è di pietra, &#8220;terra&#8221; come è terra la madre terra, ma non più l’ infida terra delle sabbie mobili, ma una terra solida e resistente, forgiata dalle ere geologiche: la terra antica della vecchia saggia. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Il medaglione salva-vita però è anche <span style="color: #ff0000;">caldo</span>: racchiude in sé non solo lo ‘spirito della terra’ ma anche lo ‘spirito del fuoco’…. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E’ una rappresentazione emblematica di <span style="color: #ff0000;">compresenza degli opposti</span>: dove femminile e maschile, terra e fuoco, materia e spirito, si integrano e si completano a vicenda. La pietra è il fondamento, pietra angolare, ossatura dell’ abitazione, ma è il fuoco ciò che la trasforma in una  casa e la rende viva e accogliente. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La vecchia sembra conferire simbolicamente a Veronica <span style="color: #ff0000;">il suo centro</span> un punto di equilibrio da portare sempre sul cuore: sul ‘centro’ della circolazione energetica vitale. </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Il cuore era l’organo con cui Veronica aveva espresso più vistosamente il suo malessere&#8230;   </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E il cuore racchiude in sé le valenze simboliche <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">del</span> </span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">femminile </span><span style="color: #333399;">e del</span> maschile</span>: è coppa e fuoco, è ritmo alternato di contrazione e distensione, è alternanza di Yin e Yang. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Il finale della fiaba indica la cura necessaria: una<span style="color: #ff0000;"> integrazione</span> degli aspetti maschili e femminili, della terra e del fuoco. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E prospetta anche un <span style="color: #ff0000;">lieto fine</span>: </strong></span><span style="color: #333399;"><strong> “ Quando la principessa esce dalla caverna sotterranea  e risale in superficie, lassù c’è qualcuno che la aspetta… ”</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #333399;"><strong>Dott.ssa Paola Santagostino</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"></span></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoanalista e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica,  tiene sedute individuali di terapia e consulenza e conduce Corsi di psicologia sulla fiaba in tutta Italia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l&#8217;autrice: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a>   02.6555635</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo articolo fa parte di <span style="color: #ff0000;">una serie</span> di casi di guarigione mediante la fiaba terapia in cui c&#8217;è anche: </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><a title="Fiaba pelle" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/01/la-fiaba-della-pelle" target="_blank">&#8220;La fiaba che cura la pelle&#8221;</a></span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">    <a title="fiaba colite" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/02/colite-fiaba-terapia/" target="_blank">&#8220;Colite curata con la fiaba terapia&#8221;</a></span></span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"><a title="fiaba colite" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/02/colite-fiaba-terapia/" target="_blank"> </a>   <a title="Fiaba impotenza" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/impotenza/" target="_blank">&#8220;Curare l&#8217;impotenza con la fiaba terapia&#8221; </a></span></span></strong></p>
<p><strong></strong><strong><span style="color: #333399;"><a title="Programma corso Guarire con le fiabe" href="http://www.pensieroecorpo.it/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA FIABA TERAPIA</span></a></span></strong><strong><span style="color: #333399;">     con programma dettagliato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per info: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a>   02.6555635</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong></strong> </p>
<p><span style="color: #333399;"> </span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 17:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fiaba terapia: uso della fiaba nella terapia della colite, colite spastica e colite da stress. Inventare una fiaba come terapia nella colite e disturbi intestinali. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"><img class="size-medium wp-image-1865 aligncenter" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/02/537784_40614570-gnomo1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"><br />
</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"><br />
</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">INVENTARE U</span><span style="color: #333399;">NA FIABA</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">PER GUARIRE </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">DALLA COLITE</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Da molti anni <span style="color: #ff0000;">utilizzo le </span><span style="color: #ff0000;">fiabe nel trattamento dei disturbi  fisici</span>: far inventare una fiaba  permette al paziente di dare espressione simbolica ai suoi vissuti interiori e di rappresentare con immagini fantastiche il <span style="color: #ff0000;">significato della sua malattia,</span> </span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">fornisce una</span><span style="color: #333399;"> mappa dei conflitti e al tempo stesso li orienta verso una soluzione positiva:</span><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"> </span>è già in sè una forma di terapia.</span></span></span></strong><span style="color: #333399;"> </span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Vediamo come è stata usata la <span style="color: #ff0000;">fiaba terapia </span>con Rossana che soffriva di una colite molto grave, con parecchie scariche di diarrea al giorno: una condizione che durava da un anno e mezzo senza remissioni.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA  VITA  DI  ROSSANA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Rossana era stata una <span style="color: #ff0000;">bimba modello<span style="color: #333399;">:</span><span style="color: #333399;"> </span></span>sempre la prima della classe. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E ci teneva molto, perchè voleva dimostrarsi all’altezza delle <span style="color: #ff0000;">aspettative del padre</span>, un avvocato famoso che voleva che la figlia eccellesse in ogni campo. Fin da piccola era molto disciplinata, ordinata e obbedientissima. Ma si era anche sentita molto sola e soprattutto sempre timorosa di non esser mai brava abbastanza. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Finita l’università con il massimo dei voti era stata introdotta dal padre in una grossa azienda multinazionale e qui aveva fatto un&#8217; <span style="color: #ff0000;">eccellente carriera<span style="color: #333399;"> </span></span>raggiungendo ancora giovane una posizione di grossa responsabilità. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Aveva <span style="color: #ff0000;">pochi amici</span> e ben poche relazioni sociali: anzi sul lavoro era considerata una vera iena.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma un paio d’anni prima c’era stato un completo cambio di guardia ai vertici dell’azienda: erano stati inviati dei nuovi direttori dalla sede centrale estera e Rossana si era ritrovata da un giorno all’altro <span style="color: #ff0000;">esautorata dalle sue precedenti mansioni</span> e del tutto isolata. Aveva provato a opporsi ma senza successo e non era riuscita ad adattarsi alle nuove funzioni. Alcuni colleghi poi (un tempo suoi sottoposti) adesso le stavano facendo pagare la sua precedente arroganza facendole piccoli dispetti di ogni tipo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Da circa un anno e mezzo (e in coincidenza con questi cambiamenti) la <span style="color: #ff0000;">stitichezza cronica si era improvvisamente trasformata in diarrea</span> e la sintomatologia andava peggiorando così rapidamenre da far temere un evolversi in colite ulcerosa.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA INVENTATA </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">“C’era una volta uno <span style="color: #ff0000;">gnomo</span> dei boschi, che <span style="color: #ff0000;">accumulava i suoi tesori</span> in fondo a un pozzo profondo, scavato sotto le radici di un albero. Lo gnomo era piccolo e rinsecchito, con una lunga barba bianca, e non aveva amici: stava antipatico a tutti perché lo ritenevano maligno. E lui in tutta risposta diventava ancora più scorbutico. Odiava in particolare i bambini perché si burlavano di lui e gli tiravano la barba. Gli adulti invece &#8220;non riescono a vedere gli gnomi&#8221;.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">A volte scavava in miniera e trovava delle pietre preziose, altre volte le rubava ai mercanti di passaggio, e la sua unica consolazione era andarsi a guardare il suo bel tesoro luccicante e tenerselo ben stretto. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma un brutto giorno andò al nascondiglio e lo trovò vuoto! Completamente vuoto: era <span style="color: #ff0000;">sparito tutto</span>, rubato… Allora si dispera e piange e strilla e grida, ma nessuno gli dà retta. Anzi gli abitanti della foresta sembrano quasi godere delle sue disgrazie..</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Così decise di andare a chiedere aiuto alla<span style="color: #ff0000;"> Fata</span> <span style="color: #ff0000;">della foresta</span> e si recò da lei con un gran viaggio faticoso, ma quando ci arrivò quella gli chiese: “ Era tuo quel tesoro? Come lo avevi guadagnato?” E lo gnomo, che non voleva dirle dei furti ai mercanti, scappò via pieno di vergogna. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma era talmente disperato che decise di tentare un’altra possibilità e andò dal <span style="color: #ff0000;">Mago</span> <span style="color: #ff0000;">dei boschi</span> che viveva sulla montagna. Ma quello fù ancora più brutale e gli disse: “ Non è affar mio recuperare tesori: arrangiati e cercatelo da solo!”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il povero gnomo è completamente <span style="color: #ff0000;">disperato e vuole solo morire</span>”.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL SIGNIFICATO DELLA FIABA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La fiaba inventata da Rossana <span style="color: #ff0000;">si interrompe</span> qui, e non riesce ad andare avanti verso il lieto fine. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo capita spesso con i pazienti all’inizio della terapia: i problemi vengono rappresentati simbolicamente ma <span style="color: #ff0000;">non hanno ancora trovato una soluzione</span>. E’ proprio per questo che inventare una fiaba fornisce dell’ottimo materiale di lavoro! </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Io non mi calo dall’alto con le mie interpretazioni della fiaba: ripropongo semplicemente i temi emersi e ne parliamo insieme.</span></strong> <strong><span style="color: #333399;">Secondo le parole di Rossana lo <span style="color: #ff0000;">Gnomo della fiaba </span>è una sua auto-rappresentazione: anche lei si era sempre sentita un po’ così, una bambina già vecchia per le troppe responsabilità, senza amici della sua età e ‘non vista’ dagli adulti.  Una bambina che curava i suoi successi scolastici come se fossero i suoi <span style="color: #ff0000;">unici tesori:</span> l’unica consolazione in un ambiente molto poco affettuoso. E anche l’unico risultato per il quale veniva apprezzata dai genitori e vedeva riconosciuto il suo valore.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In termini simbolici riferiti alla corporeità, il &#8221;nascondere tesori e <span style="color: #ff0000;">custodirli gelosamente<span style="color: #333399;">&#8220;</span> </span>può essere una raffigurazione della <span style="color: #ff0000;">stitichezza</span> <span style="color: #ff0000;">cronica <span style="color: #333399;">che ha accompagnato</span></span> Rossana fin da bambina.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Rossana collega la <span style="color: #ff0000;">sparizione del tesoro </span>ai recenti avvenimenti lavorativi e alla perdita di ruolo. E dice che il deludente viaggio dello gnomo per chiedere aiuto alla Fata della foresta e al Mago dei boschi assomiglia molto quel che era successo a lei quando aveva cercato di rivolgersi alla Direzione centrale dell&#8217;azienda.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma forse si trattava di ricordi di vicende molto più antiche, perché le <span style="color: #ff0000;">F</span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">a</span>te e i Magh<span style="color: #ff0000;">i delle fiabe</span> <span style="color: #333399;">possono rappresentare</span><span style="color: #333399;"> gli </span></span>archetipi materni e paterni positivi e nella realtà di Rossana <span style="color: #ff0000;">la madre e il padre non l’avevano aiutata</span> per niente da bambina, quando si sentiva priva di valore, e non erano stati per lei una presenza molto rassicurante o protettiva. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La fiaba si interrompe con lo Gnomo disperato che vuole solo morire e in quel periodo anche Rossana era nella fase più cupa di <span style="color: #ff0000;">sconforto</span>: si sentiva del tutto svuotata (anche fisicamente dagli episodi di diarrea) e senza più speranze, oltretutto derisa dai colleghi sul lavoro.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA CONTINUA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Tempo dopo, in un&#8217;altra seduta di psicoterapia, chiedo a Rossana di provare a <span style="color: #ff0000;">riprendere la fiaba <span style="color: #ff0000;">là</span></span><span style="color: #ff0000;"> dove si era interrotta</span> e racconta:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">“Mentre lo Gnomo è lì che aspetta solo la morte,  <span style="color: #ff0000;">arriva </span><span style="color: #ff0000;">una vecchina</span> che andava a far legna nel bosco: sente i suoi gemiti, ne ha compassione e lo porta a casa sua. E’ una buona donna e si mette a curarlo come se fosse un bambino. Gli chiede solo di aiutarla a spaccare la legna, ma per il resto lo nutre e <span style="color: #ff0000;">lo cura come un figlio.