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	<description>Un sito di psicologia psicosomatica fiabe e colori per star bene</description>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 04:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANSIA E PANICO]]></category>
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		<description><![CDATA[COME  FUNZIONA LA  FIABA  TERAPIA: SI  PUO&#8217; GUARIRE  CON LE FIABE? Inventare una fiaba dà espressione simbolica a tutto il nostro panorama interiore: nella fiaba è raffigurato per immagini il nostro stato d&#8217;animo, il nostro stato fisico e la rete delle nostre relazioni. Come usarla per curarsi e per trovare soluzione ai problemi? Nella fiaba inventata è condensato il tempo: passato presente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"><a rel="attachment wp-att-2409" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/10/29/fiaba-terapia-2/574034_52051780-bambole-tipo-coppia/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2409" title="574034_52051780 bambole tipo coppia" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/10/574034_52051780-bambole-tipo-coppia-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME  FUNZIONA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">LA  FIABA  TERAPIA:</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> SI  PUO&#8217; GUARIRE  CON LE FIABE?</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><br />
</span></p>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p><strong><span style="color: #333399;">Inventare una fiaba dà espressione simbolica a tutto il nostro <span style="color: #ff0000;">panorama interiore</span>: nella fiaba è raffigurato per immagini il nostro stato d&#8217;animo, il nostro stato fisico e la rete delle nostre relazioni. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Come usarla per curarsi <span style="color: #333399;">e per trovare soluzione ai problemi?</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> Nella fiaba inventata è condensato il tempo: <span style="color: #ff0000;">passato presente e futuro</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">C&#8217;è la traccia degli eventi passati che ci hanno segnato, della situazione presente e degli sviluppi futuri  che scaturiscono dai processi in corso.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Non si tratta  di preveggenza ma di espressione di percorsi che sono già <span style="color: #ff0000;">prefigurati</span> nel nostro inconscio e che <span style="color: #ff0000;">si andranno a realizzare</span> nel  futuro prossimo</strong> . </span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E&#8217; così affascinante leggere le proprie fiabe a distanza di qualche anno, perché si scopre che &#8216;era tutto già scritto&#8217; : anche eventi che mai avremmo mai immaginato che accadessero! </strong></span><strong><span style="color: #333399;">No, non è magia: come i terremoti avvengono all&#8217;improvviso ma richiedono centinaia di anni di preparazione nelle profondità della terra, così i nostri improvvisi cambiamenti sono frutto di <span style="color: #ff0000;">processi che maturano lentamente dentro di noi </span>e che poi si manifestano all&#8217;esterno.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Possiamo influire su questi? Sì.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA COME ESPRESSIONE</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dicevo che la fiaba riesce a raffigurare tutto  il nostro  <span style="color: #ff0000;">panorama interiore</span> ed è vero. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In realtà questo avviene in ogni processo creativo: diamo una <span style="color: #ff0000;">espressione di noi stessi</span>, da cui si riconosce la nostra anima e <span style="color: #ff0000;">la nostra unicità</span>. Questo vale anche per la musica, per la pittura, la poesia e per ogni altra forma artistica: una composizione di Wagner è diversa da una di Mozart, e un quadro di  Monet è diverso da uno di Van Gogh,  al di là del soggetto e della tecnica è lo spirito personale dell&#8217;artista che si incarna nell&#8217;opera e che la rende così unica e irripetibile.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo vale anche per le fiabe: i personaggi possono essere simili, come pure lo sviluppo della vicenda, ma nello stile narrativo e nella dinamica degli eventi esprimiamo tutta quella <span style="color: #ff0000;">particolarità che è solo nostra,</span> che raffigura<span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #333399;">la nostra storia</span></span> e il nostro modo di viverla, e soprattutto che indica delle<span style="color: #ff0000;"> chiavi di soluzione</span> verso il lieto fine che valgono solo per noi e che sono specifiche della nostra situazione.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><strong><span style="color: #333399;">Ciò che è molto tipico della fiaba (rispetto ad altre forme di espressione creativa) è che la fiaba ha una <span style="color: #ff0000;">sua struttura</span> particolare, che la rende  adatta a venir utilizzata per la <span style="color: #ff0000;">risoluzione di problemi</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1) <span style="color: #ff0000;">La fiaba inizia</span> rappresentando un equilibrio che di lì a poco andrà a cambiare: &#8220;c&#8217; era una volta un vecchio re che aveva tre figli&#8230;&#8221; poi il vecchio morirà e bisognerà decidere chi sarà il migliore per condurre il regno, &#8220;c&#8217;era una volta una principesa in età da marito&#8230;&#8221; e poi dovrà trovare lo sposo più adatto alla sua felicità, &#8220;c&#8217;era una volta una famiglia molto povera&#8230;. &#8221; e il bambino abbandonato nei boschi dovrà riuscire a spopravvivere e anche a far fortuna&#8230;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">2) <span style="color: #ff0000;">La fiaba prosegue</span> con quella che io chiamo: &#8220;la fase di crisi&#8221; in cui si definisce chi è il protagonista, quale impresa deve compiere, chi è il suo nemico e chi gli aiutanti che  permetteranno il successo dell&#8217;opera. Nella fase di crisi succede tutto: si definiscono gli equilibri tra risorse e difficoltà, i pericoli da evitare e le opportunità da cogliere, si elabora la strategia di soluzione e si trovano le chiavi di volta per il successo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">3) <span style="color: #ff0000;">La fiaba termina</span> con il classico: &#8221; E vissero tutti felici e contenti&#8230;&#8221; Questa è solo una frase di rito, ma in realtà raffigura il nuovo equilibrio, diverso e migliore di quello dell&#8217;inizio. Confrontando l&#8217;equilibrio iniziale con quello finale riusciamo a comprendere subito  il senso della fiaba e il percorso che ha compiuto.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><br />
</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong> </span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA TERAPIA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per più di vent&#8217;anni ho applicato le fiabe in terapia e sono completamente  <span style="color: #ff0000;">entusiasta dei risultati</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma <span style="color: #ff0000;">come funziona</span> esattamente una fiaba-terapia? </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1) Il cliente arriva ed espone <span style="color: #ff0000;">il suo problema:</span> il tema su cui desidera ricevere aiuto, poi decidiamo insieme quale strada percorrere, a secondo delle sue necessità e  delle alternative più efficienti.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">2) &#8216;Se&#8217; decidiamo di usare la fiaba-terapia facciamo una seduta dedicata solo a questo, in cui io lo guido verso uno stato di rilassamento in cui può agevolmente <span style="color: #ff0000;">inventare la sua fiaba personale</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">3) Dopo ne parliamo insieme: io evito con cura di dare una &#8216;interpretazione fissa della fiaba&#8217; perché penso che questo sia molto riduttivo e anche poco rispettoso delle profondità a cui la fiaba riesce a accedere. Però la fiaba propone dei temi e delle vie di soluzione, dei percorsi archetipici e delle immagini guida, delle <span style="color: #ff0000;">chiavi di volta per la soluzione del problema</span>. E su questa linea ci muoviamo per far tesoro  delle indicazioni e degli spunti che ci ha offerto il racconto,  per comprendere il senso di quanto sta accadendo e per far tesoro dei suggerimenti che la fiaba ci ha offerto basandosi su una saggezza antica. In modo da condurre a buon fine il percorso di cambiamento e riuscire nell&#8217;impresa.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><br />
</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong> </span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA FIABA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per chi desidera <span style="color: #ff0000;">saperne di più</span> sull&#8217; efficacia terapeutica della fiaba, per usarla per risolvere problemi di varia natura, o anche solo per conoscersi meglio, mantenere viva la creatività e favorire la propria crescita personale, tengo dei Corsi appositi. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sono Corsi di due giornate in cui in pratica &#8220;<span style="color: #ff0000;">consegno lo strumento di fiabazione</span>&#8221; ai partecipanti, uno strumento  che ho impiegato anni ed anni a elaborare: è un metodo facile e piacevole, che può essere applicato da tutti &#8216;su se stessi&#8217; senza alcun danno e con molto beneficio, senza una specifica preparazione: infatti <span style="color: #ff0000;">il corso è aperto a tutti</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ovviamente<span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #333399;">i colleghi</span></span> <span style="color: #ff0000;">psicoterapeuti</span> sono autorizzati a usarlo professionalmente e possono inserirlo fin da subito tra i loro strumenti di lavoro, e<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"> </span></span>gli operatori nell&#8217;area delle professioni di aiuto possono trovare una forma di applicazione adatta al loro campo di intervento specifico . </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Metto qui di seguito il <span style="color: #ff0000;">Programma completo del Corso sulla fiaba</span> da cui potete trarre ispirazione. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Per informazioni</span> </span><span style="color: #333399;"><a href="mailto:paolasantagostino@libero.it">paolasantagostino@libero.it</a></span><span style="color: #333399;"> 02.6555635.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Sul questo sito </strong><strong>potete trovare molti <span style="color: #ff0000;">articoli sulla fiaba terapia <span style="color: #000080;">applicata</span> </span>al trattamento  diversi disturbi: tachicardia, depressione, malattie della pelle, colite, impotenza. E anche sull&#8217;uso delle fiabe con i bambini e nella scuola. Buona lettura!</strong></span></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #333399;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CORSO  GUARIRE CON UNA FIABA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ un Corso di <span style="color: #ff0000;">due giornate</span> in cui vengono forniti gli strumenti per applicare il metodo della fiabazione a &#8220;se stessi&#8221; al fine di risolvere problemi di varia natura : emotivi , relazionali, lavorativi e fisici.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ soprattutto l’occasione per comprendere il significato della <span style="color: #ff0000;">propria fiaba</span> <span style="color: #ff0000;">personale</span> e le indicazioni di percorso che ne scaturiscono. Vengono fornite  spiegazioni sulla simbologia dei vari personaggi e sulle chiavi di volta della soluzione.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff0000;">PROGRAMMA DEL CORSO </span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333399;"> sabato e domenica ore 10.30-17.30</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Che cosa è una fiaba?</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">psicologia della fiaba</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">struttura della fiaba</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">valore terapeutico</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">La fiaba e la guarigione:</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">rapporti tra immaginario emozioni e corpo</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">salute e malattia</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">i percorsi di guarigione</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">La fiaba  come terapia:</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">una forma di espressione</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">uno strumento di conoscenza</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">un metodo di problem solving</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Esperienza pratica di fiabazione:</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">come inventare la propria fiaba</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">che cosa farne dopo</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">come utilizzarla per la soluzione di problemi </span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Quale è la tua fiaba?</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">le fiabe di realizzazione</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">le fiabe sui rapporti</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">fiabe di scoperta dei propri talenti</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">La dinamica interna della fiaba:</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;"> il protagonista,  il nemico, gli alleati</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">significato dei personaggi della fiaba</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;"> le chiavi di volta per la soluzione</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Gli strumenti di comprensione:</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">l’obbiettivo e l’ostacolo</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">il percorso della fiaba</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">gli aspetti simbolici</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Le strategie di soluzione:</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">dall’equilibrio iniziale a quello finale</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">analisi della strategia vincente</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">i riferimenti a sé</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Che cosa fare se la propria fiaba non finisce bene?</span></strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #333399;">l’arrivo di un nuovo personaggio</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">inventare la storia all’indietro</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">le indicazioni che provengono dai sogni</span></strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Anche sedute di fiabazione individuali.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA CONDUTTRICE DEL CORSO</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino: Psicologa e Psicoterapeuta Specializzata in Medicina Psicosomatica, ha operato per più di vent’anni con sedute individuali di terapia e di consulenza applicando la fiaba-terapia e conduce corsi e seminari in tutta Italia. E’ autrice di molti libri di successo tradotti e pubblicati anche all’estero, tra cui ricordiamo:</span></strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #333399;"> “ Guarire con una fiaba ”  Universale  Feltrinelli</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;"> “ Che cos’è la Medicina Psicosomatica ”  Urra Apogeo </span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;"> “ Il colore in casa ” Urra Apogeo</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">“  Come raccontare una fiaba ” Red Boroli</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">“  Le domande dei bambini ” Red Boroli</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #333399;">“  Crescere un bambino sicuro di sé ” Red  Boroli</span></strong></li>
</ul>
<p><span style="color: #333399;"><strong><br />
</strong></span><strong><span style="color: #333399;">Anche sessioni individuali</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per informazioni <a href="mailto:paolasantagostino@libero.it">paolasantagostino@libero.it</a> 02.6555635.</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<link>http://www.pensieroecorpo.it/2010/04/29/divorzio-separazione-e-dopo/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 18:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Divorzio e separazione: che fare dopo? Psicologia dell'abbandono]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2413" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/04/29/divorzio-separazione-e-dopo/1039712_99408507-cuori-gelatina/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2413" title="1039712_99408507 cuori nuovi" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/04/1039712_99408507-cuori-gelatina-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></h2>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">DIVORZIO E SEPARAZIONE:</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME USCIRNE</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><br />
</span></p>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Non è la stessa cosa parlare di separazione o di divorzio</span>: nè in termini pratici, nè in termini psicologici. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La <span style="color: #ff0000;">SEPARAZIONE</span> è quando </span></strong><strong>avviene l</strong><strong>a rottura : è il <span style="color: #ff0000;">momento critico che comporta  un&#8217; intera riorganizzazione della vita</span>. Qui non contano solo i dispiaceri ma anche le difficoltà di cambiare e ri-progettarsi un’ esistenza  &#8221;senza l’altro&#8221;.</strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il <span style="color: #ff0000;">DIVORZIO</span> dovrebbe essere la <span style="color: #ff0000;">ratificazione  di quanto è già avvenuto</span>, ma in pratica non è affatto così: spesso proprio in quel momento si riaprono &#8216;vecchie ferite&#8217; e ci si trova costretti a prender atto che il matrimonio è definitivamente concluso, senza più vie di ritorno.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Vediamo alcune problematiche psicologiche sottese.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">E ADESSO COME FARO’ ?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anche quando la rottura è stata voluta, e quando si era stufi marci della relazione, si sono però strutturate nel tempo mille forme di organizzazione della <span style="color: #ff0000;">vita di tutti i giorni ‘in due’</span>. C’era una  casa insieme che in qualche modo funzionava: questo vuole pasti,  far la spesa e le pulizie,  avere uno spazio per le proprie cose e avere un luogo dove stare. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Chi va via?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Di solito è l’uomo che esce di casa</span> per ovvie ragioni. Questo crea una situazione molto particolare anche dal punto di vista psicologico: &#8216;lui&#8217; si troverà a che fare con le questioni pratiche, ma &#8216;lei&#8217; con i ricordi!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Può sembrare strano, ma quando ci si separa <span style="color: #ff0000;">è più facile andare che restare</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La rottura di una relazione affettiva importante coinvolge sempre dei livelli molto profondi: è la  <span style="color: #ff0000;">rottura di un progetto di vita </span>e di una forma di &#8216;affidamento&#8217; all’altro: è una trasformazione che scuote fin nelle radici. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Chi va </span><span style="color: #ff0000;">via di casa </span>si trova praticamene a dover impostare fin da subito un &#8216;<span style="color: #ff0000;">nuovo modello</span>&#8216; di vita e di gestione del quotidiano, e per difficile che questo sia,  <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">favorisce anche un</span> ripensarsi in modo nuovo</span>. </span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Chi resta invece, <span style="color: #333399;">viene</span> </span>meno sconvolto dalle trasformazioni del contesto: rimane immerso in un ambiente che apparentemente sembra uguale, e percepisce più lentamente i cambiamenti, che si fanno sentire soprattutto attraverso la <span style="color: #ff0000;">mancanza</span></strong><span style="color: #ff0000;"> </span><strong><span style="color: #ff0000;">dell’altro</span>. In quel luogo  si sono  passati anche momenti belli: si è amato e sognato e sperato e&#8230; comprato oggetti insieme! che diventano <span style="color: #ff0000;">inesauribili fonti di ricordi</span>.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In termini banalmente pratici questo vuole dire che <span style="color: #ff0000;">chi va via</span> <span style="color: #ff0000;">di casa</span> faticherà di più a disbrigarsi  con le cose concrete, ma proprio perchè si trova immerso in mille emergenze ‘da sopravvivenza’, ha anche <span style="color: #ff0000;">meno tempo per pensare</span> e per soffrire, o per sentire in pieno il dolore della separazione. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Chi rimane</span> invece deve  fare uno sforzo interiore molto attivo per chiudere con il passato e per riprogettarsi una vita, altrimenti <span style="color: #ff0000;">rischia di rimanere invischiato nei ricordi</span> e nei ripensamenti, e  di finire per confondere la &#8216;solitudine&#8217; con la &#8216;nostalgia&#8217;. </span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong> </span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL VUOTO ( O IL TROPPO PIENO ) DI RELAZIONI</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Bella o brutta che fosse la relazione che si è appena interrotta era importante e di una certa durata: anche &#8216;litigare&#8217; era un modo di relazionarsi, e di <span style="color: #ff0000;">relazionarsi &#8216; in presenza&#8217; dell’altro</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Con la separazione i contatti  si fanno più radi e diventa predominante un modo di <span style="color: #ff0000;">relazionarsi con l’altro ‘in sua assenza’</span> , ovvero pensandolo: il chè è fonte di infiniti problemi!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">L’altro esiste per noi finchè noi  &#8217;lo pensiamo&#8217;</span> , e non importa se lo pensiamo bene o male: in entrambi i casi costituisce una  presenza nel nostro spazio interiore. Dopo la separazione la presenza fisica dell’altro si fa più diluita, ma questo non determina che ne sia della sua presenza &#8216;dentro la nostra testa&#8217; (e dentro il nostro cuore). </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anzi, ci sono molti (ex) coniugi che sono letteralmente <span style="color: #ff0000;">ossessionati dal pensiero dell’altro</span>: gli parlano mentalmente tutto il giorno, ci litigano, riesaminano il passato, si arrabbiano, si chiedono che cosa starà facendo adesso, con chi è, se se la sta spassando…  Nelle cause di separazione molte acerrime liti dipendono soprattutto da quel che uno dei coniugi &#8216;suppone&#8217; che l’altro stia facendo o cercando di ottenere.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Oltretutto al pensiero non c’è fine: <span style="color: #ff0000;">si può andare avanti per anni a pensare a qualcuno</span> e in questa maniera non si esce mai dalla relazione. Ma ci si rimane dentro solo &#8216;a livello mentale&#8217;: in uno stato infelice, illusorio e oltretutto &#8216;da soli&#8217;. Continuare a pensare all’altro è un modo illusorio di non interrompere la relazione: è un <span style="color: #ff0000;">non accettare la separazione </span>e  continuare a mantenere vivo il legame dentro di sè: ma l’altro intanto se ne è andato e si sta ricostruendo una vita….</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong> </span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">RIPROGETTARSI L’ESISTENZA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Non è una questione solo  pratica: come dicevo si può anche essere separati ( o divorziati ) da parecchi anni eppure non avere ancora sciolto  il legame dentro di sè, e quindi <span style="color: #ff0000;">reso possibili  nuovi rapporti </span>veramente significativi… </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Per ricominciare davvero</span> occorre prima &#8220;slegarsi &#8221; </span> e per farlo non bastano le carte bollate&#8230; </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per &#8216;sciogliere&#8217; una relazione e per concluderla dentro di sè ( e quindi per aprire lo spazio interiore a costruire del &#8216;nuovo&#8217; ) bisogna almeno <span style="color: #ff0000;">porsi un paio di domande </span> per far tesoro degli errori commessi: &#8221; Che cosa è successo? come ho scelto quel tipo di partner? quali meccanismi ho instraurato con lui? perchè non hanno funzionato? ” .</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo serve a <span style="color: #ff0000;">chiudere il capitolo</span> e cominciare a <span style="color: #ff0000;">scriverne uno nuovo</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Perchè il mondo non è tanto pieno di separati e di divorziati, quanto di persone che continuano a &#8216;ripetere all’infinito le stesse dinamiche&#8217; e a rifare gli <span style="color: #ff0000;">stessi errori con un partner diverso</span> perchè non hanno voluto spendere cinque minuti a riflettere su di sè.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dopo una separazione o un divorzio occorre  <span style="color: #ff0000;">ri-orientare la propria vita </span>e darsi nuove prospettive, nuovi interessi e nuove iniziative (che non si limitino a coprire il vuoto  e la mancanza dell&#8217;altro in una  stordente frenesia  di impegni) ma che raccolgano la voce dell’anima e che permettano all’energia di fluire e di ri-vificare ogni aspetto della propria esistenza.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Solo così dall’esperienza della rottura <span style="color: #ff0000;">potrà nascere qualcosa di nuovo e di bello</span>: la fine di un’esperienza è anche un nuovo inizio e l’occasione di nuova vita&#8230;</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino: Psicologa e Psicoterapeuta, opera a Milano con sedute individuali di terapia e  di consulenza, e conduce corsi e seminari in tutta Italia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l’autrice: </span><a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it"><span style="color: #333399;">paolasantagostino@libero.it</span></a><span style="color: #333399;"> 02.6555635</span></strong><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a title="corsi di psiclogia" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI</span></a></span><span style="color: #333399;"><a title="corsi di psiclogia" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"> PER STARE BENE</span></a> </span><span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 17:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Divorzio e separazione: perchè finiscono i rapporti di coppia. Strade diverse, quando lei fa da mamma a lui, baciare i rospi, cambiare partner ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a rel="attachment wp-att-2150" href="http://www.pensieroecorpo.it/?attachment_id=2150"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2150" title="960901_23974369 cuore catena" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/04/960901_23974369-cuore-catena1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> </strong></p>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">DIVORZI  SEPARAZIONI </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">ROTTURE DEI RAPPORTI</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><br />
</span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Tutte le separazioni sono dei lutti diciamolo chiaro: muore<span style="color: #ff0000;"> un progetto di vita insieme</span>, muoiono le speranze e i sogni che un tempo ci avevamo tanto entusiasmato, muoiono le aspettative e le previsioni di un futuro insieme.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Il dolore è inevitabile</span> e anche naturale: come potremmo non sentire nulla? </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">L</span></strong><strong><span style="color: #333399;">a differenza sta nel <span style="color: #ff0000;">come uscirne e come ricominciare <span style="color: #333399;">a progettarsi una intera vita &#8220;senza l&#8217;altro&#8221;.</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">E qui si vedono le diverse <span style="color: #ff0000;">modalità di reazione</span>.</span></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">E&#8217;  TUTTA COLPA SUA!</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Proprio non credo alle separazioni unilaterali del tipo: &#8221;<span style="color: #ff0000;">Io non volevo assolutamente<span style="color: #333399;">, ma</span></span> lui/lei se ne è andato&#8221;.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma quando mai? <span style="color: #ff0000;">In un rapporto si è sempre </span><span style="color: #ff0000;">in due</span>: a iniziarlo, a continuarlo e anche a chiuderlo. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La proposta di chiusura può provenire  <span style="color: #ff0000;">&#8216;formalmente</span>&#8216; da una sola parte, ma l&#8217;altro non era consapevole che le cose non stavano andando bene? Non aveva colto l&#8217;insoddisfazione del partner? </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo direbbe </span></strong><strong><span style="color: #333399;">già </span></strong><strong><span style="color: #333399;">molto sulla mancanza di comunicazione sincera tra i due, e quindi sui </span><span style="color: #ff0000;">motivi della chiusura</span>.</strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Mi stranisco sempre quando sento i racconti di quell<span style="color: #333399;">o che casca dal pero</span>: <span style="color: #333399;">&#8216;non c&#8217;era nessun segnale</span>&#8230; <span style="color: #ff0000;">fino al giorno prima</span> mi diceva che mi amava &#8216;&#8230;&#8217;abbiamo fatto all&#8217;amore quella stessa mattina &#8216;. </span></strong><strong><span style="color: #333399;">E&#8217;</span></strong><strong><span style="color: #333399;"> il solito film:</span><span style="color: #333399;"> &#8220;è uscito a comprare le sigarette e l&#8217;hanno</span><span style="color: #333399;"> ritrovato vent&#8217;anni dopo ai Caraibi&#8230;&#8221;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ci sono canali di <span style="color: #ff0000;">comunicazione verbale e</span> &#8216;<span style="color: #ff0000;">non verbale<span style="color: #333399;">&#8216;</span></span> attraverso cui possiamo capire <span style="color: #ff0000;">come si sente il partner</span> e che cosa ci sta comunicando.  Si tratta dei mille  gesti della vita quotidiana: i  silenzi, gli sguardi, gli sbuffi di esasperazione: tante parole &#8216;dette e non dette&#8217; o mai registrate, tanti segnali inviati da tempo e mai raccolti&#8230;. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La teoria del &#8216;non me l&#8217;aspettavo assolutamente&#8217; non regge, però lascia almeno all&#8217;abbandonato <span style="color: #ff0000;">qualcosa su cui riflettere</span>: non certo la paranoica aspettativa che tutti spariscano senza ragione! ma invece un&#8217;occasione per chiedersi quanta &#8216;intimità&#8217; si è capaci di instaurare con il  parner, quanto si è sensibili a cogliere le sue comunicazioni.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">LE STRADE CHE SI DIVIDONO</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La diversità di prospettive di vita è una ragione di separazione  molto più <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">comune e</span><span style="color: #333399;"> determina</span></span><span style="color: #333399;">ta</span>: a volte si inizia il cammino insieme, con dei presupposti e delle visioni del mondo che coincidono o che si completano a vicenda, ma poi la crescita di ognuno prende <span style="color: #ff0000;">strade diverse <span style="color: #333399;">(</span></span>in senso profondo e non superficiale)  e così ci si ritrova a muovesi in <span style="color: #ff0000;">direzioni opposte</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">S</span></strong><strong><span style="color: #333399;">e una nave è diretta a San Salvador e l&#8217;altra a Cape Town, non ci sono più molte rotte comuni passato lo stretto di Gibilterra&#8230;. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In questo caso fare dei compromessi non realizzerebbe il progetto di vita di nessuno dei due. E&#8217; una situazione dolorosa, perchè <span style="color: #ff0000;">la rottura è inevitabile anche se c&#8217;è ancora affetto <span style="color: #ff0000;">e rispetto</span></span> ma&#8230; non ci si può far proprio nulla. E&#8217; meglio per entrambi separarsi senza rancori, mantenendo intatto l&#8217;amore e la riconoscenza per il tratto di vita che si è percorso insieme.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">BACIARE I ROSPI  ( O  RISTRUTTURARE  I  RUDERI )</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questa è una <span style="color: #ff0000;">modalità  tutta </span><span style="color: #ff0000;">femminile<span style="color: #ff0000;"> di iniziare i rapporti</span></span>, anche se poi ovviamente  la separazione coinvolge entrambi i partner. E f</span></strong><strong><span style="color: #333399;">unziona così: lei lo aveva preso diciamo &#8220;un po&#8217; indietro di cottura&#8221;, uno scavezzacollo, irresponsabile, infantile, egoista, arrogante, prepotente&#8230; e i difetti li aveva visti fin da subito! Ma pensava: &#8217;con tanto amore e tanta pazienza <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">lui</span> </span>cambierà&#8217;</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Invece </span></strong><strong><span style="color: #333399;">lui </span></strong><strong><span style="color: #333399;">non solo non cambia, ma anzi</span> <span style="color: #ff0000;">si oppone come un mulo<span style="color: #ff0000;"> </span></span><span style="color: #ff0000;">a ogni richiesta</span><span style="color: #333399;"> per difendere la sua autonomia.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">E se per caso dovesse cambiare&#8230;</span> <span style="color: #ff0000;">la lascia</span> <span style="color: #ff0000;">per un&#8217;altra!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">A lei sembra crudele ingiustizia, ma invece<span style="color: #ff0000;"> </span></span></strong><strong><span style="color: #333399;">c&#8217;è una</span></strong><strong><span style="color: #ff0000;"> logica</span>.</strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Un rapporto basato su &#8216;ti cambio e ti ristrutturo al meglio&#8217;  finisce per instaurare una dinamica di l tipo <span style="color: #ff0000;">mamma-bambino<span style="color: #333399;"> o insegnante-allievo,</span></span><span style="color: #333399;"> </span>che <span style="color: #ff0000;">non è  paritaria</span> ed è decisamente <span style="color: #ff0000;">anti-erotica. <span style="color: #333399;">E</span></span><span style="color: #333399;"> </span>porta ineluttabilmente alla conclusione che o lui non cambia e rimane il solito scavezzacollo di sempre, oppure cresce e si va a trovare una compagna di giochi più adatta alla sua nuova maturità.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Una triste sconsolata quanto  <span style="color: #ff0000;">diffusissima</span> <span style="color: #ff0000;">fine di molti rapporti</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Agli uomini non viene in  mente di prendere una ragazza brutta grassa e depressa e di ristrutturarla trasformandola in una sirena: loro seguono  la logica &#8217;chiavi in mano&#8217;. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma le donne hanno una certa tendenza a <span style="color: #ff0000;">ristrutturare i ruderi</span> ( forse per un&#8217;ancestrale memoria che  i bambini <span style="color: #333399;">c</span></span></strong><span style="color: #333399;"><strong>rescono </strong><strong>dandogli amore</strong><strong>) e penso che se applicassero questa predisposizione al campo immobiliare riceverebbero molte più soddisfazioni con probabilità di successo: il ruderi  non se ne vanno via appena rimessi a nuovo!</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">REPETITA NON JUVANT</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo può sembrare un tema più psicoanalitico, ma è di  facile comprensione. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Si può riassumere con: &#8220; <span style="color: #ff0000;">rifare lo stesso film per</span> <span style="color: #ff0000;">cambiare il finale<span style="color: #333399;">&#8220;</span><span style="color: #333399;">. </span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Capita, e spesso, di aver <span style="color: #ff0000;">desiderato un buon rapporto con un genitore</span> che invece si è dimostrato <span style="color: #ff0000;">frustrante</span> e non ha mai soddisfatto le richieste di amore. E&#8217; storia di tutti i giorni. </span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Allora involontariamente <span style="color: #ff0000;">si sceglie </span><span style="color: #ff0000;">un partner</span> <span style="color: #ff0000;">che<span style="color: #333399;">,</span></span> guarda caso, <span style="color: #ff0000;">gli assomiglia</span> <span style="color: #ff0000;">molto</span><span style="color: #ff0000;"> come struttura caratteriale</span>&#8230;  e si spera di farcela questa volta: di conquistare finalmente il suo amore!</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">E&#8217; un tentativo  di chiudere <span style="color: #ff0000;">vecchi conti in sospeso</span> e di compensare con una vittoria un antico dolore. </span></span></span></strong><strong><span style="color: #333399;">Ma invece succede che come il genitore non era in grado di dare amore così non lo è il partner&#8230; P</span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">roprio perché hanno carattere e si assomigliano!</span> e </span>la storia si ripete</span> <span style="color: #333399;">con lo stesso finale e con la stessa ferita: neanche questa volta si è ottenuto l&#8217;amore desiderato&#8230; </span></strong><strong><span style="color: #333399;">Oppure accade di averla vinta, ma il successo ottenuto delude più che mai: perché l&#8217;amore &#8216;non ricevuto&#8217; da bambini è cosa del passato e adesso non si ha bisogno di un &#8216;genitore che risarcisca&#8217;  ma di un vero compagno al proprio fianco.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Altra triste e comune <span style="color: #ff0000;">fine di molti rapporti</span>&#8230;</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">UNA NUOVA OCCASIONE</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Ma ci sono anche<span style="color: #ff0000;"> relazioni che funzionano e benissimo!</span> e che sono fonte di felicità e di vera soddisfazione. L&#8217;importante dopo una separazione è capire che cosa è successo per non perder la speranza che le cose possano andare diversamente. Un rapporto affettivo importante e felice contribuisce non poco al benessere.  E il mondo offre sempre nuove possibilità se siamo aperti a coglierle.. </span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino</span></span></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicologa e Psicoterapeuta, specializzata in Medicina psicosomatica, opera a Milano con sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce corsi e seminari in tutta Italia: </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l&#8217;autrice: </span></strong><strong><span style="color: #333399;"><a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">paolasantagostino@libero.it</a><span style="color: #333399;"> 02.6555635</span></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"> </span></span></span></strong><br />
<span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="programma dei corsi" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI PER STARE BENE</span> </a></span><span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 09:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tachicardia come curarla? Il rapporto tra tachicardia e angoscia, la nevrosi d'angoscia in Freud, origini dell'angoscia, l'angoscia come segnale e disturbi del ritmo cardiaco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"><a rel="attachment wp-att-2433" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/03/01/tachicardia-come-curarla/prickly-heart/"></a></span></h1>
<h1><span style="color: #333399;"> </span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2433" title="Tachicardia" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/11/1259089_75419658-cuore-a-spine-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" /></span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">Tachicardia e Angoscia</span></h1>
<p><span style="color: #333399;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #333399;"> </span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Il cuore è l’organo legato per eccellenza <span style="color: #ff0000;">all’affettività e alle emozioni</span> e tachicardia aritmia e palpitazioni ( a volte con giramenti di testa, sudorazione e fiato corto) sono spesso sintomi di <span style="color: #ff0000;">ansia</span>. Come farla passare?</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>L’influenza degli stati di <span style="color: #ff0000;">tensione emotiva</span> sui <span style="color: #ff0000;">disturbi del ritmo cardiaco</span> sono ormai un dato acquisito. Le osservazioni sulla relazione tra tachicardia e ansia non sono certo recenti: già Freud nei suoi primi studi includeva la tachicardia e le palpitazioni (e anche sudorazione, tremori, diarrea, vertigini, parestesie etc) tra i sintomi tipici della “<span style="color: #ff0000;">nevrosi d’angoscia</span>” . Nel corso degli anni ha fornito due diverse spiegazioni della <span style="color: #ff0000;">causa</span> di questi disturbi.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">LA NEVROSI D’ANGOSCIA IN FREUD</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>II meccanismo base di questa nevrosi è spiegato da <span style="color: #ff0000;">Freud</span> nei suoi primi lavori, come un accumulo di <span style="color: #ff0000;">eccitamento sessuale</span> a cui è impedito l’accesso alla sfera psichica, e che  quindi si scarica direttamente in campo somatico. In altre parole l’eccitamento sessuale (che parte dal corpo) normalmente appena ha raggiunto una certa intensità si manifesta a livello mentale con delle <span style="color: #ff0000;">fantasie <span style="color: #333399;">sessuali</span></span><span style="color: #333399;">,</span> immagini di azioni, sviluppo di  desideri, che concernono la <span style="color: #ff0000;">soddisfazione dell’impulso sessuale</span>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Con un <span style="color: #ff0000;">rapporto sessuale soddisfacente</span> l’eccitamento accumulato si scarica naturalmente.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Ma se l’elaborazione psichica dell’impulso è inibita, ovvero <span style="color: #ff0000;">se non si percepisce il desiderio a livello mentale</span> ( e infatti Freud notava che c’era stata una brusca caduta delle fantasie sessuali nei suoi pazienti al tempo della comparsa dei disturbi cardiaci) l’eccitazione ripercorre la via somatica e <span style="color: #ff0000;">dà origine ai sintomi</span>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Tra i sintomi organici della nevrosi d’angoscia, oltre ai <span style="color: #ff0000;">disturbi cardiaci</span>, ci possono essere <span style="color: #ff0000;">difficoltà di respirazione</span>, <span style="color: #ff0000;">sudorazione</span>, <span style="color: #ff0000;">tremori</span>, <span style="color: #ff0000;">diarrea</span>, <span style="color: #ff0000;">vertigini</span>, congestioni, parestesie, ma l’elemento più rilevante di tutto il quadro resta l’<span style="color: #ff0000;">angoscia</span>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E’ <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">un’</span> </span>angoscia <span style="color: #333399;">diffusa</span></span><span style="color: #333399;">,</span> che a volte si può concentrare su un  elemento specifico  ( come la <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">p</span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">aura</span> </span><span style="color: #333399;">degli insetti, dei serpenti, dei temporali, dei luoghi chiusi o di quelli aperti</span></span></span><span style="color: #333399;"> etc.</span> ) ma che nella maggior parte dei casi  si presenta piuttosto come una <span style="color: #ff0000;">attesa angosciosa <span style="color: #333399;">di </span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">qualcosa di spiacevole </span><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">che </span>potrebbe accadere</span> <span style="color: #333399;">da un momento all’altro</span></span>, o come una generica <span style="color: #ff0000;">irritabilità</span>, una <span style="color: #ff0000;">ipersensibilità ai rumori</span>, o una <span style="color: #ff0000;">difficoltà ad addormentarsi</span>, una marcata <span style="color: #ff0000;">insicurezza</span> o tendenza al <span style="color: #ff0000;">dubbio</span> etc.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">L’ANGOSCIA COME RICORDO</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>In una formulazione successiva sulle <span style="color: #ff0000;">origini dell’angoscia</span> Freud, in uo scritto del 1925,  indica alcuni elementi che risultano <span style="color: #333399;">particolarmente interessanti</span> per la comprensione dei disturbi cardiaci.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Nella prima versione di cui abbiamo parlato prima Freud pensava che l’accumulo di eccitazione sessuale potesse trasformarsi direttamente in angoscia e scaricarsi in <span style="color: #ff0000;">sintomi cardiaci</span> e respiratori (detti appunto “<span style="color: #ff0000;">equivalenti d’angoscia</span>”) saltando del tutto la sfera psichica.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma dopo trent’anni di osservazioni cliniche Freud rivede la sua posizione, e sostiene che <span style="color: #ff0000;">l’angoscia è sempre e comunque </span><span style="color: #ff0000;">di origine psichica</span>: nel senso che è un segnale dato dall’Io in presenza di un <span style="color: #333399;">pericolo esterno o interno</span>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Lo stato di angoscia riproduce un’ <span style="color: #ff0000;">esperienza antica</span>: quella della <span style="color: #ff0000;">nascita</span>, in cui l’organismo è bombardato da una serie di stimoli ed è sopraffatto da un eccitamento che non è in grado di dominare. La spiacevole sensazione che ne consegue è la <span style="color: #ff0000;">Prima Angoscia</span> e si scarica tramite le innervazioni sugli organi respiratori e sul cuore.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma c&#8217;è da osservare che:</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>1) la nascita comportava <span style="color: #ff0000;">realmente un pericolo</span> vitale</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>2) il neonato era <span style="color: #ff0000;">veramente impotente</span> a fronteggiarlo in qualsiasi modo</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>3) le modificazioni dell’attività cardiaca e respiratoria avevano anche un<span style="color: #ff0000;"> senso e una utilità</span>, perché sia l’accelerazione del battito che del respiro erano <span style="color: #ff0000;">funzionali</span> alle necessità della nascita.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>In seguito invece <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">l’Io produce</span> angoscia come “SEGNALE”,</span> tutte le volte che si trova in uno <span style="color: #ff0000;">stato di impotenza e di pericolo</span>, o di fronte a un <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">eccessivo</span> aumento degli stimoli</span>, sia interni che  esterni.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">L’ ANGOSCIA COME SEGNALE</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Osservando <span style="color: #ff0000;">le situazioni più comuni che producono angoscia</span>, si può scoprire che riproducono metaforicamente lo <span style="color: #333399;">stesso quadro</span>. L’angoscia del bambino al momento della nascita lo avvisava del rischio reale che i suoi bisogni fisici non venissero più soddisfatti e del pericolo di morirne. Mentre le angosce più  “tarde” cioè quelle dell&#8217;adulto sono delle<span style="color: #333399;"> </span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">riproduzioni</span> <span style="color: #333399;">simboliche</span></span><span style="color: #333399;">,</span> che avvisano del pericolo che si verifichi un ‘evento’ di varia natura, che comporti la cessazione del sostentamento emotivo: ovvero una ‘<span style="color: #ff0000;">perdita di amore’ </span>o<span style="color: #ff0000;"> di</span> <span style="color: #ff0000;">stima</span><span style="color: #ff0000;"> o di</span> <span style="color: #ff0000;">rispetto</span> da parte dell’ambiente o di una persona molto significativa, e questo viene inteso come un pericolo di morte.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ed è interessante notare che <span style="color: #ff0000;">l’angoscia è il dato più caratteristico </span>del quadro emotivo di tutti coloro che soffrono di disturbi cardiaci: il tema fondamentale che emerge è sempre quello di <span style="color: #ff0000;">vita/morte</span>. I pazienti cardiopatici hanno la sensazione di star rischiando di morire molto più di ogni altro paziente: spaventa di più un piccolo disturbo cardiaco che non una patologia più grave che non tocchi il cuore: come dice Brau, <span style="color: #ff0000;">il cuore sembra essere «</span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">l’organo </span>di senso specifico per l’ansia</span>».</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Dott.ssa Paola Santagostino: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce corsi e seminari in tutta Italia.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Per informazioni</span>:  paolasantagostino@libero.it     02 6555635</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">C<a title="programma psicosomatica" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/programma-psicosomatica/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">ORSI DI PSICOSOMATICA</span></a></span><a title="programma psicosomatica" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/programma-psicosomatica/" target="_blank"> </a>con programma dettagliato.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"> </span></p>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 08:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[inventare una fiaba]]></category>
		<category><![CDATA[palpitazioni]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero e corpo]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[raccontare una fiaba]]></category>
		<category><![CDATA[raccontare una storia]]></category>
		<category><![CDATA[ritmo cardiaco]]></category>
		<category><![CDATA[tachicardia]]></category>

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		<description><![CDATA[Come guarire dalla tachicardia con l'uso della fiaba: il caso di Veronica e la soluzione dei disturbi cardiaci e della depressione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2> </h2>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2010" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/03/859536_93993916-cuore-nel-cestino1-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" /></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span> </h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME  </span><span style="color: #333399;">GUARIRE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">DA </span><span style="color: #333399;">CRISI DI  </span><span style="color: #333399;">TACHICARDIA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CON LA  </span><span style="color: #333399;">FIABA </span><span style="color: #333399;">:</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">IL CASO DI  </span><span style="color: #333399;">VERONICA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CON TUTTI I <span style="color: #333399;">PASSAGGI</span></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">VERSO LA GUARIGIONE.</span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: left;"> </h2>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #333399;"><strong>Veronica è una bella ragazza giovane che soffre di <span style="color: #ff0000;">tachicardia e aritmia</span>, ma che sta anche affondando nella <span style="color: #ff0000;">depressione</span> e nello sconforto:  passa le giornate a letto imbottita di tranquillanti perchè il terrore di affrontare una nuova giornata è troppo per lei. I motivi ci sono e la soluzione non è arrivata come manna dal cielo. Vediamo che cosa è successo:</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Veronica ha 23 anni, è nata in una famiglia abbiente veneziana e ha una <span style="color: #ff0000;">madre</span> a dir poco dominante, che appena raggiunta l’adolescenza ha cercato di imporle  lo stile di vita che le sembrava più adeguato: gli amici giusti, le uscite giuste, le frequentazioni giuste… </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E Veronica a un certo punto non ce l’ha fatta più: è <span style="color: #ff0000;">scappata di casa</span> e ha cominciato a vagabondare per l’Europa vivendo di espedienti. Ha fatto tutto quello che la madre avrebbe aborrito e si è pure divertita.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma poi…. che cosa è successo non me lo dice all&#8217;inizio della terapia: mi dice solo che a un certo punto ha deciso di ritornare in Italia e che adesso è venuta da me perché ha delle <span style="color: #ff0000;">tachicardie e aritmie fortissime</span>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Le chiedo di <span style="color: #ff0000;">inventare una fiaba</span> perché questo è il mio metodo di intervento terapeutico.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>  “C’era una volta una <span style="color: #ff0000;">Principessa</span> che viveva in un castello: il <span style="color: #ff0000;">castello</span> era molto bello, molto grande, ma molto <span style="color: #ff0000;">molto vuoto</span>… La principessa gira per i saloni con un bellissimo vestito azzurro:  tutto è elegante e il castello è pieno di servitù, ma c’è un gran silenzio… </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>La principessa sa come sarà la sua vita rinchiusa in quella gabbia dorata: non vedrà mai che cosa c’è fuori, oltre il parco e oltre il cancello.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Le sembra di non vivere….</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Così una notte decide: decide di andarsene, raccoglie quattro vestiti, monta a cavallo e <span style="color: #ff0000;">se ne và&#8230;. </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Comincia una <span style="color: #ff0000;">vita di avventure</span> incredibili: vede luoghi belli e brutti e passa mille peripezie. Va a caccia con i cacciatori e a pesca con i pescatori, conosce i ladri e gli ubriaconi delle taverne. Non si ferma mai, arriva in un posto, ci vive per un po’ , e poi riparte per nuove avventure.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma mentre sta attraversando un bosco di notte, il suo <span style="color: #ff0000;">cavallo impazzisce</span> e si lancia in un galoppo folle e sfrenato. Salta, si impenna e riparte. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>A un certo punto <span style="color: #ff0000;">la fa </span><span style="color: #ff0000;">cadere dalla sella</span> e fugge via.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La principessa perde i sensi e non sa quanto resta <span style="color: #ff0000;">svenuta</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Quando si riprende tutta ammaccata prova a muoversi e si guarda in giro: è in una palude. Fa per alzarsi ma si accorge con orrore di essere <span style="color: #ff0000;">caduta nelle sabbie mobili</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E’ spaventoso! Si dibatte e urla con tutto il fiato che ha in corpo ma non c’è nulla da fare: più si agita e più <span style="color: #ff0000;">affonda</span> e allora resta immobile. ”.</strong></span></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">I COLLEGAMENTI</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"> </span><span style="color: #333399;"><strong>La prima fiaba di Veronica finisce qui, in una <span style="color: #ff0000;">situazione drammatica</span> e senza scampo&#8230;</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Penso che siano evidenti  le <span style="color: #ff0000;">analogie</span> tra la fuga della principessa dal castello e la vita che Veronica ha condotto negli ultimi anni vagabondando per l&#8217;Europa.  Anche il cavallo che impazzisce e che si impenna può rappresentare il suo ritmo cardiaco sfrenato e fuori controllo. E l’affondare nelle sabbie mobili assomiglia molto alla sua situazione attuale in cui sta affondando sempre più in un torpore indotto dai sonniferi.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Le chiedo a che cosa associ alle <span style="color: #ff0000;">sabbie mobili</span> e mi dice che sono qualcosa di infido e di mortale: “ Ingannano perché all’apparenza sembrano di terra morbida e liscia, ma appena ci metti piede dentro ti risucchiano e ti uccidono. Sembrano <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">mia</span> madre</span>!” </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E mi racconta di sua madre, tutta dolce e gentile all’apparenza, ma di fatto molto oppressiva e invischiante: non poteva fare un solo passo fuori dal suo controllo che veniva <span style="color: #ff0000;">risucchiata <span style="color: #333399;">nella sua sfera di controllo</span></span>. </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Per questo era fuggita di casa: voleva viver la sua vita.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E cosa significa adesso affondare nelle sabbie mobili?  Veronica mi dice: “ E&#8217; proprio quello che sto facendo ora: ho voglia di lasciarmi andare e di non lottare più, di non reagire e non combattere e non sperare: è tutto troppo doloroso. Lasciarmi andare è la voglia di affondare lentamente ma senza dolore nel sonno e nell’incoscienza. Proprio quel che sto facendo: <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">i</span> tranquillanti</span> mi servono solo a dormire più in fretta e a non pensare e non sentire: non ce la faccio a vivere una giornata, voglio solo pace e riposo.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>LA  FIABA CONTINUA&#8230;.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Veronica sogna qualcuno che le dice:  &#8221;Mettiti le <span style="color: #ff0000;">mani sul cuore</span> e lasciati andare al tuo destino&#8221; e le viene in mente come continuare la fiaba:</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> “Visto che tanto dibattendosi la principessa peggiorava solo le cose, si mette le mani sul cuore e si lascia affondare nella palude. E sa che <span style="color: #ff0000;">non è la prima</span> volta che lo fa. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Affonda nel buio e tocca il fondo che si apre sotto i suoi piedi e si ritrova in un mondo sotterraneo: è una caverna dove vede <span style="color: #ff0000;">una vecchia</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Sembra conoscerla da sempre e le dice: ‘Ah, sei qui! Per prima cosa vai di là e <span style="color: #ff0000;">metti in ordine’</span>. La principessa ubbidisce ed entra in una stanza piena di palline rosse e nere mescolate: sa che deve separarle come in ogni fiaba. Poi nella stanza successiva trova chicchi di miglio e avena mescolati, e nella terza dei chicchi tondi di granturco insieme ad aghetti di paglia pungenti. Si mette al lavoro e riordina tutto.”</strong></span></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LE MANI SUL CUORE</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Chiedo a Veronica che cosa vuol dire &#8221;<span style="color: #ff0000;">mettersi le mani sul cuore</span> &#8221; e per la prima volta mi racconta che cosa è successo a Berlino prima del suo rientro. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Si era <span style="color: #ff0000;">innamorata</span> di un ragazzo tedesco e aveva pensato di aver trovato la persona giusta per lei: sognava di gettar l’ancora in un porto tranquillo e di metter sù famiglia…. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Finché Marco non le aveva detto di essere già sposato e di non avere nessuna intenzione di lasciare la moglie. </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Per Veronica era stato un <span style="color: #ff0000;">crollo totale</span>: tutti i suoi progetti sfumavano nel nulla. Da un giorno all’ altro si era ritrovata da ragazza felice e innamorata a ragazza sola e disperata, in un paese straniero, senza nessuna sicurezza e nessun progetto per l’avvenire. Il futuro le sembrava un tunnel nero e il passato una serie ininterrotta di sbagli. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Le <span style="color: #ff0000;">tachicardie erano iniziate in quel periodo</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Aveva deciso di tornare in Italia come estremo tentativo di ritrovare un <span style="color: #ff0000;">punto d’appoggio</span> stabile, dice: “ In Italia non avevo più nessuno, né casa, né lavoro, né amici, però era la mia terra. Stavo impazzendo e mi sentivo persa: volevo tornare a casa, non a casa dei miei, ma almeno alla mia terra.…”.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">I RICORDI DOLOROSI</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Le chiedo che cosa vuol dire ‘<span style="color: #ff0000;">non è la prima volta’ </span>ed emergono tanti ricordi: “ Certo che non è la prima volta: è sempre stato così!”. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Veronica ricorda la sua infanzia e il dolore che provava perché <span style="color: #ff0000;">la madre preferiva sempre i fratelli </span>a lei. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La sua prima reazione era stata di  <span style="color: #ff0000;">rabbia</span>, ma visto che era inutile combattere e peggiorava solo le cose, si era rinchiusa nella sua <span style="color: #ff0000;">disperazione</span>: era cambiata anche fisicamente e da bambina vivace e allegra era diventata una ragazzina triste e introversa. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ai tempi fantasticava di <span style="color: #ff0000;">lasciarsi morire</span> per punire la madre: “ Così poi se ne sarebbe accorta!” </strong></span></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">FARE ORDINE</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Domando che senso abbiano secondo lei i<span style="color: #ff0000;"> lavori </span>che  la vecchia della fiaba ordina alla principessa. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Dice Veronica : “L’unico senso che riesco a vederci è <span style="color: #ff0000;">distinguere le cose</span>, uscire dalla confusione: le palline rosse sono la <span style="color: #ff0000;">rabbia</span> e il sangue che va alla testa… e quelle  nere sono la <span style="color: #ff0000;">tristezza</span> e la disperazione. Io le mescolo sempre, perché quando mi arrabbio poi mi sembra tutto inutile e mi deprimo e mi lascio andare&#8230;”</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>LA MADRE  CATTIVA  E  LA  MADRE  BUONA</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Veronica ha avuto una madre che sembrava risucchiarla, e per <span style="color: #ff0000;">salvarsi la vita</span> aveva provato a fuggire di casa e fare a modo suo. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma poi quando per una grande ferita sentimentale il suo  cuore (cavallo) era impazzito e si era messo a sgroppare lasciandola in panne, aveva sentito il bisogno di ritornare a una <span style="color: #ff0000;">&#8216;madre terra</span> &#8216;. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma qui era caduta in preda agli <span style="color: #ff0000;">stessi incubi</span> della sua infanzia e allo stesso materno simbolico distruttivo: adesso rappresentato  dall’affondare nelle sabbie mobili dell’incoscienza placida ma mortifera dell&#8217;oblio farmacologico. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La fiaba propone una diversa immagine materna, quella della vecchia saggia: una <span style="color: #ff0000;">terra antica</span> che sta molto più in profondità…. E questa madre  simbolica le dice, tanto per cominciare, di far ordine e distinguere meglio le cose.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span></span> </p>
<p><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong>GLI EFFETTI SULLA  REALTA&#8217;</strong></span></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La prima cosa che Veronica fa è invece che deprimersi <span style="color: #ff0000;">arrabbiarsi</span>: ripensa a Marco che l’aveva lasciata crogiolare nei suoi sogni dorati, senza neanche dirle che era già sposato, e si infuria. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Poi comincia a dare dei <span style="color: #ff0000;">ritmi alla sua vita</span>: aveva sempre odiato gli orari fissi perché  la madre le imponeva rigidamente a che ora mangiare e a che ora dormire, a che ora studiare e a che ora giocare, e lei nella sua ribellione aveva rifiutato ogni tipo di regola: si era piccata di sconvolgere tutti gli orari, di dormire di giorno e star sveglia di notte, di mangiare alle ore più impensate, purchè che non fossero pranzo e cena. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Adesso si mette a dare un ritmo alla sua vita: un &#8220;ritmo suo&#8221; e non quello impostole dalla madre. Intanto si regolarizza anche il <span style="color: #ff0000;">ritmo cardiaco e quello mestruale</span>, che era sempre stato molto discontinuo.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">LA SOLUZIONE  DELLA  FIABA</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>“Dopo che la principessa ha superato le tre prove la vecchia le dà in dono un <span style="color: #ff0000;">medaglione salva-vita</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Si tratta di uno strano medaglione rotondo, tutto inciso con segni incomprensibili: è di pietra ma è molto caldo. E la vecchia le dice di portarlo sempre <span style="color: #ff0000;">sul cuore</span>: la proteggerà da ogni disgrazia.”</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">I SIMBOLI</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Consideriamo alcuni dei <span style="color: #ff0000;">simboli</span> che compaiono in questa soluzione fiabesca:  <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">il</span> medaglione</span> è di pietra, &#8220;terra&#8221; come è terra la madre terra, ma non più l’ infida terra delle sabbie mobili, ma una terra solida e resistente, forgiata dalle ere geologiche: la terra antica della vecchia saggia. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Il medaglione salva-vita però è anche <span style="color: #ff0000;">caldo</span>: racchiude in sé non solo lo ‘spirito della terra’ ma anche lo ‘spirito del fuoco’…. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E’ una rappresentazione emblematica di <span style="color: #ff0000;">compresenza degli opposti</span>: dove femminile e maschile, terra e fuoco, materia e spirito, si integrano e si completano a vicenda. La pietra è il fondamento, pietra angolare, ossatura dell’ abitazione, ma è il fuoco ciò che la trasforma in una  casa e la rende viva e accogliente. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La vecchia sembra conferire simbolicamente a Veronica <span style="color: #ff0000;">il suo centro</span> un punto di equilibrio da portare sempre sul cuore: sul ‘centro’ della circolazione energetica vitale. </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Il cuore era l’organo con cui Veronica aveva espresso più vistosamente il suo malessere&#8230;   </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E il cuore racchiude in sé le valenze simboliche <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">del</span> </span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">femminile </span><span style="color: #333399;">e del</span> maschile</span>: è coppa e fuoco, è ritmo alternato di contrazione e distensione, è alternanza di Yin e Yang. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Il finale della fiaba indica la cura necessaria: una<span style="color: #ff0000;"> integrazione</span> degli aspetti maschili e femminili, della terra e del fuoco. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E prospetta anche un <span style="color: #ff0000;">lieto fine</span>: </strong></span><span style="color: #333399;"><strong> “ Quando la principessa esce dalla caverna sotterranea  e risale in superficie, lassù c’è qualcuno che la aspetta… ”</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #333399;"><strong>Dott.ssa Paola Santagostino</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"></span></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoanalista e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica,  tiene sedute individuali di terapia e consulenza e conduce Corsi di psicologia sulla fiaba in tutta Italia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l&#8217;autrice: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a>   02.6555635</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo articolo fa parte di <span style="color: #ff0000;">una serie</span> di casi di guarigione mediante la fiaba terapia in cui c&#8217;è anche: </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><a title="Fiaba pelle" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/01/la-fiaba-della-pelle" target="_blank">&#8220;La fiaba che cura la pelle&#8221;</a></span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">    <a title="fiaba colite" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/02/colite-fiaba-terapia/" target="_blank">&#8220;Colite curata con la fiaba terapia&#8221;</a></span></span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"><a title="fiaba colite" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/02/colite-fiaba-terapia/" target="_blank"> </a>   <a title="Fiaba impotenza" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/impotenza/" target="_blank">&#8220;Curare l&#8217;impotenza con la fiaba terapia&#8221; </a></span></span></strong></p>
<p><strong></strong><strong><span style="color: #333399;"><a title="Programma corso Guarire con le fiabe" href="http://www.pensieroecorpo.it/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA FIABA TERAPIA</span></a></span></strong><strong><span style="color: #333399;">     con programma dettagliato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per info: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a>   02.6555635</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong></strong> </p>
<p><span style="color: #333399;"> </span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come liberarsi dall'ansia: le reazioni automatiche, le abitudini mentali e l'accumulo di tensione, che cosa fare per gli stati d'ansia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2110" title="21311_6279" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/01/21311_6279-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COMPRENDIAMO I MECCANISMI </span><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">DELL&#8217;ANSIA  PER LIBERARCENE: </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">DISINNESCARE REAZIONI FISICHE, </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CAMBIARE ABITUDINI MENTALI, </span><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">SCARICARE LA TENSIONE. </span></h2>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">L’ansia è un disturbo tipicamente umano, perché si basa sull&#8217;ampia capacità di pre-vedere e quindi anche di <span style="color: #ff0000;">pre-occuparsi</span> per eventi che forse non accadranno mai. </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Chi ne soffre avverte soprattutto fastidiosi <span style="color: #ff0000;">sintomi fisici</span>: il battito cardiaco che accelera, difficoltà di respirazione, le cosiddette &#8216;farfalle nello stomaco e gambe molli&#8217;, giramenti di testa e vertigini con la sensazione di star quasi per svenire, sudorazione abbondante etc&#8230; e intanto prova una <span style="color: #ff0000;">grande angoscia</span> e non ne vede motivo: come se  tutto stesse accadendo suo malgrado.. </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Vediamo di inquadrare l’ansia in un campo di significati un po’ più ampio che spieghi meglio <span style="color: #ff0000;">come si produce</span> e che cosa fare in merito. </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #ff0000;">LE REAZIONI  AUTOMATICHE DI FRONTE  A UN  PERICOLO</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Per capirle dobbiamo fare una galoppata all’indietro nel tempo e parlare dei<span style="color: #ff0000;"> meccanismi automatici  di reazione al pericolo</span> che si scatenano in noi come negli animali . </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Gli animali</span> hanno una capacità di previsione ridotta rispetto all’uomo: i pericoli che si trovano ad affrontare sono dei <span style="color: #ff0000;">pericoli reali</span> e presenti in quel momento: come una minaccia alla vita, al territorio, o alla prole. E sono pericoli che hanno una sorgente ben definita: un aggressore o un fenomeno naturale. </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Di fronte a tutta questa serie di <span style="color: #ff0000;">minacce alla sopravvivenza</span> abbiamo strutturato,  nel corso di milioni di anni, delle reazioni automatiche molto efficaci per fronteggiarle.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;"><em>Le reazioni  più classiche sono</em></span>:</strong></span></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;"> 1) <em><span style="color: #ff0000;">lottare o fuggire</span></em>: una rapidissima valutazione di forze produce una reazione attiva e tipicamente motoria: aggredire il nemico, oppure scappare via velocemente.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">2) <em><span style="color: #ff0000;">paralizzarsi</span></em>: di fronte a certi nemici però è inutile cercar di fuggire o di aggredire, è meglio provare a rendersi invisibili e sperar che l&#8217;aggressore non ci noti e si allontani.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">3)<em> <span style="color: #ff0000;">arrendersi</span></em>: molte specie animali non uccidono un nemico che dà segni evidenti di resa: il combattimento è finito e non infierisce.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong> </strong></span><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Tutte queste reazioni hanno il loro senso e a secondo della circostanza  e <span style="color: #ff0000;">sono efficaci </span>di fronte a una minaccia fisica alla sopravvivenza.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #ff0000;">PERICOLI  PENSATI</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Le minacce alla sopravvivenza sono una situazione comune per <span style="color: #ff0000;">gli uomini e le donne di oggi</span>? </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Neanche per sogno! La maggior parte delle persone passa l’intera vita senza mai trovarsi in una situazione di reale pericolo per la propria sopravvivenza. E quando un pericolo di questo tipo esiste non c’è  il tempo di diventare ansiosi: si è troppo occupati a salvarsi la pelle!</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Che cosa viene minacciato allora<em> </em>nella normale esistenza quotidiana? Non la vita, semmai si tratta di <span style="color: #ff0000;">minacce all&#8217; immagine di sè</span> o a qualcosa che ci è caro o che consideriamo ‘nostro’ in senso molto lato. Osserviamo le situazioni più comuni che mettono ansia: il rischio di <span style="color: #ff0000;">fare una brutta figura</span>, di <span style="color: #ff0000;">perdere l’affetto</span> o la stima di una persona cara, la possibilità di <span style="color: #ff0000;">subire un danno economico</span>….</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Non sono dei veri pericoli di vita e sono delle <span style="color: #ff0000;">situazioni PENSATE</span> e anche spostate nel futuro: sono <span style="color: #ff0000;">previsioni mentali di qualcosa di negativo </span>che potrebbe anche succedere.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Di fronte a questo tipo di minacce <span style="color: #ff0000;">le reazioni automatiche di difesa non sono efficaci</span>: non  possiamo fuggire o aggredire il cellulare con cui ci hanno dato una brutta notizia, e neanche paralizzarci o mostrargli la carotide in segno di resa servirebbe… </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">I pericoli con cui abbiamo a che fare oggi <span style="color: #ff0000;">sono sopratutto dei pericoli pensati</span> e scatenati da stimoli e da notizie ricevuti  per lo più in forma verbale.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #ff0000;">MA IL CORPO REAGISCE</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ proprio questo che crea il problema: il nostro <span style="color: #ff0000;">corpo si prepara comunque a reagire </span>alla minaccia: l’aumento del battito cardiaco e della frequenza respiratoria, del tono muscolare e dell’adrenalina in circolo sono adattamenti  eccellenti per prepararsi a lottare fisicamente o a fuggire, ma dato che queste reazioni motorie sono inutili e non vengono messe in atto, e si percepisce solo una <span style="color: #ff0000;">modificazione fisica non voluta</span>. E questo vale anche per le altre forme di reazione.</span></strong></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">L’ansia è una reazione rapidissima </span>: un flash di pensiero si è presentato alla nostra mente e ha inviato un segnale di pericolo: la reazione è partita e tutto si è svolto in maniera così veloce che non abbiamo una percezione chiara della sequenza, ma solo degli effetti. Il coinvolgimento dell’amigdala e dell’ippocampo nello scatenamento delle reazioni ansiose ci dice che sono avvenute delle <span style="color: #ff0000;">valutazioni primordiali di bene/male </span>e di possibile pericolo associate a ricordi che hanno attivato la risposta dei centri vegetativi.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #ff0000;">ALLORA CHE FARE?</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Che cosa fare allora? Quel che fa la maggioranza della gente è assumere dei farmaci tipo benzodiazepine per calmarsi, ma questo non cambia i  meccanismi di pensiero che hanno generato l’ansia. L’effetto consiste in un intervento chimico sui sintomi e questo tipo di farmaci dà dipendenza e assuefazione. Possono funzionare nell’emergenza ma non possono essere assunti per tutta la vita per tamponare i risultati di una attitudine mentale a pre-occuparsi fuori luogo.</strong> </span></p>
<p><strong><span style="color: #003366;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Per liberarsi dall’ansia</span> occorre intervenire su <span style="color: #ff0000;">tre fronti</span> contemporaneamente:</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #003366;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">1) <span style="color: #ff0000;">capire </span><span style="color: #ff0000;">quale è la minacia</span> nel momento presente, e quindi se è possibile mettere in atto delle reazioni non automatiche e  davvero efficaci</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #003366;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">2) <span style="color: #ff0000;">modificare l&#8217;abitudine mentale a preoccuparsi</span> per eventi puramente ipotetici, che mantiene il corpo in uno stato di costante e inutile allarme</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #003366;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">3) <span style="color: #ff0000;">scaricare la tensione fisica</span> già accumulata e imparare delle tecniche per non aggiungerne altra.</span></span></span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>PASSO DOPO PASSO </strong> </span></p>