<span style="color: #333399;"> </span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">E</span></span> magicamente una mattina accade che lo gnomo si alza e scopre di essere davvero  uno <span style="color: #ff0000;">gnomo-bambino<span style="color: #333399;">:</span></span><span style="color: #333399;"> </span>la sua lunga barba bianca è sparita e il suo volto raggrinzito è ritornato roseo e disteso come quello di un bimbo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Continua a crescere lì nella casa e diventa più grande. Finché un bel giorno la vecchina  gli dice: “ Figlio mio, questo <span style="color: #ff0000;">non è più il </span><span style="color: #ff0000;">posto adatto a te: </span> stai diventando un bel ragazzone grande ormai e devi <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">stare</span> con i tuoi amici</span> <span style="color: #ff0000;">gnomi</span> e non con una vecchia carampana come me! Andiamo insieme nel bosco a cercarli!”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Vanno nella foresta e gira e rigira alla fine trovano un bel gruppo di gnomi dei boschi, che accolgono Fritz, perché questo era il suo vero nome, <span style="color: #ff0000;">come</span> <span style="color: #ff0000;">uno di loro </span>e così lui rimane  a vivere con loro e finalmente può far la sua vita come un vero gnomo: <span style="color: #ff0000;">felice e contento </span>in mezzo ai suoi pari…”</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">QUALE  SOLUZIONE  PROSPETTA  QUESTA  FIABA?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">A me sembra una bellissima rappresentazione simbolica di un <span style="color: #ff0000;">percorso <span style="color: #ff0000;">di crescita e </span>di guarigione</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le fiabe, quando l&#8217;eroe-protagonista è un bambino,  figurano sempre come <span style="color: #ff0000;">prima mossa</span> che trovi un luogo adatto a completare il suo percorso di crescita, prima di continuare per nuove avventure. Appaiono vecchine misericordiose o altre figure fantastiche che di fatto svolgono quella <span style="color: #ff0000;">funzione materna positiva <span style="color: #333399;">che prima era mancata</span></span><span style="color: #333399;">.</span> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma che alla fine <span style="color: #ff0000;">lasciano libero</span> il protagonista di continuare per la sua strada, e lo aiutano/incoraggiano a proseguire <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">il</span> suo cammino</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Rossana si portava dentro delle <span style="color: #ff0000;">carenze affettive antiche</span>: era stata davvero una bambina che non aveva ricevuto il nutrimento affettivo necessario per crescere, e  aveva tirato avanti con molta fatica sotto le spoglie di un vecchio gnomo rinsecchito, avaro e senza amici, finché non era crollata di fronte a una difficoltà della vita che l’aveva spogliata di quelli che credeva fossero i suoi unici tesori: i suoi successi professionali. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per riprendere il suo <span style="color: #ff0000;">percorso</span> <span style="color: #ff0000;">di vita</span> e per riuscire ad <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">allacciare dei</span> rapporti affettivi paritari </span>con gli altri, le occorreva innanzitutto trovare un <span style="color: #ff0000;">luogo simbolico </span>dove poter <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">completare la sua crescita </span><span style="color: #333399;">naturale,</span> </span>e anche una <span style="color: #ff0000;">“madre buona” simbolica</span> che la aiutasse in quel momento di grande difficoltà.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Lo gnomo vecchio e disperato ritorna bambino e cresce in pace nella casa della vecchina. Poi riprende il suo posto nel mondo degli gnomi, che è il suo proprio, dove ora può sentirsi a casa e ben accetto e far parte integrante di una comunità di pari. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La fiaba poi continuerà sulle classiche linee dell&#8217;incontro con la principessa-gnoma e con altre vicende, ma quello che mi sembra   significativo in termini di <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">rappresentazione del </span>significato della colite </span>è che fin dal tempo in cui la fiaba è entrata nella fase dello gnomo-bambino che cresce al sicuro, si è verificata anche una <span style="color: #ff0000;">vistosa remissione dei sintomi</span> con scomparsa degli episodi di diarrea e con un progressivo riequilibrarsi della funzione intestinale. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, opera a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce corsi e seminari  <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a></span></strong> <strong><span style="color: #333399;"> 02.6555635.</span></strong></p>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie</span> in cui viene trattata l&#8217;applicazione della fiaba terapia a:</span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"> <a title="Fiaba tachicardia" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/tachicardia/" target="_self"><span style="color: #800080;">Tachicardia</span></a><span style="color: #333399;">, </span><a title="Fiaba impotenza" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/impotenza/" target="_self"><span style="color: #800080;">Impotenza</span></a><span style="color: #333399;"> e </span><a title="Fiaba pelle" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/01/la-fiaba-della-pelle/" target="_self"><span style="color: #800080;">Disturbi della pelle</span></a><span style="color: #333399;">. </span></span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">Oltre a molti altri articoli sull&#8217;uso delle fiabe anche con i bambini e al primo capitolo dei libri relativi.</span></span></strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<p><span style="color: #ff0000;"><a title="Corso Guarire con le fiabe" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>CORSO DI  FIABA TERAPIA </strong></span></a><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span><strong><span style="color: #333399;">con programma completo</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><a title="corso psicosomatica" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/programma-psicosomatica/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSO DI  PSICOSOMATICA</span></a></span> </span></strong></span><strong> </strong><strong>con programma completo</strong></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<link>http://www.pensieroecorpo.it/2010/01/14/fiaba-eczema/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 08:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fiaba della pelle: raccontare una storia come forma di terapia. Fiaba terapia e uso delle fiabe in psicoterapia e psicosomatica:caso clinico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/01/Paola-foto-classica-sito-vecchio.jpg"></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2118" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/01/1064448_75741074-pelle-occhio-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> INVENTARE UNA FIABA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">PER  GUARIRE DA UNA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">MALATTIA DELLA </span><span style="color: #333399;">PELLE</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Sandro soffriva di una forma di<span style="color: #ff0000;"> eczema</span> che non rispondeva a nessuna terapia farmacologica.</strong> </span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ha provato la <span style="color: #ff0000;">terapia psicosomatica</span>, un po&#8217; per disperazione&#8230; E abbiamo usato la <span style="color: #ff0000;">fiaba terapia.</span> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Questo è il resoconto del suo percorso di guarigione, con i tutti i passagi significativi e le correlazioni tra la fiaba inventata e la  realtà. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Vediamo insieme come la <span style="color: #ff0000;">psicologia della fiaba</span> riesca a dare una rappresentazione del significato di una <span style="color: #ff0000;">malattia fisica</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA INVENTATA</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">“ C’era una volta un <span style="color: #ff0000;">cavaliere valoroso</span>, che viveva passando di battaglia in battaglia. Aveva un cavallo nero come il carbone e una <span style="color: #ff0000;">corazza</span> d’acciaio lucente.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Un giorno vagava tra valli e foreste, senza una meta precisa, in cerca della sua prossima avventura, quando s’imbatté in uno strano cartello: “ Qui inizia il <span style="color: #ff0000;">regno senza tempo </span>”. Si guardò intorno, ma a parte il cartello null’altro indicava i limiti di un regno. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il cavaliere procedette incuriosito a bassa andatura, e vide una porta, un grande portale d’acciaio con ancora quel cartello: “ Qui si entra nel regno senza tempo ”. Il cavaliere <span style="color: #ff0000;">volle varcare quella strana soglia</span>. Si aggirò attento nella valle erbosa che gli si apriva dinanzi, ma non vedeva traccia di esseri umani. Vagò in qua e in là per tutto il giorno e al calare della sera si fermò a riposare sotto un albero.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La notte era tiepida e dolce, il cavaliere si sentiva molto stanco e spossato. <span style="color: #ff0000;">La corazza gli pesava </span>tremendamente. Avrebbe voluto <span style="color: #ff0000;">toglierla</span>, liberarsene per sempre e procedere leggero. Ma <span style="color: #ff0000;">aveva paura</span>. Aveva una terribile paura. Senza corazza era indifeso e <span style="color: #ff0000;">vulnerabile</span>:  ogni nemico avrebbe potuto attaccarlo e ferirlo. E poi con la corazza era un cavaliere, ma <span style="color: #ff0000;">senza corazza chi era</span> lui? Che cosa avrebbe fatto nella vita senza la sua armatura e il suo destriero? Con questi pensieri si addormentò.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Al mattino si svegliò di buon’ora e riprese a vagare per la valle. Ad un tratto vide a distanza una fanciulla bellissima. Era la donna che aveva sempre sognato, proprio <span style="color: #ff0000;">la donna dei suoi sogni</span>, la sua principessa. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Subito iniziò a correre per raggiungerla e come le fu dinanzi, di getto la strinse tra le braccia. Ma la principessa <span style="color: #ff0000;">sparì</span>. Svanì nel nulla: si dissolse in un attimo lasciando il cavaliere attonito a stringere l’aria. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il suo dolore era cocente, <span style="color: #ff0000;">pianse lacrime di disperazione</span> e di struggimento e riprese sconsolato il suo cammino. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ed ecco che rivide in lontananza la bella principessa. Ebbe un tuffo al cuore e si lanciò all’inseguimento. Ancora la raggiunse, l’afferrò e la principessa <span style="color: #ff0000;">di nuovo svanì</span>. La cosa si ripeté più volte. Il cavaliere era affranto dal dolore. Piangeva di nostalgia e di disperazione. Non c’era nulla da fare. Non poteva vivere senza quella donna e non poteva averla. ”</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La favola <span style="color: #ff0000;">si arresta qui</span>. Sandro, il paziente che l’ha inventata non riesce ad andare avanti. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Vediamo ora la storia di Sandro.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA  REALTA’</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sandro è un uomo di 29 anni, disegnatore pubblicitario, coniugato. Si presenta in terapia per una ipercheratosi.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ il primo ed ultimo figlio di una famiglia di commercianti della provincia di Novara. I genitori gestivano insieme una rivendita di materiale elettrico per industrie. Non ricorda nulla di quel periodo. I parenti dicono di lui che era molto attaccato alla madre.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quando Sandro ha cinque anni <span style="color: #ff0000;">la madre muore improvvisamente</span>, il padre ha un grave esaurimento nervoso e il bambino viene affidato alle cure della nonna materna.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ricorda <span style="color: #ff0000;">la nonna</span> come molto anziana già allora, una donna piccola, canuta, ma ancora agile e attiva. Gli era molto affezionata, era una persona  comprensiva e sempre piena di buoni consigli: proprio la buona saggia nonnina!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong><strong><span style="color: #333399;">In quel periodo la nonna è <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">l’</span> unico punto di riferimento</span> affettivo per Sandro. Il padre è lontano e sempre più malato, va molto raramente a trovarlo e in seguito si trasferirà definitivamente in Svizzera. Con lui Sandro non ricorda di avere mai avuto molti contatti. È sempre stata una figura assente, quasi inesistente.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Sandro e la nonna vivono piuttosto isolati in campagna, ad alcuni chilometri da un piccolo paese di provincia. Il bambino frequenta lì la scuola elementare, ma, anche per la distanza dal centro abitato, non stringe nessun rapporto significativo con i compagni. Va poco volentieri a scuola, anche se con buoni risultati, perché ha sempre <span style="color: #ff0000;">paura a lasciare la casa</span> e di staccarsi dalla nonna. Dice: “ Avevo paura che le succedesse qualcosa mentre io ero via&#8230;”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E infatti qualcosa succede.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quando Sandro ha dieci anni <span style="color: #ff0000;">la nonna muore</span> e il bambino viene preso in cura da una delle sorelle maggiori della madre: la zia Tina.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anche questa <span style="color: #ff0000;">zia anziana</span> era abbastanza in là con gli anni e non godeva di buona salute. Comunque Sandro viene <span style="color: #ff0000;">allevato amorevolmente</span> da lei e frequenta normalmente le scuole medie e le superiori. E’ solo all’ultimo anno di liceo che la zia non è più in grado di occuparsi di lui e Sandro termina l’anno in collegio. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Completati gli studi, <span style="color: #ff0000;">deve cercarsi subito un </span><span style="color: #ff0000;">lavoro</span> e si impiega in una grossa agenzia di pubblicità come disegnatore. Il lavoro gli è congeniale e ottiene in breve tempo un notevole successo.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">In quel periodo <span style="color: #ff0000;">conosce una ragazza</span>, Marta, di poco più grande di lui e ancora studentessa universitaria. Dopo poco<span style="color: #ff0000;"> si sposano</span>. Descrive Marta come molto dolce e remissiva.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">I primi anni di matrimonio non hanno presentato problemi. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Solo <span style="color: #ff0000;">nell’ultimo anno</span>, anche in relazione alla scoperta di alcune avventure extraconiugali di Sandro, la moglie ha cominciato a chiedere più spazi personali, si è trovata un lavoro, si è costruita un suo giro di amicizie e di interessi ed ora è spesso fuori casa.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">I disturbi cutanei</span> di Sandro sono comparsi in questo ultimo anno e non hanno reagito a nessun trattamento farmacologico. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Da una iniziale zona di <span style="color: #ff0000;">indurimento della pelle</span> al centro del petto (all’incirca all’altezza del cuore) il disturbo si è esteso via via a tutto il petto, alle spalle, alle braccia (nella parte interna), alle mani (sul palmo) e ultimamente alla zona genitale (inguine).</span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>L’  UOMO  DURO</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sandro descrive se stesso come <span style="color: #ff0000;">‘un tipo duro’, aggressivo, indipendente ed autonomo</span>. Dice:  “Io sono uno che <span style="color: #ff0000;">tiene le distanze</span>, non mi piace che la gente mi si appiccichi addosso, mi piace stare per conto mio ”. Ha sempre manifestato, almeno negli ultimi anni, una forte tendenza a difendere i suoi spazi personali. Nel lavoro è molto competitivo, vuole vincere e si sente <span style="color: #ff0000;">sempre in battaglia</span>. Le sue frasi spesso ripetute sono: “ devo sempre stare attento a sventare i tiri mancini dei colleghi ”, “ l’attacco è la migliore difesa ”, “quello è un ambiente di lupi, se non stai attento ti colpiscono alle spalle ”.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anche nel rapporto con la moglie mantiene questa posizione di ‘uomo duro’. È Sandro quello che dice che vuol sentirsi libero, non vincolato dal matrimonio, che cerca spazi altrove, che se li prende con le sue <span style="color: #ff0000;">avventure extraconiugali.</span> Sostiene di avere sposato la moglie solo per insistenza di lei, per permetterle di uscire dalla famiglia, altrimenti lui non si sarebbe mai e poi mai sposato, perché è contrario ai legami fissi.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il rapporto con la moglie è descritto come nonostante tutto complessivamente buono, emerge però il fatto che mancano totalmente dei momenti di affettuosità fisica, Sandro <span style="color: #ff0000;">rifugge il</span></span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"> </span><span style="color: #ff0000;">contatto epidermico</span>, se non per lo stretto necessario a mantenere i rapporti sessuali.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA  CORAZZA</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">In questo caso ho cercato di capire insieme a Sandro il senso di quel <span style="color: #ff0000;">primo passaggio della fiaba</span>, quello in cui il Cavaliere vorrebbe <span style="color: #ff0000;">liberarsi della corazza</span>, ma ha paura. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sandro si identifica immediatamente con il cavaliere della fiaba: “ Anche io sono come lui, sempre duro, sempre battagliero, sempre difeso, se lasciassi cadere la mia corazza <span style="color: #ff0000;">mi ferirebbero </span>a morte ”.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma parlando del tema della corazza emerge da Sandro anche un vissuto di profonda<span style="color: #ff0000;"> insicurezza</span> personale, di dubbi sulla propria reale identità. La <span style="color: #ff0000;">maschera</span> di durezza gli serve a gestire la sua immagine sociale, sul lavoro come a casa: “Se ti fai vedere debole e indifeso tutti ti attaccano, anzi infieriscono!”. Sandro avrebbe terrore a mostrare la sua parte più tenera e più vulnerabile agli altri, persino alla moglie: avrebbe paura di venire ferito.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La sua modalità comportamentale tipica, il ‘<span style="color: #ff0000;">mantenere le distanze’</span>, risponde a questa esigenza, Sandro ha paura di venire ferito da un contatto troppo intimo, troppo ravvicinato. La sua forma di difesa abituate è l’indurirsi, l’<span style="color: #ff0000;">irrigidirsi</span>, il tenersi lontano dagli altri. Gli elementi di difesa, di durezza, di non contatto diretto epidermico, sono benissimo rappresentati nella fiaba dall’immagine della corazza.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma Sandro adesso si sta costruendo anche fisicamente una corazza: la sua <span style="color: #ff0000;">pelle callosa</span> mima un processo di indurimento che si sta accentuando ancora di più negli ultimi tempi.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Emerge il fatto che l’ulteriore irrigidimento di Sandro è iniziato in relazione ai problemi della sua vita coniugale. Quando la moglie ha iniziato a costruirsi dei propri spazi personali, Sandro ha reagito con <span style="color: #ff0000;">un’ulteriore ‘indurimento’</span>: apparentemente ha manifestato un comportamento indifferente, anzi apertamente favorevole all’autonomia della moglie, mentre dentro di sé si sentiva ferito e molto impaurito da quello che viveva come un progressivo distacco della moglie da lui. Sandro non voleva sentire una parola dei discorsi della moglie sui propri progressi indipendenti da lui.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dice: “ In verità non mi spaventava neanche tanto l’idea che potesse avere anche lei delle altre relazioni sessuali, quello che <span style="color: #ff0000;">mi spaventava davvero era l’idea che si potesse allontanare definitivamente da me</span> ”.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sandro mette in relazione l’area del petto, in cui è comparsa la prima callosità, con <span style="color: #ff0000;">l’area del cuore, dei sentimenti</span>; le braccia sono per Sandro soprattutto quella parte del corpo che serve ad abbracciare e le mani a toccare; <span style="color: #ff0000;">l’inguine, vicino ai genitali</span>, è visto in relazione alla sessualità.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">L’ ABBRACCIO  MANCATO</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Nella fiaba, il momento drammatico culminante è costituito dalla <span style="color: #ff0000;">impossibilità di un contatto</span> con la Principessa, di una ‘presa affettiva’ stabile su di lei, raffigurato nell’abbraccio di una figura evanescente.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Quando tocchiamo il tema della <span style="color: #ff0000;">sparizione</span> della Principessa della fiaba Sandro ha una fortissima reazione emotiva: <span style="color: #ff0000;">scoppia a piangere</span> e ricorda i vissuti della sua infanzia. Emerge l’immagine della madre, a cui era veramente attaccato e il ricordo della sua improvvisa scomparsa, vissuta da Sandro bambino come un crollo totale del suo mondo affettivo. Alla morte della madre Sandro si era sentito totalmente solo, abbandonato e disperato, pensava di morire anche lui di dolore.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La vicenda si era più o meno ripetuta negli stessi termini alla morte della nonna. A Sandro sembrava che tutte le figure a cui si attaccava affettivamente scomparissero poi all’improvviso, ingoiate nel nulla. Sandro aveva in qualche modo messo in relazione il suo attaccamento affettivo con la loro scomparsa.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Sebbene avvenuto in età più tarda, anche il distacco dalla zia era stato da lui vissuto in maniera drammatica, riattivando l’intero tema dell’abbandono. In quella circostanza Sandro adolescente aveva reagito con una profonda trasformazione comportamentale: “Non attaccarsi mai ad una donna” era diventata la sua norma. Diceva agli amici: “ Le donne devi tenerle sulla corda, se ti attacchi a loro scappano via ”, “ Se gli corri dietro se ne vanno…”, “ Se capiscono che ci tieni, non le ferma più nessuno.. ”.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Anche l’abitudine di Sandro di mantenere più rapporti sentimentali contemporaneamente, era dettata dalla paura profonda che attaccandosi ad una donna sola l’avrebbe persa, ritrovandosi poi nella disperazione più totale. Aveva sempre cercato di mantenere più punti di riferimento affettivo, sperando con questo di cautelarsi dall’abbandono.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La maggiore autonomia della moglie era stata vissuta da Sandro come un potenziale abbandono, aveva scatenato tutte le paure precedenti e aveva riattivato, esasperandoli, i meccanismi di difesa. Mi dice: “ Anche con mia moglie non potevo mica scoppiarle a piangere in faccia e dirle di non andare via da me, così facendo l’avrei persa del tutto…”. E Sandro aveva cercato ancora una volta di “prendere le distanze”, di allontanarsi affettivamente e di indurirsi ancora di più, per non rischiare di sentire il dolore di una nuova separazione. ‘Tenersi la corazza’, ‘farsi la pelle dura’, ‘non attaccarsi a nessuno’, erano gli unici mezzi con cui Sandro cercava di gestire una situazione che scatenava delle sue angosce profonde.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL  CAVALIERE  DI  PELLE</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">È interessante notare come tutti questi elementi trovino una loro espressione  nelle trasformazioni del corpo di Sandro quanto nella fiaba che ha inventato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La pelle è quella superficie che ci racchiude e ci delimita, differenziandoci concretamente l’uno dall’altro. Se esistiamo come entità separate e distinte lo dobbiamo innanzi tutto ad una funzione delimitatrice. Filogeneticamente la prima struttura che compare a dividere una forma di vita dal tutto circostante è una membrana. Ovvero la prima forma che la vita si è data per costituirsi in entità separate è la pelle. A livello psichico ripetiamo lo stesso processo strutturandoci un Io, una ‘pelle psichica’, che ci distingue dagli altri.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Possiamo dire che la pelle come struttura corporea e l’Io come struttura psichica, sono analogici, nel senso che hanno la stessa funzione di delimitare un’entità e di differenziarla dal tutto circostante.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sandro non ha utilizzato come suo ‘rappresentante d’identità’ la sua pelle reale, la sua personalità essenziale, ma bensì la sua corazza ( un insieme di atteggiamenti difensivi), tanto che l’abbandonarla gli ripropone il tema della mancanza di identità.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La corazza della fiaba si fa ‘pesante da sopportare’ per il Cavaliere, è soffocante e costringente, così come l’insieme dei comportamenti difensivi di Sandro lo limita e soffoca l’espressione delle sue parti più tenere e affettive. L’idea di liberarsi dalla corazza scatena nel Cavaliere della fiaba l’angoscia di essere ferito e di perdere la sua identità, esattamente come l’idea di abbandonare le strutture comportamentali difensive, scatena in Sandro analoghe angosce.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nella fiaba trova piena espressione il tema dell’attaccamento e della sparizione della persona amata, che ha tanto profondamente segnato l’esperienza reale di Sandro fin dalla più tenera età e che ora è il grande tema presente a livello psichico ed emotivo, attualizzato dalla crisi coniugale, ed operante a livello fisico con la comparsa dei disturbi cutanei.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA  FIABA  CONTINUA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Invito Sandro a continuare la sua fiaba, cercando un possibile lieto fine. Non è semplice e per parecchio tempo Sandro non riesce a prevedere nessuna soluzione dell’impasse. Poi ha come un’intuizione e conclude la storia di getto. Questo è il proseguo:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong><strong><span style="color: #333399;">“ Un giorno mentre il Cavaliere giaceva, sempre più disperato, sotto un albero, gli compare dinanzi una vecchia. E’ una vecchia vestita stranamente, con degli occhi azzurri e chiari e un sorriso buono. Sembrerebbe una fatina, se non fosse così vecchia. Gli dice che deve subito togliersi la corazza e immergersi nel fiume. Se resterà nel fiume tre giorni e tre notti, lei tornerà ad aiutarlo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il Cavaliere è così giù, che ha poca voglia di badarle, ma è anche talmente disperato che decide di tentare. Si toglie la corazza e si immerge nell’acqua. L’acqua è fresca e chiara. Resta lì e attende. Passa il giorno e passa la notte, e così per tre giorni di fila… e un po’ si rilassa.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Al terzo giorno compare la vecchia e gli dice che ora può uscire dall’acqua. Dovrà lasciare lì la corazza, potrà portarsi dietro solo la spada, se proprio vuole. Poi gli dà una pasta appiccicosa da mettere sulle mani, sulle braccia e sul petto; con quella, quando abbraccerà la principessa, lei non potrà più sfuggirgli.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il Cavaliere riprende il cammino e dopo poco ecco riapparire la principessa. Corre come un matto, la raggiunge e l’abbraccia. La principessa resta attaccata alla pasta. Ma invece di ribellarsi, gli butta le braccia al collo e lo copre di baci. Tra le lacrime lo ringrazia di averla salvata. Era colpita da un cattivo sortilegio, costretta a svanire ogni volta, finché non avesse trovato un principe che la potesse trattenere, allora l’incantesimo si sarebbe sciolto e lei avrebbe potuto tornare normale. Così il Cavaliere e la principessa restano insieme e vivono felici e contenti per molti lunghi anni.”</span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> LA TRASFORMAZIONE DEL REALE</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Generalmente, per quel che concerne la mia esperienza, è sufficiente che venga trovata a livello immaginario una via d’uscita dal punto morto in cui la fiaba si è arrestata, per mettere in moto il processo di autoguarigione dei sintomi fisici.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Però non è sempre facile trovare una soluzione alla fiaba! Il paziente che si presenta in terapia con un disturbo organico si trova davvero in uno stato di seria empasse e sta chiedendo un aiuto per uscirne. Le fiabe che vengono inventate hanno spesso la  caratteristica di finire male o di arrestarsi a un punto morto e al momento il paziente non vede proprio nessuna soluzione credibile.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quando, nel corso della terapia, compare la soluzione della fiaba, è segno che è stata trovata a livello immaginario (ma non per questo meno operante), una via d’uscita dell’empasse e l’intero sistema si mette in moto in quella direzione. Le trasformazioni fisiche il più delle volte seguono spontaneamente. Per questo di solito non è necessario interpretare la fiaba o coscientizzare l’intero processo affinché il disturbo fisico si risolva favorevolmente.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nel caso di Sandro ho ritenuto opportuno cercare insieme a lui il significato della fiaba anche durante la sua elaborazione. In un certo senso abbiamo usato tutta la fiaba, fin dall’inizio, come spunto per esplorare i temi che presentava. E poi abbiamo usato passo passo, la sua soluzione immaginativa della fiaba, come una guida per facilitare la  modificazione di alcuni comportamenti reali.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sandro vedeva nella “ vecchia ” la saggezza. La vecchia gli ricordava sì un poco la nonna, con i suoi buoni consigli, da lui a volte non capiti razionalmente, ma sempre risultati efficaci in pratica. Ma vedeva nella vecchia soprattutto la ‘propria’ saggezza interiore, quella parte di sé capace di suggerirgli una via d’uscita da  situazioni difficili. In fondo erano già anni e anni che Sandro doveva cavarsela da solo, facendo affidamento giusto sul proprio intuito per superare condizioni non certo facili. Persino in campo professionale, aveva dovuto contare solo sul suo intuito: aveva cominciato a lavorare molto presto e senza una preparazione tecnica specifica e aveva avuto successo proprio grazie ai suoi lampi di genio.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> “ Togliersi la corazza ”, secondo Sandro, poteva rappresentare l’abbandonare la finzione del ‘duro a tutti i costi’, ed l’iniziare a manifestare i propri sentimenti per quelli che erano, rischiando anche di venire ferito o rifiutato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">“ Stare tre giorni e tre notti nell’acqua ” è stato interpretato da Sandro come il piangere, l’entrare in contatto con quel ‘fiume di lacrime’ che si sentiva dentro.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La “ pasta appiccicosa ” è stata da lui vista come ‘l’attaccamento’ affettivo. Avere la pasta sulle mani era, secondo Sandro, manifestare apertamente il suo affetto alle persone.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quando Sandro ha trovato la soluzione della fiaba, la patologia cutanea ha avuto una repentina recessione. Per la modificazione di tutti quei comportamenti difensivi che ci stavano sotto, c’è voluto ovviamente molto più tempo….</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nei mesi successivi c’è stata una profonda trasformazione nei gli atteggiamenti caratteriali di Sandro. Ha iniziato piano piano a manifestare più apertamente la propria parte tenera, affettiva, vulnerabile o debole.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ stato anche un periodo di grosse depressioni (non in senso clinico!), in cui Sandro lasciato riemergere il proprio dolore per le perdite subite, che non aveva mai pienamente riconosciuto ed espresso. Ha rivissuto le sue  angosce abbandoniche e il timore di perdere le persone care e a provare uno struggente desiderio di contatto e di intimità fisica, tattile. La moglie ha reagito molto favorevolmente a questa trasformazione di Sandro, mostrando che il suo allontanamento dal punto di vista affettivo era proprio in relazione al comportamento troppo distaccato del marito.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Così Sandro ha potuto trovare nel suo rapporto coniugale l’affidabilità, il calore emotivo e la vicinanza fisica che cercava e creare una intimità che prima lui stesso non era in grado di rendere possibile, con tutte le sue corazze di pelle e non di pelle…</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #333399;">Questto caso clinico è tratto dal libro &#8220;Guarire con una fiaba &#8221; di Paola Santagostino Edizioni Urra o Feltrinelli (1° cap. pagina a lato)</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span><span style="color: #333399;">: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, tiene sedute individuali di terapia e di consulenza psicosomatica applicando anche la fiaba terapia e conduce Corsi e seminari sulle fiabe. E&#8217; autrice del libro &#8220;Guarire con una fiaba&#8221; Feltrinelli e di &#8220;Raccontare una fiaba &#8220;  Red Edizioni.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> Per contattare l&#8217;autrice : <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie dedicata alla terapia con la fiaba </span>in cui c&#8217;è anche:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><a title="fiaba impotenza" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/impotenza/" target="_blank">&#8220;Guarire dall&#8217;impotenza con la fiaba terapia&#8221;</a></span></strong><strong><span style="color: #333399;"> <a title="tachicardia e fiaba" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/tachicardia/" target="_blank">&#8220;Una fiaba per guarire dalla tachicardia &#8221;</a> &#8220;<a title="fiaba colite" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/02/colite-fiaba-terapia/" target="_blank">Colite curata con a fiaba terapia</a>&#8220;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><a title="CORSO FIABE" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLE FIABE </span></a><span style="color: #ff0000;"> </span> con programma completo.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_paola_santagostino.php?pn=577" target="_blank"><br />
<img src="http://www.ilgiardinodeilibri.it/data/banner/badge_gdl.gif" border="1" alt="www.ilgiardinodeilibri.it" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 20:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VINCERE L’IMPOTENZA CON LA FIABA TERAPIA: IL CASO DI VITTORIO E IL CAMMINO DELL&#8217;EROE. &#160; Il motivo che spinge Vittorio a chiedere l’aiuto di un terapeuta è l’ assenza di erezione. Non ci sono delle motivazioni organiche. Nelle ultime situazioni in cui ha avuto occasione di avere dei rapporti sessuali non ci è riuscito per completa mancanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333399;"> </span></p>
<h1><span style="color: #333399;"> </span></h1>
<h2><span style="color: #333399;"><a rel="attachment wp-att-1870" href="http://www.pensieroecorpo.it/?attachment_id=1870"><img class="size-medium wp-image-1870 aligncenter" title="leone bello che pensa" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/533028_39831460-leone-bello-che-pensa1-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" /></a></span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"><br />
</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">VINCERE L’IMPOTENZA</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CON LA FIABA </span><span style="color: #333399;">TERAPIA:</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">IL CASO DI </span><span style="color: #333399;">VITTORIO</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">E IL CAMMINO </span><span style="color: #333399;">DELL&#8217;EROE.</span></h2>
<h1><strong> </strong></h1>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il motivo che spinge Vittorio a chiedere l’aiuto di un terapeuta è l’ <span style="color: #ff0000;">assenza di erezione</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Non ci sono delle motivazioni organiche. Nelle ultime situazioni in cui ha avuto occasione di avere dei rapporti sessuali non ci è riuscito per completa mancanza di reazioni fisiche.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Che cosa gli stava succedendo?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Vittorio ha quasi trent’anni ed è figlio unico, è stato educato in una scuola privata e poi si è iscritto a Economia e Commercio per volontà del padre. Ormai è fuoricorso da un pezzo: dà un esame o due all’anno e non si pone problemi sul suo futuro lavorativo. Non ha mai frequentato granché gli amici né avuto relazioni affettive importanti.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il padre ha un’azienda e viene descritto come un uomo collerico e autoritario. In casa detta legge ma non c’è quasi mai: è impegnato in affari all’estero che lo tengono spesso lontano. Cosa di cui Vittorio è molto contento perché quando il padre è a casa il tema della sua carriera universitaria diventa motivo di continui litigi.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Della madre non dice quasi nulla, a parte che suona il pianoforte e che è succube del marito e soffre di frequenti depressioni.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Gli chiedo di <span style="color: #ff0000;">inventare una fiaba</span> perché questo è il mio <span style="color: #ff0000;">metodo terapeutico</span>.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">“ C’era una volta un Principe sul suo  cavallo bianco. Era avvolto in un manto azzurro e il suo capo splendeva al sole con i riccioli biondi. Galoppava nelle vaste praterie. Era un <span style="color: #ff0000;">P</span><span style="color: #ff0000;">rincipe buono</span>: tutto in lui ispirava dolcezza e bontà. </span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Arrivò un giorno nelle vicinanze di un castello. Era una <span style="color: #ff0000;">reggia enorme</span>, splendida e suntuosa tutta avvolta in una luce evanescente. Il principe restò ammaliato da tanta bellezza e decise di entrare. Voleva sapere di chi era quello splendido castello. Entrò e sentì una musica soave: tutto lì era morbido e liscio, c’erano velluti e tappeti ovunque e un’atmosfera ovattata. </strong><strong>Giunse al cuore della reggia senza che nessuno lo fermasse e lì <span style="color: #ff0000;">vide la regina</span>,  sprofondata nei cuscini.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> La regina era una donna di una bellezza abbagliante: con lunghe trecce nere e una carnagione pallida come la luna.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il principe <span style="color: #ff0000;">se ne innamorò</span> <span style="color: #ff0000;">subito</span>. Si avvicinò titubante e la regina sorrideva dolcemente in silenzio, si accostò e iniziò a parlarle e la regina rispose con una voce flebile e dolce come il miele. Il principe se ne invaghì perdutamente.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La regina gli raccontò la sua triste storia: era molto malata, non aveva <span style="color: #ff0000;">né braccia né gambe </span>perché un orso gliele aveva sbranate nella foresta. Poteva solo giacere lì, sola, fra molti agi ma con un’infinita tristezza. </strong><strong>Il Principe sentiva di amarla più d’ogni altra cosa al mondo e le disse che sarebbe <span style="color: #ff0000;">rimasto lì con lei </span>se voleva: le avrebbe fatto compagnia lui. La regina acconsentì e così iniziarono a vivere insieme a palazzo.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"> </span><strong><span style="color: #333399;">All’inizio tutto andava bene e vivevano tra lussi e agi. Però il principe si muoveva poco: voleva restare accanto alla regina e non lasciarla mai sola, ma piano piano sentiva che <span style="color: #ff0000;">le forze gli venivano meno</span>&#8230; Chissà, forse tutte quelle comodità lo viziavano, ma sta di fatto che si sentiva sempre più debole e perdeva energia nelle gambe e nelle braccia. Che la regina fosse infettiva? Ma no, non era una malattia! Ma il principe si indeboliva di giorno in giorno e si sentiva anche confuso: la musica soave che si diffondeva  nella reggia era intorpidente e <span style="color: #ff0000;">aveva sempre sonno</span>. I servitori lo accudivano in ogni modo, ma il principe non stava proprio bene e si sentiva anche solo, chissà perché visto che la regina era sempre al suo fianco.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Un giorno si affacciò alla finestra: il giardino sembrava morto, non c’erano foglie sugli alberi, né fiori, né frutti eppure era già primavera avanzata. Non si vedevano animali intorno: il paesaggio sembrava sprofondato nell’inverno e <span style="color: #ff0000;">non c’era vita lì</span>… Anche nel castello tutto sembrava muoversi al rallentatore e la servitù camminava sempre più piano, come se tutti si stessero addormentando.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">A questo punto il Principe si spaventò: gli sembrava che la vita si stesse fermando e non sapeva cosa fare. Lui era così debole e stremato, privo di ogni forza e aveva solo voglia di dormire. La regina era malata e non poteva far nulla neanche lei. Ma lì <span style="color: #ff0000;">tutto stava morendo</span>. ”</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">IL</span> <span style="color: #ff0000;">&#8220; MASCHILE&#8221;  E   IL &#8220;FEMMINILE&#8221;  COME SIMBOLI</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Se definiamo  <span style="color: #ff0000;">Maschile simbolico</span> una modalità energetica che tende all’estroversione possiamo avvicinarla per similitudine a tutte le forme di azione e di espressione : <span style="color: #ff0000;">parlare agire  muoversi.</span> L’organo genitale maschile, estroflesso, diventa il rappresentante corporeo di questa modalità. Le sue funzioni: l’ergersi, l’andare verso, il penetrare, il fecondare ne incarnano il simbolismo. In questo senso il Maschile simbolico è collegabile ad una <span style="color: #ff0000;">modalità attiva di affrontare la realtà</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Analogamente il  <span style="color: #ff0000;">Femminile  simbolico</span> può essere collegato a una modalità energetica tendente all’introversione, alla recettività, all’accoglimento, al contenimento. L’organo genitale femminile, introflesso, incarna la capacità di <span style="color: #ff0000;">ricevere accogliere contenere</span> nutrire.