<p><strong><span style="color: #003366;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Mi spiego meglio, riassumendo ogni passaggio:</span></span></span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">INDIVIDUARE IL MOTIVO CONTINGENTE</span> : </strong><strong>occorre rendersi conto di <span style="color: #ff0000;">che cosa sentiamo minacciato</span> <span style="color: #ff0000;">in quel momento</span>, e mettere a punto  delle <span style="color: #ff0000;">nuove modalità di reazione</span>. Si tratta di un percorso che non possiamo sperar di delegare a una pillolina, che faccia tutto il lavoro al posto nostro<em>. </em>Risolvere gli stati d&#8217;ansia cronici vuol dire  riequilibrare il rapporto tra l&#8217;attività di pensiero e il corpo (che poveretto mette semplicemente in atto dei meccanismi naturali di reazione al pericolo, che sono ancora utilissimi quando si tratta di una reale minaccia alla sopravvivenza!) e che non è responsabile dei cambiamenti avvenuti negli ultimi centomila anni, per cui adesso non dobbiamo affrontare una tigre, ma ci preoccupiamo di quel che potrebbe danneggiare la nostra immagine&#8230; Quale è esattamente il pericolo? Che cosa rischiamo di perdere? C&#8217;è qualcosa che possiamo fare, qui e ora?</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">MODIFICARE LE ABITUDINI MENTALI</span></strong><strong>: perché la cura duri nel tempo occorre modificare le abitudini mentali a preoccuparsi costantemente, perchè <span style="color: #ff0000;">la </span><span style="color: #ff0000;">catena degli  <em>“ e se poi…”</em> </span> <span style="color: #ff0000;">è  infinita</span> e riusciremo sempre trovare un nuovo motivo di preoccupazione&#8230; L’ironia della sorte è che nell&#8217;ansia  la capacità di previsione (che è intesa per proteggerci meglio) è andata ormai ben oltre la sua funzione, ed è diventata nociva. La capacità di immaginare situazioni future ci ha permesso di organizzarci meglio e l’intenzione ‘positiva’ della pre-occupazione sarebbe quella di non farci cogliere impreparati dagli eventi. </strong><strong>Ma nell’ansioso questo meccanismo è andato completamente fuori controllo, e così  spreca moltissima energia a fronteggiare delle minacce ipotetiche e non gliene resta poca per gestire le situazioni reali: <span style="color: #ff0000;">l’energia impiegata a pre-occuparsi è tutta energia sottratta all’ occuparsi.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">SCARICARE L&#8217;ACCUMULO DI TENSIONE  FISICA</span>: quando ormai si è creato un accumulo di tensione nel corpo, si verificano delle <span style="color: #ff0000;">reazioni a catena</span> dovute allo stato di allarme protratto troppo a lungo.  Allora occorre  <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">scaricare l&#8217;</span> </span>eccesso di stress</span> con le tecniche più adatte a secondo del caso specifico: ad esempio a volte del moto fisico vivace può riuscire sfogare la tensione muscolare preparatoria di mille lotte e di mille fughe mai avvenute, mentre altre volte è meglio ricorrere a tecniche di rilassamento per evitare di caricare altra tensione.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;ANSIA COME AMICA</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">C&#8217;è <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">un&#8217;</span>ansia lieve</span> e legata al momento che è del tutto <span style="color: #ff0000;">naturale</span> e che proviamo tutti: quando teniamo molto a qualcosa &#8230; che potrebbe anche andar male&#8230; il cuore ci batte più forte. E&#8217; una forma di energia spontanea, e un <span style="color: #ff0000;">segnale di emozione</span> che si mescola all&#8217;aspettativa e  al desiderio. </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">C&#8217;è anche <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">un</span>&#8216;ansia esistenziale&#8217; </span>legata alla nostra condizione umana: mille possibilità ci si offrono, mille strade e mille scelte, quale via prendere? Quest&#8217;ansia è stata chiamata da molti autori <span style="color: #ff0000;">&#8216;il prezzo della nostra libertà&#8217; </span>a paragone degli animali, che sono più vincolati a reazioni istintive sempre uguali, che offrono una gamma ridotta di possibilità.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Ma qui sto parlando <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">dell&#8217;</span>ansia cronica</span> o degli <span style="color: #ff0000;">attacchi di ansia acuta</span>, di quell&#8217;ansia percepita  soggettivamente solo come <span style="color: #ff0000;">sintomi fisici</span>. </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Anche questa ansia può essere una grande amica: ci <span style="color: #ff0000;">segnala qualcosa</span> e qualcosa di <span style="color: #ff0000;">importante da ascoltare</span>. </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">Forse in quel periodo di vita <span style="color: #ff0000;">non siamo in armonia</span> con la nostra natura; forse affrontiamo gli eventi in modo troppo angosciato; forse non stiamo facendo un tipo di vita adatto a noi&#8230;</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;">I motivi possono essere parecchi e diversi, ma se</span></strong></span><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;"> riusciamo ad ascoltare <span style="color: #ff0000;">il messaggio</span> che l&#8217;ansia ci sta inviando, se riusciamo a  percepirla quando accade, e a lasciarla esistere, lasciandole lo spazio per manifestarsi, spesso ci rivela da sola il suo significato più profondo e con questo ci dona un vero tesoro: che ci indica la via da prendere e ci cambia  la vita in meglio&#8230;</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, tiene sedute individuali di terapia e consulenza e conduce  corsi. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie</span> in cui c&#8217;è anche: <a title="Caso ansia" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/ansia3/    " target="_blank">&#8221; </a></span></strong><span style="color: #333399;"><strong><a title="Caso ansia" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/ansia3/    " target="_blank"> Esempio di guarigione di un caso di ansia grave&#8221;</a> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><a title="corso ansia" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-ansia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI PER</span> <span style="color: #ff0000;">LIBERARSI DALL&#8217;ANSIA</span> </a> con programma dettagliato</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> Per info</strong>: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it"><strong>contatto@paolasantagostino.it</strong></a> <strong>02.6555635</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong> </span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong> </span></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come guarire dall'ansia con tecniche di rilassamento fisico e mentale: un caso clinico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2116" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/01/360182_8531-stress-uno-arrabbiato-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME LIBERARSI DALL&#8217;ANSIA? </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">ECCO UN CASO DI </span><span style="color: #333399;">GUARIGIONE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">DA UNO STATO GRAVE DI ANSIA  CRONICA.</span></h2>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Saverio era un giovane uomo che stava dando i numeri per l’<span style="color: #ff0000;">ansia</span>: <span style="color: #ff0000;">non riusciva più a dormire<span style="color: #333399;">,</span></span> aveva continue crisi di <span style="color: #ff0000;">tachicardia</span>, con <span style="color: #ff0000;">mancanza di respiro<span style="color: #333399;">,</span></span><span style="color: #333399;"> </span><span style="color: #ff0000;">vertigin</span><span style="color: #ff0000;">i</span> e la <span style="color: #ff0000;">sensazione di star  per svenire</span>, un <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">nodo allo</span> stomaco</span> e frequenti <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">scoppi di</span> diarrea</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Gli <span style="color: #ff0000;">ansiolitici</span> funzionavano poco: se ne prendeva la quantità prescritta non riusciva a calmarsi, ma se ne prendeva di più rimaneva intontito e non riusciva a lavorare. Così per gestire l’agitazione e la stanchezza, fumava come un turco e beveva mille caffè al giorno (che lo facevano stare ancora peggio…) </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Il</span> motivo</span> di tanta agitazione a lui sembrava del tutto ovvio:  lavorava in pubblicità e si era messo in proprio da poco quando era iniziata la crisi economica, che gli aveva fatto perdere parecchi clienti e quindi temeva di finir a gambe all’aria. Così lavorava come un dannato per accontentare i pochi clienti rimasti, facendo delle corse impossibili contro il tempo, e spremendosi le meningi anche di notte per farsi venire nuove idee. </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>IL PUNTO DI ESPLOSIONE</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Sembrerebbe tutto molto spiegabile….  Ma&#8230;.   Ma il punto è che Saverio <span style="color: #ff0000;">stava per esplodere</span>! </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La situazione ormai aveva fatto <span style="color: #ff0000;">cortocircuito<span style="color: #333399;">,</span></span> e adesso era proprio l’ansia a impedirgli di funzionare: quando aveva le crisi non riusciva ad andar dai clienti e con tante notti insonni sulle spalle non era più lucido sul lavoro. Andando avanti così sarebbe davvero <span style="color: #ff0000;">finito  a rotoli</span>… (se non saltava in aria prima come una pentola a pressione!). Di rallentare o di prendersi una pausa non se ne parlava neanche: la sola idea lo mandava ancora più in tilt! </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CORPO E MENTE</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>In questi casi bisogna intervenire subito per <span style="color: #ff0000;">mettere uno stop</span> all’accumulo di tensione fisica, che si sta facendo molto pericoloso. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Il corpo è la prima via: ci sono molte <span style="color: #ff0000;">tecniche di rilassamento</span> muscolare e di respirazione adatte a distendere i nervi, ma quando si sono raggiunti questi limiti di scoppio vale la pena di abbinarle anche a del <span style="color: #ff0000;">moto fisico vivace</span> per scaricare tutta la tensione  e lo stress che si sono già accumulati nel tempo:  anche una corsa veloce può andar bene tanto per cominciare. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Gli <span style="color: #ff0000;">effetti</span> di questi esercizi si vedono in tempi brevi, e impegnano pochi minuti al giorno se vengono eseguiti regolarmente. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma nel contempo occorre intervenire per <span style="color: #ff0000;">disinnescare i meccanismi mentali</span> che generano l&#8217;ansia e uno stato di pre-occupazione costante: tutta l’energia impiegata a pre-occuparsi per il futuro è energia sottratta all’occuparsi del presente. E&#8217; energia sprecata per nulla, anzi con effetti dannosi. Anche su questo fronte ci sono moltissime tecniche per cambiare abitudini mentali e rimanere più radicati nel presente. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong>LE IMMAGINI DEL MATTINO</strong></span></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Per esempio in questo caso  bisognava occuparsi soprattutto del <span style="color: #ff0000;">risveglio</span> <span style="color: #ff0000;">mattutino</span>: Saverio appena apriva gli occhi  veniva assalito dalle <span style="color: #ff0000;">preoccupazioni</span>:  “ Oddio devo far questo… e poi devo far quello… e quell’altro… e se non faccio in tempo… e se poi non riesco … e se mi succede che…”. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Nel giro di dieci minuti era già sopraffatto dall&#8217;ansia e dalla <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">sensazione di </span>non potercela fare</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">l’ </span>intera giornata era già rovinata</span>: andava in studio nervosissimo e scattava con i collaboratori; allora prendeva delle gocce di ansiolitico per calmarsi, ma poi si sentiva intontito e beveva tre caffè per svegliarsi; ma gli venivano le palpitazioni e allora prendeva altre gocce… e avanti così in un <span style="color: #ff0000;">circolo chiuso </span>molto pericoloso. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Inizialmente in <span style="color: #ff0000;">terapia</span> abbiamo lavorato con delle <span style="color: #ff0000;">visualizzazioni</span> <span style="color: #ff0000;">guidate</span>, e con una serie di immagini che sgorgavano spontanee o che provenivano dai sogni. Finchè l&#8217;ansia mattutina di Saverio non si è traformata in una <span style="color: #ff0000;">carica di energia</span> utilizzabile: in fondo il suo lavoro gli piaceva molto, ed era anche felice di essersi messo in proprio, ma aveva preso la sua autonomia come una sfida &#8216;contro&#8217; tutto e contro tutti (e anche contro se stesso) e stava remando contro corrente invece di affidarsi al flusso della sua energia. </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>EMERGENZA E PROFONDITA&#8217;</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ci sono parecchie tecniche per gestire l’ansia.  Penso che bisogni <span style="color: #ff0000;">distinguere</span> tra un  <span style="color: #ff0000;">intervento d’emergenza<span style="color: #333399;">,</span></span><span style="color: #333399;"> </span>in cui occorre soprattutto <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">interrompere i corti circuiti</span> </span>fisici e mentali e imparare ad affrontare le crisi d&#8217;ansia e a gestirne i sintomi fisici senza entrare nel panico, e invece un <span style="color: #ff0000;">intervento in profondità </span>per andare alle radici dell&#8217;ansia e delle situazione di vita che la producono. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Si può considerare <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">l’</span> ansia  come un indicatore</span> che segnala che al momento non si è in armonia  con la propria vita: a volte occorre aprire nuove prospettive, e altre volte basta orientare diversamente l’energia disponibile. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Nel caso di Saverio<span style="color: #ff0000;"> prima</span> abbiamo badato a ridurre l&#8217;esplosione delle  sue <span style="color: #ff0000;">reazioni fisiche</span> e l&#8217;incessante <span style="color: #ff0000;">lavorìo mentale<span style="color: #333399;">,</span></span> in modo da riuscire a distendere il corpo e ritrovare il sonno necessario a recuperare le forze. E <span style="color: #ff0000;">poi<span style="color: #333399;">, </span></span>con un po&#8217; più di calma e tempo abbiamo potuto andare alle <span style="color: #ff0000;">radici</span> di tanta angoscia.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Nel caso di Saverio le radici dell&#8217;ansia erano legate a una <span style="color: #ff0000;">valutazione di sè</span> e del suo valore, basata unicamente sul suo successo professionale: cosa che lo faceva sentire sempre <span style="color: #ff0000;">sul filo del rasoio </span>e sull&#8217;orlo del disastro. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Questa visione di se stesso e della sua realtà gli faceva prevedere catastrofi anche dove non c&#8217;erano elementi di vero pericolo, ma soprattutto appiattiva la sua esperienza di vita e <span style="color: #ff0000;">lo allontanava da un contatto vitale </span>con parte più profonda di sè.</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #333399;"><strong>Paola Santagostino</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce corsi e seminari. <span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #333399;">Per info : <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></strong></span></span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie </span>in cui c&#8217;è anche </strong><a title="Per liberarsi dall'ansia che fare?" href="http://www.pensieroecorpo.it/ansia2/" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">&#8221; Per liberarsi dall&#8217;ansia che fare?&#8221;</span> </strong></a></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="CORSO CON TECNICHE PER LIBERARSI DALL'ANSIA" href="http://www.pensieroecorpo.it/programma-ansia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>CORSO  PER </strong></span></a></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="CORSO CON TECNICHE PER LIBERARSI DALL'ANSIA" href="http://www.pensieroecorpo.it/programma-ansia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>LIBERARSI DALL&#8217;ANSIA</strong></span></a></span><strong> <span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></strong></span></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 19:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carattere e disturbi intestinali: colite,colite spastica,colite ulcerosa,stipsi e diarrea. Psicosomatica e psicologia dei disturbi intestinali: carattere del colitico e significato psicologico di stipsi e diarrea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"> </span></h2>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1914 aligncenter" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/02/paperone.jpg" alt="" width="221" height="300" /></p>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">QUALE E&#8217; IL CARATTERE</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">DI CHI SOFFRE DI</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">DISTURBI INTESTINALI?</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></div>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">Colite, stipsi, diarrea,</span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">colon irritabile,</span> crampi alla pancia,</h2>
<h2 style="text-align: left;">difficoltà a svuotarsi, gonfiore :</h2>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">c’è qualcosa in comune nei tratti della <span style="color: #ff0000;">personalità di chi soffre di problemi intestinali</span><span style="color: #ff0000;">?</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Dagli</span> studi di molti autori <span style="color: #333399;">si direbbe proprio di sì!</span></span><span style="color: #333399;"> </span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Diarrea e stitichezza</span> potrebbero sembrare dei sintomi completamente opposti, ma in realtà molto <span style="color: #ff0000;">spesso</span> <span style="color: #ff0000;">si alternano</span> e ci sono molti aspetti del carattere simili in chi soffre di disturbi dell&#8217;intestino. Quali sono questi tratti?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Abbiamo tutti presente dalla letteratura la macchietta dello <span style="color: #ff0000;">stitico come avaro</span>: un personaggio che tende a trattenere tutto, che accumula i suoi preziosi contenuti intestinali come fa con i suoi soldi, e che è molto restio a liberarsene. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong><strong><span style="color: #333399;">Il concetto di “ <span style="color: #ff0000;">trattenere<span style="color: #333399;">” </span></span> finisce per caratterizzare tutti gli aspetti del comportamento: è un  tentativo di trattenere i propri possessi materiali come di trattenere le proprie emozioni, e di trattenere anche le persone legandole a sé con le buone o con le cattive. </span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>COME SI FORMA QUESTO CARATTERE?</strong> </span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Molti studi hanno delineato una specie di linea di evoluzione di alcuni atteggiamenti verso la vita che sembrano tipici di chi soffre di colite e di altri disturbi dell&#8217;intestino, e che affondano le radici nelle <span style="color: #ff0000;">prime relazioni all’interno della famiglia</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Un elemento determinante pare sia la presenza di una <span style="color: #ff0000;">figura parentale</span> forte ma estremamente rigida (spesso la madre ma non necessariamente). </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Si tratta di un personaggio <span style="color: #ff0000;">dominante</span>, piuttosto severo e repressivo soprattutto nei confronti delle espressioni di aggressività del bambino, che interviene energicamente nel periodo dell’educazione alla pulizia e verso il quale il piccolo sviluppa una relazione di amore-odio. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Attorno al il <span style="color: #ff0000;">terzo anno di età</span>, quando si dispiega la tendenza a “far da sé”,  il bambino si trova <span style="color: #ff0000;">bloccato nei suoi tentativi di indipendenza</span> dalla paura dell’abbandono: quella mancanza di sicurezza e di fiducia in se stesso che il genitore non ha saputo infondergli, adesso lo ostacola nella conquista della sua autonomia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">L’eccessiva dipendenza da una figura familiare si tramuta in difficoltà a sviluppare spontaneamente l&#8217; <span style="color: #ff0000;">affermazione di sé.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Si parla di relazione ‘simbiotica’ perché il soggetto non riesce a formarsi un io completamente indipendente e ha <span style="color: #ff0000;">bisogno di</span> <span style="color: #ff0000;">continui appoggi</span> <span style="color: #ff0000;">esterni</span>. Il supporto di un Ego Esterno serve a rinforzare il proprio ego non molto solido, e la perdita della figura di sostegno si prospetta come particolarmente terrificante.”</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">QUANDO SI SCATENANO I SINTOMI?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Molti autori hanno messo in luce l’esistenza di una correlazione tra il manifestarsi di sintomi intestinali gravi negli adulti (come ad esempio l’esordio di una colite ulcerosa) con degli <span style="color: #ff0000;">eventi particolarmente spiacevoli <span style="color: #333399;">avvenuti nel</span></span> periodo immediatamente precedente. Secondo valutazioni diverse questo è rilevabile nell’ 85%-90% dei casi e  gli studi sembrano concordare su questo punto.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma di <span style="color: #ff0000;">QUALI EVENTI</span> si tratta?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il più delle volte di <span style="color: #ff0000;">conflitti</span> nell’ambito delle relazioni affettive o sociali, come separazioni, divorzi, rotture di legami o licenziamenti, ma più in generale di <span style="color: #ff0000;">situazioni di cambiamento</span> che il paziente trova molto difficile accettare.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Secondo Franz Alexander : “ I primi sintomi della colite ulcerosa appaiono frequentemente quando il paziente si trova a dover affrontare determinate situazioni della vita che richiedono una attività particolarmente impegnativa verso cui egli <span style="color: #ff0000;">si sente impreparato</span>”. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il soggetto svilupperebbe allora delle forme di <span style="color: #ff0000;">donazione simbolica <span style="color: #333399;">sostitutiva</span> </span>del compimento dell’azione richiesta.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In altre parole gli episodi di <span style="color: #ff0000;">diarrea</span> sostituirebbero a livello simbolico l’atto reale del dare: “<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Di fronte alla</span> <span style="color: #333399;">necessità di rispettare degli obblighi</span></span>, <span style="color: #ff0000;">portare a termine dei compiti</span>, far fronte a impegni finanziari, restituire favori, il paziente reagisce non sul piano reale ma su quello simbolico con la donazione del proprio contenuto intestinale”.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA PERDITA DELLA FIGURA CHIAVE</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La spiegazione psicodinamica dei conflitti emotivi che intervengono nella genesi della colite ulcerosa è centrata sulla cosiddetta “<span style="color: #ff0000;">perdita della figura chiave</span>” : la comparsa dei sintomi seguirebbe, anche se non immediatamente, la perdita reale o immaginata di quella figura che faceva da supporto esterno. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le <span style="color: #ff0000;">situazioni scatenanti</span> si possono riassumere in: una <span style="color: #ff0000;">r<span style="color: #ff0000;">ottura</span></span><span style="color: #ff0000;"> della relazione </span>(effettivamente avvenuta o anche solo temuta) con la persona che svolgeva la funzione di sostegno esterno, oppure nella <span style="color: #ff0000;">richiesta di prestazioni</span> che il soggetto non si sente in grado di offrire, e nella <span style="color: #ff0000;">paura di perdere la stima</span> e l’approvazione della figura chiave.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL CARATERE DEL COLITICO</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Volendo dare un riassunto telegrafico delle <span style="color: #ff0000;">caratteristiche psicologiche</span> dei pazienti che soffrono di vari disturbi intestinali (così come vengono messe in luce dagli studi clinici)  ne emergere un ritratto un po&#8217; crudele. </span></strong><strong><span style="color: #333399;">Io credo invece che vada <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">compreso con il cuor</span><span style="color: #333399;">e</span></span> per capirne veramente il significato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ecco la <span style="color: #ff0000;">descrizione</span>:  “Si tratta di personalità ossessive, scrupolosamente pulite, ordinate, puntuali, coscienziose e ostinate. Molto controllate e trattenute nell’esprimere emozioni e con l’aggressività inibita. Che presentano forti richieste d’affetto e di dipendenza, sensibili e introverse, ma che tendono a idealizzare i rapporti amorosi e a rifiutarne gli aspetti erotici. Moralmente rigide e con scarsa capacità di adattamento, sono molto preoccupate dei cambiamenti e conformiste, indecise e timorose di fronte alle scelte. Con scarsi rapporti sociali e un forte legame di dipendenza da una figura familiare. Con tratti depressivi non manifestati apertamente.”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Se traduciamo questa sequela di tratti caratteriali che suona così poco lusinghiera e cerchiamo invece di <span style="color: #ff0000;">capire il </span><span style="color: #ff0000;">modo d’essere</span> a cui si riferisce, il quadro d&#8217;insieme acquista un po&#8217; più di senso: un bambino educato rigidamente alla pulizia facilmente si trasformerà in un adulto fin troppo meticoloso; la poca rassicurazione affettiva che ha ricevuto lo renderà timoroso nelle scelte e ben poco amante dei cambiamenti improvvisi e delle situazioni inaspettate; la paura dell’abbandono e della disapprovazione lo scoraggerà dall&#8217;esprimere i suoi sentimenti e in particolare l’aggressività e gli renderà difficile lo sviluppo dell&#8217;autonomia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">risultato di</span> trattenere </span>tutto per paura di rimanere senza nulla diviene allora più comprensibile, come anche la <span style="color: #ff0000;">depressione</span> sottostante e il ricorso a  <span style="color: #ff0000;">donazioni sostitutive</span> sul piano simbolico mediante i contenuti del proprio corpo quando la pressione a soddisfare le aspettative dell&#8217;ambiente si fà troppo gravosa. </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL  SIGNIFICATO  DELL&#8217; ALTERNENZA DI  STIPSI  E  DIARREA</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">C’è una interessante interpretazione psicologica riguardo all<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">&#8216;</span>alternanza</span> tra <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">periodi di </span>stitichezza <span style="color: #333399;">ed esplosioni di</span> diarrea.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E&#8217; basata anche sull’osservazione di alcune <span style="color: #ff0000;">espressioni linguistiche <span style="color: #333399;">molto</span> </span>comuni e sulle metafore intestinali presenti nel linguaggio. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nei periodi di <span style="color: #ff0000;">STITICHEZZA</span> sarebbe in atto un tentativo di “farcela a tutti i costi” contando solo sulle proprie forze. Si tratta </span></strong><strong><span style="color: #333399;">di</span></strong><strong><span style="color: #333399;"> uno “stringere i denti e tener duro ” per andare avanti, cercando di non dar via nulla  di di sè. La simbologia del ‘trattenimento’ si baserebbe su un vissuto di estrema scarsezza delle proprie risorse e di difficoltà nel far fronte alle circostanze, ma in cui è ancora viva la <span style="color: #ff0000;">speranza di potercela fare <span style="color: #333399;">e la <span style="color: #ff0000;">determinazione a riuscirci</span></span></span><span style="color: #333399;">.</span> In questa fase sarebbero più presenti gli elementi ossessivi, la <span style="color: #ff0000;">cocciutaggine</span>, la chiusura e la diffidenza verso gli altri, la tendenza al controllo e l’avarizia anche in senso  figurato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il passaggio agli episodi di <span style="color: #ff0000;">DIARREA</span> rappresenterebbe invece  una condizione di  ‘<span style="color: #ff0000;">resa</span>’ completa di fronte all’impossibilità dell’impresa, una  sorta di rassegnazione disperata che <span style="color: #ff0000;">chiede aiuto</span> con un metaforico: “ Che cosa vuoi ancora da me? non vedi che non ho più nulla? Sono del tutto svuotato, aiutami!”. In questa fase prevarrebbero degli elementi di <span style="color: #ff0000;">depressione <span style="color: #333399;">mascherata</span> </span>e di desiderio di venire soccorsi. E verrebbe anche espressa l’ <span style="color: #ff0000;">aggressività</span> troppo a lungo trattenuta, che ora si manifesta nel liberarsi violentemente delle feci proiettandole verso l&#8217;esterno e sporcandolo. Una metafora di perdita di controllo che è  liberatoria  e aggressiva insieme, che fa da contrappeso al precedente trattenimento a oltranza.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Entrambi gli atteggiamenti si capiscono meglio (e diviene anche chiara l’alternanza) se teniamo presente che il vissuto di chi soffre di disturbi intestinali è quello di essere <span style="color: #ff0000;">eccessivamente</span> <span style="color: #ff0000;">pressato dalle richieste esterne</span> e di fare molta fatica a soddisfarle, con una costante oscillazione tra tentativi eroici e rabbie represse, sforzi esasperati e sconfitte umilianti, speranze e disperazioni. </span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"> </span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica opera a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce Corsi e seminari in tutta Italia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l&#8217;autrice:  <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="Corso di psicosomatica" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-psicosomatica/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI DI PSICOSOMATICA </span></a></span><span style="color: #ff0000;"> </span> <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">c</span><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">o</span>n programma dettagliato.</span></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><a title="corsi ansia" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-ansia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULL&#8217;ANSIA</span></a> con programma dettagliato.</span></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Per info: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></span></span></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 17:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fiaba terapia: uso della fiaba nella terapia della colite, colite spastica e colite da stress. Inventare una fiaba come terapia nella colite e disturbi intestinali. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"><img class="size-medium wp-image-1865 aligncenter" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/02/537784_40614570-gnomo1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"><br />
</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"><br />
</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">INVENTARE U</span><span style="color: #333399;">NA FIABA</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">PER GUARIRE </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">DALLA COLITE</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Da molti anni <span style="color: #ff0000;">utilizzo le </span><span style="color: #ff0000;">fiabe nel trattamento dei disturbi  fisici</span>: far inventare una fiaba  permette al paziente di dare espressione simbolica ai suoi vissuti interiori e di rappresentare con immagini fantastiche il <span style="color: #ff0000;">significato della sua malattia,</span> </span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">fornisce una</span><span style="color: #333399;"> mappa dei conflitti e al tempo stesso li orienta verso una soluzione positiva:</span><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"> </span>è già in sè una forma di terapia.</span></span></span></strong><span style="color: #333399;"> </span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Vediamo come è stata usata la <span style="color: #ff0000;">fiaba terapia </span>con Rossana che soffriva di una colite molto grave, con parecchie scariche di diarrea al giorno: una condizione che durava da un anno e mezzo senza remissioni.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA  VITA  DI  ROSSANA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Rossana era stata una <span style="color: #ff0000;">bimba modello<span style="color: #333399;">:</span><span style="color: #333399;"> </span></span>sempre la prima della classe. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E ci teneva molto, perchè voleva dimostrarsi all’altezza delle <span style="color: #ff0000;">aspettative del padre</span>, un avvocato famoso che voleva che la figlia eccellesse in ogni campo. Fin da piccola era molto disciplinata, ordinata e obbedientissima. Ma si era anche sentita molto sola e soprattutto sempre timorosa di non esser mai brava abbastanza. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Finita l’università con il massimo dei voti era stata introdotta dal padre in una grossa azienda multinazionale e qui aveva fatto un&#8217; <span style="color: #ff0000;">eccellente carriera<span style="color: #333399;"> </span></span>raggiungendo ancora giovane una posizione di grossa responsabilità. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Aveva <span style="color: #ff0000;">pochi amici</span> e ben poche relazioni sociali: anzi sul lavoro era considerata una vera iena.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma un paio d’anni prima c’era stato un completo cambio di guardia ai vertici dell’azienda: erano stati inviati dei nuovi direttori dalla sede centrale estera e Rossana si era ritrovata da un giorno all’altro <span style="color: #ff0000;">esautorata dalle sue precedenti mansioni</span> e del tutto isolata. Aveva provato a opporsi ma senza successo e non era riuscita ad adattarsi alle nuove funzioni. Alcuni colleghi poi (un tempo suoi sottoposti) adesso le stavano facendo pagare la sua precedente arroganza facendole piccoli dispetti di ogni tipo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Da circa un anno e mezzo (e in coincidenza con questi cambiamenti) la <span style="color: #ff0000;">stitichezza cronica si era improvvisamente trasformata in diarrea</span> e la sintomatologia andava peggiorando così rapidamenre da far temere un evolversi in colite ulcerosa.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA INVENTATA </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">“C’era una volta uno <span style="color: #ff0000;">gnomo</span> dei boschi, che <span style="color: #ff0000;">accumulava i suoi tesori</span> in fondo a un pozzo profondo, scavato sotto le radici di un albero. Lo gnomo era piccolo e rinsecchito, con una lunga barba bianca, e non aveva amici: stava antipatico a tutti perché lo ritenevano maligno. E lui in tutta risposta diventava ancora più scorbutico. Odiava in particolare i bambini perché si burlavano di lui e gli tiravano la barba. Gli adulti invece &#8220;non riescono a vedere gli gnomi&#8221;.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">A volte scavava in miniera e trovava delle pietre preziose, altre volte le rubava ai mercanti di passaggio, e la sua unica consolazione era andarsi a guardare il suo bel tesoro luccicante e tenerselo ben stretto. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma un brutto giorno andò al nascondiglio e lo trovò vuoto! Completamente vuoto: era <span style="color: #ff0000;">sparito tutto</span>, rubato… Allora si dispera e piange e strilla e grida, ma nessuno gli dà retta. Anzi gli abitanti della foresta sembrano quasi godere delle sue disgrazie..</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Così decise di andare a chiedere aiuto alla<span style="color: #ff0000;"> Fata</span> <span style="color: #ff0000;">della foresta</span> e si recò da lei con un gran viaggio faticoso, ma quando ci arrivò quella gli chiese: “ Era tuo quel tesoro? Come lo avevi guadagnato?” E lo gnomo, che non voleva dirle dei furti ai mercanti, scappò via pieno di vergogna. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma era talmente disperato che decise di tentare un’altra possibilità e andò dal <span style="color: #ff0000;">Mago</span> <span style="color: #ff0000;">dei boschi</span> che viveva sulla montagna. Ma quello fù ancora più brutale e gli disse: “ Non è affar mio recuperare tesori: arrangiati e cercatelo da solo!”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il povero gnomo è completamente <span style="color: #ff0000;">disperato e vuole solo morire</span>”.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL SIGNIFICATO DELLA FIABA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La fiaba inventata da Rossana <span style="color: #ff0000;">si interrompe</span> qui, e non riesce ad andare avanti verso il lieto fine. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo capita spesso con i pazienti all’inizio della terapia: i problemi vengono rappresentati simbolicamente ma <span style="color: #ff0000;">non hanno ancora trovato una soluzione</span>. E’ proprio per questo che inventare una fiaba fornisce dell’ottimo materiale di lavoro! </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Io non mi calo dall’alto con le mie interpretazioni della fiaba: ripropongo semplicemente i temi emersi e ne parliamo insieme.</span></strong> <strong><span style="color: #333399;">Secondo le parole di Rossana lo <span style="color: #ff0000;">Gnomo della fiaba </span>è una sua auto-rappresentazione: anche lei si era sempre sentita un po’ così, una bambina già vecchia per le troppe responsabilità, senza amici della sua età e ‘non vista’ dagli adulti.  Una bambina che curava i suoi successi scolastici come se fossero i suoi <span style="color: #ff0000;">unici tesori:</span> l’unica consolazione in un ambiente molto poco affettuoso. E anche l’unico risultato per il quale veniva apprezzata dai genitori e vedeva riconosciuto il suo valore.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In termini simbolici riferiti alla corporeità, il &#8221;nascondere tesori e <span style="color: #ff0000;">custodirli gelosamente<span style="color: #333399;">&#8220;</span> </span>può essere una raffigurazione della <span style="color: #ff0000;">stitichezza</span> <span style="color: #ff0000;">cronica <span style="color: #333399;">che ha accompagnato</span></span> Rossana fin da bambina.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Rossana collega la <span style="color: #ff0000;">sparizione del tesoro </span>ai recenti avvenimenti lavorativi e alla perdita di ruolo. E dice che il deludente viaggio dello gnomo per chiedere aiuto alla Fata della foresta e al Mago dei boschi assomiglia molto quel che era successo a lei quando aveva cercato di rivolgersi alla Direzione centrale dell&#8217;azienda.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma forse si trattava di ricordi di vicende molto più antiche, perché le <span style="color: #ff0000;">F</span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">a</span>te e i Magh<span style="color: #ff0000;">i delle fiabe</span> <span style="color: #333399;">possono rappresentare</span><span style="color: #333399;"> gli </span></span>archetipi materni e paterni positivi e nella realtà di Rossana <span style="color: #ff0000;">la madre e il padre non l’avevano aiutata</span> per niente da bambina, quando si sentiva priva di valore, e non erano stati per lei una presenza molto rassicurante o protettiva. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La fiaba si interrompe con lo Gnomo disperato che vuole solo morire e in quel periodo anche Rossana era nella fase più cupa di <span style="color: #ff0000;">sconforto</span>: si sentiva del tutto svuotata (anche fisicamente dagli episodi di diarrea) e senza più speranze, oltretutto derisa dai colleghi sul lavoro.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA CONTINUA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Tempo dopo, in un&#8217;altra seduta di psicoterapia, chiedo a Rossana di provare a <span style="color: #ff0000;">riprendere la fiaba <span style="color: #ff0000;">là</span></span><span style="color: #ff0000;"> dove si era interrotta</span> e racconta:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">“Mentre lo Gnomo è lì che aspetta solo la morte,  <span style="color: #ff0000;">arriva </span><span style="color: #ff0000;">una vecchina</span> che andava a far legna nel bosco: sente i suoi gemiti, ne ha compassione e lo porta a casa sua. E’ una buona donna e si mette a curarlo come se fosse un bambino. Gli chiede solo di aiutarla a spaccare la legna, ma per il resto lo nutre e <span style="color: #ff0000;">lo cura come un figlio.<span style="color: #333399;"> </span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">E</span></span> magicamente una mattina accade che lo gnomo si alza e scopre di essere davvero  uno <span style="color: #ff0000;">gnomo-bambino<span style="color: #333399;">:</span></span><span style="color: #333399;"> </span>la sua lunga barba bianca è sparita e il suo volto raggrinzito è ritornato roseo e disteso come quello di un bimbo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Continua a crescere lì nella casa e diventa più grande. Finché un bel giorno la vecchina  gli dice: “ Figlio mio, questo <span style="color: #ff0000;">non è più il </span><span style="color: #ff0000;">posto adatto a te: </span> stai diventando un bel ragazzone grande ormai e devi <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">stare</span> con i tuoi amici</span> <span style="color: #ff0000;">gnomi</span> e non con una vecchia carampana come me! Andiamo insieme nel bosco a cercarli!”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Vanno nella foresta e gira e rigira alla fine trovano un bel gruppo di gnomi dei boschi, che accolgono Fritz, perché questo era il suo vero nome, <span style="color: #ff0000;">come</span> <span style="color: #ff0000;">uno di loro </span>e così lui rimane  a vivere con loro e finalmente può far la sua vita come un vero gnomo: <span style="color: #ff0000;">felice e contento </span>in mezzo ai suoi pari…”</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">QUALE  SOLUZIONE  PROSPETTA  QUESTA  FIABA?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">A me sembra una bellissima rappresentazione simbolica di un <span style="color: #ff0000;">percorso <span style="color: #ff0000;">di crescita e </span>di guarigione</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le fiabe, quando l&#8217;eroe-protagonista è un bambino,  figurano sempre come <span style="color: #ff0000;">prima mossa</span> che trovi un luogo adatto a completare il suo percorso di crescita, prima di continuare per nuove avventure. Appaiono vecchine misericordiose o altre figure fantastiche che di fatto svolgono quella <span style="color: #ff0000;">funzione materna positiva <span style="color: #333399;">che prima era mancata</span></span><span style="color: #333399;">.</span> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma che alla fine <span style="color: #ff0000;">lasciano libero</span> il protagonista di continuare per la sua strada, e lo aiutano/incoraggiano a proseguire <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">il</span> suo cammino</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Rossana si portava dentro delle <span style="color: #ff0000;">carenze affettive antiche</span>: era stata davvero una bambina che non aveva ricevuto il nutrimento affettivo necessario per crescere, e  aveva tirato avanti con molta fatica sotto le spoglie di un vecchio gnomo rinsecchito, avaro e senza amici, finché non era crollata di fronte a una difficoltà della vita che l’aveva spogliata di quelli che credeva fossero i suoi unici tesori: i suoi successi professionali. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per riprendere il suo <span style="color: #ff0000;">percorso</span> <span style="color: #ff0000;">di vita</span> e per riuscire ad <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">allacciare dei</span> rapporti affettivi paritari </span>con gli altri, le occorreva innanzitutto trovare un <span style="color: #ff0000;">luogo simbolico </span>dove poter <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">completare la sua crescita </span><span style="color: #333399;">naturale,</span> </span>e anche una <span style="color: #ff0000;">“madre buona” simbolica</span> che la aiutasse in quel momento di grande difficoltà.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Lo gnomo vecchio e disperato ritorna bambino e cresce in pace nella casa della vecchina. Poi riprende il suo posto nel mondo degli gnomi, che è il suo proprio, dove ora può sentirsi a casa e ben accetto e far parte integrante di una comunità di pari. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La fiaba poi continuerà sulle classiche linee dell&#8217;incontro con la principessa-gnoma e con altre vicende, ma quello che mi sembra   significativo in termini di <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">rappresentazione del </span>significato della colite </span>è che fin dal tempo in cui la fiaba è entrata nella fase dello gnomo-bambino che cresce al sicuro, si è verificata anche una <span style="color: #ff0000;">vistosa remissione dei sintomi</span> con scomparsa degli episodi di diarrea e con un progressivo riequilibrarsi della funzione intestinale. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, opera a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce corsi e seminari  <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a></span></strong> <strong><span style="color: #333399;"> 02.6555635.</span></strong></p>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie</span> in cui viene trattata l&#8217;applicazione della fiaba terapia a:</span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"> <a title="Fiaba tachicardia" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/tachicardia/" target="_self"><span style="color: #800080;">Tachicardia</span></a><span style="color: #333399;">, </span><a title="Fiaba impotenza" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/impotenza/" target="_self"><span style="color: #800080;">Impotenza</span></a><span style="color: #333399;"> e </span><a title="Fiaba pelle" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/01/la-fiaba-della-pelle/" target="_self"><span style="color: #800080;">Disturbi della pelle</span></a><span style="color: #333399;">. </span></span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">Oltre a molti altri articoli sull&#8217;uso delle fiabe anche con i bambini e al primo capitolo dei libri relativi.</span></span></strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<p><span style="color: #ff0000;"><a title="Corso Guarire con le fiabe" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>CORSO DI  FIABA TERAPIA </strong></span></a><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span><strong><span style="color: #333399;">con programma completo</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><a title="corso psicosomatica" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/programma-psicosomatica/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSO DI  PSICOSOMATICA</span></a></span> </span></strong></span><strong> </strong><strong>con programma completo</strong></span></span></p>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 12:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attacchi di panico: un caso di guarigione. Psicologia degli attacchi di panico e soluzione: trovare nuove prospettive di vita, di lavoro e di relazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2112" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/01/561758_28762720-una1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">ATTACCHI DI PANICO:</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">UN CASO DI GUARIGIONE.</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">COME SI CURANO</span></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">GLI ATTACCHI DI PANICO E</span></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">PERCHE&#8217; SI PRESENTANO</span><span style="color: #333399;">.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Annamaria è una giovane donna che soffre di <span style="color: #ff0000;">attacchi di panico</span> e che sta rischiando di rovinarsi la vita, perché nel tentativo di <span style="color: #ff0000;">evitare</span> <span style="color: #ff0000;">le situazioni</span> in cui le sono capitati ha ridotto notevolmente le sue attività sociali e le iniziative di studio e di lavoro. Vediamo come sono cominciati.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong>L’ESORDIO</strong></span></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Era una mattina che sembrava come un’altra, quando guidando per andare al lavoro Annamaria si è sentita sopraffare da un <span style="color: #ff0000;">terrore</span> <span style="color: #ff0000;">incontrollabile</span>: era in macchina e <span style="color: #ff0000;">le sembrava di </span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">soffocare </span>e perdere il controllo</span>. Avrebbe voluto uscire dalla vettura, ma era in mezzo al traffico e questo ha peggiorato ancora di più il suo stato di terrore. Ma è riuscita comunque ad arrivare al lavoro e pian piano la situazione si è normalizzata. Lasciandola comunque spaventatissima.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Qualche giorno dopo era <span style="color: #ff0000;">al ristorante</span> con il fidanzato e alcuni amici, quando è successo di nuovo: non riusciva a star lì, aveva addosso un&#8217; agitazione senza motivo e <span style="color: #ff0000;">sentiva di </span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">star </span>per svenire o per vomitare</span>. Non sapeva come fare per andarsene di corsa senza spiegare il motivo, e non era neppure sicura che le gambe le avrebbero retto fino all&#8217; uscita dal locale o di poter a guidare fino a casa. Così ha detto di non aver digerito bene e ha preso un taxi al volo.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Dopo un paio di settimane le è successo <span style="color: #ff0000;">sul lavoro</span>: è stata presa dal panico e <span style="color: #ff0000;">le</span> <span style="color: #ff0000;">girava la testa e non riusciva a respirare</span>. Memore degli episodi precedenti ha avuto ancora più paura: ha cercato di tener duro sul momento, ma il giorno dopo si è messa in malattia per alcuni giorni con una scusa e aveva il terrore di tornare al lavoro.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>LO STATO ATTUALE</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Adesso Annamaria</span> ha paura di tutto</span>. Al lavoro ci và ma preoccupatissima di sentirsi ancora male, e molte mattine si dà per malata temendo di avere una crisi quando sarà in ufficio. <span style="color: #ff0000;">La sua </span><span style="color: #ff0000;">posizione professionale ne sta risentendo</span> parecchio, perché non  sono più giustificabili tante assenze per continue &#8216;influenze&#8217; e lei non vuole dire a nessuno la vera  ragione. Anzi il cercar di nasconderla le causa un&#8217; ansia ancora maggiore.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Rinuncia a tutte le uscite sociali</span> per paura di sentirsi male al ristorante: sono mesi che non esce più a divertirsi e che evita tutti i luoghi affollati.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Anche <span style="color: #ff0000;">guidare è diventato un problema </span>e se può si fà accompagnare dalla madre o dal fidanzato, il ché genera una situazione pesante per tutti e la mette nella parte  della povera handicappata.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>INIZIO DELLA TERAPIA</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Annamaria all’inizio <span style="color: #ff0000;">parla solo di sintomi</span> e di terapie farmacologiche che non funzionano. Devo fare una bella fatica per uscire da questo ambito di discorsi, che non ci porta da nessuna parte. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Un bel giorno produce <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">una</span> immagine</span> che la sconvolge, ma che almeno è utile: <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">un</span> vulcano che scoppia</span> e che distrugge tutto! E&#8217; un’ immagine intensa e molto carica emotivamente: si sente un gran boato e tutte le case che c’erano prima vengono travolte dalla lava e spariscono.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Parliamo cautamente del significato di questa visione e finalmente Annamaria <span style="color: #ff0000;">esplode verbalmente</span>: non le va bene proprio niente della vita che sta facendo!</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Due anni prima, quando stava finendo l’Università con una certa fatica, era stata convita dai familiari ad accettare il primo lavoro che le avevano offerto: un <span style="color: #ff0000;">lavoro che non le piaceva </span>e che era molto noioso e senza prospettive, ma sembrava abbastanza sicuro &#8216;con i tempi che corrono&#8217;.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Anche <span style="color: #ff0000;">del fidanzato si era stufata </span><span style="color: #ff0000;">da un pezzo</span> e sessualmente non era mai trovava bene con lui, ma anche qui valeva lo stesso discorso: “ era un bravo ragazzo con serie intenzioni e con i tempi che corrono…”</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Risultato: era praticamente <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">incastrata in una</span> prospettiva di vita che non le piaceva per niente</span> e che si stava facendo definitiva, ma le sembrava ragionevole sopportarla e continuare così anche se non era felice.</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">LA TERZA VIA</span></span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Quando le alternative sono troppo drastiche la <span style="color: #ff0000;">paura di scegliere e di sbagliare</span> paralizza la decisione e genera uno stato di stallo molto doloroso. Era la situazione di Annamaria: il lavoro attuale non le piaceva, ma lascialo le sembrava folle senza avere delle alternative; il fidanzato la annoiava, ma non si sentiva di lasciarlo senza avere dei solidi motivi. Così sentiva di stare andando ineluttabilmente verso un matrimonio e una posizione lavorativa che non voleva, ma che sembravano ‘il meglio’ date le circostanze…</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Mi ha molto colpito la <span style="color: #ff0000;">giustificazione</span> che portava per tutto: <span style="color: #ff0000;">‘con i tempi che corrono’</span>….</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Ma quali tempi corrono?</span> E&#8217; vero che la crisi economica è in corso e ci sono molte difficoltà a trovare un impiego, ma un lavoro soddisfacente non è mai piovuto dal cielo. E&#8217; vero che ci sono difficoltà nelle relazioni tra uomini e donne, ma un matrimonio senza amore è ancora meno sopportabile oggi di ieri…</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La difficoltà di Annamaria stava nel porsi degli <span style="color: #ff0000;">out-out troppo rigidi</span> che la bloccavano: quel lavoro o la disoccupazione; quel fidanzato o la solitudine…</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Così facendo<span style="color: #ff0000;"> </span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">si costringeva</span> a una</span> <span style="color: #333399;">accettazione controvoglia</span> </span>o a una esplosione vulcanica devastante.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ci sono <span style="color: #ff0000;">altre maniere</span> di porsi di fronte alle scelte: non <span style="color: #ff0000;">o/o</span> ma<span style="color: #ff0000;"> e/e<span style="color: #333399;">,</span></span><span style="color: #333399;"> </span> e agire attivamente per ampliare il campo delle alternative.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>LA SOLUZIONE</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Annamaria ha iniziato prendendo atto della situazione in cui era: così è ora e così mi sento. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ha iniziato ad ascoltare e ad <span style="color: #ff0000;">accettare le sue emozioni</span><span style="color: #ff0000;"> per quelle che erano<span style="color: #333399;">,</span></span><span style="color: #333399;"> </span>invece di  far finta di niente e cercar di tirare avanti. Già il semplice rendersi pienamente conto della sua sofferenza per la situazione  in cui si trovava, ha fatto sì che  gli <span style="color: #ff0000;">attacchi di panico diminuissero</span> notevolmente ancor prima di trovare una via d&#8217;uscita.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma  comunque <span style="color: #ff0000;">non era un granché come situazione</span>… e allora cosa fare? </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Uno si deve pur chiedere se c’è qualcosa che può fare per andare nella direzione che desidera, e come può <span style="color: #ff0000;">aprire il campo alle possibilità</span>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Nel caso di Annamaria le idee le sono venute spontaneamente: non certo chiudersi in casa o farsi accompagnare dalla mamma e dal fidanzato! Giusto il contrario: <span style="color: #ff0000;">uscire e mandare curriculum</span> <span style="color: #ff0000;">in giro</span>, ipotizzare alternative…. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E pian piano <span style="color: #ff0000;">le cose sono cambiate</span>:  ha ottenuto una borsa di studio per riprendere a studiare all’Università. E lì in seguito ha anche conosciuto un partner decisamente più interessante e più adatto a lei.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Quel che è successo in questo caso non è generalizzabile, perché ogni persona è unica nelle sue difficoltà come nella maniera di uscirne. Ma quello che vale per tutti è che <span style="color: #ff0000;">gli attacchi di panico indicano che non stiamo andando nella direzione che fa per noi</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E&#8217; inutile opporsi o cercar di combatterli&#8230;  è invece importante <span style="color: #ff0000;">ascoltarne il messaggio</span> perché spesso ci guida a compiere delle trasformazioni di vita fondamentali e positive.</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #333399;"><strong>Paola Santagostino</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica tiene sedute individuali di terapia e consulenza e conduce corsi e seminari in tutta Italia : <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Questo articolo fa parte di una serie  in cui trovate anche: </strong><strong>&#8220;Come Risolvere gli  Attacchi di panico&#8221;</strong> <strong>&#8220;Istruzioni durante gli attacchi di panico&#8221;</strong> <strong>&#8220;Per liberarsi dall&#8217;ansia che fare?&#8221;</strong><strong> </strong><strong>&#8220;Un caso di guarigione dall&#8217;ansia&#8221;</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> <span style="color: #ff0000;">Per contattare la terapeuta</span>: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it"><strong><span style="color: #333399;">contatto@paolasantagostino.it</span></strong></a></strong><strong><span style="color: #333399;"> 02. 6555635</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><a title="CORSO ANSIA PANICO" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-ansia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;">CORSI PER ANSIA E PANICO</span> </span></a><span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong> </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong> </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong> </strong></span></span></p>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 11:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attacchi di panico: come curare gli attacchi di panico. Psicologia degli attacchi di panico: dio Pan, energia istintiva, passioni, sessualità. Come curare gli attacchi di panico con immagini e aiuto psicologico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a rel="attachment wp-att-2638" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/01/27/attacchi-di-panico-2/589945_73099178-energia-profonda/"></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2638" title="589945_73099178 energia profonda" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/01/589945_73099178-energia-profonda-300x274.jpg" alt="" width="300" height="274" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME RISOLVERE GLI </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">ATTACCHI DI PANICO: </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CONTATTO CON L&#8217;ENERGIA PROFONDA,</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">SPAZIO ALL&#8217;ISTINTIVITA&#8217;,</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">LIBERARE LA SESSUALITA&#8217;.</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Tutti presi a combattere gli attacchi di panico spesso si perde il senso del loro significato positivo. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Chi soffre di <span style="color: #ff0000;">attacchi di panico </span>pensa solo a liberarsene più in fretta possibile: se esistesse una pillola per farli sparire non esiterebbe un attimo. Ma la pillolina magica non c&#8217;è e lottandoci contro</strong></span><span style="color: #333399;"><strong> come se fossero un’invasione aliena si peggiorano le cose e si rischia di non <span style="color: #ff0000;">cogliere il messaggio</span> che stanno inviando: un messaggio importante perché indica che dobbiamo cambiare qualcosa di più profondo nella nostra vita. Ascoltandolo invece se ne vanno&#8230;</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">SINTOMI DEGLI ATTACCHI DI PANICO</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Gli attacchi di panico sono una specie di esplosione: un corto circuito energetico. L’energia che sgorga dalle profondità del corpo prende il sopravvento e si muove di sua volontà, fuori da ogni controllo. Il ‘panico’ durante gli attacchi non è paura di qualcosa o di qualcuno: è panico allo stato puro. <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Il</span> cuore va a mille, il respiro si fà affannoso, la sudorazione abbondante e spesso c&#8217;è un senso di vertigine: la paura è di star per morire o di impazzire, paura di  svenire o di perdere il controllo</span>… </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>A differenza degli attacchi d’ansia quelli di panico sono molto più <span style="color: #ff0000;">intensi ma </span><span style="color: #ff0000;">brevi</span>: durano solo poco, ma giungono <span style="color: #ff0000;">all’improvviso</span> senza motivo apparente.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;ARRIVO DEL DIO PAN</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Vediamo chi è questo mitologico <span style="color: #ff0000;">dio Pan,  da cui il “panico” prende il nome</span>, perché si narra che quando qualcuno lo disturbava emetteva delle urla così spaventose, che il malcapitato fuggiva in preda al terrore…  E tanta paura generava Pan con le sue grida, che a volte si spaventava persino lui!</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Pan è il <span style="color: #ff0000;">dio della natura<span style="color: #333399;">, </span></span>anzi è lo spirito stesso della natura in tutte le sue forme.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E’ il <span style="color: #ff0000;">dio selvaggio<span style="color: #333399;">,</span></span> che rappresenta il divino presente in ogni forma di vita naturale: dio della vegetazione e dei boschi, dei ruscelli e degli animali, il dio della <span style="color: #ff0000;">parte istintiva<span style="color: #ff0000;"> </span></span><span style="color: #ff0000;">dell’uomo</span>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Un dio selvaggio appunto,  raffigurato con l’aspetto di un essere <span style="color: #ff0000;">per</span> <span style="color: #ff0000;">metà umano e per metà animale</span>: con il volto e il torso muscoloso di un uomo e la parte inferiore caprina, con le gambe ricoperte di pelo: con corna e zoccoli ricorda molto le raffigurazioni medioevali del diavolo.  E infatti è stato avvicinato al <span style="color: #ff0000;">diavolo delle passioni <span style="color: #333399;">e del sesso,</span></span> perché è un dio dalla prorompente sessualità. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Abita le foreste e le grotte, lo si trova vicino ai ruscelli e in fondo agli abissi, vaga nei boschi attorniato da ninfe, danzando e suonando il suo caratteristico strumento: una specie di flauto a sette canne da cui trae note dolcissime che conquistano le ninfe&#8230;  <span style="color: #ff0000;">Diverte gli dei</span> dell’Olimpo ed è particolarmente caro a Dioniso.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">COME STA IL DIO PAN CHE E&#8217; DENTRO DI NOI? </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Dio Pan rappresenta la natura anche &#8216;dentro&#8217; di noi:  <span style="color: #ff0000;">l’istinto, la passione, la sessualità e l’energia primitiva</span>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Chi soffre di <span style="color: #ff0000;">attacchi di panico</span> spesso sembra aver <span style="color: #ff0000;">perso contatto</span> <span style="color: #ff0000;">con questi aspetti</span> della propria natura più profonda, ed essersene allontanato parecchio per condurre una vita fin troppo regolamentata, e anche troppo identificata con la superficie del proprio essere.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Intendo dire che ‘in superficie’ tutti indossiamo una specie di maschera, fatta di <span style="color: #ff0000;">convenzioni e ruoli</span>, di atteggiamenti e di comportamenti socialmente adeguati per raggiungere obbiettivi convenzionali.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma alcuni rimangono completamente <span style="color: #ff0000;">ingabbiati nella superficie</span> e perdono il contatto con la loro parte più profonda, dove ancora vive la nostra anima naturale e dove risiede la fonte dell’energia istintiva. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E’ un aspetto di sé che a molti fa paura, e si comportano come se in loro albergasse un mostro primordiale da tenere costantemente sotto controllo. E&#8217; proprio questa parte tenuta troppo in catene quella che <span style="color: #ff0000;">esplode nell’attacco di panico</span>: il dio Pan rinnegato e imprigionato si fa sentire ancora con le sue urla bestiali…</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>LA RIBELLIONE DELLA NATURA SELVAGGIA</strong><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Sembra che gli attacchi di panico colpiscano maggiormente chi si è conformato a <span style="color: #ff0000;">una vita fatta di regole e di apparenze</span>: un quotidiano sempre uguale e senza sorprese che ha perso tutta la sua magia. Una forma di <span style="color: #ff0000;">rigidità del controllo</span> che non lascia spazio alla spontaneità della vita emozionale e che rifiuta completamente la parte selvaggia che c’è in tutti noi. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La trasformazione che dio Pan chiede con le sue urla bestiali è forse quella di riservargli uno spazio nella nostra vita.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Anche rispetto alla sessualità già Willhelm Reich  sottolineava che <span style="color: #ff0000;">&#8220;eccitazione e angoscia&#8221; sono le due  vie opposte</span> che può prendere l’energia sessuale a secondo che sia libera di fluire oppure imprigionata. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E l’attacco di panico è stato avvicinato da molti autori a un’esplosione fisica di quell’energia che non si scarica <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">per</span> assenza di orgasmo</span>: il dio Pan della sessualità irrompe violentemente a richiedere la sua parte.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>In senso metaforico potremmo dire che <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">quando</span> l’energia naturale della vita non scorre più</span>, nel grigiore di un’esistenza quotidiana congelata da divieti e da inibizioni, <span style="color: #ff0000;">dio Pan irrompe a travolgere tutto </span>e a mandare all’aria ogni stabilità.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">UNA PATOLOGIA NELLA PATOLOGIA</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>L&#8217; aspetto <span style="color: #ff0000;">drammatico</span> degli attacchi di panico è che proprio là dove molti elementi indicherebbero la necessità di riaprire le porte al libero fluire dell’energia vitale, di darsi nuove prospettive e sciogliere alcune rigidità, invece chi ne soffre tende a fare proprio <span style="color: #ff0000;">il contrario: si richiude in casa<span style="color: #333399;"> </span></span><span style="color: #333399;">per paura di uscire</span>, evita ambienti e contatti, si fa accompagnare a ogni passo …</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>In senso figurato cerca di <span style="color: #ff0000;">sbarrare porte<span style="color: #ff0000;"> </span></span><span style="color: #ff0000;">e finestre </span>contro le irruzioni di dio Pan e di schierare un esercito di difensori…</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E questo genera una &#8216;patologia nella patologia&#8217; perché se l’attacco di panico dura pochi minuti invece <span style="color: #ff0000;">i comportamenti di evitamento si protraggono <span style="color: #333399;">per mesi </span></span>o addirittura per anni: e intanto lo spazio vitale si fa ancora più angusto e  l’energia è ancora più costretta.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">LA VIA DELLA RIAPPACIFICAZIONE</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>Pan è anche il <span style="color: #ff0000;">dio dei sogni</span>. Il dio dell’incubo sicuramente: dell’incubo che ci fa svegliar di notte con il cuore in gola travolti dal panico&#8230;  Ma come dice Jung è nell’incubo che la nostra parte oscura fa la sua prima comparsa, come un nemico all’inizio, ma che diviene via via più familiare e infine rivela i suoi tesori.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Si dice che dio Pan, come gli antichi medici esclepiadi, curasse attraverso i sogni…</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Sogni, immagini e fantasie <span style="color: #333399;">sono una via per riaccogliere dio Pan</span></span> nella nostra vita e per trovargli uno spazio. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Pan è terrifico come lo sono le grandi forze sotterranee, come lo è la natura selvaggia nella sua infinita potenza, come lo è ogni incontro con il sacro e con il divino: sconvolgenti per la mente e <span style="color: #ff0000;">sconvolgenti per gli equilibri consueti</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma anche <span style="color: #ff0000;">apportatori di vita </span>e indicatori di nuove direzioni che possono rivelarsi infinitamente preziose e cambiarci l’esistenza&#8230;.</strong></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana; color: red; font-size: 8.5pt;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica tiene sedute individuali di terapia e consulenza e conduce corsi e seminari.</strong></span></p>
<p><strong>Q<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">uesto articolo fa parte di una serie</span><span style="color: #333399;"> </span></span><span style="color: #333399;">in cui c&#8217;è anche:  &#8221;Istruzioni su come comportarsi durante gli attacchi di panico&#8221;  e &#8220;Attacchi di panico: un caso di guarigione&#8221;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><a title="Corso attacchi di panico" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-ansia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI</span> <span style="color: #ff0000;">PER </span><span style="color: #ff0000;"> </span></a><span style="color: #ff0000;"><a title="Corso attacchi di panico" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-ansia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">LIBERARSI DAGLI ATTACCHI DI PANICO</span></a> <span style="color: #333399;"> </span></span><span style="color: #333399;"> </span>nella pagina  a lato <a href="http://www.pensieroecorpo.it/programma-ansia/">www.pensieroecorpo.it/programma-ansia/</a></span></strong></p>
<p><strong> </strong> <span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Per informazioni</span>:  <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it ">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</strong></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Verdana; color: red; font-size: 8.5pt;"> </span></strong></p>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 10:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attacchi di panico: istruzioni su come comportarsi durante gli attacchi di panico. Intervento di emergenza per gli attacchi di panico.]]></description>
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<p><a rel="attachment wp-att-1799" href="http://www.pensieroecorpo.it/?attachment_id=1799"></a></p>
<h1><span style="color: #333399;"> </span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"><a rel="attachment wp-att-1812" href="http://www.pensieroecorpo.it/?attachment_id=1812"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1812" title="107237_2260 panico occhi rossi" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/01/107237_2260-panico-occhi-rossi1-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></a></span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">GLI </span><span style="color: #333399;">ATTACCHI </span><span style="color: #333399;">DI PANICO </span><span style="color: #333399;"> </span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">SPAVENTANO A MORTE:</span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME COMPORTARSI</span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">MENTRE SUCCEDONO? </span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h1>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Gli <span style="color: #ff0000;">attacchi di panico</span> fanno molta paura a chi li ha, perché pensa di star per morire&#8230;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma in realtà  non uccidono nessuno e cessano in poco tempo, il danno grave sta invece in tutte le <span style="color: #ff0000;">attività che non si fanno più </span>per paura di averli di nuovo: non si va più in giro da soli se non accompagnati, non si va più al ristorante e nei luoghi affollati, non si usa più l’auto né il treno: un vero incubo!</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Vediamo quali sono i <span style="color: #ff0000;">sintomi, le cause e i comportamenti più utili per risolverli.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">I SINTOMI</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Gli attacchi di panico sono davvero spaventosi perché in un attimo il <span style="color: #ff0000;">cuore va  a mille, l’angoscia attanaglia la gola, il respiro manca e la testa gira, lo stomaco si aggroviglia, si pensa di star per svenire, se non di star proprio per morire. E accadono all’improvviso.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong><strong>Le <span style="color: #ff0000;">conseguenze</span> non sono di tipo fisico ma comportamentale.</strong></span><span style="color: #333399;"><strong> </strong><strong>La prima volta accadono in una <span style="color: #ff0000;">specifica situazione</span> e così chi ne soffre in seguito <span style="color: #ff0000;">cerca di evitarla</span>: se è successo al ristorante non esce più a cena, se era in macchina ha il terrore di guidare da solo, se era al supermarket non ci entra più… </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La conseguenza forse più drammatica  è che dato che il primo attacco di panico spesso avviene ‘fuori casa’, chi lo ha sperimentato si rintana al sicuro e dopo ha paura ad uscire: il ché <span style="color: #ff0000;">peggiora molto le cose<span style="color: #333399;">,</span></span> perché la dinamica e le motivazioni degli attacchi di panico indicano che la soluzione starebbe proprio nella direzione opposta…</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LE CAUSE</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Non voglio parlar di ‘cause’ perché sarebbe davvero troppo riduttivo e meccanico e anche fuorviante. Ma guarda caso gli attacchi di panico avvengono in condizioni esistenziali in cui si è troppo (e non troppo poco) soggetti alla fascinazione di una <span style="color: #ff0000;">sicurezza abitudinaria e soffocante</span>. Accadono a chi è soggetto a un <span style="color: #ff0000;">controllo molto pressante</span> e non a chi ne è fin troppo esente&#8230;</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">I COMPORTAMENTI DA TENERE SUL MOMENTO</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Cercar di resistere agli attacchi panico o di <span style="color: #ff0000;">far finta di star bene peggiora solo le cose</span>: non è questa la strada. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Vediamo alcuni <span style="color: #ff0000;">comportamenti pratici</span> e lascio al prossimo articolo il parlare delle soluzioni più profonde:</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1)      non sdraiarsi: peggiora i sintomi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">2)      non far finta di niente: peggiora i sintomi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">3)      non cercar di combattere: peggiora i sintomi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">4)      prender aria fresca: quasi sempre aiuta</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">5)      fare due passi: quasi sempre aiuta</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">6)      respirare regolarmente: è la via per uscirne</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">7)      massaggiarsi la parte che fa male: aiuta molto</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">8)      lasciarsi andare e aspettare che passi: aiuta molto</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">9)      non scappare in modo incontrollato: peggiora le cose</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">10)   mettersi comodi ma defilati: aiuta molto</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Gli attacchi di panico hanno delle ragioni più profonde</span> e per altro ottime e portatrici di sviluppi positivi importanti e benefici, se ne può parlare e vedere come  risolverli davvero, ma per cominciare ho pensato che fosse utile dare qualche indicazione su come comportarsi nell&#8217;emergenza&#8230; </span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"> </span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica,  tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce Corsi e seminari in tutta Italia. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Per contattare la terapeuta</span> : <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a><span style="color: #333399;"> </span> 02.6555635</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo articolo fa parte di una serie  in cui trovare anche: &#8221; Come risolvere gli attacchi di panico&#8221; </span></strong><strong><span style="color: #333399;">e &#8220;Attacchi di panico: un caso di guarigione&#8221;  e molto articoli sull&#8217;ansia.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="CORSI PANICO ANSIA" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-ansia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI PER ATTACCHI DI PANICO</span></a></span> <span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Info: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></span></strong></span></span></p>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 16:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mal di testa, cefalea, emicrania: il significato psicologico e psicosomatico e le cure.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a rel="attachment wp-att-2645" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/01/20/mal-di-testa-cefalea-emicrania/olympus-digital-camera/"></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2645" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/443789_71829191-mal-di-testa-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME GUARIRE DAL MAL DI TESTA?</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">C&#8217;E&#8217; UN CONFLITTO TRA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">RAGIONE E PASSIONE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CHE DEVE ESSERE RISOLTO</span><span style="color: #333399;">.</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Cefalee ed emicranie sono tra i <span style="color: #ff0000;">disturbi più diffusi </span>e anche più resistenti alle comuni terapie. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Quando poi gli <span style="color: #ff0000;">antidolorifici non funzionano </span>più i mal di testa furiosi diventano un disturbo veramente invalidante. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma quale è l’universo interiore di chi soffre di frequenti <span style="color: #ff0000;">mal di testa</span>?</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">NEL  REGNO DEL CAPO:</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Sembra che un aspetto piuttosto caratteristico di chi soffre di cefalea ed emicrania sia l’essere <span style="color: #ff0000;">orientato verso un approccio molto mentale e razionale alla vita</span>: la facoltà di pensiero viene ampiamente privilegiata e spesso a scapito di altre funzioni. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>L’istintualità e la spontaneità sono viste con sospetto e tenute sotto stretto controllo e questo rischia di produrre uno stato di costante <span style="color: #ff0000;">repressione delle emozioni</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Nulla è lasciato al caso, neppure nell’espressione  dei sentimenti e <span style="color: #ff0000;">non c’è posto per la spontaneità<span style="color: #333399;">, per </span><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">lo slancio </span>del momento,</span> <span style="color: #333399;">per l’intuizione e</span> </span>la fantasia: ogni moto dell’animo deve essere filtrato dal pensiero e le emozioni devono essere spiegate e giustificate,<span style="color: #333399;"> sempre </span>sottoposte al vaglio della mente prima di ricevere il benestare a esistere.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma <span style="color: #ff0000;">la mente può forse spiegare le ragioni del cuore?</span> Ed è questo il suo ruolo?</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Groddeck usava un’immagine suggestiva quando parlava di <span style="color: #ff0000;">tre regni ben distinti</span> che convivono più o meno pacificamente dentro di noi: il regno della <span style="color: #ff0000;">testa</span>, del <span style="color: #ff0000;">cuore</span> e della <span style="color: #ff0000;">pancia</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>L’uno è la sede dei<span style="color: #ff0000;"> pensieri</span>, l’altro dei <span style="color: #ff0000;">sentimenti</span> e il terzo degli <span style="color: #ff0000;">istinti</span> e delle passioni. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Tra questi tre regni <span style="color: #ff0000;">non sempre regna la pace</span> e molto spesso ‘non la pensano allo stesso modo’. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">Solo il regno del cuore può governare</span> l’insieme del microcosmo interiore e mantenere l’armonia dei tre regni, perché sa mediare tra le ragioni della testa e quelle della pancia che sono troppo distanti tra loro …</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">IL SANGUE ALLA TESTA</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La <span style="color: #ff0000;">repressione dell’aggressività </span>sembra essere una caratteristica tipica di chi soffre di frequenti mal di testa e questo non desta certo meraviglia: se c’è una pulsione che tendiamo tutti a tener sotto controllo è proprio la collera e per buone ragioni. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma evitare di compiere azioni aggressive è ben diverso dal reprimere l’aggressività: non è che chi soffre di mal di testa non si arrabbi anzi! Si arrabbia moltissimo ma la sua rabbia cova tutta nella testa: nei pensieri aggressivi che rimugina dentro di sé senza mai portarli all’esterno. E la <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">rabbia trattenuta</span> <span style="color: #333399;">e ingabbiata</span></span> dentro la mente si trasforma in un sordo risentimento, in un rancore e una <span style="color: #ff0000;">irritazione che pervade  ogni pensiero</span>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">UN BLACK OUT DEL PENSIERO</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Certo con un gran mal di testa non si pensa bene, anzi <span style="color: #ff0000;">non si riesce a pensare</span> affatto tanto l’attenzione viene calamitata dal dolore! Ed è proprio questo secondo molti autori il senso delle cefalee e delle emicranie: non lasciare emergere alla coscienza dei pensieri e delle fantasie disturbanti. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E&#8217; una specie di black out temporaneo, uno stop forzato a ogni attività di pensiero: <span style="color: #ff0000;">qualcosa sta ribollendo</span> nelle viscere del mondo interiore e la coscienza se ne difende facendo barriera. Una barriera ‘d’emergenza’ nel presentarsi degli attacchi di dolore, ma più in generale una  attitudine cronica a mantenere le distanze dal mondo istintuale.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>LA PARTE  ‘ SELVAGGIA ’ E  QUELLA ‘ CIVILIZZATA ’</strong><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Luis Chiozza, Psicoanalista argentino che opera da quasi cinquant’anni anni nel campo della Medicina psicosomatica, propone una interessante  interpretazione dell’<span style="color: #ff0000;">emicrania</span>, che per la sua particolarità di manifestarsi solo da un lato della testa ha tanto attirato l’attenzione degli studiosi. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>L’autore riprende i significati simbolici del capo come sede dell’attività di pensiero e la caratteristica di “<span style="color: #ff0000;">voler risolvere con la testa i problemi del cuore</span>” tipica chi soffre di mal di testa. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma <span style="color: #ff0000;">lato sinistro e lato destro </span>hanno anche una antica tradizione simbolica nella nostra cultura, come il lato del diavolo  e del peccato contro il lato della giustizia e del rigore: <span style="color: #ff0000;">ragione contro passione</span>. </strong></span><span style="color: #333399;"><strong>E l’emicrania metterebbe in scena con particolare drammaticità il conflitto tra la nostra “parte selvaggia” e la nostra “parte civilizzata”.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">UN   &#8216; DILEMMA&#8217;  INCONCEPIBILE</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Concepire un’idea vuol dire anche cominciare a sentire l’emozione che la impregna e se si tratta di un ‘dilemma’ ( cioè di un problema con <span style="color: #ff0000;">due facce contrapposte</span> e soluzioni contrastanti) questo vuol dire  percepire degli affetti in opposizione tra loro. Questo secondo Chiozza è ciò che si nasconde dietro l’emicrania: un conflitto affettivo che non riesce a prendere la forma pensata di un ‘dilemma’ con due rami (di-lemma) e quindi finisce per rimanere ‘inconcepibile’ e con questo  irrisolvibile.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La nostra mente razionale fa sempre fatica a tenere insieme gli opposti perché si muove sul principio della non contraddizione e della separazione, ma questa non è la realtà della vita dove gli opposti si compenetrano costantemente, né la logica degli affetti dove <span style="color: #ff0000;">emozioni diverse si mescolano</span> e si alternano senza sosta. Il tipo di pensiero per ‘razionalizzazioni’ tipico di chi soffre di mal di testa non riesce a contenere gli opposti e a darsi ragione delle emozioni.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">LA VIA DELLA GUARIGIONE</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Come si fa ad uscire da questo circolo chiuso di rabbia repressa, sentimenti trattenuti e dilemmi non pensabili?  Una psicoterapia che cerchi di rimanere sul piano del pensiero razionale rischia di trovarsi invischiata in delle sequenze di razionalizzazioni che non fanno altro che rinforzare le difficoltà già esistenti … Occorre <span style="color: #ff0000;">rompere il cerchio</span> e ridare spazio alla voce del cuore e dell’istintualità. Ma come se la parola è divenuta schiava della mente?