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">La creazione del nuovo, il figlio simbolico, è frutto <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">dell&#8217;</span>unione di questi due archetipi</span>.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"> </span>Tutte e due queste modalità simboliche sono <span style="color: #ff0000;">compresenti negli esseri umani reali</span>: gli uomini e le donne in carne ed ossa hanno in sé sia l’archetipo maschile che quello femminile e li usano entrambi. Anzi potremmo dire che lo sviluppo armonico di una persona è frutto della <span style="color: #ff0000;">realizzazione bilanciata</span> di tutti e due gli aspetti e che ogni forma di creatività li implica entrambi.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LO SQUILIBRIO YIN E YANG</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nella fiaba di Vittorio però vediamo accentuati e <span style="color: #ff0000;">idealizzati solo gli aspetti del simbolismo femminile</span>: non c’è equilibrio.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La <span style="color: #ff0000;">reggia</span> è ampia e spaziosa e la recettività è sottolineata: la musica è soave, i velluti sono morbidi, nessuno ostacola l’avanzata del principe. E la <span style="color: #ff0000;">regina</span> esprime ancora di più queste caratteristiche: è dolce, silenziosa, accogliente, ma la sua malattia consiste nella perdita totale di ogni qualità attiva: non ha le gambe che permettono il moto e non ha le braccia che permettono l’azione, può solo stare distesa nella <span style="color: #ff0000;">passività più assoluta</span>. E ovviamente è sola perché ogni rapporto implica un protendersi verso l’altro.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il principe ne resta ammaliato e aderisce totalmente a questa modalità non bilanciata dal suo opposto e pian piano anche lui <span style="color: #ff0000;">perde le caratteristiche attive</span>: non si muove più, non ha più forze, non fa più nulla e si sente solo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La <span style="color: #ff0000;">natura</span> attorno al castello sembra uniformarsi a questa modalità: manca quel quoziente attivo che permette ai boccioli di rompere la corteccia e di nascere alla luce. L’inverno con le sue caratteristiche di stasi nel mondo del visibile (ma di estrema creatività sotterranea) incarna la produttività della polarità femminile, mentre la primavera con il suo esplodere di manifestazioni visibili, incarna la realizzazione di quella maschile. Ma nel paesaggio di questa fiaba si è <span style="color: #ff0000;">rotto l’equilibrio yin e yang</span>: non c’è primavera, non fiorisce nulla, il maschile è del tutto assente, non svolge la sua funzione fecondante e il risultato è mortifero.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Se facciamo una <span style="color: #ff0000;">analogia tra la fiaba di Vittorio e la sua vita </span>vediamo che le componenti dinamiche e attive sembrano mancare completamente in entrambi i casi: anche Vittorio non fiorisce, non si muove, non agisce, non si proietta in avanti, non si arrischia a uscir di casa. Nel raccontare una storia fantastica rappresentiamo spontaneamente il nostro mondo interiore e ne riveliamo le caratteristiche simboliche.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;ARRIVO DI UN NUOVO PERSONAGGIO</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Chiedo a Vittorio se riesce ad immaginare l&#8217;arrivo di nuovo personaggio nella fiaba e dopo lunghi silenzi compare un leone:</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;"> “ E’ un<span style="color: #ff0000;"> leone grande e grosso</span>, ha una folta criniera ed è molto feroce. Entra nel castello si guarda attorno, ma nessuno lo ferma. Vede tutti mezzi addormentati e li aggredisce. Gli balza addosso e li sbrana, è bello soddisfatto lui! Procede indisturbato e nessuno interviene, tutti hanno paura e si nascondono, ma è inutile. Così il leone arriva nelle stanze centrali dove c’è il principe e la regina. Guarda il principe, che è debolissimo e non ha forze per reagire e sta per balzargli addosso…”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Chiedo a Vittorio di <span style="color: #ff0000;">far  parlare il principe e il leone</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quello che segue è il dialogo immaginario:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Principe: “ No, ti prego, non farlo! Perché mi vuoi mangiare? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Leone: “ Beh, perché no? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Principe: “ No, risparmiami, ti prego, non vedi che non posso neanche muovermi? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Leone: “E con questo? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Principe: “ Ma tu sei crudele! ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Leone: “ No, è che tu sei scemo. Perché non ti dovrei mangiare? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Principe: “ Ma non si mangia la gente indifesa!”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Leone: “ E perché no? E’ tutta fatica in meno. ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Principe: “ Ma che Leone sei tu a mangiarti la pappa pronta? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Leone: “ E  che Principe sei tu, lì tutto rammollito? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Principe: “ Ma no, non sono un Principe, è tutto uno scherzo! Sono un povero mendicante che passava di qui per caso, qui si sta bene e mi sono fermato. Risparmiami ti prego! ”</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Leone: “ Fai schifo. ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E il leone se ne va.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">LA FIABA PROSEGUE</span> </span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong><strong>“Il giorno dopo il Leone torna, ha già mangiato un paio di cortigiani e quindi è sazio, viene più per divertirsi a stuzzicare il Principe che per altro.” E <span style="color: #ff0000;">riprende il dibattito</span>: il principe continua a supplicare e il leone a non mostrare pietà; il principe lo accusa lamentosamente e il leone gli dà dello scemo ripetutamente.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Il discorso cade poi</span> sulla regina</span>.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Principe dice: “ Non posso andare via dal castello, lei poverina è qui tutta sola.. che cosa farebbe? Ne morirebbe. Non ho cuore di lasciarla ”. </strong><strong>Il leone allora racconta che quella non è la povera regina malata che sembra, ma <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">è una</span> Strega terribile</span>. Fa sempre così, lui la conosce bene: attira i passanti  dentro il castello, 1i seduce, li priva di forze e <span style="color: #ff0000;">li </span><span style="color: #ff0000;">tiene schiavi </span>a vita. Il Principe non gli crede.</strong></span></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">La regina nel frattempo ascoltava da dietro la porta e appena il leone esce, chiama il principe e gli dice con un filin di voce che le è giunta notizia che un leone feroce si aggira nel castello, lei è così debole e indifesa e se il leone la trova è fin troppo facile sbranarla. Ordina al Principe di chiudere ogni porta e ogni finestra del castello e di restare accanto a lei: di <span style="color: #ff0000;">non far più entrare né uscire </span>nessuno.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il principe a quel punto è un po’ <span style="color: #ff0000;">perplesso</span>: fra leone e regina non ha più ben chiaro chi sia più pericoloso. Ma si fida della regina: sbarra tutti gli usci e monta di guardia. Viene la notte, è buio pesto e non si sente un rumore. Il principe è <span style="color: #ff0000;">di guardia</span> nella stanza della regina.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ad un tratto si sente un gran fracasso. E’ il leone rompe il vetro della finestra e balza nella stanza. Il principe lo vede, grande e forte con la sua bella criniera, ma non fa neppure in tempo di spaventarsi perché tutto accade in rapida successione: come la regina si accorge della presenza del leone, lancia un grido orribile e <span style="color: #ff0000;">si trasforma</span>… II suo volto bellissimo svanisce e lascia il posto ad un ghigno orrendo: <span style="color: #ff0000;">è un’orchessa </span>con la bocca spalancata, enorme, nera e senza fondo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Si lancia sul leone e inizia una <span style="color: #ff0000;">lotta furibonda</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il leone sputa fuoco, si alza sulle zampe posteriori, cerca di difendersi, ma l’orchessa gli è addosso con le fauci spalancate. Il principe non ragiona più, prende qualcosa, un bastone, un punteruolo, si lancia sulla strega e mira dritto al cuore. Come il <span style="color: #ff0000;">punteruolo la trapassa </span>la strega cade a terra morta stecchita. Il principe salta in groppa al leone e insieme <span style="color: #ff0000;">fuggono liberi</span> fuori dalla reggia. ”</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">IL SIMBOLISMO DEL LEONE</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Con il leone nella fiaba di Vittorio compare un Maschile simbolico ma inizialmente sembra un nemico.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il simbolismo del leone ci porta in pieno nel campo delle rappresentazioni del maschile: <span style="color: #ff0000;">simbolo di potenza</span>, di sovranità, di forza, di azione, di coraggio, di fecondità, di luce e di parola.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Gli aspetti oscuri di questo simbolo si collegano al dispotismo, alla <span style="color: #ff0000;">violenza</span> brutale e alla soddisfazione impulsiva di ogni appetito.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong><strong><span style="color: #333399;">E sono questi gli aspetti che Vittorio coglie inizialmente: vede il leone come forte ma violento e distruttore. E sono gli stessi aspetti che sottolineava nella descrizione di <span style="color: #ff0000;">suo padre</span>: dispotico, autoritario, prevaricatore, impulsivo, irruente e collerico.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nel vissuto di Vittorio la figura maschile paterna è stata caricata di valenze negative e completamente <span style="color: #ff0000;">rifiutata</span>. Vittorio detesta suo padre e non vuole assomigliargli in nessun aspetto, gli risulta impossibile identificarsi con il Maschile simbolico ma così facendo l’intera realizzazione della sua <span style="color: #ff0000;">polarità attiva è bloccata</span>, sia a livello fisico: Vittorio non ha erezioni, ha la pressione bassa, la muscolatura flaccida, è sempre stanco e ha freddo, la sua vista debole e la mente confusa; sia nelle manifestazioni comportamentali: è incapace di assertività, è sempre passivo, indeciso e senza slanci; come negli aspetti relazionali: Vittorio non parla, non si esprime, non va verso gli altri, non cerca nessuno, se ne sta chiuso in casa (con la mamma)  a non far nulla&#8230;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Mi ha colpito il fatto che il leone di questa fiaba continui a dare dell’imbecille al principe. Nella tradizione simbolica il leone è anche il <span style="color: #ff0000;">portatore di luce <span style="color: #333399;">e di conoscenza</span></span>: combatte e vince le tenebre dell’ignoranza. Il leone della fiaba sembra piuttosto abile nella dialettica e ha rapidamente la meglio sui banali luoghi comuni del principe.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nella realtà Vittorio non si è mai occupato di sviluppare le sue <span style="color: #ff0000;">capacita intellettuali</span>: è stato uno studente mediocre e disinteressato e in generale non si è mai posto molte domande sulla vita né sulla realtà circostante e non nutre alcuna curiosità verso il mondo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anche quando il discorso tocca l’argomento della regina, il leone della fiaba si fa portatore di conoscenza: sa qualcosa che il principe neppure sospetta e che si rivelerà esatto. Dal tono con cui il leone parla della regina, sembra che si tratti di una conoscenza <span style="color: #ff0000;">molto antica</span>.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">IL   MENDICANTE </span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il passaggio in cui il Principe della fiaba si dichiara essere in realtà un ‘<span style="color: #ff0000;">mendicante</span> di passaggio’ è interessante perché Vittorio lo collega a un suo vissuto. Lui ama presentarsi agli altri come una specie di eroe e di paladino degli indifesi: un esempio di bontà superiore. L’immagine iniziale del principe buono con i riccioli d’oro corrisponde all’ immagine idealizzata che Vittorio cerca di darsi. Ma spesso questa autoimmagine crolla rovinosamente nell’impatto con la realtà e lascia emergere un’ autopercezione molto diversa: quella del ‘mendicante’ per l’appunto. Vittorio si sente vuoto, <span style="color: #ff0000;">privo di capacità</span>, di risorse e di energia: una nullità che si trascina ‘mendicando’ un po’ di affetto o almeno di compassione. In quei momenti si sente completamente un’inetto ed esclude che qualcuno lo possa amare per ciò che è così ricorre al <span style="color: #ff0000;">vittimismo</span> per attirare attenzioni.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL CAMMINO DELL’EROE</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Neumann in “Le origini della coscienza” dà una descrizione simbolica del <span style="color: #ff0000;">cammino dell’eroe</span>, analoga al cammino di sviluppo della coscienza  che emerge dal caos indistinto dell’inconscio indifferenziato, seguendo una serie di tappe necessarie.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">All’inizio l’Eroe è solo una potenzialità di coscienza, è ancora completamente immerso nel <span style="color: #ff0000;">mare indistinto delle origini</span>. La Grande Madre simbolica, da cui ogni vita scaturisce, è generatrice di tutto l’esistente. Ma non è un femminile differenziato che richiama come suo opposto un maschile altrettanto differenziato: è qualcosa di molto più arcaico che allude piuttosto a uno <span style="color: #ff0000;">stato primordiale </span>in cui maschile e femminile non si sono ancora scissi. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">All’origine simbolicamente stanno un maschile e femminile fusi insieme, non ancora divisi nelle due polarità yin e yang e il cammino dell’eroe-coscienza consiste innanzitutto nell’ <span style="color: #ff0000;">emergere</span> da questa fusione primordiale.