</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Come psicoterapeuta prendo la via dell’immaginazione della fantasia del sogno e della fiaba. Dare spazio alle immagini significa recuperare il <span style="color: #ff0000;">contatto con il mondo sommerso</span> e misterioso che sta oltre la nostra mente razionale e cominciare a conoscerlo e a scoprire i tesori di saggezza che ci può regalare. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Il linguaggio delle immagini si dipana da solo con la sua logica interna e riesce a dare forma ‘all’impensabile’ e a contenere gli opposti e le contraddizioni nella struttura dei simboli che genera. Così pian piano e con dolcezza ‘l’altro mondo’ trova spazio accanto a quello razionale e<span style="color: #ff0000;"> i tre regni ritornano in armonia</span>…</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #333399;"><strong>Paola Santagostino</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica opera a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce corsi e seminari.  E&#8217; autrice di molti libri tra cui &#8221; Che cosa è la Nedicina psicosomativa.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l&#8217;autrice: </span></strong><strong><span style="color: #333399;"><a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> o2.6555635</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;"><a title="corso malattie" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-psicosomatica/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SUL SIGNIFICTO PSICOLOGICO DELLE MALATTIE</span></a></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><a title="corso ansia" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-ansia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULL&#8217;ANSIA</span></a></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anche sedute individuali.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per info:  <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 16:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il carattere di chi soffre di mal di testa cefalea emicrania]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="size-medium wp-image-2019  aligncenter" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/747910_19782672-mal-di-testa-meglio1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /> </strong></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CHI SOFFRE DI MAL DI TESTA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">HA UN CARATTERE PARTICOLARE? </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">SEMBREREBBE DI SI&#8217;:</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">MOLTO CONTROLLATI, PERFEZIONISTI&#8230;</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">TI RICONOSCI?</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Vediamo quale sarebbe il <span style="color: #ff0000;">carattere di chi soffre di frequenti mal di testa</span>: parecchi studi  sulla personalità di questi pazienti hanno messo in rilievo degli elementi comuni.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> «Di solito coloro che sono soggetti a emicranie frequenti preferiscono vivere secondo un piano prestabilito: <span style="color: #ff0000;">evitano l&#8217;incerto</span> e non intraprendono nulla sotto l&#8217;impulso del momento. Vogliono essere visti sotto il loro aspetto migliore e temono di essere presi alla sprovvista<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">,</span><span style="color: #333399;"> </span></span><span style="color: #333399;">si preoccupano </span>molto di vestire bene e badano ad avere una conversazione sempre corretta e brillante. Di conseguenza <span style="color: #ff0000;">difficilmente riescono ad essere</span> <span style="color: #ff0000;">s</span><span style="color: #ff0000;">pontanei</span> e disinvolti : la spontaneità è un tratto di carattere molto raro in chi soffre di mal di testa».</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">«Questo tentativo di <span style="color: #ff0000;">presentarsi sempre al meglio</span> e di ottenere costantemente conferme del proprio valore e successi concreti sul piano sociale porta chi soffre di cefalea a strutturare uno stile di vita caratterizzato da parecchia <span style="color: #ff0000;">tensione e da iperattività</span>: sono individui molto ambiziosi e lavoratori accaniti, ai quali piace essere tenuti in grande considerazione e che, sopra ogni altra cosa, <span style="color: #ff0000;">t<span style="color: #ff0000;">emono le critiche</span></span><span style="color: #ff0000;">.</span> Si addossano un carico sempre maggiore di <span style="color: #ff0000;">responsabilità</span> che li porta ad essere perennemente <span style="color: #ff0000;">tesi e irritabili</span>. Disgraziatamente molte persone affette da cefalea ed emicrania non riescono a distendersi e a riposarsi come dovrebbero neanche quando hanno un giorno di vacanza».</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">«Il controllo coinvolge anche la sfera affettiva e sessuale impedendogli di lasciarsi andare  a manifestazioni emotive spontanee e di abbandonarsi al piacere sessuale. Quello che emerge dagli studi è soprattutto un quadro generale di<span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #ff0000;">controllo dell&#8217; istintualità</span></span><span style="color: #ff0000;">»</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">MA HANNO SENSO QUESTE DESCRIZIONI DEL CARATTERE?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong><strong><span style="color: #333399;">Secondo me sì e no. </span></strong><strong><span style="color: #333399;">Da un lato non si può certo pensare che tutti quelli che soffrono di mal di testa abbiano lo stesso carattere e così semplicisticamente descrivibile! Questo tipo di schemini sono sempre molto riduttivi e descrivono una media statistica che nella realtà non esiste proprio. Nella realtà <span style="color: #ff0000;">ogni mal di testa è diverso dall’altro</span>, come lo è ogni persona: con la sua unicità irripetibile, con i suoi problemi e i suoi modi di reagire, con la sua storia e il suo mondo interiore unico e privato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dall&#8217;altro lato però esiste una sorta di &#8220;simbolismo d’organo&#8221; per cui la testa è più adatta ad esprimere un certo tipo di problemi di quanto non lo sia il polmone o il rene… In questo senso un sottile <span style="color: #ff0000;">filo di comunità</span> lega metaforicamente tutti coloro che soffrono della stessa malattia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">I discorsi sul carattere vanno sempre presi molto con le pinze,</span></strong><strong><span style="color: #333399;"> perché sarebbe un vero disastro pensar di conoscere una persona solo in base alla malattia di cui soffre. Ma d’altra parte a volte propongono anche degli spunti interessanti di <span style="color: #ff0000;">correlazione</span> tra un certo modo d’essere del corpo e un certo modo d’essere dell’anima…</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dì la tua:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">[poll id="2"]</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">I PROBLEMI SOTTOSTANTI</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Tre aspetti</span> ritornano costantemente nell&#8217;analisi psicologica di chi soffre di cefaleee ed emicranie:</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1) la presenza di <span style="color: #ff0000;">conflitti tra istinto e ragione</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">2) la <span style="color: #ff0000;">repressione del mondo istintuale</span> in generale e delle sue valenze aggressive in particolare</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">3) la sopravalutazione della <span style="color: #ff0000;">funzione del pensiero</span> e la sua inibizione durante l&#8217;attacco di cefalea</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL CONFLITTO TRA ISTINTO E RAGIONE</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">I sintomi della cefalea e dell&#8217;emicrania secondo alcune impostazioni psicoanalistiche sono v</span></strong><strong><span style="color: #333399;">isti come una drammatizzazione corporea dei processi psichici inconsci e dei<span style="color: #ff0000;"> conflitti</span> lì presenti. </span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Angel Garma per esempio riferendosi ai risultati di una <span style="color: #ff0000;">vasta ricerca</span> condotta sulle cafalee dalla Società Psicoanalitica Argentina giunge a queste conclusioni  per quanto riguarda i disturbi a sfondo vasomotorio:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1)  il <span style="color: #ff0000;">momento iniziale</span> della vasocostrizione costituisce un tentativo di difesa da contenuti angoscianti, che si realizza sia sul piano psichico con un irrigidimento della coscienza <span style="color: #ff0000;">contro l&#8217;emergere di <span style="color: #333399;"> <span style="color: #ff0000;">pensieri<span style="color: #333399;">,</span></span><span style="color: #333399;"> </span></span><span style="color: #333399;">immagini</span></span> e fantasie disturbanti provenienti dall&#8217;inconscio. Sul piano organico questo comporta una contrazione delle pareti vasali che riduce l&#8217;afflusso del sangue e </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">2) il <span style="color: #ff0000;">successivo</span> <span style="color: #ff0000;">momento </span>di vasodilatazione rappresenta un ulteriore tentativo di <span style="color: #ff0000;">difesa-elaborazione</span> del conflitto, avvicinabile a quello messo in atto dall&#8217;organismo in caso di infezione.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sul piano organico il processo vede una esagerata riduzione e poi un eccessivo aumento del flusso sanguigno, analoghi sul piano psichico a una <span style="color: #ff0000;">repressione e poi esplosione</span> dell&#8217;energia libidica. </span></strong><strong><span style="color: #333399;">L&#8217;autore constata una specifica relazione con la sessualità dei contenuti contro cui la coscienza mette in atto la difesa.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA REPRESSIONE DELL&#8217;AGGRESSIVITA&#8217;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong><strong><span style="color: #333399;">Altri autori vedono invece nell&#8217;attacco cefalico-emicranico il risultato di un atteggiamento cronico di <span style="color: #ff0000;">repressione dell&#8217;aggressività</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per esempio </span></strong><strong><span style="color: #333399;">Alexander scrive: «L&#8217;avvio comune di un attacco di emicrania è lo<span style="color: #ff0000;"> stato di collera represso</span>. È poi veramente impressionante constatare che l&#8217;attacco finisce improvvisamente, da un momento all&#8217;altro, quando il paziente diviene consapevole del suo atteggiamento di collera fin allora repressa e <span style="color: #ff0000;">si sfoga</span>».</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Secondo Alexander un atto aggressivo prevede una <span style="color: #ff0000;">preparazione ideativa</span>, poi un <span style="color: #ff0000;">coinvolgimento vegetativo</span>,  e infine una <span style="color: #ff0000;">realizzazione muscolare</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La repressione può intervenire in ognuna di queste fasi: <span style="color: #ff0000;">qualora sia </span><span style="color: #ff0000;">inibito il pensiero aggressivo comparirà una cefalea </span><span style="color: #ff0000;">o un&#8217;emicrania</span>, qualora sia già iniziata la fase di preparazione vegetativa l&#8217;inibizione comporterà un innalzamento della pressione arteriosa, mentre se è inibita solo la realizzazione muscolare dell&#8217;azione si svilupperà una sintomatologia artritica.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IPERVALUTAZIONE  E  INIBIZIONE DEL PENSIERO </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La<span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #333399;">testa è la sede elettiva delle funzioni di pensiero</span> </span>e delle attività logico-razionali coscienti. In chi soffre di cefalea ed emicrania esiste secondo gli autori una ipervalutazione di questa funzione nella gestione dei conflitti, e in generale in tutto l&#8217;approccio alla realtà esterna: </span></strong><strong><span style="color: #333399;"> <span style="color: #ff0000;">pensare è la facoltà più utilizzata</span> e più altamente valutata. Il blocco del pensiero realizza la difesa della coscienza da contenuti mentali vissuti come pericolosi.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Marty fa una <span style="color: #ff0000;">distinzione tra cefalee e emicranie</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong><strong><span style="color: #333399;">a) Nel caso dell&#8217; <span style="color: #ff0000;">emicrania</span> siamo di fronte a una &#8216;difesa  d&#8217;emergenza&#8217;: la coscienza si oppone rigidamente e totalmente ad accogliere <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">un</span> </span>certo  contenuto</span>.<span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #333399;">«Non pensare»</span></span> equivale a non voler vedere un certo aspetto della propria realtà profonda. </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">b) Nel caso delle <span style="color: #ff0000;">cefalee croniche</span> persistenti invece, l&#8217;intera funzione del pensiero risulta costantemente inibita. Secondo l&#8217;autore questo è un meccanismo di difesa generalizzato che ha origini antiche, e precisamente nel periodo di sviluppo delle facoltà logico-razionali tra i 6 e gli 8 anni: in quella fase <span style="color: #ff0000;">l&#8217;intera funzione del pensiero</span> è stata giudicata pericolosa perchè associata a una  curiosità intellettuale colpevolizzata.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CONCLUSIONI</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dal <span style="color: #ff0000;">quadro generale</span> che emerge dagli studi di vari autori sulle caratteristiche della personalità dei pazienti sofferenti di cefalea ed emicrania possiamo concludere che:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1)  II paziente con cefalea o emicrania privilegia la &#8216;dimensione del capo&#8217;, dell&#8217;intellettuale e del razionale e con essa cerca di  <span style="color: #ff0000;">controllare</span> il  mondo istintuale.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">2)   Questo eccesso di controllo finisce per <span style="color: #ff0000;">soffocare le parti affettive</span> e per inibire l&#8217;espressione delle pulsioni, soprattutto di quelle più calde e sanguigne come l&#8217;aggressività e la sessualità.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">3)  L&#8217;attacco di mal di testa o emicrania rappresenta il <span style="color: #ff0000;">momento  acuto del  conflitto</span> tra  le pulsioni istintuali che cercano di emergere e la coscienza che si oppone ad esse.</span></strong><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">4)  II  ristabilimento di  uno stato  di salute e di equilibrio passa attraverso una maggiore <span style="color: #ff0000;">accettazione ed espressione</span> delle emozioni.</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica  opera da vent&#8217;anni a  Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce Corsi e seminari in tutta Italia. E&#8217; autrice di molti libri tra ci &#8220;Che cosa è la Medicina psicosomatica&#8221; Edizioni Urra Apogeo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l&#8217;autrice:  <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie</span> in cui c&#8217;è anche &#8220;<a title="mal di tetsa articolo" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/mal-di-testa-cefalea-emicrania/" target="_blank">Per guarire dal mal di testa</a>&#8221; </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">C<a title="corso psicosomatica" href="www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-psicosomatica/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">ORSI DI PSICOSMATICA</span></a></span><a title="corso psicosomatica" href="www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-psicosomatica/" target="_blank"> </a>con programma dettagliato.</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><a title="corso ansia" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-ansia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULL&#8217;ANSIA</span></a> <span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Anche sedute individuali  :  <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></span></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 09:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Disturbi della pelle e carattere: personalità e malattia nell'eczema, psoriasi da stress, dermatite da stress. Psicosomatica della pelle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-2015  aligncenter" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/01/130304_8264-pelle-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" /></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">QUALE CARATTERE E&#8217; </span><span style="color: #333399;">PIU&#8217; PREDISPOSTO </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">A MALATTIE COME </span><span style="color: #333399;">ECZEMA </span><span style="color: #333399;">E  PSORIASI</span><span style="color: #333399;">?</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le ricerche sul carattere dei pazienti che soffrono di disturbi della pelle hanno messo in luce alcuni elementi comuni che ci possono far comprendere meglio il <span style="color: #ff0000;">tipo di problema </span>che vivono. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">Dice Flanders Dundar: </span>« I disturbi cutanei sono generalmente legati al desiderio di amore: il conflitto profondo è tra il <span style="color: #ff0000;">desiderio di essere amati e la paura di venirne feriti </span>». </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><strong>«</strong> Sono persone che oscillano tra  la tendenza ad andare verso gli altri e quella a rifuggirne: da un lato desiderano intensamente un contatto epidermico tenero e affettuoso fatto anche di <span style="color: #ff0000;">abbracci e di carezze</span> e dall’altro una memoria antica di <span style="color: #ff0000;">dolorosi rifiuti</span> li mette in guardia dall’avvicinarsi troppo»..</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">«L<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">a </span><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">disaffezione</span> materna</span> </span>li ha così completamente avvolti, che in un certo senso il loro corpo ne è coperto e la loro pelle è la parte più immediatamente colpita». </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ stata una esperienza dei primi mesi di vita quella che si è iscritta nella loro memoria e spesso si tratta di un rifiuto non espresso con le parole ma piuttosto “ <span style="color: #ff0000;">intuito con la pelle</span>” per il modo in cui venivano maneggiati da neonati.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LE SFIDE E IL PARTENER GIUSTO</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">A questi antichi dolori secondo la Dunbar: « I pazienti che soffrono di disturbi della pelle  reagiscono nella vita adulta con lo sviluppo di un comportamento teso a ricercare <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">l&#8217;</span>approvazione degli altri</span>. In certi casi cercano di adeguarsi a un conformismo meticoloso e di mostrarsi molto responsabili e affidabili e in altri casi si impegnano soprattutto a misurarsi con gli altri: sono persone orientate verso gli sport competitivi piuttosto che gli interessi culturali, <span style="color: #ff0000;">amano vincere le gare</span> e ottenere riconoscimenti diretti, anche in senso metaforico tramite i successi professionali ».</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">«L’adattamento sessuale sembra superficialmente buono, ma<span style="color: #ff0000;"> le donne</span> sono inclini a ritardare i il più possibile i rapporti sessuali completi e <span style="color: #ff0000;">gli uomini</span> a tenere numerose relazioni superficiali, sostenendo di non trovare mai la donna giusta con cui impegnarsi».</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">«L’esordio dei <span style="color: #ff0000;">disturbi della pelle</span> è generalmente <span style="color: #ff0000;">legato alla perdita</span> di qualcosa a cui erano particolarmente legati»</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LE MANI DELLA MAMMA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">L’ importanza delle prime manipolazioni come <span style="color: #ff0000;">messaggio affettivo</span> che comunica al bambino i sentimenti e le emozioni della madre verso di lui è stata confermata da moltissimi autori.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">I neonati vengono presi in braccio per essere nutriti, cambiati, o semplicemente coccolati: <span style="color: #ff0000;">“quanto” e “come” la madre  tocca il bambino è un preciso segnale </span>e anche l’unico mezzo di comunicazione possibile in quella fase. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Pelle  mani braccia calore del corpo e carezze sono il primo <span style="color: #ff0000;">linguaggio dell’amore</span> o della sua assenza.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Di mancanza di carezze si muore <span style="color: #333399;">e</span></span><span style="color: #333399;"> i famosi</span> studi di Renè Spitz su neonati orfani, ospedalizzati nel primo anno di vita, indicavano nell&#8217; assenza di contatto fisico la causa del fatto che il 60% dei bambini moriva prima dei due anni, anche se era stata ben curata e accudita dal punto di vista igienico e alimentare.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma anche <span style="color: #ff0000;">di</span> <span style="color: #ff0000;">poche  carezze si soffre</span>: l’autore cita il caso delle madri che hanno paura di toccare il bambino perché è così fragile… ma in realtà hanno paura della propria inconfessata aggressività nei suoi confronti. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il <span style="color: #ff0000;">messaggio ostile è avvertito dal neonato </span>e lascia una traccia di memoria.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Altri autori hanno osservato che la <span style="color: #ff0000;">qualità</span> delle manipolazioni, la bruschezza dei gesti e la rigidità delle mani, sono segnali di ostilità che il bambino è in grado di recepire. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E parlando di <span style="color: #ff0000;">psoriasi da stress</span> hanno indicato nella cattiva manipolazione infantile il fattore determinante di quel vissuto di frustrazione connesso alla pelle, che si ritrova in tutti i pazienti affetti da dermatite in generale.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL MONDO DELLA PELLE</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Che cosa possiamo trarre da questi studi? </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Personalmente non credo che si possano fare degli schemini sul carattere di chi soffre di un disturbo di pelle, ma in qualche modo questi dati ci aiutano a comprendere  il <span style="color: #ff0000;">simbolismo del “ mondo della pelle” </span>e delle sue sofferenze.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ci muoviamo in un ambito fatto di <span style="color: #ff0000;">contatti </span>perché la pelle è il confine tra l’interno e l’esterno, è l’organo con cui viviamo corporeamente la vicinanza con l’altro e il senso di vicinanza oppure di ostilità. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">E&#8217; un </span>mondo fatto di carezze e di ferite <span style="color: #333399;">anche metaforiche</span>, di vicinanze e di abbandoni </span>e molto sensibile alla qualità delle relazioni.</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"> Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica opera a Milano dove tiene  tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce Corsi e semianri.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l&#8217;autrice:  <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie </span>in cui c&#8217;è anche: </span></strong><strong><span style="color: #333399;"><a title="carattere mal di testa" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/carattere-di-chi-soffre-di-mal-di-testa/" target="_blank">&#8221; Il Carattere di chi soffre di Mal di Testa&#8221;</a><span style="color: #333399;"> </span></span></strong><strong><span style="color: #333399;"><a title="cefalea emicrania" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/mal-di-testa-cefalea-emicrania/" target="_blank"><span style="color: #333399;">&#8221; Per Guarire da Cefalea ed Emicrania&#8221;</span></a><span style="color: #333399;"> </span></span></strong><strong><span style="color: #333399;"><a title="tachicardia" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/tachicardia/" target="_blank"><span style="color: #333399;">&#8221; Guarire dalla Tachicardia&#8221;</span></a><span style="color: #333399;"> </span></span></strong><a title="fiaba impotenza" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/impotenza/" target="_blank"><strong><span style="color: #333399;">&#8221; Impotenza curata con la Fiaba Terapia &#8221;</span></strong></a><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"> </span><a title="risolvere attacchi di panico" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/come-risolvere-gli-attacchi-di-panico/" target="_blank"><span style="color: #333399;">&#8221; Come risolvere gli attacchi di panico&#8221;</span></a></span></strong><strong><span style="color: #333399;"> <a title="istruzioni attacchi di panico" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/attacchi-di-panico/ " target="_blank"><span style="color: #333399;">&#8220;Istruzioni durante gli attacchi di panico&#8221;</span></a><span style="color: #333399;"> </span></span></strong><strong><span style="color: #333399;"><a title="caso guarigione ansia" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/ansia3/" target="_blank"><span style="color: #333399;">&#8220;Un caso di guarigione dall&#8217;ansia&#8221;</span></a><span style="color: #333399;"> </span></span></strong><strong><span style="color: #333399;"><a title="liberarsi dall'ansia" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/ansia-2/" target="_blank"><span style="color: #333399;">&#8220;Per liberarsi dall&#8217;ansia che fare?&#8221;</span></a></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><a title="CORSO PSICOSOMATICA" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-psicosomatica/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI DI PSICOSOMATICA</span></a> con programma dettagliato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><a title="corso ansia" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-ansia/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI PER L&#8217;ANSIA</span></a> con programma dettagliato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Anche sedute individuali</span> <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635 </span></strong></p>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 08:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fiaba della pelle: raccontare una storia come forma di terapia. Fiaba terapia e uso delle fiabe in psicoterapia e psicosomatica:caso clinico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/01/Paola-foto-classica-sito-vecchio.jpg"></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2118" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2010/01/1064448_75741074-pelle-occhio-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> INVENTARE UNA FIABA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">PER  GUARIRE DA UNA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">MALATTIA DELLA </span><span style="color: #333399;">PELLE</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Sandro soffriva di una forma di<span style="color: #ff0000;"> eczema</span> che non rispondeva a nessuna terapia farmacologica.</strong> </span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ha provato la <span style="color: #ff0000;">terapia psicosomatica</span>, un po&#8217; per disperazione&#8230; E abbiamo usato la <span style="color: #ff0000;">fiaba terapia.</span> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Questo è il resoconto del suo percorso di guarigione, con i tutti i passagi significativi e le correlazioni tra la fiaba inventata e la  realtà. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Vediamo insieme come la <span style="color: #ff0000;">psicologia della fiaba</span> riesca a dare una rappresentazione del significato di una <span style="color: #ff0000;">malattia fisica</span>. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA INVENTATA</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">“ C’era una volta un <span style="color: #ff0000;">cavaliere valoroso</span>, che viveva passando di battaglia in battaglia. Aveva un cavallo nero come il carbone e una <span style="color: #ff0000;">corazza</span> d’acciaio lucente.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Un giorno vagava tra valli e foreste, senza una meta precisa, in cerca della sua prossima avventura, quando s’imbatté in uno strano cartello: “ Qui inizia il <span style="color: #ff0000;">regno senza tempo </span>”. Si guardò intorno, ma a parte il cartello null’altro indicava i limiti di un regno. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il cavaliere procedette incuriosito a bassa andatura, e vide una porta, un grande portale d’acciaio con ancora quel cartello: “ Qui si entra nel regno senza tempo ”. Il cavaliere <span style="color: #ff0000;">volle varcare quella strana soglia</span>. Si aggirò attento nella valle erbosa che gli si apriva dinanzi, ma non vedeva traccia di esseri umani. Vagò in qua e in là per tutto il giorno e al calare della sera si fermò a riposare sotto un albero.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La notte era tiepida e dolce, il cavaliere si sentiva molto stanco e spossato. <span style="color: #ff0000;">La corazza gli pesava </span>tremendamente. Avrebbe voluto <span style="color: #ff0000;">toglierla</span>, liberarsene per sempre e procedere leggero. Ma <span style="color: #ff0000;">aveva paura</span>. Aveva una terribile paura. Senza corazza era indifeso e <span style="color: #ff0000;">vulnerabile</span>:  ogni nemico avrebbe potuto attaccarlo e ferirlo. E poi con la corazza era un cavaliere, ma <span style="color: #ff0000;">senza corazza chi era</span> lui? Che cosa avrebbe fatto nella vita senza la sua armatura e il suo destriero? Con questi pensieri si addormentò.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Al mattino si svegliò di buon’ora e riprese a vagare per la valle. Ad un tratto vide a distanza una fanciulla bellissima. Era la donna che aveva sempre sognato, proprio <span style="color: #ff0000;">la donna dei suoi sogni</span>, la sua principessa. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Subito iniziò a correre per raggiungerla e come le fu dinanzi, di getto la strinse tra le braccia. Ma la principessa <span style="color: #ff0000;">sparì</span>. Svanì nel nulla: si dissolse in un attimo lasciando il cavaliere attonito a stringere l’aria. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il suo dolore era cocente, <span style="color: #ff0000;">pianse lacrime di disperazione</span> e di struggimento e riprese sconsolato il suo cammino. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ed ecco che rivide in lontananza la bella principessa. Ebbe un tuffo al cuore e si lanciò all’inseguimento. Ancora la raggiunse, l’afferrò e la principessa <span style="color: #ff0000;">di nuovo svanì</span>. La cosa si ripeté più volte. Il cavaliere era affranto dal dolore. Piangeva di nostalgia e di disperazione. Non c’era nulla da fare. Non poteva vivere senza quella donna e non poteva averla. ”</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La favola <span style="color: #ff0000;">si arresta qui</span>. Sandro, il paziente che l’ha inventata non riesce ad andare avanti. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Vediamo ora la storia di Sandro.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA  REALTA’</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sandro è un uomo di 29 anni, disegnatore pubblicitario, coniugato. Si presenta in terapia per una ipercheratosi.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ il primo ed ultimo figlio di una famiglia di commercianti della provincia di Novara. I genitori gestivano insieme una rivendita di materiale elettrico per industrie. Non ricorda nulla di quel periodo. I parenti dicono di lui che era molto attaccato alla madre.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quando Sandro ha cinque anni <span style="color: #ff0000;">la madre muore improvvisamente</span>, il padre ha un grave esaurimento nervoso e il bambino viene affidato alle cure della nonna materna.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ricorda <span style="color: #ff0000;">la nonna</span> come molto anziana già allora, una donna piccola, canuta, ma ancora agile e attiva. Gli era molto affezionata, era una persona  comprensiva e sempre piena di buoni consigli: proprio la buona saggia nonnina!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong><strong><span style="color: #333399;">In quel periodo la nonna è <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">l’</span> unico punto di riferimento</span> affettivo per Sandro. Il padre è lontano e sempre più malato, va molto raramente a trovarlo e in seguito si trasferirà definitivamente in Svizzera. Con lui Sandro non ricorda di avere mai avuto molti contatti. È sempre stata una figura assente, quasi inesistente.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Sandro e la nonna vivono piuttosto isolati in campagna, ad alcuni chilometri da un piccolo paese di provincia. Il bambino frequenta lì la scuola elementare, ma, anche per la distanza dal centro abitato, non stringe nessun rapporto significativo con i compagni. Va poco volentieri a scuola, anche se con buoni risultati, perché ha sempre <span style="color: #ff0000;">paura a lasciare la casa</span> e di staccarsi dalla nonna. Dice: “ Avevo paura che le succedesse qualcosa mentre io ero via&#8230;”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E infatti qualcosa succede.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quando Sandro ha dieci anni <span style="color: #ff0000;">la nonna muore</span> e il bambino viene preso in cura da una delle sorelle maggiori della madre: la zia Tina.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anche questa <span style="color: #ff0000;">zia anziana</span> era abbastanza in là con gli anni e non godeva di buona salute. Comunque Sandro viene <span style="color: #ff0000;">allevato amorevolmente</span> da lei e frequenta normalmente le scuole medie e le superiori. E’ solo all’ultimo anno di liceo che la zia non è più in grado di occuparsi di lui e Sandro termina l’anno in collegio. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Completati gli studi, <span style="color: #ff0000;">deve cercarsi subito un </span><span style="color: #ff0000;">lavoro</span> e si impiega in una grossa agenzia di pubblicità come disegnatore. Il lavoro gli è congeniale e ottiene in breve tempo un notevole successo.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">In quel periodo <span style="color: #ff0000;">conosce una ragazza</span>, Marta, di poco più grande di lui e ancora studentessa universitaria. Dopo poco<span style="color: #ff0000;"> si sposano</span>. Descrive Marta come molto dolce e remissiva.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">I primi anni di matrimonio non hanno presentato problemi. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Solo <span style="color: #ff0000;">nell’ultimo anno</span>, anche in relazione alla scoperta di alcune avventure extraconiugali di Sandro, la moglie ha cominciato a chiedere più spazi personali, si è trovata un lavoro, si è costruita un suo giro di amicizie e di interessi ed ora è spesso fuori casa.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">I disturbi cutanei</span> di Sandro sono comparsi in questo ultimo anno e non hanno reagito a nessun trattamento farmacologico. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Da una iniziale zona di <span style="color: #ff0000;">indurimento della pelle</span> al centro del petto (all’incirca all’altezza del cuore) il disturbo si è esteso via via a tutto il petto, alle spalle, alle braccia (nella parte interna), alle mani (sul palmo) e ultimamente alla zona genitale (inguine).</span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>L’  UOMO  DURO</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sandro descrive se stesso come <span style="color: #ff0000;">‘un tipo duro’, aggressivo, indipendente ed autonomo</span>. Dice:  “Io sono uno che <span style="color: #ff0000;">tiene le distanze</span>, non mi piace che la gente mi si appiccichi addosso, mi piace stare per conto mio ”. Ha sempre manifestato, almeno negli ultimi anni, una forte tendenza a difendere i suoi spazi personali. Nel lavoro è molto competitivo, vuole vincere e si sente <span style="color: #ff0000;">sempre in battaglia</span>. Le sue frasi spesso ripetute sono: “ devo sempre stare attento a sventare i tiri mancini dei colleghi ”, “ l’attacco è la migliore difesa ”, “quello è un ambiente di lupi, se non stai attento ti colpiscono alle spalle ”.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anche nel rapporto con la moglie mantiene questa posizione di ‘uomo duro’. È Sandro quello che dice che vuol sentirsi libero, non vincolato dal matrimonio, che cerca spazi altrove, che se li prende con le sue <span style="color: #ff0000;">avventure extraconiugali.</span> Sostiene di avere sposato la moglie solo per insistenza di lei, per permetterle di uscire dalla famiglia, altrimenti lui non si sarebbe mai e poi mai sposato, perché è contrario ai legami fissi.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il rapporto con la moglie è descritto come nonostante tutto complessivamente buono, emerge però il fatto che mancano totalmente dei momenti di affettuosità fisica, Sandro <span style="color: #ff0000;">rifugge il</span></span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"> </span><span style="color: #ff0000;">contatto epidermico</span>, se non per lo stretto necessario a mantenere i rapporti sessuali.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA  CORAZZA</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">In questo caso ho cercato di capire insieme a Sandro il senso di quel <span style="color: #ff0000;">primo passaggio della fiaba</span>, quello in cui il Cavaliere vorrebbe <span style="color: #ff0000;">liberarsi della corazza</span>, ma ha paura. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sandro si identifica immediatamente con il cavaliere della fiaba: “ Anche io sono come lui, sempre duro, sempre battagliero, sempre difeso, se lasciassi cadere la mia corazza <span style="color: #ff0000;">mi ferirebbero </span>a morte ”.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma parlando del tema della corazza emerge da Sandro anche un vissuto di profonda<span style="color: #ff0000;"> insicurezza</span> personale, di dubbi sulla propria reale identità. La <span style="color: #ff0000;">maschera</span> di durezza gli serve a gestire la sua immagine sociale, sul lavoro come a casa: “Se ti fai vedere debole e indifeso tutti ti attaccano, anzi infieriscono!”. Sandro avrebbe terrore a mostrare la sua parte più tenera e più vulnerabile agli altri, persino alla moglie: avrebbe paura di venire ferito.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La sua modalità comportamentale tipica, il ‘<span style="color: #ff0000;">mantenere le distanze’</span>, risponde a questa esigenza, Sandro ha paura di venire ferito da un contatto troppo intimo, troppo ravvicinato. La sua forma di difesa abituate è l’indurirsi, l’<span style="color: #ff0000;">irrigidirsi</span>, il tenersi lontano dagli altri. Gli elementi di difesa, di durezza, di non contatto diretto epidermico, sono benissimo rappresentati nella fiaba dall’immagine della corazza.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma Sandro adesso si sta costruendo anche fisicamente una corazza: la sua <span style="color: #ff0000;">pelle callosa</span> mima un processo di indurimento che si sta accentuando ancora di più negli ultimi tempi.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Emerge il fatto che l’ulteriore irrigidimento di Sandro è iniziato in relazione ai problemi della sua vita coniugale. Quando la moglie ha iniziato a costruirsi dei propri spazi personali, Sandro ha reagito con <span style="color: #ff0000;">un’ulteriore ‘indurimento’</span>: apparentemente ha manifestato un comportamento indifferente, anzi apertamente favorevole all’autonomia della moglie, mentre dentro di sé si sentiva ferito e molto impaurito da quello che viveva come un progressivo distacco della moglie da lui. Sandro non voleva sentire una parola dei discorsi della moglie sui propri progressi indipendenti da lui.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dice: “ In verità non mi spaventava neanche tanto l’idea che potesse avere anche lei delle altre relazioni sessuali, quello che <span style="color: #ff0000;">mi spaventava davvero era l’idea che si potesse allontanare definitivamente da me</span> ”.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sandro mette in relazione l’area del petto, in cui è comparsa la prima callosità, con <span style="color: #ff0000;">l’area del cuore, dei sentimenti</span>; le braccia sono per Sandro soprattutto quella parte del corpo che serve ad abbracciare e le mani a toccare; <span style="color: #ff0000;">l’inguine, vicino ai genitali</span>, è visto in relazione alla sessualità.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">L’ ABBRACCIO  MANCATO</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Nella fiaba, il momento drammatico culminante è costituito dalla <span style="color: #ff0000;">impossibilità di un contatto</span> con la Principessa, di una ‘presa affettiva’ stabile su di lei, raffigurato nell’abbraccio di una figura evanescente.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Quando tocchiamo il tema della <span style="color: #ff0000;">sparizione</span> della Principessa della fiaba Sandro ha una fortissima reazione emotiva: <span style="color: #ff0000;">scoppia a piangere</span> e ricorda i vissuti della sua infanzia. Emerge l’immagine della madre, a cui era veramente attaccato e il ricordo della sua improvvisa scomparsa, vissuta da Sandro bambino come un crollo totale del suo mondo affettivo. Alla morte della madre Sandro si era sentito totalmente solo, abbandonato e disperato, pensava di morire anche lui di dolore.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La vicenda si era più o meno ripetuta negli stessi termini alla morte della nonna. A Sandro sembrava che tutte le figure a cui si attaccava affettivamente scomparissero poi all’improvviso, ingoiate nel nulla. Sandro aveva in qualche modo messo in relazione il suo attaccamento affettivo con la loro scomparsa.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Sebbene avvenuto in età più tarda, anche il distacco dalla zia era stato da lui vissuto in maniera drammatica, riattivando l’intero tema dell’abbandono. In quella circostanza Sandro adolescente aveva reagito con una profonda trasformazione comportamentale: “Non attaccarsi mai ad una donna” era diventata la sua norma. Diceva agli amici: “ Le donne devi tenerle sulla corda, se ti attacchi a loro scappano via ”, “ Se gli corri dietro se ne vanno…”, “ Se capiscono che ci tieni, non le ferma più nessuno.. ”.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Anche l’abitudine di Sandro di mantenere più rapporti sentimentali contemporaneamente, era dettata dalla paura profonda che attaccandosi ad una donna sola l’avrebbe persa, ritrovandosi poi nella disperazione più totale. Aveva sempre cercato di mantenere più punti di riferimento affettivo, sperando con questo di cautelarsi dall’abbandono.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La maggiore autonomia della moglie era stata vissuta da Sandro come un potenziale abbandono, aveva scatenato tutte le paure precedenti e aveva riattivato, esasperandoli, i meccanismi di difesa. Mi dice: “ Anche con mia moglie non potevo mica scoppiarle a piangere in faccia e dirle di non andare via da me, così facendo l’avrei persa del tutto…”. E Sandro aveva cercato ancora una volta di “prendere le distanze”, di allontanarsi affettivamente e di indurirsi ancora di più, per non rischiare di sentire il dolore di una nuova separazione. ‘Tenersi la corazza’, ‘farsi la pelle dura’, ‘non attaccarsi a nessuno’, erano gli unici mezzi con cui Sandro cercava di gestire una situazione che scatenava delle sue angosce profonde.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL  CAVALIERE  DI  PELLE</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">È interessante notare come tutti questi elementi trovino una loro espressione  nelle trasformazioni del corpo di Sandro quanto nella fiaba che ha inventato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La pelle è quella superficie che ci racchiude e ci delimita, differenziandoci concretamente l’uno dall’altro. Se esistiamo come entità separate e distinte lo dobbiamo innanzi tutto ad una funzione delimitatrice. Filogeneticamente la prima struttura che compare a dividere una forma di vita dal tutto circostante è una membrana. Ovvero la prima forma che la vita si è data per costituirsi in entità separate è la pelle. A livello psichico ripetiamo lo stesso processo strutturandoci un Io, una ‘pelle psichica’, che ci distingue dagli altri.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Possiamo dire che la pelle come struttura corporea e l’Io come struttura psichica, sono analogici, nel senso che hanno la stessa funzione di delimitare un’entità e di differenziarla dal tutto circostante.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sandro non ha utilizzato come suo ‘rappresentante d’identità’ la sua pelle reale, la sua personalità essenziale, ma bensì la sua corazza ( un insieme di atteggiamenti difensivi), tanto che l’abbandonarla gli ripropone il tema della mancanza di identità.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La corazza della fiaba si fa ‘pesante da sopportare’ per il Cavaliere, è soffocante e costringente, così come l’insieme dei comportamenti difensivi di Sandro lo limita e soffoca l’espressione delle sue parti più tenere e affettive. L’idea di liberarsi dalla corazza scatena nel Cavaliere della fiaba l’angoscia di essere ferito e di perdere la sua identità, esattamente come l’idea di abbandonare le strutture comportamentali difensive, scatena in Sandro analoghe angosce.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nella fiaba trova piena espressione il tema dell’attaccamento e della sparizione della persona amata, che ha tanto profondamente segnato l’esperienza reale di Sandro fin dalla più tenera età e che ora è il grande tema presente a livello psichico ed emotivo, attualizzato dalla crisi coniugale, ed operante a livello fisico con la comparsa dei disturbi cutanei.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA  FIABA  CONTINUA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Invito Sandro a continuare la sua fiaba, cercando un possibile lieto fine. Non è semplice e per parecchio tempo Sandro non riesce a prevedere nessuna soluzione dell’impasse. Poi ha come un’intuizione e conclude la storia di getto. Questo è il proseguo:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong><strong><span style="color: #333399;">“ Un giorno mentre il Cavaliere giaceva, sempre più disperato, sotto un albero, gli compare dinanzi una vecchia. E’ una vecchia vestita stranamente, con degli occhi azzurri e chiari e un sorriso buono. Sembrerebbe una fatina, se non fosse così vecchia. Gli dice che deve subito togliersi la corazza e immergersi nel fiume. Se resterà nel fiume tre giorni e tre notti, lei tornerà ad aiutarlo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il Cavaliere è così giù, che ha poca voglia di badarle, ma è anche talmente disperato che decide di tentare. Si toglie la corazza e si immerge nell’acqua. L’acqua è fresca e chiara. Resta lì e attende. Passa il giorno e passa la notte, e così per tre giorni di fila… e un po’ si rilassa.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Al terzo giorno compare la vecchia e gli dice che ora può uscire dall’acqua. Dovrà lasciare lì la corazza, potrà portarsi dietro solo la spada, se proprio vuole. Poi gli dà una pasta appiccicosa da mettere sulle mani, sulle braccia e sul petto; con quella, quando abbraccerà la principessa, lei non potrà più sfuggirgli.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il Cavaliere riprende il cammino e dopo poco ecco riapparire la principessa. Corre come un matto, la raggiunge e l’abbraccia. La principessa resta attaccata alla pasta. Ma invece di ribellarsi, gli butta le braccia al collo e lo copre di baci. Tra le lacrime lo ringrazia di averla salvata. Era colpita da un cattivo sortilegio, costretta a svanire ogni volta, finché non avesse trovato un principe che la potesse trattenere, allora l’incantesimo si sarebbe sciolto e lei avrebbe potuto tornare normale. Così il Cavaliere e la principessa restano insieme e vivono felici e contenti per molti lunghi anni.”</span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> LA TRASFORMAZIONE DEL REALE</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Generalmente, per quel che concerne la mia esperienza, è sufficiente che venga trovata a livello immaginario una via d’uscita dal punto morto in cui la fiaba si è arrestata, per mettere in moto il processo di autoguarigione dei sintomi fisici.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Però non è sempre facile trovare una soluzione alla fiaba! Il paziente che si presenta in terapia con un disturbo organico si trova davvero in uno stato di seria empasse e sta chiedendo un aiuto per uscirne. Le fiabe che vengono inventate hanno spesso la  caratteristica di finire male o di arrestarsi a un punto morto e al momento il paziente non vede proprio nessuna soluzione credibile.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quando, nel corso della terapia, compare la soluzione della fiaba, è segno che è stata trovata a livello immaginario (ma non per questo meno operante), una via d’uscita dell’empasse e l’intero sistema si mette in moto in quella direzione. Le trasformazioni fisiche il più delle volte seguono spontaneamente. Per questo di solito non è necessario interpretare la fiaba o coscientizzare l’intero processo affinché il disturbo fisico si risolva favorevolmente.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nel caso di Sandro ho ritenuto opportuno cercare insieme a lui il significato della fiaba anche durante la sua elaborazione. In un certo senso abbiamo usato tutta la fiaba, fin dall’inizio, come spunto per esplorare i temi che presentava. E poi abbiamo usato passo passo, la sua soluzione immaginativa della fiaba, come una guida per facilitare la  modificazione di alcuni comportamenti reali.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sandro vedeva nella “ vecchia ” la saggezza. La vecchia gli ricordava sì un poco la nonna, con i suoi buoni consigli, da lui a volte non capiti razionalmente, ma sempre risultati efficaci in pratica. Ma vedeva nella vecchia soprattutto la ‘propria’ saggezza interiore, quella parte di sé capace di suggerirgli una via d’uscita da  situazioni difficili. In fondo erano già anni e anni che Sandro doveva cavarsela da solo, facendo affidamento giusto sul proprio intuito per superare condizioni non certo facili. Persino in campo professionale, aveva dovuto contare solo sul suo intuito: aveva cominciato a lavorare molto presto e senza una preparazione tecnica specifica e aveva avuto successo proprio grazie ai suoi lampi di genio.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> “ Togliersi la corazza ”, secondo Sandro, poteva rappresentare l’abbandonare la finzione del ‘duro a tutti i costi’, ed l’iniziare a manifestare i propri sentimenti per quelli che erano, rischiando anche di venire ferito o rifiutato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">“ Stare tre giorni e tre notti nell’acqua ” è stato interpretato da Sandro come il piangere, l’entrare in contatto con quel ‘fiume di lacrime’ che si sentiva dentro.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La “ pasta appiccicosa ” è stata da lui vista come ‘l’attaccamento’ affettivo. Avere la pasta sulle mani era, secondo Sandro, manifestare apertamente il suo affetto alle persone.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quando Sandro ha trovato la soluzione della fiaba, la patologia cutanea ha avuto una repentina recessione. Per la modificazione di tutti quei comportamenti difensivi che ci stavano sotto, c’è voluto ovviamente molto più tempo….</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nei mesi successivi c’è stata una profonda trasformazione nei gli atteggiamenti caratteriali di Sandro. Ha iniziato piano piano a manifestare più apertamente la propria parte tenera, affettiva, vulnerabile o debole.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ stato anche un periodo di grosse depressioni (non in senso clinico!), in cui Sandro lasciato riemergere il proprio dolore per le perdite subite, che non aveva mai pienamente riconosciuto ed espresso. Ha rivissuto le sue  angosce abbandoniche e il timore di perdere le persone care e a provare uno struggente desiderio di contatto e di intimità fisica, tattile. La moglie ha reagito molto favorevolmente a questa trasformazione di Sandro, mostrando che il suo allontanamento dal punto di vista affettivo era proprio in relazione al comportamento troppo distaccato del marito.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Così Sandro ha potuto trovare nel suo rapporto coniugale l’affidabilità, il calore emotivo e la vicinanza fisica che cercava e creare una intimità che prima lui stesso non era in grado di rendere possibile, con tutte le sue corazze di pelle e non di pelle…</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #333399;">Questto caso clinico è tratto dal libro &#8220;Guarire con una fiaba &#8221; di Paola Santagostino Edizioni Urra o Feltrinelli (1° cap. pagina a lato)</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span><span style="color: #333399;">: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, tiene sedute individuali di terapia e di consulenza psicosomatica applicando anche la fiaba terapia e conduce Corsi e seminari sulle fiabe. E&#8217; autrice del libro &#8220;Guarire con una fiaba&#8221; Feltrinelli e di &#8220;Raccontare una fiaba &#8220;  Red Edizioni.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> Per contattare l&#8217;autrice : <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie dedicata alla terapia con la fiaba </span>in cui c&#8217;è anche:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><a title="fiaba impotenza" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/impotenza/" target="_blank">&#8220;Guarire dall&#8217;impotenza con la fiaba terapia&#8221;</a></span></strong><strong><span style="color: #333399;"> <a title="tachicardia e fiaba" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/tachicardia/" target="_blank">&#8220;Una fiaba per guarire dalla tachicardia &#8221;</a> &#8220;<a title="fiaba colite" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/02/colite-fiaba-terapia/" target="_blank">Colite curata con a fiaba terapia</a>&#8220;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><a title="CORSO FIABE" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLE FIABE </span></a><span style="color: #ff0000;"> </span> con programma completo.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_paola_santagostino.php?pn=577" target="_blank"><br />
<img src="http://www.ilgiardinodeilibri.it/data/banner/badge_gdl.gif" border="1" alt="www.ilgiardinodeilibri.it" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 20:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VINCERE L’IMPOTENZA CON LA FIABA TERAPIA: IL CASO DI VITTORIO E IL CAMMINO DELL&#8217;EROE. &#160; Il motivo che spinge Vittorio a chiedere l’aiuto di un terapeuta è l’ assenza di erezione. Non ci sono delle motivazioni organiche. Nelle ultime situazioni in cui ha avuto occasione di avere dei rapporti sessuali non ci è riuscito per completa mancanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333399;"> </span></p>
<h1><span style="color: #333399;"> </span></h1>
<h2><span style="color: #333399;"><a rel="attachment wp-att-1870" href="http://www.pensieroecorpo.it/?attachment_id=1870"><img class="size-medium wp-image-1870 aligncenter" title="leone bello che pensa" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/533028_39831460-leone-bello-che-pensa1-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" /></a></span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"><br />
</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">VINCERE L’IMPOTENZA</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CON LA FIABA </span><span style="color: #333399;">TERAPIA:</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">IL CASO DI </span><span style="color: #333399;">VITTORIO</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">E IL CAMMINO </span><span style="color: #333399;">DELL&#8217;EROE.</span></h2>
<h1><strong> </strong></h1>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il motivo che spinge Vittorio a chiedere l’aiuto di un terapeuta è l’ <span style="color: #ff0000;">assenza di erezione</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Non ci sono delle motivazioni organiche. Nelle ultime situazioni in cui ha avuto occasione di avere dei rapporti sessuali non ci è riuscito per completa mancanza di reazioni fisiche.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Che cosa gli stava succedendo?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Vittorio ha quasi trent’anni ed è figlio unico, è stato educato in una scuola privata e poi si è iscritto a Economia e Commercio per volontà del padre. Ormai è fuoricorso da un pezzo: dà un esame o due all’anno e non si pone problemi sul suo futuro lavorativo. Non ha mai frequentato granché gli amici né avuto relazioni affettive importanti.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il padre ha un’azienda e viene descritto come un uomo collerico e autoritario. In casa detta legge ma non c’è quasi mai: è impegnato in affari all’estero che lo tengono spesso lontano. Cosa di cui Vittorio è molto contento perché quando il padre è a casa il tema della sua carriera universitaria diventa motivo di continui litigi.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Della madre non dice quasi nulla, a parte che suona il pianoforte e che è succube del marito e soffre di frequenti depressioni.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Gli chiedo di <span style="color: #ff0000;">inventare una fiaba</span> perché questo è il mio <span style="color: #ff0000;">metodo terapeutico</span>.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA FIABA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">“ C’era una volta un Principe sul suo  cavallo bianco. Era avvolto in un manto azzurro e il suo capo splendeva al sole con i riccioli biondi. Galoppava nelle vaste praterie. Era un <span style="color: #ff0000;">P</span><span style="color: #ff0000;">rincipe buono</span>: tutto in lui ispirava dolcezza e bontà. </span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Arrivò un giorno nelle vicinanze di un castello. Era una <span style="color: #ff0000;">reggia enorme</span>, splendida e suntuosa tutta avvolta in una luce evanescente. Il principe restò ammaliato da tanta bellezza e decise di entrare. Voleva sapere di chi era quello splendido castello. Entrò e sentì una musica soave: tutto lì era morbido e liscio, c’erano velluti e tappeti ovunque e un’atmosfera ovattata. </strong><strong>Giunse al cuore della reggia senza che nessuno lo fermasse e lì <span style="color: #ff0000;">vide la regina</span>,  sprofondata nei cuscini.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> La regina era una donna di una bellezza abbagliante: con lunghe trecce nere e una carnagione pallida come la luna.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il principe <span style="color: #ff0000;">se ne innamorò</span> <span style="color: #ff0000;">subito</span>. Si avvicinò titubante e la regina sorrideva dolcemente in silenzio, si accostò e iniziò a parlarle e la regina rispose con una voce flebile e dolce come il miele. Il principe se ne invaghì perdutamente.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>La regina gli raccontò la sua triste storia: era molto malata, non aveva <span style="color: #ff0000;">né braccia né gambe </span>perché un orso gliele aveva sbranate nella foresta. Poteva solo giacere lì, sola, fra molti agi ma con un’infinita tristezza. </strong><strong>Il Principe sentiva di amarla più d’ogni altra cosa al mondo e le disse che sarebbe <span style="color: #ff0000;">rimasto lì con lei </span>se voleva: le avrebbe fatto compagnia lui. La regina acconsentì e così iniziarono a vivere insieme a palazzo.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"> </span><strong><span style="color: #333399;">All’inizio tutto andava bene e vivevano tra lussi e agi. Però il principe si muoveva poco: voleva restare accanto alla regina e non lasciarla mai sola, ma piano piano sentiva che <span style="color: #ff0000;">le forze gli venivano meno</span>&#8230; Chissà, forse tutte quelle comodità lo viziavano, ma sta di fatto che si sentiva sempre più debole e perdeva energia nelle gambe e nelle braccia. Che la regina fosse infettiva? Ma no, non era una malattia! Ma il principe si indeboliva di giorno in giorno e si sentiva anche confuso: la musica soave che si diffondeva  nella reggia era intorpidente e <span style="color: #ff0000;">aveva sempre sonno</span>. I servitori lo accudivano in ogni modo, ma il principe non stava proprio bene e si sentiva anche solo, chissà perché visto che la regina era sempre al suo fianco.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Un giorno si affacciò alla finestra: il giardino sembrava morto, non c’erano foglie sugli alberi, né fiori, né frutti eppure era già primavera avanzata. Non si vedevano animali intorno: il paesaggio sembrava sprofondato nell’inverno e <span style="color: #ff0000;">non c’era vita lì</span>… Anche nel castello tutto sembrava muoversi al rallentatore e la servitù camminava sempre più piano, come se tutti si stessero addormentando.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">A questo punto il Principe si spaventò: gli sembrava che la vita si stesse fermando e non sapeva cosa fare. Lui era così debole e stremato, privo di ogni forza e aveva solo voglia di dormire. La regina era malata e non poteva far nulla neanche lei. Ma lì <span style="color: #ff0000;">tutto stava morendo</span>. ”</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">IL</span> <span style="color: #ff0000;">&#8220; MASCHILE&#8221;  E   IL &#8220;FEMMINILE&#8221;  COME SIMBOLI</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Se definiamo  <span style="color: #ff0000;">Maschile simbolico</span> una modalità energetica che tende all’estroversione possiamo avvicinarla per similitudine a tutte le forme di azione e di espressione : <span style="color: #ff0000;">parlare agire  muoversi.</span> L’organo genitale maschile, estroflesso, diventa il rappresentante corporeo di questa modalità. Le sue funzioni: l’ergersi, l’andare verso, il penetrare, il fecondare ne incarnano il simbolismo. In questo senso il Maschile simbolico è collegabile ad una <span style="color: #ff0000;">modalità attiva di affrontare la realtà</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Analogamente il  <span style="color: #ff0000;">Femminile  simbolico</span> può essere collegato a una modalità energetica tendente all’introversione, alla recettività, all’accoglimento, al contenimento. L’organo genitale femminile, introflesso, incarna la capacità di <span style="color: #ff0000;">ricevere accogliere contenere</span> nutrire.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;">La creazione del nuovo, il figlio simbolico, è frutto <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">dell&#8217;</span>unione di questi due archetipi</span>.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"> </span>Tutte e due queste modalità simboliche sono <span style="color: #ff0000;">compresenti negli esseri umani reali</span>: gli uomini e le donne in carne ed ossa hanno in sé sia l’archetipo maschile che quello femminile e li usano entrambi. Anzi potremmo dire che lo sviluppo armonico di una persona è frutto della <span style="color: #ff0000;">realizzazione bilanciata</span> di tutti e due gli aspetti e che ogni forma di creatività li implica entrambi.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LO SQUILIBRIO YIN E YANG</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nella fiaba di Vittorio però vediamo accentuati e <span style="color: #ff0000;">idealizzati solo gli aspetti del simbolismo femminile</span>: non c’è equilibrio.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La <span style="color: #ff0000;">reggia</span> è ampia e spaziosa e la recettività è sottolineata: la musica è soave, i velluti sono morbidi, nessuno ostacola l’avanzata del principe. E la <span style="color: #ff0000;">regina</span> esprime ancora di più queste caratteristiche: è dolce, silenziosa, accogliente, ma la sua malattia consiste nella perdita totale di ogni qualità attiva: non ha le gambe che permettono il moto e non ha le braccia che permettono l’azione, può solo stare distesa nella <span style="color: #ff0000;">passività più assoluta</span>. E ovviamente è sola perché ogni rapporto implica un protendersi verso l’altro.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il principe ne resta ammaliato e aderisce totalmente a questa modalità non bilanciata dal suo opposto e pian piano anche lui <span style="color: #ff0000;">perde le caratteristiche attive</span>: non si muove più, non ha più forze, non fa più nulla e si sente solo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La <span style="color: #ff0000;">natura</span> attorno al castello sembra uniformarsi a questa modalità: manca quel quoziente attivo che permette ai boccioli di rompere la corteccia e di nascere alla luce. L’inverno con le sue caratteristiche di stasi nel mondo del visibile (ma di estrema creatività sotterranea) incarna la produttività della polarità femminile, mentre la primavera con il suo esplodere di manifestazioni visibili, incarna la realizzazione di quella maschile. Ma nel paesaggio di questa fiaba si è <span style="color: #ff0000;">rotto l’equilibrio yin e yang</span>: non c’è primavera, non fiorisce nulla, il maschile è del tutto assente, non svolge la sua funzione fecondante e il risultato è mortifero.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Se facciamo una <span style="color: #ff0000;">analogia tra la fiaba di Vittorio e la sua vita </span>vediamo che le componenti dinamiche e attive sembrano mancare completamente in entrambi i casi: anche Vittorio non fiorisce, non si muove, non agisce, non si proietta in avanti, non si arrischia a uscir di casa. Nel raccontare una storia fantastica rappresentiamo spontaneamente il nostro mondo interiore e ne riveliamo le caratteristiche simboliche.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;ARRIVO DI UN NUOVO PERSONAGGIO</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Chiedo a Vittorio se riesce ad immaginare l&#8217;arrivo di nuovo personaggio nella fiaba e dopo lunghi silenzi compare un leone:</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;"> “ E’ un<span style="color: #ff0000;"> leone grande e grosso</span>, ha una folta criniera ed è molto feroce. Entra nel castello si guarda attorno, ma nessuno lo ferma. Vede tutti mezzi addormentati e li aggredisce. Gli balza addosso e li sbrana, è bello soddisfatto lui! Procede indisturbato e nessuno interviene, tutti hanno paura e si nascondono, ma è inutile. Così il leone arriva nelle stanze centrali dove c’è il principe e la regina. Guarda il principe, che è debolissimo e non ha forze per reagire e sta per balzargli addosso…”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Chiedo a Vittorio di <span style="color: #ff0000;">far  parlare il principe e il leone</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quello che segue è il dialogo immaginario:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Principe: “ No, ti prego, non farlo! Perché mi vuoi mangiare? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Leone: “ Beh, perché no? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Principe: “ No, risparmiami, ti prego, non vedi che non posso neanche muovermi? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Leone: “E con questo? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Principe: “ Ma tu sei crudele! ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Leone: “ No, è che tu sei scemo. Perché non ti dovrei mangiare? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Principe: “ Ma non si mangia la gente indifesa!”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Leone: “ E perché no? E’ tutta fatica in meno. ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Principe: “ Ma che Leone sei tu a mangiarti la pappa pronta? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Leone: “ E  che Principe sei tu, lì tutto rammollito? ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Principe: “ Ma no, non sono un Principe, è tutto uno scherzo! Sono un povero mendicante che passava di qui per caso, qui si sta bene e mi sono fermato. Risparmiami ti prego! ”</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Leone: “ Fai schifo. ”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E il leone se ne va.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">LA FIABA PROSEGUE</span> </span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong><strong>“Il giorno dopo il Leone torna, ha già mangiato un paio di cortigiani e quindi è sazio, viene più per divertirsi a stuzzicare il Principe che per altro.” E <span style="color: #ff0000;">riprende il dibattito</span>: il principe continua a supplicare e il leone a non mostrare pietà; il principe lo accusa lamentosamente e il leone gli dà dello scemo ripetutamente.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Il discorso cade poi</span> sulla regina</span>.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Principe dice: “ Non posso andare via dal castello, lei poverina è qui tutta sola.. che cosa farebbe? Ne morirebbe. Non ho cuore di lasciarla ”. </strong><strong>Il leone allora racconta che quella non è la povera regina malata che sembra, ma <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">è una</span> Strega terribile</span>. Fa sempre così, lui la conosce bene: attira i passanti  dentro il castello, 1i seduce, li priva di forze e <span style="color: #ff0000;">li </span><span style="color: #ff0000;">tiene schiavi </span>a vita. Il Principe non gli crede.</strong></span></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">La regina nel frattempo ascoltava da dietro la porta e appena il leone esce, chiama il principe e gli dice con un filin di voce che le è giunta notizia che un leone feroce si aggira nel castello, lei è così debole e indifesa e se il leone la trova è fin troppo facile sbranarla. Ordina al Principe di chiudere ogni porta e ogni finestra del castello e di restare accanto a lei: di <span style="color: #ff0000;">non far più entrare né uscire </span>nessuno.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il principe a quel punto è un po’ <span style="color: #ff0000;">perplesso</span>: fra leone e regina non ha più ben chiaro chi sia più pericoloso. Ma si fida della regina: sbarra tutti gli usci e monta di guardia. Viene la notte, è buio pesto e non si sente un rumore. Il principe è <span style="color: #ff0000;">di guardia</span> nella stanza della regina.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ad un tratto si sente un gran fracasso. E’ il leone rompe il vetro della finestra e balza nella stanza. Il principe lo vede, grande e forte con la sua bella criniera, ma non fa neppure in tempo di spaventarsi perché tutto accade in rapida successione: come la regina si accorge della presenza del leone, lancia un grido orribile e <span style="color: #ff0000;">si trasforma</span>… II suo volto bellissimo svanisce e lascia il posto ad un ghigno orrendo: <span style="color: #ff0000;">è un’orchessa </span>con la bocca spalancata, enorme, nera e senza fondo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Si lancia sul leone e inizia una <span style="color: #ff0000;">lotta furibonda</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il leone sputa fuoco, si alza sulle zampe posteriori, cerca di difendersi, ma l’orchessa gli è addosso con le fauci spalancate. Il principe non ragiona più, prende qualcosa, un bastone, un punteruolo, si lancia sulla strega e mira dritto al cuore. Come il <span style="color: #ff0000;">punteruolo la trapassa </span>la strega cade a terra morta stecchita. Il principe salta in groppa al leone e insieme <span style="color: #ff0000;">fuggono liberi</span> fuori dalla reggia. ”</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">IL SIMBOLISMO DEL LEONE</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Con il leone nella fiaba di Vittorio compare un Maschile simbolico ma inizialmente sembra un nemico.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il simbolismo del leone ci porta in pieno nel campo delle rappresentazioni del maschile: <span style="color: #ff0000;">simbolo di potenza</span>, di sovranità, di forza, di azione, di coraggio, di fecondità, di luce e di parola.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Gli aspetti oscuri di questo simbolo si collegano al dispotismo, alla <span style="color: #ff0000;">violenza</span> brutale e alla soddisfazione impulsiva di ogni appetito.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong><strong><span style="color: #333399;">E sono questi gli aspetti che Vittorio coglie inizialmente: vede il leone come forte ma violento e distruttore. E sono gli stessi aspetti che sottolineava nella descrizione di <span style="color: #ff0000;">suo padre</span>: dispotico, autoritario, prevaricatore, impulsivo, irruente e collerico.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nel vissuto di Vittorio la figura maschile paterna è stata caricata di valenze negative e completamente <span style="color: #ff0000;">rifiutata</span>. Vittorio detesta suo padre e non vuole assomigliargli in nessun aspetto, gli risulta impossibile identificarsi con il Maschile simbolico ma così facendo l’intera realizzazione della sua <span style="color: #ff0000;">polarità attiva è bloccata</span>, sia a livello fisico: Vittorio non ha erezioni, ha la pressione bassa, la muscolatura flaccida, è sempre stanco e ha freddo, la sua vista debole e la mente confusa; sia nelle manifestazioni comportamentali: è incapace di assertività, è sempre passivo, indeciso e senza slanci; come negli aspetti relazionali: Vittorio non parla, non si esprime, non va verso gli altri, non cerca nessuno, se ne sta chiuso in casa (con la mamma)  a non far nulla&#8230;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Mi ha colpito il fatto che il leone di questa fiaba continui a dare dell’imbecille al principe. Nella tradizione simbolica il leone è anche il <span style="color: #ff0000;">portatore di luce <span style="color: #333399;">e di conoscenza</span></span>: combatte e vince le tenebre dell’ignoranza. Il leone della fiaba sembra piuttosto abile nella dialettica e ha rapidamente la meglio sui banali luoghi comuni del principe.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nella realtà Vittorio non si è mai occupato di sviluppare le sue <span style="color: #ff0000;">capacita intellettuali</span>: è stato uno studente mediocre e disinteressato e in generale non si è mai posto molte domande sulla vita né sulla realtà circostante e non nutre alcuna curiosità verso il mondo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anche quando il discorso tocca l’argomento della regina, il leone della fiaba si fa portatore di conoscenza: sa qualcosa che il principe neppure sospetta e che si rivelerà esatto. Dal tono con cui il leone parla della regina, sembra che si tratti di una conoscenza <span style="color: #ff0000;">molto antica</span>.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">IL   MENDICANTE </span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il passaggio in cui il Principe della fiaba si dichiara essere in realtà un ‘<span style="color: #ff0000;">mendicante</span> di passaggio’ è interessante perché Vittorio lo collega a un suo vissuto. Lui ama presentarsi agli altri come una specie di eroe e di paladino degli indifesi: un esempio di bontà superiore. L’immagine iniziale del principe buono con i riccioli d’oro corrisponde all’ immagine idealizzata che Vittorio cerca di darsi. Ma spesso questa autoimmagine crolla rovinosamente nell’impatto con la realtà e lascia emergere un’ autopercezione molto diversa: quella del ‘mendicante’ per l’appunto. Vittorio si sente vuoto, <span style="color: #ff0000;">privo di capacità</span>, di risorse e di energia: una nullità che si trascina ‘mendicando’ un po’ di affetto o almeno di compassione. In quei momenti si sente completamente un’inetto ed esclude che qualcuno lo possa amare per ciò che è così ricorre al <span style="color: #ff0000;">vittimismo</span> per attirare attenzioni.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL CAMMINO DELL’EROE</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Neumann in “Le origini della coscienza” dà una descrizione simbolica del <span style="color: #ff0000;">cammino dell’eroe</span>, analoga al cammino di sviluppo della coscienza  che emerge dal caos indistinto dell’inconscio indifferenziato, seguendo una serie di tappe necessarie.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">All’inizio l’Eroe è solo una potenzialità di coscienza, è ancora completamente immerso nel <span style="color: #ff0000;">mare indistinto delle origini</span>. La Grande Madre simbolica, da cui ogni vita scaturisce, è generatrice di tutto l’esistente. Ma non è un femminile differenziato che richiama come suo opposto un maschile altrettanto differenziato: è qualcosa di molto più arcaico che allude piuttosto a uno <span style="color: #ff0000;">stato primordiale </span>in cui maschile e femminile non si sono ancora scissi. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">All’origine simbolicamente stanno un maschile e femminile fusi insieme, non ancora divisi nelle due polarità yin e yang e il cammino dell’eroe-coscienza consiste innanzitutto nell’ <span style="color: #ff0000;">emergere</span> da questa fusione primordiale.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E&#8217; la stessa fondamentale tappa di sviluppo che deve percorrere un bambino maschio:  innanzitutto deve <span style="color: #ff0000;">separarsi dalla madre</span> per potersi affermare come entità a sè stante.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In seguito l’eroe maschile dovrà affrontare e vincere gli aspetti distruttivi del femminile integrandone quelli positivi e analogamente combattere e vincere gli aspetti distruttivi del maschile identificandosi in quelli positivi. Questa è la lotta dell’eroe con i <span style="color: #ff0000;">due mostri</span>: ma prima deve uscire dal mare primordiale.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> I RITI DI INIZIAZIONE MASCHILE</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong><strong>Gli antichi riti di iniziazione alla pubertà per i maschi sottolineavano la necessità del distacco dalla madre e l’assunzione di un’identità propria con <span style="color: #ff0000;">l’ingresso nel mondo degli uomini</span>. Questo rito preparava anche allo sviluppo della sessualità: solo quando il ragazzo aveva stabilmente acquisito un’identità maschile poteva mettersi in relazione con un femminile inteso come compagna di vita e non come mamma. Il distacco dal femminile-materno era considerato un passaggio indispensabile ai fini dello sviluppo di una <span style="color: #ff0000;">relazione con l’altro sesso</span>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">LA REGINA MADRE</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Osserviamo sotto questa luce la fiaba di Vittorio. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il principe protagonista che compariva all’inizio sembrava avere i caratteri maschili adulti ma poi si scoprirà che era un bluff: si trattava metaforicamente di <span style="color: #ff0000;">un bambino/mendicante </span>del tutto dipendente per la sua sopravvivenza dalle <span style="color: #ff0000;">elemosine/materne</span>. Nel contatto con la regina/madre viene completamente risucchiato in un legame soffocante che gli toglie  forze autonomia e vitalità.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> Di una ‘regina’ si trattava, non di una principessa!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Neumann parla nel  mito ‘dell’ <span style="color: #ff0000;">eterno adolescente</span> ’ delle sorti del giovane maschio che non riesce a staccarsi dalla Grande Madre simbolica: affascinato e ammaliato, amante imberbe, viene lentamente risucchiato e ucciso. Proprio come il principe della fiaba di Vittorio: intrappolato dalla regina-madre e sempre più debole si spegne pian piano.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il leone della fiaba conosce bene questo pericolo e mette in guardia il principe dal rischio di finir inglobato nel simbolo materno: gli rivela che la regina è un’ammaliatrice che lega a sé in un <span style="color: #ff0000;">rapporto mortifero</span>. Ma il Principe non gli crede. E la regina cerca di vincolarlo a sé ancora di più ordinandogli di chiudere tutte le porta e finestre della reggia: così il principe è del tutto<span style="color: #ff0000;"> intrappolato</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Chi fa saltare il gioco è ancora una volta il leone, delegato a  incarnare tutti i ruoli simbolici maschili e attivi del racconto. E quando irrompe nella reggia, la regina mostra la sua vera faccia ed emerge il suo <span style="color: #ff0000;">aspetto terrificante</span>: l’orchessa.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">I  RICORDI  SEPOLTI</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nei colloqui successivi riemergono dei ricordi di frammenti della vita familiare: questo padre collerico ma diretto gli aveva sempre fatto meno paura della madre, che faceva fatica persino a nominare. Nel primo caso si trattava di una ostilità dichiarata e riconosciuta, ma nel secondo caso di <span style="color: #ff0000;">oscure percezioni</span> e di terrori senza nome. Vittorio spesso aveva paura di sua madre ma non sapeva perché, a volte ne sospetta una violenza nascosta ma si sentiva subito in colpa, a volte provava una rabbia sorda nei suoi confronti ma gli appariva immotivata e mostruosa.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>E’ interessante notare che nella fiaba il principe riesce a reagire solo quando l’orchessa mostra il suo vero volto. </strong><strong>Nella realtà sarà solo quando arrivano a piena coscienza anche gli aspetti negativi della madre che Vittorio riuscirà a separarsene: pian piano è riemerso il ricordo di questa madre di cui non  parlava mai, affetta da una <span style="color: #ff0000;">depressione bipolare</span> con accessi maniacali violentissimi che erano stati un vero incubo sepolto nella memoria di Vittorio bambino.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E nella fiaba il leone che a prima vista sembrava un pericolo e un nemico si rivela un <span style="color: #ff0000;">alleato prezioso</span>. E viene fuori che anche il padre di Vittorio un po’ tardivamente riscoperto, non era poi quel dittatore spaventoso che sembrava all’inizio: le sue famose sfuriate a un figlio trentenne completamente abulico erano mosse più che altro dal desiderio di smuoverlo dal torpore in cui giaceva.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Queste dinamiche erano collegate anche alle difficoltà sessuali di Vittorio. L</strong><strong>e fasi di sviluppo della terapia si sono succedute con una cadenza abbastanza analoga a quella della fiaba : come in un rito iniziatico Vittorio ha ripercorso nell’immaginario le tappe della lotta contro un femminile-materno divorante, fino alla sua identificazione con un <span style="color: #ff0000;">maschile solare ed eroico</span>…</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica,  tiene sedute individuali di terapia e consulenza filosofica e conduce corsi di psicologia <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Questo articolo fa parte di una serie dedicata alla</span> fiaba terapia </span>in cui c&#8217;è anche <a title="fiaba tachicardia" href="http://www.pensieroecorpo.it/tachicardia/" target="_blank">Guarire dalla tachicardia con la fiaba</a> ,  <a title="fiaba pelle" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/01/la-fiaba-della-pelle/" target="_blank">La fiaba della pelle</a> , </span></strong><strong><span style="color: #333399;"> <a title="fiaba colite" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/02/colite-fiaba-terapia/" target="_blank">Curare la colite con la fiaba terapia</a>. </span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;"><a title="corso fiaba" href="http://www.pensieroecorpo.it/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA  FIABA COME TERAPIA</span></a><span style="color: #ff0000;"> </span> </span></strong></span> <span style="color: #333399;"><strong>in </strong><a href="http://www.pensieroecorpo.it/programma-fiaba/"><strong><span style="color: #333399;">www.pensieroecorpo.it/programma-fiaba/</span></strong></a></span><a href="http://www.urraonline.com/libri/9788850321872/scheda"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 19:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La consulenza filosofia nel caso di una persona con problemi di alcol e droga: tutti i passaggi del colloquio filosofico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-2076  aligncenter" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/445250_72459756-gioco-carte-male-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME HA AIUTATO LA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CONSULENZA FILOSOFICA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">IN UN CASO DI ABUSO DI </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">ALCOL E DROGA. </span></h2>