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E&#8217; la stessa fondamentale tappa di sviluppo che deve percorrere un bambino maschio:  innanzitutto deve <span style="color: #ff0000;">separarsi dalla madre</span> per potersi affermare come entità a sè stante.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In seguito l’eroe maschile dovrà affrontare e vincere gli aspetti distruttivi del femminile integrandone quelli positivi e analogamente combattere e vincere gli aspetti distruttivi del maschile identificandosi in quelli positivi. Questa è la lotta dell’eroe con i <span style="color: #ff0000;">due mostri</span>: ma prima deve uscire dal mare primordiale.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> I RITI DI INIZIAZIONE MASCHILE</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong><strong>Gli antichi riti di iniziazione alla pubertà per i maschi sottolineavano la necessità del distacco dalla madre e l’assunzione di un’identità propria con <span style="color: #ff0000;">l’ingresso nel mondo degli uomini</span>. Questo rito preparava anche allo sviluppo della sessualità: solo quando il ragazzo aveva stabilmente acquisito un’identità maschile poteva mettersi in relazione con un femminile inteso come compagna di vita e non come mamma. Il distacco dal femminile-materno era considerato un passaggio indispensabile ai fini dello sviluppo di una <span style="color: #ff0000;">relazione con l’altro sesso</span>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">LA REGINA MADRE</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Osserviamo sotto questa luce la fiaba di Vittorio. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il principe protagonista che compariva all’inizio sembrava avere i caratteri maschili adulti ma poi si scoprirà che era un bluff: si trattava metaforicamente di <span style="color: #ff0000;">un bambino/mendicante </span>del tutto dipendente per la sua sopravvivenza dalle <span style="color: #ff0000;">elemosine/materne</span>. Nel contatto con la regina/madre viene completamente risucchiato in un legame soffocante che gli toglie  forze autonomia e vitalità.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> Di una ‘regina’ si trattava, non di una principessa!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Neumann parla nel  mito ‘dell’ <span style="color: #ff0000;">eterno adolescente</span> ’ delle sorti del giovane maschio che non riesce a staccarsi dalla Grande Madre simbolica: affascinato e ammaliato, amante imberbe, viene lentamente risucchiato e ucciso. Proprio come il principe della fiaba di Vittorio: intrappolato dalla regina-madre e sempre più debole si spegne pian piano.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il leone della fiaba conosce bene questo pericolo e mette in guardia il principe dal rischio di finir inglobato nel simbolo materno: gli rivela che la regina è un’ammaliatrice che lega a sé in un <span style="color: #ff0000;">rapporto mortifero</span>. Ma il Principe non gli crede. E la regina cerca di vincolarlo a sé ancora di più ordinandogli di chiudere tutte le porta e finestre della reggia: così il principe è del tutto<span style="color: #ff0000;"> intrappolato</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Chi fa saltare il gioco è ancora una volta il leone, delegato a  incarnare tutti i ruoli simbolici maschili e attivi del racconto. E quando irrompe nella reggia, la regina mostra la sua vera faccia ed emerge il suo <span style="color: #ff0000;">aspetto terrificante</span>: l’orchessa.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">I  RICORDI  SEPOLTI</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nei colloqui successivi riemergono dei ricordi di frammenti della vita familiare: questo padre collerico ma diretto gli aveva sempre fatto meno paura della madre, che faceva fatica persino a nominare. Nel primo caso si trattava di una ostilità dichiarata e riconosciuta, ma nel secondo caso di <span style="color: #ff0000;">oscure percezioni</span> e di terrori senza nome. Vittorio spesso aveva paura di sua madre ma non sapeva perché, a volte ne sospetta una violenza nascosta ma si sentiva subito in colpa, a volte provava una rabbia sorda nei suoi confronti ma gli appariva immotivata e mostruosa.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E’ interessante notare che nella fiaba il principe riesce a reagire solo quando l’orchessa mostra il suo vero volto. </strong><strong>Nella realtà sarà solo quando arrivano a piena coscienza anche gli aspetti negativi della madre che Vittorio riuscirà a separarsene: pian piano è riemerso il ricordo di questa madre di cui non  parlava mai, affetta da una <span style="color: #ff0000;">depressione bipolare</span> con accessi maniacali violentissimi che erano stati un vero incubo sepolto nella memoria di Vittorio bambino.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E nella fiaba il leone che a prima vista sembrava un pericolo e un nemico si rivela un <span style="color: #ff0000;">alleato prezioso</span>. E viene fuori che anche il padre di Vittorio un po’ tardivamente riscoperto, non era poi quel dittatore spaventoso che sembrava all’inizio: le sue famose sfuriate a un figlio trentenne completamente abulico erano mosse più che altro dal desiderio di smuoverlo dal torpore in cui giaceva.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Queste dinamiche erano collegate anche alle difficoltà sessuali di Vittorio. L</strong><strong>e fasi di sviluppo della terapia si sono succedute con una cadenza abbastanza analoga a quella della fiaba : come in un rito iniziatico Vittorio ha ripercorso nell’immaginario le tappe della lotta contro un femminile-materno divorante, fino alla sua identificazione con un <span style="color: #ff0000;">maschile solare ed eroico</span>…</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica,  tiene sedute individuali di terapia e consulenza filosofica e conduce corsi di psicologia <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Questo articolo fa parte di una serie dedicata alla</span> fiaba terapia </span>in cui c&#8217;è anche <a title="fiaba tachicardia" href="http://www.pensieroecorpo.it/tachicardia/" target="_blank">Guarire dalla tachicardia con la fiaba</a> ,  <a title="fiaba pelle" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/01/la-fiaba-della-pelle/" target="_blank">La fiaba della pelle</a> , </span></strong><strong><span style="color: #333399;"> <a title="fiaba colite" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/02/colite-fiaba-terapia/" target="_blank">Curare la colite con la fiaba terapia</a>. </span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;"><a title="corso fiaba" href="http://www.pensieroecorpo.it/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA  FIABA COME TERAPIA</span></a><span style="color: #ff0000;"> </span> </span></strong></span> <span style="color: #333399;"><strong>in </strong><a href="http://www.pensieroecorpo.it/programma-fiaba/"><strong><span style="color: #333399;">www.pensieroecorpo.it/programma-fiaba/</span></strong></a></span><a href="http://www.urraonline.com/libri/9788850321872/scheda"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 15:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fiabe da raccontare ai bambini. Raccontare una storia usando la fantasia fornisce mappe di vita nel linguaggio che i bambini capiscono, ma deve finire bene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-2028  aligncenter" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/415498_6031-perchè-raccontaare-fiabe-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">PERCHE&#8217; RACCONTARE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">FIABE AI BAMBINI? E QUALI?</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"> </h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">LE FIABE CHE FINISCONO BENE</span></h2>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Le fiabe sono un ottimo strumento</span> </span>per <span style="color: #ff0000;">comunicare con i bambini</span> perché parlano nell&#8217;unico linguaggio che loro riescono  a comprendere : un linguaggio simbolico per immagini che è affine ai loro processi mentali. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Infatti la struttura mentale del bambino è ancora poco adatta a elaborare concetti astratti e a collegarli tra di loro mediante nessi logici, ma invece è già perfettamente in grado di costruire delle catene associative <span style="color: #ff0000;">per immagini</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo vuol dire che<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"> un</span> bambino piccolo fa molta fatica a seguire il senso di un discorso razionale</span>, anzi il più delle volte non lo capisce affatto: per lui sono solo parole messe insieme a formare quelle complicate formule magiche che gli adulti borbottano in continuazione… </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Invece <span style="color: #ff0000;">riesce a seguire benissimo la sequenza di immagini tipica della fiaba</span>.</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">PERCHE&#8217;  PROPRIO LE FIABE?</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le fiabe sono dei percorsi di vita e di crescita  : raffigurano le possibili difficoltà che ogni bambino si trova ad affrontare e ne <span style="color: #ff0000;">indicano la soluzione</span>. Ovviamente su un piano simbolico.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Le fiabe sono piene di bambini</span>: bambini abbandonati nei boschi, bambini maltrattati da matrigne cattive e sorellastre invidiose, bambini prigionieri di streghe che li ingrassano per mangiarseli, bambini che aprono tutte le porte che non dovrebbero aprire e poi si trovano in un sacco di  guai&#8230;. E in questo senso le fiabe parlano dei loro problemi di tutti i giorni: il sentirsi abbandonati, la rivalità con i fratelli , la disubbidienza e la paura delle conseguenze…</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E la fiaba conduce  il bambino per mano  fuori da queste angoscianti situazioni e il suo valore sta proprio in questo: nella capacità di rappresentare delle situazioni difficili e nell’indicarne la <span style="color: #ff0000;">via d’uscita</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E tutto questo nell’ <span style="color: #ff0000;">unico linguaggio accessibile</span> a un bambino: quello della fantasia. Ma le fiabe non parlano solo di bambini, parlano anche di eroi, di personaggi che affrontano mille difficoltà e alla fine riescono a portare a termine la loro impresa: in questo senso sono un corso completo di formazione alla vita e ai compiti che riserverà.</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">QUALE FIABA RACCONTARE A UN BAMBINO?</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le <span style="color: #ff0000;">fiabe classiche di magia</span>, quelle <span style="color: #ff0000;">che finiscono bene</span> e che non hanno intenti moralistici. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Raffigurano tutte le dinamiche dei grandi <span style="color: #ff0000;">problemi</span> che ognuno deve affrontare per crescere e offrono un&#8217; ampia gamma di combinazioni e di <span style="color: #ff0000;">soluzioni</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Poi è il bambino che sceglie: in certi periodi <span style="color: #ff0000;">vuole ascoltare solo quella fiaba</span> e nessun altra. E’ la fiaba che in quel momento lo riguarda, che gli parla dei suoi problemi del momento, che lo consola e lo incoraggia, che lo salva dalle grinfie dei mostri che sono in agguato nel suo spazio simbolico. Nell’identificazione con l’eroe il bambino trova la forza per superare le sue angosce e le indicazioni di percorso per uscire dalle difficoltà. </span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino: <span style="color: #ff0000;">Psicologa e Psicoterapeuta</span>, specializzata in Medicina psicosomatica vive a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce Corsi e seminari in tutta Italia. E&#8217; autrice di molti libri sui bambini di cui sono disponibili i primi capitoli nelle pagine laterali.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Anche consulenze individuali.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l&#8217;autrice: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a>   02.6555635.</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="corsi per genitori" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/corsi-genitori/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI PER GENITORI</span></a></span><span style="color: #ff0000;"> </span><span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 12:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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<div class="mceTemp"> </div>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2023" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/655895_86935313-bambini-mostri-300x260.jpg" alt="" width="300" height="260" /></p>
<div class="mceTemp"> </div>
</div>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">I MOSTRI DELLE FIABE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">SPAVENTANO I BAMBINI?</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">NO AFFATTO, </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">BASTA CHE VENGANO VINTI!</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;">A volte si sente dire che le fiabe con i <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">cattivi  e</span> i mostri </span>spaventano i bambini, ma non è proprio così! </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;">Il cattivo, il pericolo, il mostro, è <span style="color: #ff0000;">psicologicamente </span>tutto ciò che in un certo momento sentiamo come minaccioso, terrificante e aggressivo, con cui non sappiano come comportarci e quindi ci sentiamo indifesi e vulnerabili.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Il</span> mondo dei bambini<span style="color: #ff0000;"> </span></span><span style="color: #ff0000;">è molto più popolato di mostri</span> di quello degli adulti, perché il bambino ha una percezione  più forte della sua fragilità. La strega, il mostro e il cattivo della fiaba non fanno che dare un volto a ciò che  c&#8217;è già nel suo universo psicologico &#8230;  ed è lì tutti i giorni. </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;">Teniamo presente che ciò che <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">‘ha un volto’ </span> </span>è molto meno terrificante della minaccia ‘senza volto’: la <span style="color: #ff0000;">strega della fiaba</span> con le sue caratteristiche  personali è <span style="color: #ff0000;">meno spaventosa</span> di una sensazione di paura indefinita&#8230;</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;">Per questo però è anche molto <span style="color: #ff0000;">importante</span> raccontare ai bambini delle<span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">fiabe</span> che finiscano bene</span></span>: perché raffigurano ciò che fa paura ma danno anche le indicazione su come non lasciarsi sopraffare.</span></strong></span></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL MONDO DELLA MAGIA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per altro il <span style="color: #ff0000;">mondo fatato</span> delle fiabe pieno di pericoli ma anche di <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">aiutanti:</span> </span>è un mondo dove tutto è animato e gli animali parlano e gli oggetti si muovono e hanno un motivo per farlo, è  anche il mondo <span style="color: #ff0000;">in cui il bambino vive normalmente</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E&#8217; quel mondo definito della ‘<span style="color: #ff0000;">magia primitiva’ </span>in cui si sono mossi tutti i popoli agli albori della specie e in cui si muovono ancora tutti gli individui agli albori della loro esistenza. Un mondo in cui anche noi abbiamo vissuto anche se spesso ne abbiamo perduto memoria… ma che nel raccontare una fiaba riaffiora.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nel mondo magico <span style="color: #ff0000;">tutto è animato</span> e si muove con una logica, seguendo dei desideri e perseguendo degli scopi, nulla avviene mai ‘per caso’&#8230;.  </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ un mondo popolato da figure potenti: <span style="color: #ff0000;">fate streghe orchi e giganti,</span> e lì si colloca il protagonista, aiutato nel suo difficile cammino da ciò che gli sta attorno. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Una splendida rappresentazione del <span style="color: #ff0000;">vissuto reale di un bambino</span>: immerso in un mondo di esseri umani molto più grandi e potenti di lui, da cui se tutto va bene riceverà l’appoggio e gli strumenti necessari per la sua crescita, ma un mondo che è anche segnato da eventi che non capisce e che lo spaventano, da forze che non conosce ma che lo determinano&#8230;.</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL  PROTAGONISTA  DELLA FIABA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il protagonista della fiaba (che spesso è  un bambino)  si scontrerà con <span style="color: #ff0000;">mille difficoltà</span> e attraverserà mille peripezie, ma sarà anche <span style="color: #ff0000;">aiutato da forze benevole</span> quando è in difficoltà. Anche l’eroe della fiaba deve compiere imprese che a prima vista sembrano impossibili ed è osteggiato da nemici molto pericolosi, ma è pure aiutato da alleati potenti. E alla fine le fiabe <span style="color: #ff0000;">finiscono bene</span>: per il bambino sono la <span style="color: #ff0000;">voce della speranza </span>e della fiducia&#8230;</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">I BUONI E I CATTIVI</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le fiabe sono ‘esagerate’ nel senso che i buoni sono solo tutti buoni e i cattivi sono solo tutti cattivi e in questo sono irrealistiche&#8230;. E’ vero: la realtà è molto più ambigua e i contrari si mescolano e sono sempre compresenti. Ma questo è  un concetto accessibile solo a una mente adulta, capace di comprendere l&#8217;ambiguità e la compresenza degli opposti. Il bambino invece ha bisogno di semplificare: <span style="color: #ff0000;">ha bisogno di  distinguere tra bene e male</span> e di separare prima di poter riunificare.</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA DIFFERENZA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Se guardiamo alla differenza tra buoni e cattivi nelle fiabe scopriamo delle verità profonde: <span style="color: #ff0000;">i buoni</span> favoriscono il benessere proprio e altrui insieme, <span style="color: #ff0000;">i cattivi</span> cercano di affermarsi a danno degli altri. Come aspirazioni i buoni non sono poi così diversi dai cattivi: anche loro vogliono successi e riconoscimenti, cercano fortuna, sposano la principessa più bella e diventano re&#8230;. Ma i cattivi cercano di raggiungere i loro obbiettivi danneggiando gli altri e fanno tutto per proprio esclusivo interesse mentre i buoni  agiscono in accordo con l&#8217;insieme. E questo ha molto da dire anche alla mente di un adulto&#8230;.        </span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino    </span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>:  Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica opera a Milano dove tiene  sedute individuali di terapia e consulenza e conduce Corsi in tutta Italia. E&#8217; autrice di molti libri sui bambini ( vedi pagine a lato).</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l&#8217;autrice</span></strong><strong><span style="color: #333399;">: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a>  02.655635.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie <span style="color: #333399;">dedicata all&#8217;uso delle fiabe con i bambini </span></span><span style="color: #333399;">in cui c&#8217;è anche:</span></span></strong><strong><span style="color: #333399;"> &#8221;Perchè raccontare fiabe ai bambini?&#8221; e &#8221; Come usare le fiabe in classe&#8221; ed è possibile leggere i primi capitoli dei libri sui bambini nelle pagine laterali.</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anche consulenze individuali: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a>     02.6555635.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="corsi per genitori" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/corsi-genitori/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI PER GENITORI</span></a></span><span style="color: #ff0000;"> </span><span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 10:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fiabe a scuola secondo età del bambino: fiabe al nido d'infanzia e scuola materna, fiabe a scuola e fiabe con adolescenti. Formazione insegnanti ed educatori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-2033 alignnone" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/417229_7684-bambina-bella-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">AI BAMBINI  PICCOLI</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">BISOGNA RACCONTARE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">TANTE FIABE  DIVERSE</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CON I PIU&#8217; GRANDICELLI</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">OCCORRE CREARE GRUPPETTI PER </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> FAR INVENTAR LE FIABE A LORO.</span></h2>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Lavorare con le <span style="color: #ff0000;">fiabe in classe</span> è veramente utilissimo! </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma l’applicazione dipende <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">dall</span>’ età dei bambini</span>.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">Q</span>uando i bambini sono ancora piccoli</span> occorre  che ascoltino molte fiabe diverse, per familiarizzarsi con il genere narrativo e con la struttura tipica della fiaba, con i suoi personaggi caratteristici e con  la sua cadenza: dover compiere un’impresa quasi impossibile, poter contare su aiutanti magici e arrivare al lieto fine. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Quando i bambini crescono</span> vogliono essere più partecipi e più attivi: allora è meglio far inventare le fiabe a loro. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">C</span>ome</span> praticamente? </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Valutiamo un <span style="color: #ff0000;">percorso</span> <span style="color: #ff0000;">per età</span> e per gradi di istruzione.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><span style="color: #333399;">ASILO E SCUOLA MATERNA</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">All’asilo e nelle scuole materne è importante soprattutto <span style="color: #ff0000;">raccontare molte fiabe </span>ai bambini e saperle scegliere in modo opportuno.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #ff0000;">Quali fiabe scegliere? </span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Le fiabe classiche che finiscono bene</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Queste fiabe hanno una caratteristica in comune: sono state <span style="color: #ff0000;">selezionate</span> da millenni di cultura e riguardano problemi universali e soluzioni sempre valide.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Non è un caso che si siano tramandate così  <span style="color: #ff0000;">per lungo tempo</span>: la prima versione conosciuta della fiaba di Cenerentola risale a più di 2000 anni avanti Cristo ed è originaria della Cina (cosa  che si nota perché in Occidente avere un piedino molto piccolo non è mai stato un segno di speciale valore…)  Ne ritroviamo versioni nell’Egitto dei Faraoni e nella Roma antica.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">di che cosa parla</span> in sostanza la fiaba </span><span style="color: #333399;">di Cenerentola</span></span>? Della rivalità tra fratelli, del disamore materno, dell’assenza paterna, del non venire riconosciuti per il proprio valore nell’ambito domestico, della necessità di uscirne per sviluppare una vita autonoma…</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;"> <span style="color: #ff0000;">T</span><span style="color: #ff0000;">emi  immutati nei secoli </span>perché riguardano problemi umani comuni e percorsi  fondamentali di crescita.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Lo stesso si può dire di <span style="color: #ff0000;">tutte le fiabe</span><span style="color: #ff0000;"> classiche</span>: Biancaneve, Rosaspina, la Bella Addormentata, i Sette Capretti, Pollicino e via dicendo: ne potete trovare l’intera raccolta ovunque. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Ai primi livelli</span> di formazione è molto importante fornire ai bambini una serie di fiabe più ampia possibile: poi sceglieranno loro quella che diventerà la loro preferita perché riguarda simbolicamente i problemi che si trovano ad affrontare in quel momento.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Una grande capacità dell’educatore è rendere le fiabe vive e interessanti anche per il <span style="color: #ff0000;">modo in cui le racconta </span>e le propone: scegliendo il momento giusto e usando il tono di voce e la drammatizzazione. Avrei una cosa curiosa da dire riguardo al far recitare le fiabe dai bambini stessi, ma rimando al prossimo articolo  per non allungare troppo.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><span style="color: #333399;">SCUOLE ELEMENTARI</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Usate<span style="color: #ff0000;"> alle elementari </span>le fiabe sono uno strumento fantastico perché hanno l’effetto secondario di far comprendere più matematica e grammatica di quanto si possa immaginare! </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sembra strano? No, non lo è affatto: la fiaba segue dei <span style="color: #ff0000;">procedimenti logici e analogici </span><span style="color: #ff0000;">molto rigorosi </span>e delinea un quadro d’insieme che contiene interazioni multiple e conseguenti. Può costituire uno strumento impagabile per avvicinare i bambini a un universo di correlazioni e di nessi logici con un linguaggio figurato che intendono subito. E che servirà moltissimo per spiegare la grammatica e l&#8217;aritmetica!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma… ma alle elementari <span style="color: #ff0000;">non si possono semplicemente raccontare </span>delle fiabe  aspettandosi che l’intera classe le segua! E non le si può imporle come strumento didattico perché perderebbero tutta la loro magia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Allora che fare? </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Una grande soluzione è <span style="color: #ff0000;">formare dei gruppi e far inventare le fiabe ai bambini </span>stessi. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Ho strutturato un metodo</span> che prevede anche l’uso di <span style="color: #ff0000;">carte da gioco </span>tra cui pescare per formare la combinazione base: Protagonista-Nemico- Strumento magico aiutante. C&#8217;e una serie di carte disegnata da bambini delle elementari  in appendice al mio libro : <span style="text-decoration: underline;"><a title="Libro Come raccontare una fiaba" href="http://www.pensieroecorpo.it/libri/raccontare-una-fiaba/" target="_blank">“Come Raccontare una fiaba”</a></span> Red Edizioni, ma poi ogni classe si diverte a costruire da sola il suo proprio mazzo e questo  fa parte del gioco.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ un metodo<span style="color: #ff0000;"> molto semplice</span> e già <span style="color: #ff0000;">ben sperimentato</span> di lavoro in classe.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Sta poi alla </span>abilità dell’insegnante </span> formare i gruppi in modo da facilitare la comunicazione e la creatività dei piccoli: è importante formare dei gruppetti di 5-6  bambini, costituiti in modo tale che ognuno trovi il suo spazio e la possibilità di parlare. E assicurarsi che questo succeda e valorizzare i risultati.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><span style="color: #333399;">SCUOLE MEDIE E SUPERIORI</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">C’è una sorta di <span style="color: #ff0000;">periodo critico</span> in cui i ragazzi non vogliono più avere a che fare con le fiabe perché le ritengono ‘cose da bambini’, ma questo dipende molto da <span style="color: #ff0000;">come gli vengono presentate</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le fiabe in realtà <span style="color: #ff0000;">non sono per nulla delle ‘cose da bambini’</span>: fino a pochi secoli fà erano considerate una letteratura d’elezione per adulti colti, e prima ancora erano la forma di trasmissione orale della saggezza collettiva. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">I ragazzi possono essere facilmente avvicinati a questa modalità di comunicazione simbolica per archetipi, se gli si spiega bene il <span style="color: #ff0000;">valore dei simboli </span>e delle dinamiche di creative di problem solving. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Inventare fiabe alle <span style="color: #ff0000;">scuole superiori </span>diventa un metodo eccellente per poter esprimere poeticamente i turbamenti e i <span style="color: #ff0000;">conflitti dell’età di passaggio </span>e offre uno strumento impagabile per orientare le energie e per trovare nuovi equilibri.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Oltretutto la fiaba appartiene a tutti i luoghi e tutti i tempi e i ragazzi delle superiori sono ormai mentalmente pronti a cogliere pienamente la ricchezza di <span style="color: #ff0000;">confronto multiculturale</span>, appassionandosi a scoprire le fiabe di altre culture: fiabe tanto diverse eppur tanto simili nella loro struttura archetipica, che ci danno il senso si ciò che è umano e universale&#8230;</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino: <span style="color: #ff0000;">Psicologa e Psicoterapeuta</span> specializzata in Medicina psicosomatica vive a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce Corsi e seminari in tutta Italia. E&#8217; autrice di molti libri sui bambini. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Anche</span> consulenze individuali.</span></span></span></span></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Per</span> contattare l&#8217;autrice</span>: </span></strong><strong><span style="color: #333399;"> <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a><span style="color: #333399;"> 02.6555635</span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="corsi per genitori" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/corsi-genitori/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI PER INSEGNANTI E GENITORI</span></a></span> <span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 20:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COME E&#8217; NATA L&#8217;IDEA DI INVENTARE UNA FIABA PER CURARSI ? Da molti anni ormai uso le fiabe in terapia come se fossero una medicina e funzionano benissimo: danno dei risultati davvero sorprendenti&#8230; Ma come è mi è venuta in mente l&#8217; idea? Tutto è partito da una esperienza personale. “ C’era una volta&#8230; c’ero una volta io, tanto tanto tempo fa’… che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2079" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/Cavalli-blu-per-sito-fiaba-262x300.jpg" alt="" width="262" height="300" /> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME E&#8217; NATA L&#8217;IDEA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">DI INVENTARE UNA FIABA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">PER CURARSI ? </span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Da molti anni ormai uso le <span style="color: #ff0000;">fiabe in terapia </span>come se fossero una medicina e funzionano benissimo: danno dei risultati davvero sorprendenti&#8230; </span></strong></p>
<p><strong></strong><span style="color: #333399;"><strong>Ma come è mi è venuta in mente <span style="color: #ff0000;">l&#8217; idea</span>? </strong><strong>Tutto è partito da una esperienza personale.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">“ C’era una volta&#8230; </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">c’ero una volta io, tanto tanto tempo fa’… che un giorno mi aggiravo per casa  come un leone in gabbia. Ero agitatissima ma non riuscivo a capire che cosa avessi: non mi era successo niente di speciale. Non sò proprio come mi sia venuto in mente di inventare una fiaba…</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ho inventato una fiaba piena di personaggi: c’era la Principessa di Luce e il Principe delle Tenebre che  si amavano molto, ma facevano parte di regni incompatibili e non avrebbero mai potuto coronare il loro sogno d&#8217;amore&#8230;  La fiaba si arrestava in circostanze drammatiche e non riuscivo a dargli un lieto fine. Ho passato ore e ore a provarci come se per me fosse una questione di vita o di morte.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Alla fine ci sono riuscita. </strong><strong>E la faccenda sarebbe finita lì &#8230; se nei gorni successivi non avessero cominciato a piovermi in mente intuizioni di ogni tipo:  tanti piccoli problemi che avevo lasciato accumulare perchè non sapevo come risolverli adesso trovavano risposta, e una risposta così semplice e ovvia che mi stupivo di non averla pensata prima.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Che cosa mi era successo? Le ‘ idee geniali’ non mi venivano come frutto di lunghe e faticose riflessioni, ma come dei lampi improvvisi d’intuizione&#8230;. ( <a title="Libro Guarire con una fiaba" href="http://www.pensieroecorpo.it/guarire-con-una-fiaba/" target="_blank">segue</a>)</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo brano è tratto dal 1° capitolo del libro &#8220;<span style="color: #ff0000;">Guarire con una fiaba</span>&#8221; di Paola Santagostino Edizioni Urra Apogeo e Feltrinelli, che si può leggere direttamente da questo sito.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica vive a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e consulenza usando anche le fiabe e conduce Corsi e seminari in tutta Italia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Per contattare l&#8217;autrice</span> : <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></strong></p>
<p><strong><a title="CORSO FIABA" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"> </a></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="CORSO FIABA" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA FIABA TERAPIA</span></a></span> <span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 20:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
				<category><![CDATA[CASI DI GUARIGIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Come è nata l'idea di usare le fiabe in terapia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2081" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/1004607_47645548-cavalli-verticale-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME E&#8217; NATA L&#8217; APPLICAZIONE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">TERAPEUTICA DELLA FIABA?</span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #333399;">Si era ammalato un mio carissimo amico, io facevo la psicosomatista ormai da parecchio tempo e vedevo benissimo le componenti psicologiche della sua malattia, ma non potevo certo intervenire professionalmente con lui. E intanto stava peggiorando di giorno in giorno.  Così un po&#8217; per disperazione gli ho detto di  inventare una fiaba che  poi ne avremmo parlato insieme… Avevo visto che serviva per stimolare l&#8217;intuizione e la creatività, ma non mi ero mai azzardata a usarla in terapia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La cosa assolutamente stupefacente della fiaba che ha inventato era che conteneva una perfetta trasposizione in immagini del meccanismo fisico della sua malattia. Lui non aveva conoscenze di medicina e quindi non poteva averlo fatto apposta: aveva solo inventato una fiaba e non ci vedeva nessun collegamento con il suo disturbo o con la sua situazione generale.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In quell’occasione ho notato che quando è riuscito a condurla a lieto fine ( perchè nella prima versione finiva male)  si sono visti subito degli effetti positivi anche sulla malattia: come se si fossero messi in moto le sue forze di auto-guarigione.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Da questa scoperta all&#8217; introdurre la fiaba tra le mie tecniche di terapia il passo è stato breve e naturale ed in tutti gli anni successivi fono ad oggi ne ho costantemente verificata l’efficacia. </span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino</span></strong></p>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Questo brano fa parte del <span style="color: #333399;">1° capitolo del libro</span> <a title="Libro Guarire con una fiaba" href="http://www.pensieroecorpo.it/libri/guarire-con-una-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;">Guarire con una fiaba</span> </span></a> di Paola  Santagostino Edizioni Urra Apogeo e Feltrinelli <span style="color: #333399;">leggibile su questo sito</span> </span></span></span></span></span></span></span></span></span></strong></span></span></span></span></span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"></span></span></span></span></span></span></strong></span></span></span></span></span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"></span></span></span></span>Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica vive a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e consulenza usando la fiaba terapia  e conduce Corsi e seminari in tutta Italia.</span></strong></span></span></span></span></span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><strong></strong></span></span></span></span></span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Per contattare l&#8217;autrice:</span> <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a></span></strong> 02.6555635</span></span></span></span></span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"></span></span></strong></div>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="CORSO FIABA" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA FIABA TERAPIA</span></a></span><span style="color: #ff0000;"> </span><span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 20:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A che cosa serve inventare una fiaba: la fiaba come strumento per risolvere problemi. Raccontare una storia usando la fantasia è una forma di terapia ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2087" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/Cavalli-per-sito-fiaba-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">A CHE COSA SERVE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">INVENTARE UNA FIABA?</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">E&#8217; UNO STRUMENTO PER CONOSCERSI</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">E  INTANTO  PER CURARSI</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Faccio inventar fiabe ai miei pazienti in psicoterapia  (e che ne invento regolarmente anche io) e si sono sempre rivelate <span style="color: #ff0000;">utilissime</span>. Ma  per che cosa?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1) Innanzitutto inventare una fiaba  è  un ottimo <span style="color: #ff0000;">modo per  conoscersi </span>e per comprendere le proprie dinamiche interiori con rapidità e  ricchezza di elementi. La fiaba offre una rappresentazione completa, in termini  e simbolici e figurati, di quanto sta accadendo nel nostro profondo  e permette di cogliere subito con l&#8217;intuizione i punti  fondamentali,  le relazioni di alleanza e di opposizione tra i vari personaggi e capire le forze su cui contare e gli ostacoli da superare, i percorsi da compiere e i pericoli da evitare.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong><strong>2) Inoltre il solo fatto di rappresentare simbolicamente mediante una fiaba la propria situazione di vita sortisce un immediato effetto terapeutico perché <span style="color: #ff0000;">avvicina i processi profondi inconsci</span> (e anche corporei) <span style="color: #ff0000;">alla coscienza</span>.</strong></span><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #333399;"> <strong>3) Oltretutto l’immaginario offre un meraviglioso campo di esperimenti: illimitato ed innocuo <span style="color: #ff0000;">per cercare soluzioni ai problemi</span>. A livello immaginario possiamo continuare a inventare e provare infiniti percorsi, seguendoli fino alle loro estreme conseguenze, alla ricerca del modo migliore per superare una difficoltà, senza incorrere nei danni che un esperimento reale comporterebbe.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nel corso degli anni ho applicato la tecnica di fiabazione a <span style="color: #ff0000;">problemi della più varia natura</span> e ho verificato che il metodo è utilizzabile in diversi campi. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Raccontare una storia usando la fantasia si è rivelato prezioso per facilitare il <span style="color: #ff0000;">s<span style="color: #ff0000;">uperamento di disturbi fisici e difficoltà affettive</span></span><span style="color: #ff0000;">,</span> relazionali, emotive e lavorative ed è applicabile efficacemente persino al ‘problem solving’  aziendale.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA STRUTTURA DELLA FIABA</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>In effetti se consideriamo la  struttura della fiaba, con i suoi tre momenti tipici: </strong><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1)  della presentazione del problema </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">2)  della crisi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">3)   della soluzione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">ci accorgiamo che costituisce di per sé un perfetto <span style="color: #ff0000;">strumento di problem solving</span> che può essere applicato con le dovute modifiche a qualunque ambito e ordine di problemi. </span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Questo brano fa parte del 1° capitolo del libro </span>&#8220;Guarire con una fiaba&#8221; <span style="color: #333399;">di Paola Santagostino Edizioni Feltrinelli o Urra Apogeo,  che è leggibile direttamente da questo sito nelle <a title="LIBRO FIABA" href="http://www.pensieroecorpo.it/libri/guarire-con-una-fiaba/" target="_blank">pagine a lato</a><span style="color: #333399;">. </span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>:<span style="color: #333399;"> Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, vive a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza utilizzando anche le fiabe e conduce Corsi e seminari in tutta Italia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Per contattare l&#8217;autrice</span> : <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635.</span></strong></p>
<p><strong><a title="CORSO FIABA" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"> </span></a></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="CORSO FIABA" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA FIABA</span></a></span> <span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong> </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong></strong></span></span></p>
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