<p><strong><span style="color: #333399;">Una buona maniera per capire come funziona una consulenza filosofica è vedere i casi pubblicati. Riporto qui quello di una persona che dopo una rapina aveva ripreso a bere e drogarsi fino a finire ricoverato. Sembra strano? No, non lo è affatto se si capisce la sua logica. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo caso mi sembra particolarmente interessante perchè vengono riferiti tutti i passaggi del dialogo filosofico e quindi si può capire quali domande e quali osservazioni sono risultate efficaci per modificare un modo di pensare e di attribuire le responsabilità che stava sconvolgendo le emozioni e danneggiando l&#8217;autostima.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il caso è pubblicato insieme ad altri molto interessanti  nel libro di Peter Raabe: &#8220;Teoria e pratica della consulenza filosofica&#8221; Edizioni Apogeo e ringrazio sentitamente l’editore per  il gentile permesso di riportarlo. </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL KARMA </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Clarence si trovava in uno stato di grande angoscia quando ha chiesto aiuto: era un uomo di venticinque anni, indiano ma adottato da una famiglia di bianchi, e fin dall’età di dodici anni aveva vissuto in centri di detenzione, carceri e strada, facendo abuso di alcool e droga. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">A vent’anni era già arrivato alla conclusione che la sua vita era destinata a un completo fallimento. Ma poi aveva ritrovato sé stesso avvicinandosi allo Spirito An­cestrale del suo popolo nativo: aveva smesso di drogarsi, era tornato a studiare al college e aveva  trovato un lavoro. Leggendo gli scritti new age si era convinto che la guarigione dalla tossicodipendenza lo avesse riportato al suo ruolo predestinato nel grande schema co­smico della vita.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma una sera tutto precipitò: stava tornando dal cinema insieme a un amico giovanissimo quando hanno preso una scor­ciatoia e sono stati aggrediti da due uomini armati che li hanno picchiati e derubati di soldi e vestiti. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Di ritorno a casa Clarence era distrutto e cercando di dare un senso all’accaduto era giunto alla conclusione che quanto successo era segno della giustizia divina che gli stava fecendo pagare la sua vita passata di rapinatore: si trattava del karma per cui tutto ciò che fai  ti torna  indietro…. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma Cla­rence non capiva perché Dio avesse deciso di punirlo proprio adesso che aveva cambiato vita:  se uscire dall’alcol e dalla droga non era bastato a estinguere il suo de­bito allora tutti i suoi sforzi erano stati inutili e non c’era più un senso nella sua vita: così ricadde nella tossicodipendenza. Venne ricoverato in un centro di disintossicazione dove per ironia della sorte applicavano il metodo dei dodici passi basato sulla fiducia nel potere divino…. proprio quello su cui adesso aveva grossi dubbi.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL DIALOGO PASSO PER PASSO</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Dice Raabe : i</strong><strong>niziai la seduta con dolcezza chiedendogli che cosa provava, mi disse che biasimava se stesso e si sentiva molto male in particolar modo per quel che era successo al suo giovane amico.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Gli domandai “ Come pensi che sia Dio?” e rispose: “Come un padre amorevole che è in ogni luogo: qualcu­no che veglia su di te e ha a cuore il tuo benessere”.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> “Perché pensi che un padre amorevole vorrebbe ripagare della stessa moneta suo figlio per qualcosa che ha fatto in passato  e per giunta della quale sta provando a fare ammenda?” </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Disse che non aveva alcun senso che Dio si comportasse in questo modo e che secondo lui non agiva proprio così. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Gli chiesi perché il suo amico fosse stato coinvolto nella rapina se questa era una punizione divina rivolta a  lui . E  rispose che anche questo non aveva senso perché il ragazzo non era in nessun  modo responsabile di quel che lui aveva fatto nel suo passato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Gli chiesi: “<span style="color: #ff0000;">Quando eri un rapinatore, Dio come ti faceva sapere chi rapinare?” </span>e Clarence rispose di aver sempre deciso da solo: Dio non aveva niente a che fare con le sue scelte.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Allora domandai: “Ma se non ha mai influenzato la tua scelta delle vittime quando eri un rapinatore perché Dio avrebbe dovuto indirizzare altri rapinatori a scegliere te e il tuo giovane amico come vittime?”. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E fu d’accordo che  probabilmente Dio non aveva niente a che fare con tutto ciò. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Suggerii che forse il suo pensiero riguardo al coinvolgimento di Dio nella rapina non era molto coerente, e che magari era arrivato a conclusioni troppo affrettate sulla rapi­na come disegno divino ed come effetto karmico. Clarence fu d’accordo che non avevano molta logica.”</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">BADARE ALLE EMOZIONI</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dice Raabe: “ Però avevo lo spiacevole sospetto che Clarence lo dicesse senza con­vinzione: mi pave distratto, come se ci fossero altre questioni non dette e importanti che lo preoccupavano. Non ero certo che il nostro ragionamento filosofico fosse riu­scito a togliergli la sensazione che Dio lo avesse punito per ciò che aveva fatto in passato.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Mi venne in mente che forse io e Clarence stavamo guardando la ra­pina da punti di vista diversi e decisi di portare l’ attenzione sulla fon­damentale questione della responsabilità. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Gli chiesi: “Se Dio non è responsabile della tua aggressione, <span style="color: #ff0000;">di chi pensi sia la colpa </span>di ciò che è accaduto? Chi è responsabile della rapina?” .“Beh&#8230; Dio in un certo senso”  “Ma avevi detto che Dio non ha bisogno di pareggiare i conti con la gente”. “No infatti, credo che il responsabile sia la vita&#8230;. Cioè  suppongo. Vedi, non lo so. Le cose accadono. Dovrei conoscere meglio quel che so: è un mio difetto, no?”</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Feci la stessa domanda in un modo diverso: “Intendo dire: chi è responsabile di averti effettivamente aggredito?”.“Credo che le cose accadano: è una sorta di karma. Non so. La mia colpa era di essere là fuori”.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Gli chiesi per la terza volta: “Ma chi è responsabile di averti picchiato e derubato quella sera quando uscisti dal cinema?” Final­mente rispose: “Oh, capisco ciò che vuoi dire. Sono loro! I tipi che ci hanno aggredito sono i responsabili”. “Perché?” chiesi. “Perché l’hanno fatto: è stata una loro decisione, hanno deciso di farlo, proprio come facevo io”.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;EFFETTO</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Scoppiò a ridere. Pensava che fosse buffo non averlo visto prima. Non si era accorto di una cosa così banalmente ovvia: “Loro sono responsabili per averci picchiato, non io!”  Rise ancora e disse di aver sprecato un’intera settimana a chiedersi perché Dio lo avesse punito e a cercar di capire in che modo il suo essere stato un drogato e un alcolizzato avesse giustificato la situazione&#8230; Non si era reso conto di non essere stato colpevole.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Poi la conversazione continuò riferendosi a come si operano le scelte e come si possono evitare le  disgrazie.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dice Raabe che proseguì facendogli delle domande sulla sua autonomia: gli chiese come sceglieva le sue vittime quando era un rapinatore, che criterio usava? E chiese se chi aveva assalito lui e il suo giovane amico poteva aver usato gli stessi criteri&#8230;. Clarence pensava che potevano esserci delle affinità: lui indossava una giacca di pelle costosa e che portava scarpe di pregio e anche l’amico indossava indumenti fir­mati da capo a piedi. Il fatto che uscissero da un teatro poteva aver indotto i rapinatori a pensare che avessero parechio denaro in tasca e la giovane età dell’amico faceva supporre che avrebbe offerto poca resistenza. Tutto considerato erano delle vittime ideali: ogni rapinatore sarebbe stato felice di incontrarli in una strada buia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quando tornò la settimana successiva Clarence era sereno e rilassato: disse di sentirsi a suo agio pensando a Dio co­me a una guida positiva nella sua vita piuttosto che come a un pa­dre vendicativo. Tutto aveva più senso adesso e per il momento non sentiva bisogno di altra consulenza.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ritengo che questo sia un bellissimo esempio di come rivedere dei collegamenti poco logici possa cambiare le emozioni la valutazione di sé e delle proprie prospettive di vita…. Molte emozioni che proviamo sono dovute ad associazioni mentali che non abbiamo veramente considerato e discusso, ma che hanno una influenza determinante e portano a conseguenze significative…. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il caso riportato è di Peter Raabe, pubblicato insieme a molti altri casi interessanti nel manuale “Teoria e pratica della consulenza filosofica” edito da Apogeo nel 2006  e ringrazio l&#8217;Editore per la gentile concessione d&#8217;uso. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica,  tiene sedute individuali di terapia e di Consulenza filosofica e conduce Corsi e seminari in tutta Italia</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Per contattare l&#8217;autrice</span>: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie</span> <span style="color: #333399;">in cui c&#8217;è anche </span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="text-decoration: underline;"> &#8221; Che cosa è la <a href="http://www.pensieroecorpo.it/consulenza-filosofica-psicosomatica/">consulenza filosofica&#8221;</a></span><a href="http://www.pensieroecorpo.it/consulenza-filosofica-psicosomatica/"> </a> e </span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="text-decoration: underline;"> &#8220;Consulenza filosofica e psicosomatica&#8221;</span> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><a href="http://www.pensieroecorpo.it/"></a></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 06:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
				<category><![CDATA[CONSULENZA FILOSOFICA]]></category>
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		<description><![CDATA[Che cos'è la consulenza filosofica? Discutere visioni del mondo, scelte, decisioni, scale di valori, chiarire problemi e considerare soluzioni e alternative.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2120" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/1139155_74531335-strana-per-filosofia-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" /> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CHE COSA E&#8217; LA CONSULENZA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">FILOSOFICA? </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">UN MODO PER RIVEDERE LA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">PROPRIA VISIONE DEL MONDO </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">E FARE SCELTE PIU&#8217; CONSAPEVOLI.</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"> </span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Come funziona</span> la consulenza filosofica è una bella domanda perchè sicuramente c’è molta confusione a proposito: che cosa è una consulenza filosofica e <span style="color: #ff0000;">come si distingue da una psicoterapia</span>? </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La confusione deriva dal fatto che a volte si occupano di problemi simili e forse anche dal fatto che la consulenza filosofica sia storicamente nata come alternativa alla psicoterapia… questioni vecchie ma che lasciano il segno. Quindi aggiorniamo: <span style="color: #ff0000;">di che cosa si occupa la consulenza filosofica e con quali metodi?</span></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA  PROPRIA  VISIONE  DEL  MONDO</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ognuno di noi si muove nella vita in base a una propria <span style="color: #ff0000;">visione del mondo </span>che include che cosa sia per lui importante o meno, quali siano i suoi progetti e la sua idea di una vita felice e realizzata, come debbano essere i rapporti di amicizia e di coppia, che cosa ci si debba aspettare dal lavoro e dal riconoscimento e così via…</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Se guardiamo bene queste sono esattamente delle <span style="color: #ff0000;">posizioni filosofiche personali</span></span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"> </span>:  in parte sono acquisite dall’ambiente che ci ha formato e in parte sono il prodotto di una riflessione personale basata sull’esperienza.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo complesso di valutazioni e di convinzioni che di fatto <span style="color: #ff0000;">orientano ogni scelta e ogni reazione</span> di fronte agli eventi della vita, ben difficilmente è frutto di una riflessione consapevole: il più delle volte è il risultato di un assorbimento passivo di credenze dell’ambiente, di modalità di comportamento e di reazione acquisite per imitazione, di pregiudizi ereditati e mai ridiscussi, di esperienze personali che si riferivano a una certa situazione e poi sono state generalizzate, di conclusioni affrettate e mai riaggiornate etc…</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">VECCHIE CREDENZE</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il nostro sistema mentale giustamente <span style="color: #ff0000;">manda in automatico </span>molte operazioni che un tempo venivano eseguite i modo cosciente perché questo rappresenta un enorme risparmio energetico. Lo sanno tutti quelli che hanno imparato a guidare un’auto: all’inizio sembrava un’impresa quasi impossibile controllare contemporaneamente la strada, lo specchietto, il volante, l’acceleratore, il cambio, la frizione, i freni…. dopo qualche anno si chiacchiera amabilmente e si riesce persino ad accalorarsi in una discussione mantenendo un perfetto controllo dell&#8217;auto: buona parte delle operazioni necessarie sono andate in automatico.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma questo succede mentalmente molto più in generale: gran parte di quello che abbiamo appreso in un modo o nell’altro, ormai è entrato in automatico. E riferendosi alla gestione della propria vita non sempre le <span style="color: #ff0000;">vecchie modalità di pensiero</span> rimangono ottimali nel lungo periodo, anzi direi quasi mai&#8230; </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE COSA E&#8217; UN PROBLEMA?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Che cosa succede <span style="color: #ff0000;">quando abbiamo un<em> </em>problema </span>nella vita?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Può darsi che sia veramente qualcosa che non avevamo mai avuto occasione di sperimentare prima, ma questo fa parte del normale processo di apprendimento: ci si presenta qualcosa di ignoto e in qualche modo impariamo a gestirlo, dopo di ché lo classifichiamo come cosa imparata. In questo senso un problema è una <span style="color: #ff0000;">situazione molto transitoria</span> tra il momento in cui si è già presentata la domanda e il momento in cui abbiamo già trovato la risposta (che per definizione c’è): come a scuola quando ci davano un problema di matematica e dovevano procedere con risoluzione e risposta.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma non è questo che di solito chiamiamo un ‘problema’ nella vita. Comunemente ci riferiamo al perdurare a lungo di una situazione in cui la domanda si è già posta e <span style="color: #ff0000;">la soluzione non arriva.</span> E perché non arriva ? Spesso è proprio il modo concettuale in cui ci poniamo il problema ciò che ci preclude l’arrivare a una soluzione, oppure si tratta del metodo applicato, o addirittura del fatto che non era affatto un problema o che non aveva una soluzione….</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">RIAGGIORNARE LA PROPRIA VISIONE</span></strong></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><span style="color: #333399;">La <span style="color: #ff0000;">consulenza filosofica</span> si occupa di chiarire meglio la struttura di un problema, i metodi di soluzione che sono stati applicati e quelli possibili. Sembra molto astratto?  Non lo è per nulla.</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Si parla di &#8216;problematizzare un problema&#8217; e questo pare un termine molto cervellotico, ma in realtà significa semplicemente indagare come ce lo si è posto, quale rete di significati e di <span style="color: #ff0000;">convinzioni implicite</span> sono sottese, che cosa lo ha intricato tanto da renderlo irrisolvibile…</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La consulenza filosofica in un certo senso aiuta a fare ordine:  quando le personali visioni del mondo <span style="color: #ff0000;">non si rivelano più adatte</span> a garantirci un andamento fluido nella vita è spesso perché contengono delle contraddizioni, delle associazioni incongrue o delle generalizzazioni inappropriate, dei passaggi illogici o dei conflitti tra valori diversi all’interno della stessa visione: chiarendoli diventa più facile riprendere la propria strada…</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La consulenza filosofica non dà delle soluzioni e non dà consigli su che cosa fare rispetto a un certo problema né suggerisce come comportarsi, ma chiarendo la struttura del problema aiuta a <span style="color: #ff0000;">trovare le proprie e personali soluzioni</span>. </span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: P<span style="color: #333399;">sicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica e in Consulenza filosofica  tiene sedute individuali e conduce  Corsi  in tutta Italia. E&#8217; autrice di parecchi libri di successo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per <span style="color: #ff0000;">contattare l&#8217;autrice</span>:  <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo articolo fa parte di una serie in cui c&#8217;è anche: </span></strong><strong><span style="color: #333399;"> &#8221; Consulenza filosofica in un caso di alcol e droga &#8221; e </span></strong><strong><span style="color: #333399;">&#8220;Cosulenza filosofica e psicosomatica&#8221; </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">PROGRAMMA DEGLI APERITIVI FILOSOFICI</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #000080;"><a href="http://www.paolasantagostino.it"></a></span><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> <span id="_marker"> </span></span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 05:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
				<category><![CDATA[CONSULENZA FILOSOFICA]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli aspetti in comune tra consulenza filosofica e psicosomatica nel domandarsi il senso di quanto accade all'uomo nella sua interezza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="size-medium wp-image-2122  aligncenter" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/310824_9035-piedi-in-cammino-279x300.jpg" alt="" width="279" height="300" /> </strong></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CONSULENZA FILOSOFICA E </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">PSICOSOMATICA HANNO QUALCOSA IN </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COMUNE? </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> ENTRAMBE CONSIDERANO L&#8217;UOMO </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME ESSERE </span><span style="color: #333399;">INTERO.</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong> </span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Consulenza filosofica</span> e <span style="color: #ff0000;">P</span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">s</span>icosomatica</span> hanno parecchi aspetti in comune, ma per capirlo bisogna addentrarsi un po’ nel discorso altrimenti potrebbe sembrare che si occupino di ambiti del tutto diversi e con modalità che non hanno niente di simile…</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Innanzitutto che <span style="color: #ff0000;">cosa è la Consulenza filosofica</span>? </span></strong><strong><span style="color: #333399;">Ci sono molte linee di pensiero e neppure omogenee tra di loro, per cui ne dò una definizione piuttosto allargata: si occupa di discutere le &#8216;visioni del mondo&#8217;, le scale di valori, le modalità con cui si formano e costruiscono le idee e le convinzioni personali, i criteri con cui si operano le scelte e via dicendo. La Consulenza filosofica opera con una serie di colloqui che si dipanano a partire dal tema/problema presentato dal cliente e ne approfondiscono  e sviluppano i risvolti. Non si propone di risolvere il problema, ma di aiutare il cliente a comprenderlo meglio, in modo che  possa egli stesso  trovare le sue risposte.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E che <span style="color: #ff0000;">cosa è la Psicosomatica</span>? A</span></strong><strong><span style="color: #333399;">ndiamo ancora peggio con le definizioni perchè tante sono le linee di pensiero che non si assomigliano neppure… Ma anche qui possiamo darne una definizione molto allargata: si occupa di comprendere il senso della malattia nel contesto complessivo della vita del paziente.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Già da queste poche (e discutibili) definizioni si capisce che cosa ci possa essere <span style="color: #ff0000;">in comune</span>: entrambe si fondano sulla comprensione di quanto sta accadendo a un essere umano considerato nel suo insieme.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">MENTE E CORPO</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Una persona non è corpo o mente ma entrambe le cose simultaneamente e il suo particolare <span style="color: #ff0000;">modo di essere al mondo</span> include sia come sta fisicamente che come pensa e come sente, che rapporti ha con gli altri, che tipo di vita sta facendo etc. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quando si percepisce uno stato di <span style="color: #ff0000;">malessere</span> questo coinvolge sempre (anche se in proporzioni diverse) corpo  sentimenti  pensieri e relazioni. Per comprendere veramente il significato di quel che sta accadendo non si possono frammentare i vari aspetti come se si trattasse di territori isolati e indipendenti l’uno dall’altro.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Certamente Consulenza filosofica e Psicosomatica si muovono con <span style="color: #ff0000;">metodologie diverse</span>: la Consulenza filosofica usa esclusivamente il dialogo come proprio strumento e si muove sulla linea di una analisi critica di quanto viene detto, così come viene detto, senza presupporre significati diversi che non siano autoevidenti. E’ proprio sulla congruenza dei concetti, e del legami tra di essi, che essa sviluppa il suo percorso. </strong><strong>La Psicosomatica invece fa riferimento a degli impianti teorici che prevedono un significato simbolico o inconscio degli organi e dei sintomi: il funzionamento organico non è di per sé presente alla coscienza. E spesso non usa solo il dialogo per operare, ma interviene anche direttamente sul corpo.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">IL CORPO NEL COLLOQUIO</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Però nella <span style="color: #ff0000;">pratica di un colloquio</span> psicosomatico o filosofico i confini tra le due discipline si fanno molto più sottili:  non c’è comunque il corpo-oggetto dell’indagine medica.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;">C’è  &#8221; un <span style="color: #ff0000;">corpo che parla</span> da solo<em>&#8220;</em> lì direttamente nell&#8217;incontro, attraverso la mimica i gesti il tono di voce e le espressioni fisiche di emozione&#8230;</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> E c’è</strong> <strong>&#8220;un<span style="color: #ff0000;"> corpo di cui si parla</span>&#8220;</strong> <strong>che è un prodotto mentale intessuto di vissuti e di ricordi, di desideri e di associazioni: un corpo di cui si dice attraverso concetti convinzioni e credenze che hanno più a che fare con la filosofia che con la medicina.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E c’è un <span style="color: #ff0000;">linguaggio</span> come mezzo di comunicazione, che è sia linguaggio verbale intessuto di concetti, che linguaggio metaforico fatto di immagini che spesso si riferiscono a esperienze fisiche, e anche linguaggio del corpo stesso che conferma o sconferma quanto si sta dicendo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le <span style="color: #ff0000;">convergenze</span> nei colloqui della Psicosomatica e della Consulenza filosofica si manifestano forse con una certa sfasatura di tempi: il paziente che arriva in terapia Psicosomatica ha malattia fisica che manifesta tutta l’urgenza del dolore, e chiede una soluzione o almeno un alleviamento rapido. Ma via via che il significato del suo disturbo si fa più chiaro e che i sintomi recedono, emerge tutta una problematica che lo riguarda come persona intera. E’ a questo punto  la discussione in entrambi gli ambiti diventa molto più simile e la filosofica mostra il suo valore d’esperienza nell’affrontare i temi esistenziali.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">I MODI DI PENSARE</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In termini di vita comune proviamo a riflettere un attimo su quanto un certo <span style="color: #ff0000;">modo di pensare</span> informi di sé ogni altro aspetto dell’esistenza:  le reazioni agli eventi, il modo di porsi nelle relazioni, i progetti di vita, le azioni e le valutazioni… Ridiscutere le nostre forme di pensiero è un&#8217;operazione di vasta portata che ha <span style="color: #ff0000;">effetti in ogni campo</span> dell’esistenza e possiamo facilmente ipotizzare che abbia  ‘effetti’ anche sul funzionamento del corpo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma non sono questi possibili &#8216;effetti&#8217; che ho in mente mentre sto scrivendo: sto invece considerando un&#8217;ipotesi molto più ampia e cioè che le nostre ‘forme’ stabili di pensiero, ovvero i <span style="color: #ff0000;">modelli di pensiero </span>che usiamo abitualmente nella nostra vita, possano essere letti essi stessi come degli schemi simbolici in diretta relazione con le grandi funzioni del corpo. Un interrogativo che lascio aperto&#8230;</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, vive a Milano dove tiene  sedute individuali di terapia e  di Consulenza filosofica e conduce Corsi in tuttta Italia: </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Per contattare l&#8217;autrice</span>: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo articolo fa parte di una serie un cui c&#8217;è anche:</span></strong><strong><span style="color: #333399;"> &#8220;Un caso di Consulenza filosofica&#8221; e </span></strong><strong><span style="color: #333399;">&#8220;Che c0s&#8217;è la consulenza filosofica?&#8221; </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 15:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fiabe da raccontare ai bambini. Raccontare una storia usando la fantasia fornisce mappe di vita nel linguaggio che i bambini capiscono, ma deve finire bene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-2028  aligncenter" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/415498_6031-perchè-raccontaare-fiabe-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">PERCHE&#8217; RACCONTARE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">FIABE AI BAMBINI? E QUALI?</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"> </h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">LE FIABE CHE FINISCONO BENE</span></h2>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Le fiabe sono un ottimo strumento</span> </span>per <span style="color: #ff0000;">comunicare con i bambini</span> perché parlano nell&#8217;unico linguaggio che loro riescono  a comprendere : un linguaggio simbolico per immagini che è affine ai loro processi mentali. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Infatti la struttura mentale del bambino è ancora poco adatta a elaborare concetti astratti e a collegarli tra di loro mediante nessi logici, ma invece è già perfettamente in grado di costruire delle catene associative <span style="color: #ff0000;">per immagini</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo vuol dire che<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"> un</span> bambino piccolo fa molta fatica a seguire il senso di un discorso razionale</span>, anzi il più delle volte non lo capisce affatto: per lui sono solo parole messe insieme a formare quelle complicate formule magiche che gli adulti borbottano in continuazione… </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Invece <span style="color: #ff0000;">riesce a seguire benissimo la sequenza di immagini tipica della fiaba</span>.</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">PERCHE&#8217;  PROPRIO LE FIABE?</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le fiabe sono dei percorsi di vita e di crescita  : raffigurano le possibili difficoltà che ogni bambino si trova ad affrontare e ne <span style="color: #ff0000;">indicano la soluzione</span>. Ovviamente su un piano simbolico.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Le fiabe sono piene di bambini</span>: bambini abbandonati nei boschi, bambini maltrattati da matrigne cattive e sorellastre invidiose, bambini prigionieri di streghe che li ingrassano per mangiarseli, bambini che aprono tutte le porte che non dovrebbero aprire e poi si trovano in un sacco di  guai&#8230;. E in questo senso le fiabe parlano dei loro problemi di tutti i giorni: il sentirsi abbandonati, la rivalità con i fratelli , la disubbidienza e la paura delle conseguenze…</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E la fiaba conduce  il bambino per mano  fuori da queste angoscianti situazioni e il suo valore sta proprio in questo: nella capacità di rappresentare delle situazioni difficili e nell’indicarne la <span style="color: #ff0000;">via d’uscita</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E tutto questo nell’ <span style="color: #ff0000;">unico linguaggio accessibile</span> a un bambino: quello della fantasia. Ma le fiabe non parlano solo di bambini, parlano anche di eroi, di personaggi che affrontano mille difficoltà e alla fine riescono a portare a termine la loro impresa: in questo senso sono un corso completo di formazione alla vita e ai compiti che riserverà.</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">QUALE FIABA RACCONTARE A UN BAMBINO?</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le <span style="color: #ff0000;">fiabe classiche di magia</span>, quelle <span style="color: #ff0000;">che finiscono bene</span> e che non hanno intenti moralistici. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Raffigurano tutte le dinamiche dei grandi <span style="color: #ff0000;">problemi</span> che ognuno deve affrontare per crescere e offrono un&#8217; ampia gamma di combinazioni e di <span style="color: #ff0000;">soluzioni</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Poi è il bambino che sceglie: in certi periodi <span style="color: #ff0000;">vuole ascoltare solo quella fiaba</span> e nessun altra. E’ la fiaba che in quel momento lo riguarda, che gli parla dei suoi problemi del momento, che lo consola e lo incoraggia, che lo salva dalle grinfie dei mostri che sono in agguato nel suo spazio simbolico. Nell’identificazione con l’eroe il bambino trova la forza per superare le sue angosce e le indicazioni di percorso per uscire dalle difficoltà. </span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino: <span style="color: #ff0000;">Psicologa e Psicoterapeuta</span>, specializzata in Medicina psicosomatica vive a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce Corsi e seminari in tutta Italia. E&#8217; autrice di molti libri sui bambini di cui sono disponibili i primi capitoli nelle pagine laterali.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Anche consulenze individuali.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l&#8217;autrice: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a>   02.6555635.</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="corsi per genitori" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/corsi-genitori/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI PER GENITORI</span></a></span><span style="color: #ff0000;"> </span><span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 12:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raccontare una storia con draghi e mostri spaventa i bambini? No anzi è liberatorio se alla fine i cattivi vengono vinti.]]></description>
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<div class="mceTemp"> </div>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2023" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/655895_86935313-bambini-mostri-300x260.jpg" alt="" width="300" height="260" /></p>
<div class="mceTemp"> </div>
</div>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">I MOSTRI DELLE FIABE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">SPAVENTANO I BAMBINI?</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">NO AFFATTO, </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">BASTA CHE VENGANO VINTI!</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;">A volte si sente dire che le fiabe con i <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">cattivi  e</span> i mostri </span>spaventano i bambini, ma non è proprio così! </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span> </p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;">Il cattivo, il pericolo, il mostro, è <span style="color: #ff0000;">psicologicamente </span>tutto ciò che in un certo momento sentiamo come minaccioso, terrificante e aggressivo, con cui non sappiano come comportarci e quindi ci sentiamo indifesi e vulnerabili.</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Il</span> mondo dei bambini<span style="color: #ff0000;"> </span></span><span style="color: #ff0000;">è molto più popolato di mostri</span> di quello degli adulti, perché il bambino ha una percezione  più forte della sua fragilità. La strega, il mostro e il cattivo della fiaba non fanno che dare un volto a ciò che  c&#8217;è già nel suo universo psicologico &#8230;  ed è lì tutti i giorni. </span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong></strong></span><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;">Teniamo presente che ciò che <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">‘ha un volto’ </span> </span>è molto meno terrificante della minaccia ‘senza volto’: la <span style="color: #ff0000;">strega della fiaba</span> con le sue caratteristiche  personali è <span style="color: #ff0000;">meno spaventosa</span> di una sensazione di paura indefinita&#8230;</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;">Per questo però è anche molto <span style="color: #ff0000;">importante</span> raccontare ai bambini delle<span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">fiabe</span> che finiscano bene</span></span>: perché raffigurano ciò che fa paura ma danno anche le indicazione su come non lasciarsi sopraffare.</span></strong></span></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL MONDO DELLA MAGIA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per altro il <span style="color: #ff0000;">mondo fatato</span> delle fiabe pieno di pericoli ma anche di <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">aiutanti:</span> </span>è un mondo dove tutto è animato e gli animali parlano e gli oggetti si muovono e hanno un motivo per farlo, è  anche il mondo <span style="color: #ff0000;">in cui il bambino vive normalmente</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E&#8217; quel mondo definito della ‘<span style="color: #ff0000;">magia primitiva’ </span>in cui si sono mossi tutti i popoli agli albori della specie e in cui si muovono ancora tutti gli individui agli albori della loro esistenza. Un mondo in cui anche noi abbiamo vissuto anche se spesso ne abbiamo perduto memoria… ma che nel raccontare una fiaba riaffiora.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nel mondo magico <span style="color: #ff0000;">tutto è animato</span> e si muove con una logica, seguendo dei desideri e perseguendo degli scopi, nulla avviene mai ‘per caso’&#8230;.  </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ un mondo popolato da figure potenti: <span style="color: #ff0000;">fate streghe orchi e giganti,</span> e lì si colloca il protagonista, aiutato nel suo difficile cammino da ciò che gli sta attorno. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Una splendida rappresentazione del <span style="color: #ff0000;">vissuto reale di un bambino</span>: immerso in un mondo di esseri umani molto più grandi e potenti di lui, da cui se tutto va bene riceverà l’appoggio e gli strumenti necessari per la sua crescita, ma un mondo che è anche segnato da eventi che non capisce e che lo spaventano, da forze che non conosce ma che lo determinano&#8230;.</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL  PROTAGONISTA  DELLA FIABA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il protagonista della fiaba (che spesso è  un bambino)  si scontrerà con <span style="color: #ff0000;">mille difficoltà</span> e attraverserà mille peripezie, ma sarà anche <span style="color: #ff0000;">aiutato da forze benevole</span> quando è in difficoltà. Anche l’eroe della fiaba deve compiere imprese che a prima vista sembrano impossibili ed è osteggiato da nemici molto pericolosi, ma è pure aiutato da alleati potenti. E alla fine le fiabe <span style="color: #ff0000;">finiscono bene</span>: per il bambino sono la <span style="color: #ff0000;">voce della speranza </span>e della fiducia&#8230;</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">I BUONI E I CATTIVI</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le fiabe sono ‘esagerate’ nel senso che i buoni sono solo tutti buoni e i cattivi sono solo tutti cattivi e in questo sono irrealistiche&#8230;. E’ vero: la realtà è molto più ambigua e i contrari si mescolano e sono sempre compresenti. Ma questo è  un concetto accessibile solo a una mente adulta, capace di comprendere l&#8217;ambiguità e la compresenza degli opposti. Il bambino invece ha bisogno di semplificare: <span style="color: #ff0000;">ha bisogno di  distinguere tra bene e male</span> e di separare prima di poter riunificare.</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA DIFFERENZA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Se guardiamo alla differenza tra buoni e cattivi nelle fiabe scopriamo delle verità profonde: <span style="color: #ff0000;">i buoni</span> favoriscono il benessere proprio e altrui insieme, <span style="color: #ff0000;">i cattivi</span> cercano di affermarsi a danno degli altri. Come aspirazioni i buoni non sono poi così diversi dai cattivi: anche loro vogliono successi e riconoscimenti, cercano fortuna, sposano la principessa più bella e diventano re&#8230;. Ma i cattivi cercano di raggiungere i loro obbiettivi danneggiando gli altri e fanno tutto per proprio esclusivo interesse mentre i buoni  agiscono in accordo con l&#8217;insieme. E questo ha molto da dire anche alla mente di un adulto&#8230;.        </span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino    </span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>:  Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica opera a Milano dove tiene  sedute individuali di terapia e consulenza e conduce Corsi in tutta Italia. E&#8217; autrice di molti libri sui bambini ( vedi pagine a lato).</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l&#8217;autrice</span></strong><strong><span style="color: #333399;">: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a>  02.655635.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie <span style="color: #333399;">dedicata all&#8217;uso delle fiabe con i bambini </span></span><span style="color: #333399;">in cui c&#8217;è anche:</span></span></strong><strong><span style="color: #333399;"> &#8221;Perchè raccontare fiabe ai bambini?&#8221; e &#8221; Come usare le fiabe in classe&#8221; ed è possibile leggere i primi capitoli dei libri sui bambini nelle pagine laterali.</span></strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anche consulenze individuali: <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a>     02.6555635.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="corsi per genitori" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/corsi-genitori/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI PER GENITORI</span></a></span><span style="color: #ff0000;"> </span><span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 10:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fiabe a scuola secondo età del bambino: fiabe al nido d'infanzia e scuola materna, fiabe a scuola e fiabe con adolescenti. Formazione insegnanti ed educatori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-2033 alignnone" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/417229_7684-bambina-bella-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">AI BAMBINI  PICCOLI</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">BISOGNA RACCONTARE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">TANTE FIABE  DIVERSE</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">CON I PIU&#8217; GRANDICELLI</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">OCCORRE CREARE GRUPPETTI PER </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> FAR INVENTAR LE FIABE A LORO.</span></h2>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Lavorare con le <span style="color: #ff0000;">fiabe in classe</span> è veramente utilissimo! </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma l’applicazione dipende <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">dall</span>’ età dei bambini</span>.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">Q</span>uando i bambini sono ancora piccoli</span> occorre  che ascoltino molte fiabe diverse, per familiarizzarsi con il genere narrativo e con la struttura tipica della fiaba, con i suoi personaggi caratteristici e con  la sua cadenza: dover compiere un’impresa quasi impossibile, poter contare su aiutanti magici e arrivare al lieto fine. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Quando i bambini crescono</span> vogliono essere più partecipi e più attivi: allora è meglio far inventare le fiabe a loro. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;">C</span>ome</span> praticamente? </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Valutiamo un <span style="color: #ff0000;">percorso</span> <span style="color: #ff0000;">per età</span> e per gradi di istruzione.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><span style="color: #333399;">ASILO E SCUOLA MATERNA</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">All’asilo e nelle scuole materne è importante soprattutto <span style="color: #ff0000;">raccontare molte fiabe </span>ai bambini e saperle scegliere in modo opportuno.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #ff0000;">Quali fiabe scegliere? </span></strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Le fiabe classiche che finiscono bene</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Queste fiabe hanno una caratteristica in comune: sono state <span style="color: #ff0000;">selezionate</span> da millenni di cultura e riguardano problemi universali e soluzioni sempre valide.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Non è un caso che si siano tramandate così  <span style="color: #ff0000;">per lungo tempo</span>: la prima versione conosciuta della fiaba di Cenerentola risale a più di 2000 anni avanti Cristo ed è originaria della Cina (cosa  che si nota perché in Occidente avere un piedino molto piccolo non è mai stato un segno di speciale valore…)  Ne ritroviamo versioni nell’Egitto dei Faraoni e nella Roma antica.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">di che cosa parla</span> in sostanza la fiaba </span><span style="color: #333399;">di Cenerentola</span></span>? Della rivalità tra fratelli, del disamore materno, dell’assenza paterna, del non venire riconosciuti per il proprio valore nell’ambito domestico, della necessità di uscirne per sviluppare una vita autonoma…</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;"> <span style="color: #ff0000;">T</span><span style="color: #ff0000;">emi  immutati nei secoli </span>perché riguardano problemi umani comuni e percorsi  fondamentali di crescita.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Lo stesso si può dire di <span style="color: #ff0000;">tutte le fiabe</span><span style="color: #ff0000;"> classiche</span>: Biancaneve, Rosaspina, la Bella Addormentata, i Sette Capretti, Pollicino e via dicendo: ne potete trovare l’intera raccolta ovunque. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Ai primi livelli</span> di formazione è molto importante fornire ai bambini una serie di fiabe più ampia possibile: poi sceglieranno loro quella che diventerà la loro preferita perché riguarda simbolicamente i problemi che si trovano ad affrontare in quel momento.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Una grande capacità dell’educatore è rendere le fiabe vive e interessanti anche per il <span style="color: #ff0000;">modo in cui le racconta </span>e le propone: scegliendo il momento giusto e usando il tono di voce e la drammatizzazione. Avrei una cosa curiosa da dire riguardo al far recitare le fiabe dai bambini stessi, ma rimando al prossimo articolo  per non allungare troppo.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><span style="color: #333399;">SCUOLE ELEMENTARI</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Usate<span style="color: #ff0000;"> alle elementari </span>le fiabe sono uno strumento fantastico perché hanno l’effetto secondario di far comprendere più matematica e grammatica di quanto si possa immaginare! </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Sembra strano? No, non lo è affatto: la fiaba segue dei <span style="color: #ff0000;">procedimenti logici e analogici </span><span style="color: #ff0000;">molto rigorosi </span>e delinea un quadro d’insieme che contiene interazioni multiple e conseguenti. Può costituire uno strumento impagabile per avvicinare i bambini a un universo di correlazioni e di nessi logici con un linguaggio figurato che intendono subito. E che servirà moltissimo per spiegare la grammatica e l&#8217;aritmetica!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma… ma alle elementari <span style="color: #ff0000;">non si possono semplicemente raccontare </span>delle fiabe  aspettandosi che l’intera classe le segua! E non le si può imporle come strumento didattico perché perderebbero tutta la loro magia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Allora che fare? </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Una grande soluzione è <span style="color: #ff0000;">formare dei gruppi e far inventare le fiabe ai bambini </span>stessi. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Ho strutturato un metodo</span> che prevede anche l’uso di <span style="color: #ff0000;">carte da gioco </span>tra cui pescare per formare la combinazione base: Protagonista-Nemico- Strumento magico aiutante. C&#8217;e una serie di carte disegnata da bambini delle elementari  in appendice al mio libro : <span style="text-decoration: underline;"><a title="Libro Come raccontare una fiaba" href="http://www.pensieroecorpo.it/libri/raccontare-una-fiaba/" target="_blank">“Come Raccontare una fiaba”</a></span> Red Edizioni, ma poi ogni classe si diverte a costruire da sola il suo proprio mazzo e questo  fa parte del gioco.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ un metodo<span style="color: #ff0000;"> molto semplice</span> e già <span style="color: #ff0000;">ben sperimentato</span> di lavoro in classe.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Sta poi alla </span>abilità dell’insegnante </span> formare i gruppi in modo da facilitare la comunicazione e la creatività dei piccoli: è importante formare dei gruppetti di 5-6  bambini, costituiti in modo tale che ognuno trovi il suo spazio e la possibilità di parlare. E assicurarsi che questo succeda e valorizzare i risultati.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><span style="color: #333399;">SCUOLE MEDIE E SUPERIORI</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">C’è una sorta di <span style="color: #ff0000;">periodo critico</span> in cui i ragazzi non vogliono più avere a che fare con le fiabe perché le ritengono ‘cose da bambini’, ma questo dipende molto da <span style="color: #ff0000;">come gli vengono presentate</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le fiabe in realtà <span style="color: #ff0000;">non sono per nulla delle ‘cose da bambini’</span>: fino a pochi secoli fà erano considerate una letteratura d’elezione per adulti colti, e prima ancora erano la forma di trasmissione orale della saggezza collettiva. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">I ragazzi possono essere facilmente avvicinati a questa modalità di comunicazione simbolica per archetipi, se gli si spiega bene il <span style="color: #ff0000;">valore dei simboli </span>e delle dinamiche di creative di problem solving. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Inventare fiabe alle <span style="color: #ff0000;">scuole superiori </span>diventa un metodo eccellente per poter esprimere poeticamente i turbamenti e i <span style="color: #ff0000;">conflitti dell’età di passaggio </span>e offre uno strumento impagabile per orientare le energie e per trovare nuovi equilibri.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Oltretutto la fiaba appartiene a tutti i luoghi e tutti i tempi e i ragazzi delle superiori sono ormai mentalmente pronti a cogliere pienamente la ricchezza di <span style="color: #ff0000;">confronto multiculturale</span>, appassionandosi a scoprire le fiabe di altre culture: fiabe tanto diverse eppur tanto simili nella loro struttura archetipica, che ci danno il senso si ciò che è umano e universale&#8230;</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino: <span style="color: #ff0000;">Psicologa e Psicoterapeuta</span> specializzata in Medicina psicosomatica vive a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce Corsi e seminari in tutta Italia. E&#8217; autrice di molti libri sui bambini. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Anche</span> consulenze individuali.</span></span></span></span></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Per</span> contattare l&#8217;autrice</span>: </span></strong><strong><span style="color: #333399;"> <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a><span style="color: #333399;"> 02.6555635</span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="corsi per genitori" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi-psicologia/corsi-genitori/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI PER INSEGNANTI E GENITORI</span></a></span> <span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 12:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; QUANDO VESTIRSI DI ROSSO? IL ROSSO COMUNICA ENERGIA, DETEMINAZIONE, SEDUZIONE E&#8230; PERICOLO. Il rosso è un colore forte che si collega simbolicamente all’ energia vitale istintiva: eros, libido, carica sessuale, vitalità, calore, sangue, circolazione, aggressività, competizione e anche pericolo. &#160; QUANDO USARE IL ROSSO E  PERCHE’? Possiamo ricollegarci ai significati simbolici del rosso per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="size-medium wp-image-1886 aligncenter" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/1059827_90326819-fiore-rosso-e-verde-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">QUANDO </span><span style="color: #333399;">VESTIRSI </span><span style="color: #333399;">DI ROSSO?</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">IL ROSSO COMUNICA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">ENERGIA, DETEMINAZIONE, </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">SEDUZIONE E&#8230; </span><span style="color: #333399;">PERICOLO.</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"><br />
</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Il rosso è un colore forte che si collega simbolicamente <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">all’</span> energia vitale</span> istintiva: eros, libido, carica sessuale, vitalità, calore, sangue, circolazione, aggressività, competizione e anche pericolo.</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">QUANDO USARE IL ROSSO E  PERCHE’?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Possiamo ricollegarci ai <span style="color: #ff0000;">significati simbolici</span> del rosso per dare a noi stessi un impulso di carica, oppure per inviare un messaggio agli altri. Vediamo le diverse possibilità.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E&#8217; utile indossare degli indumenti rossi (all’esterno o nella biancheria intima) <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">quando vogliamo</span> caricarci di energia <span style="color: #333399;">o quando dobbiamo affrontare delle </span>situazioni competitive <span style="color: #333399;">o vogliamo amplificare la nostra</span> carica seduttiva</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Facciamo degli esempi</span>: in una giornata  gelida e piovosa  in cui ci sentiamo <span style="color: #ff0000;">intirizziti dal freddo </span>e vorremmo solo rinchiuderci in casa al calduccio, vestirci di rosso ci aiuta a sentire meno il rigore della temperatura e a darci una carica vitale in più. Questo vale anche quando sentiamo di star per prendere un raffreddore o una qualsiasi altra malattia da raffreddamento: vestirci di rosso ci riscalda e ci da l’impressione di essere circondati di calore. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quando sappiamo di dover<span style="color: #ff0000;"> affrontare uno scontro </span>a cui non siamo molto  ben disposti portare un indumento rosso può sostenere la nostra capacità affermativa: rosso-lotta, rosso-competizione, rosso-Ferrari stimolano la nostra volontà di farci valere e di combattere per i nostri diritti.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anche nelle situazioni in cui vogliamo <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">esprimere la nostra</span> carica erotica </span>e seduttiva indossare del rosso ci mantiene in contatto con la fonte vitale della libido naturale e amplifica il nostro magnetismo.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL ROSSO COME MESSAGGIO AGLI ALTRI</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il rosso invia un messaggio di <span style="color: #ff0000;">energia e determinazione</span>: anche un piccolo dettaglio rosso accende un completino grigio da lavoro e gli dà tutt’altra grinta. Indossare del rosso come messaggio per gli altri va bene quando vogliamo comunicare loro la nostra forza ed energia nel sostenere le nostre posizioni e indicare che non mancheremo di aggressività se cercano di metterci sotto. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Vestirsi di rosso è adatto anche in <span style="color: #ff0000;">situazioni festive</span> e giocose, per esprimere il senso di eccitazione e la gioia per la ricorrenza e anche in <span style="color: #ff0000;">incontri romantici</span> carichi di<span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #333399;">seduttività </span></span>e di erotismo.</span></strong><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">QUANDO ‘NON’ INDOSSARLO</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Non è invece proprio il caso di indossare indumenti rossi quando già ci sentiamo <span style="color: #ff0000;">tesi e nervosi</span>, quando siamo pronti a litigare o molto irritabili. Il rosso è particolarmente poco indicato per chi soffre di <span style="color: #ff0000;">cefalea ipertensione e disturbi della tiroide</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Caso vuole che molte persone che <span style="color: #ff0000;">vivono la vita in modo acc</span><span style="color: #ff0000;">elerato</span> ed estremamente attivo, amino anche vestirsi e circondarsi del colore rosso. Beh! Certo il rosso esprime il loro modo d’essere, e per questo gli piace, ma nel contempo esaspera anche quelle caratteristiche della personalità che in loro sono già fin troppo marcate… Mi spiace dirlo ma occorrerebbero altri colori per bilanciare e per riequilibrare.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il rosso in un certo senso ‘mette il prossimo in allerta’ (non a caso viene usato per i segnali di pericolo) e <span style="color: #ff0000;">può generare ansia </span>in alcuni. Non è il caso di indossarlo in situazioni molto serie e formali (o luttuose) in cui sarebbe decisamente inappropriato e certamente  attirerebbe l’attenzione in un senso per nulla positivo. Come vestirsi di rosso <span style="color: #ff0000;">diventa volgare <span style="color: #333399;">quando</span></span> la seduzione è troppo rozza o non adeguata alla circostanza.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL ROSSO A PICCOLE DOSI</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Vestirsi completamente di rosso può andar bene solo in delle circostanze un po’ particolari. Nella vita di tutti i giorni è molto più utilizzabile a piccole dosi. Per esempio un po’ di rosso è in grado di <span style="color: #ff0000;">ravvivare <span style="color: #333399;">un completo blu, grigio o marrone</span> </span>in modo estremamente gradevole. Va usato con più accortezza sul nero perché produce un abbinamento molto forte.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Un pizzico di rosso sparso qua e là anche nell’<span style="color: #ff0000;">arredamento</span> della casa è una sorta di <span style="color: #ff0000;">antidoto contro la depressione</span>: ravviva le energie vitali e stimola a non lasciarsi andare.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il rosso esprime vitalità ed energia, è il colore che meglio rappresenta simbolicamente la vita: può essere un toccasana in mille circostanze e aiutarci a <span style="color: #ff0000;">risvegliare le nostre forze</span>.</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica e Psicologia del colore, tiene sedute individuali di terapia e di Consulenza-colore  e conduce Corsi  e seminari. E&#8217; autrice del libro  &#8220;<a title="libro colore in casa" href="http://www.pensieroecorpo.it/libri/colore-in-casa/" target="_blank">Il colore in casa</a>&#8221; Edizioni Urra Apogeo.    Per comunicare con l&#8217;autrice:  <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.0555635</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie<span style="color: #333399;"> in cui potete leggere anche:</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><a title="Caso colore Elena" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/caso-colore" target="_blank">&#8220;Cambiare colori dopo un divorzio&#8221;</a></span></span></strong><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"> <span style="text-decoration: underline;"> </span><a title="Effetto colori" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/colori/" target="_blank">&#8221; Effetto dei colori su di noi&#8221;</a></span></span></strong><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"> <a title="Colori abbigliamento" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/colori-abbigliamento/" target="_blank">&#8220;Colori dell&#8217;abbigliamento&#8221;</a></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><a title="corso colore" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-colore/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SU COME SCEGLIERE I COLORI</span></a> dei vestiti e dell&#8217; arredamento con programma completo.</span></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 06:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'effetto fisico, emotivo e mentale dei colori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #000080;"><a href="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/1215808_15443590-fiore-petali-colorati-diversi.jpg"></a></span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #000080;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1907" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/1215808_15443590-fiore-petali-colorati-diversi1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></span><span style="color: #333399;">PERCHE’  I </span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">COLORI </span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">HANNO </span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">TANTO </span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">EFFETTO SU DI </span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">NOI?</span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">E COME UTILIZZARLI </span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">PER IL </span><span style="color: #333399;">BENESSERE.</span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p><strong><span style="color: #333399;">Come fanno i colori a influenzarci tanto da riuscire a <span style="color: #ff0000;">cambiare il nostro stato d’animo</span> e persino il nostro stato fisico? </span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Vediamo come seguendo il loro percorso <span style="color: #ff0000;">dento di noi</span>: quando uno stimolo luminoso colpisce il nostro occhio l’informazione prosegue verso il cervello e lì raggiunge aree differenti: un’area di  linguistica che ci fà dire “E&#8217; rosso!” o verde o blu… i centri associativi che collegano ai <span style="color: #ff0000;">ricordi, pensieri ed emozioni</span>…. e i centri vegetativi che reagiscono allo stimolo inviando</strong> <strong><span style="color: #ff0000;">segnali al corpo</span>:  eccitano calmano risvegliano allertano&#8230;.. </strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ in questo modo che i colori <span style="color: #ff0000;">ci influenzano</span>: i colori che vediamo (e anche quelli che immaginiamo) sono in grado di suscitare in noi delle <em>reazioni  fisiche emotive e mentali </em>a secondo del diverso stimolo che inviano e delle associazioni ed emozioni che suscitano in noi.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE COSA SONO I COLORI?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Due parole su che cosa sono i colori:  i colori sono luce, sono <span style="color: #ff0000;">onde elettromagnetiche</span> di differenti lunghezze d’onda riflesse dagli oggetti, e il nostro occhio è in grado di registrarle ma soprattutto è capace di <em>distinguere la lunghezza d’onda</em>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E’ proprio la <span style="color: #ff0000;">differenza</span> della lunghezza d’onda ciò che noi percepiamo come una differenza di colore. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il bello è che il nostro occhio non registra tutte le lunghezze d&#8217;onda ma solo una <span style="color: #ff0000;">banda molto ristretta</span>: perchè proprio quella? Possiamo pensare che fosse quella che come specie ci era più utile distinguere per vivere: altri animali registrano altre onde e vedono diversamente.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">UN MESSAGGIO PER LA  SOPRAVVVIVENZA</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La capacità di distinguere i colori ci è stata <em>fondamentale per la sopravvivenza </em>perchè i colori della natura fornivano ai nostri antenati primitivi un’infinità di <span style="color: #ff0000;">informazioni determinanti <span style="color: #333399;">per la vita</span></span>: il colore di un frutto indicava se era maturo, il colore della terra se l’acqua era vicina, il colore del cielo l’arrivo di una tempesta e il colore della vegetazione l’avvicinarsi delle stagioni, dal colore della luce si capiva quando era tempo di cercar riparo per la notte.. Parecchi animali poi cambiano colore quando stanno per attaccare o quando sono in calore o ormai vecchi e deboli: tutte informazioni importanti per decidere come comportarsi con loro.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">‘Vedere’ è un po’ come ‘toccare’ ma senza andare così vicino all’oggetto: mediante la vista l’uomo ha potuto <span style="color: #ff0000;">distinguere con un certo anticipo </span>(e tenendosi a una prudente distanza) ciò che era cibo da ciò che era pericolo,  ciò che era sicuro da ciò che suggeriva una fuga   precipitosa…</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Noi abbiamo perso del tutto il senso di questo importante <span style="color: #ff0000;">valore informativo</span> <span style="color: #ff0000;">dei colori</span> riguardo alla qualità degli oggetti  e delle situazioni, perché oggi molti colori sono artificiali e  ormai sono ben poche le azioni che compiamo solo sulla base di un certo colore: a parte forse fermarci se il semaforo è rosso&#8230;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">In natura non ci sono colori omogenei</span>: anche un piccolo cespuglio non è ‘verde’ ma mille verdi diversi quanti sono le sue foglie, e poi ci sono i rametti e le luci e le ombre: verde, giallo, marrone, viola, nero, rosso… inoltre cambia colore con il cambiar della luce durante la giornata e cambia colore con il passar del tempo… nulla è mai uguale.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">IL CORPO E IL COLORE</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il nostro corpo è strutturato per vivere in questa <span style="color: #ff0000;">grande varietà</span> di colori. </span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Ma il nostro tipo di sviluppo culturale e industriale ha portato un enorme<span style="color: #ff0000;"> appiattimento </span>e livellamento dei colori:  le città sono uniformemente grigie in confronto a un bosco, gli oggetti hanno colori artificiali che rimangono stabili nel tempo; le persone sono vestite con tinte che a un uomo del rinascimento sembrerebbero adatte solo alle divise di un carcere&#8230;.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E sono <span style="color: #ff0000;">monocromatici</span> anche gli ambienti interni: gli uffici hanno le pareti bianche e gli arredi uniformi di un colore scelto a caso e luce artificiale fissa. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma anche nell’arredo delle abitazioni private usciamo da anni di <span style="color: #ff0000;">minimalismo</span> acromatico.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questa limitatezza della gamma dei colori, ma soprattutto la loro <span style="color: #ff0000;"><em>o</em>mogeneità e invarianza non ci è per niente salutare</span> dal punto di vista del benessere: anche una parete tutta rossa dopo un po’ di tempo al nostro occhio risulta monotona quanto una parete tutta grigia… </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Il monocromatismo stanca l’occhio, annoia la mente e appiattisce le emozioni.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">I COLORE DI CASA NOSTRA</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Singolarmente possiamo fare ben poco riguardo all’uniformità cromatica prodotta dal nostro tipo di cultura e anche quel che facciamo darà risultati solo in tempi lunghi. Ma almeno in casa nostra <span style="color: #ff0000;">possiamo scegliere i colori</span> e anche farlo  subito. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Possiamo scegliere come dipingere le <span style="color: #ff0000;">pareti</span> e come <span style="color: #ff0000;">arredare</span> le stanze, possiamo scegliere quali <span style="color: #ff0000;">materiali </span>usare e di quali <span style="color: #ff0000;">colori</span> vogliamo circondarci. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Anche per modificarli in quattro e quattr’otto non c’è bisogno di grandi opere: per <span style="color: #ff0000;">cambiare  l’effetto cromatico </span>di una stanza basta un mazzo di fiori, un cuscino, una stuoia o una tovaglia diversa. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Piccole cose che sono in grado da sole di cambiare l’intera <span style="color: #ff0000;">atmosfera di un ambiente</span>: piccole cose alla portata di tutti, ma che se vengono pensate e scelte con criterio possono essere più che efficaci per creare intorno a noi un ambiente che favorisca il nostro <span style="color: #ff0000;">benessere</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000080;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">TRATTO DAL LIBRO &#8220;IL COLORE IN CASA&#8221;</span> di Paola Santagostino, edizioni </span></span></strong><span style="color: #000080;"><span style="color: #333399;">Urra Apogeo<strong> </strong></span></span><a href="http://www.urraonline.com/libri/9788850324026/scheda"><span style="color: #333399;">http://www.urraonline.com/libri/9788850324026/scheda</span></a></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica e Psicologia del Colore, tiene sedute individuali di Consulenza-colore e conduce Corsi e seminari sulla scelta dei colori nell&#8217;abbigliamento e nell&#8217;arredamento: </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Per contattare l&#8217;autrice:</span><span style="color: #000000;"> </span></strong><strong><a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a></strong> <strong><span style="color: #333399;">02.6555635</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><a title="CORSO COLORE" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-colore/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA SCELTA DEI COLORI</span></a> <span style="color: #333399;">con programma completo.</span></span></strong></p>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 05:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cambiare il colore dell'abbigliamento cambia l'effetto su di noi e il messaggio inviato agli altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #333399;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1893" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/1247228_98238802-stoffe-viola-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">CAMBIA</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">QUALCOSA</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">VESTIRSI </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">DI UN CERTO</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">COLORE ?</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">SI&#8217;, AGISCE SU DI NOI E INVIA UN </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">MESSAGGIO AGLI ALTRI.</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"> </span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il colore dell&#8217;abbigliamento influisce su chi lo porta e invia un preciso messaggio all&#8217;esterno. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma normalmente scegliamo i colori dell&#8217;abbigliamento <span style="color: #ff0000;">consapevoli dell’effetto</span> che hanno su noi e sugli altri o solo in base a considerazioni estetiche e di moda?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Conoscendo l’effetto dei singoli colori <span style="color: #ff0000;">è </span><span style="color: #ff0000;">possibile abbinare un risultato benefico personale con un messaggio agli altri</span> e intanto seguire anche la moda del momento… tutto in un colpo solo. Come? Non è poi così difficile. </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">I COLORI  DELL&#8217;ABBIGLIAMENTO</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong><strong>Il colore che ci fa bene indossare è quello che ci <span style="color: #ff0000;">esprime</span> oppure che ci <span style="color: #ff0000;">riequilibra</span>: per esempio se siamo molto stressati ci giovano i <span style="color: #ff0000;">colori calmanti</span>, come il blu e il verde, e se invece abbiamo l’energia bassa ci aiutano i <span style="color: #ff0000;">colori stimolanti</span> come il rosso e l’arancio . </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Ma non occorre indossarli all’esterno! </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Soprattutto se non ci donano o se non sono adatti all&#8217;ambiente di lavoro. </strong><strong>Per le donne una soluzione semplicissima è indossarli a pelle con la <span style="color: #ff0000;">biancheria intima</span>. Ormai esistono in commercio completini di seta cinese economicissimi di qualunque sfumatura possibile e quindi perché no? </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Per gli uomini può essere un po’ più complicato, ma si risolve comunque con gli indumenti da <span style="color: #ff0000;">tempo libero</span> oppure con dei piccoli <span style="color: #ff0000;">dettagli</span> che abbiano un preciso valore simbolico. </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Quanto al messaggio rivolto per gli altri si può decidere il colore secondo la <span style="color: #ff0000;">circostanza</span> e l’ <span style="color: #ff0000;">intenzione</span>: ovvero si può scegliere quale colore  indossare in una certa occasione per lanciare un messaggio di rassicurazione, di decisione, di affidabilità, di allegria o di pacatezza…</strong><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">I COLORI DA LAVORO</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Spesso siamo  un po&#8217; costetti a indossare <span style="color: #ff0000;">sempre gli stessi colori</span> nella  vita professionale: una specie di &#8216;divisa da lavoro&#8217; che risponde a dei criteri di <span style="color: #ff0000;">consuetudine</span> dell&#8217;ambiente.… e spesso si tratta di colori piuttosto spenti. E anche se vogliamo seguire la moda ci dobbiamo adattare alla gamma di sfumature più in voga quell’anno. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ma questo <span style="color: #ff0000;">non ci fa bene</span> come esseri umani naturali, perché noi abbiamo bisogno di rimanere in contatto con l’intera gamma dei colori, che sono anche forme energetiche ed emozionali.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong><strong>Allora <span style="color: #ff0000;">che fare</span>?</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Le soluzioni</span> si trovano quando se ne capisce il motivo e l’importanza: biancheria intima, indumenti sportivi,  abiti da casa o da notte, le lenzuola, oppure piccoli dettagli di colore nell’abbigliamento quotidiano che hanno soprattutto un <span style="color: #ff0000;">effetto simbolico</span> e associativo perché noi siamo consapevoli di averli scelti apposta per <span style="color: #ff0000;">sintonizzarci</span> con l&#8217;energia di quel particolare colore&#8230;</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>:  Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica e Psicologia del Colore, tiene  sedute individuali di consulenza-colore e conduce Corsi e seminari sulla scelta dei colori in abbigliamento e arredamento. E&#8217; autrice del libro &#8220;<a title="libro colore" href="http://www.pensieroecorpo.it/libri/colore-in-casa/" target="_blank">Il colore in casa</a>&#8221; Edizioni Urra Apogeo. Per comunicare con l&#8217;autrice : <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it"><span style="color: #333399;">contatto@paolasantagostino.it</span></a> 02.6555635</span></strong><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Questo articolo fa parte di una serie</span> in cui c&#8217;è anche :</span></strong></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #333399;">&#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/caso-colore" target="_blank">Cambiare colori dopo un divorzio&#8221;</a></span> </span></strong></span></span></span></span></span><span style="color: #333399;"> </span><strong><span style="color: #333399;"><a title="effetto colori" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/colori/" target="_blank">&#8220;L&#8217;effetto dei colori su di noi&#8221;</a> <a title="rosso in abbigliamento" href="http://www.pensieroecorpo.it/2010/01/quando-usare-il-rosso-nellabbigliamento/" target="_blank">&#8220;Quando usare il rosso in abbigliamento&#8221;</a></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><a title="CORSO COLORI" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-colore/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSO SULLLA SCELTA DEI COLORI </span></a> <span style="color: #333399;">con programma completo.</span></span></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><a href="http://www.urraonline.com/libri/9788850324026/scheda"><span style="color: #333399;"> </span></a></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 04:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
				<category><![CDATA[CASI DI GUARIGIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Caso colore: come rifare un'abitazione cambiando l'arredamento e  il colore delle pareti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><img class="alignleft size-medium wp-image-1909" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/1095513_34865671-palette-141x300.jpg" alt="" width="141" height="300" /></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">CAMBIARE I COLORI DELLA </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">PROPRIA CASA </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">PER  VOLTAR PAGINA: </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">COME HA FATTO ELENA </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">DOPO IL </span></h2>
<h2><span style="color: #333399;">DIVORZIO.</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Che criteri usiamo per cambiare i colori della nostra casa? <span style="color: #ff0000;">Come li scegliamo </span>e da che parte cominciamo? <span style="color: #ff0000;">Possono aiutarci</span> quando vogliamo cambiar  vita? </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo è un <span style="color: #ff0000;">esempio</span> di come usare i colori  per rifare a nuovo un’ abitazione <span style="color: #ff0000;">dopo un divorzio</span>, con poca spesa e in tempi brevi: </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> “ Elena era divorziata da poco: aveva vissuto in quella casa con il marito per dieci anni. L’appartamento era stato progettato insieme e rispondeva al <span style="color: #ff0000;">tipo di coppia che erano allora</span>: la disposizione delle stanze, i colori e l’arredamento erano stati <span style="color: #ff0000;">scelti insieme </span>ma poi erano rimasti immutati.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Dopo la separazione</span> </span>Elena aveva passato un lungo periodo di tristezza in cui si era chiusa in casa a leccarsi le ferite senza nessuna voglia di veder gente. Ma adesso <span style="color: #ff0000;">voleva voltar pagina</span>, riaprirsi al mondo e avere tanti amici intorno a sé. Voleva anche iniziare un’attività in proprio e uscire di più. Ma intanto non riusciva più a stare in quella casa dove ogni minimo particolare le ricordava il passato….</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #ff0000;">IL BISOGNO DI CAMBIAMENTO</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il bisogno principale di Elena era quello di <span style="color: #ff0000;">cambiamento</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Era cambiata tutta la sua situazione: da casalinga sposata con un benestante quanto misogino docente universitario adesso era una donna divorziata con difficoltà economiche e la voglia di aver gente attorno. Come coppia erano stati dei gran solitari: non uscivano mai e dopo la separazione anche lei si era rintanata in casa, ma adesso aveva bisogno di fare <span style="color: #ff0000;">nuove amicizie</span>. E subito.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quella <span style="color: #ff0000;">casa era stata pensata in tutt’altro periodo di vita</span>: quando Elena e il marito si erano sposati lui stava appena iniziando una  carriera da studioso e andava bene a entrambi avere un’abitazione molto classica. Elena si era dedicata completamente a fare la brava mogliettina…. anche perché pensavano di avere figli al più presto… figli che poi non avevano avuto. Adesso in quella casa non riusciva a resistere un  giorno di più.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;INSOPPORTABILE</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Quali erano gli elementi che le rendevano quella casa tanto insopportabile?</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1) <span style="color: #ff0000;">il soggiorno</span> classico</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Era il luogo dove Elena passava la maggior parte del tempo. Era stato progettato in modo molto più adatto alla carriera del marito che non a viverci quotidianamente: per esempio la grande finestra che occupava tutta la parete di fondo era <span style="color: #ff0000;">oscurata da pesanti tendaggi </span>di velluto verdone scuro perché era stata pensata per invitare ospiti di sera.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">La zona pranzo era nella parte meno illuminata della stanza perché il tavolo veniva usato solo dal marito per studiarci di sera. Era circondato da massicce librerie che adesso con gli <span style="color: #ff0000;">scaffali semi vuoti </span>davano un’impressione di totale disarmo.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Le pareti color crema non si vedevano neanche tanto erano coperte da altre librerie ora vuote e da <span style="color: #ff0000;">quadri antichi</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nel complesso  tutta la stanza sembrava <span style="color: #ff0000;">sovraccarica</span> e con la luce del giorno risultava lugubre e <span style="color: #ff0000;">opprimente</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Non c’è da stupirsi che Elena rivivesse l’abbandono in tutti i dettagli visivi di quel salotto: sia i colori che lo stile inviavano il <span style="color: #ff0000;">messaggio simbolico</span> di “tradizione e permanenza” proprio il contrario della sua realtà attuale.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">2) <span style="color: #ff0000;">la cucina</span> spaziale</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La cucina era una stanza a sé molto piccola e supermoderna perché il marito di Elena era un appassionato dell’efficienza e non del cibo: quella cucina cromata aveva  l&#8217;atmosfera <span style="color: #ff0000;">gelidamente asettica</span> di una nave spaziale e a mangiare lì da sola Elena si sentiva così triste che le passava pure l&#8217;appetito …</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">3) la <span style="color: #ff0000;">camera da letto</span> anonima</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> La camera da letto era</strong><strong> totalmente anonima e un po’ squallida  perché Elena si era liberata del pomposo talamo nuziale ma lo aveva sostituito con un <span style="color: #ff0000;">letto da quattro soldi</span> e in più la <span style="color: #ff0000;">luce nord</span> del mattino dava alla stanza delle tinte violaste.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>4) la <span style="color: #ff0000;">cameretta dei bambini</span> non avuti</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Non parliamo neanche di quella cameretta: era la stanza più piena di sole dell&#8217;intera casa ed Elena non la apriva assolutamente mai perché era originariamente destinata ai bambini e  le faceva proprio male vedere quel gran vuoto….</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">DA DOVE COMINCIARE?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">I primi interventi sono stati fatti ovviamente nella <span style="color: #ff0000;">parte più abitata </span>della casa e con delle modifiche semplici  ed economiche che cambiavano subito l’atmosfera.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Il salotto</span> è stato il primo: innanzitutto bisognava <span style="color: #ff0000;">svuotarlo</span> di un sacco di roba inutile e dolorosa: gli scaffali vuoti e le librerie in disuso sono state portate in cantina, come i vecchi quadri e una valanga di soprammobili-ricordo </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">E soprattutto via quei tendaggi scuri! <span style="color: #ff0000;">Tende chiare</span>.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;">Già così la stanza sembrava due volte più <span style="color: #ff0000;">grande</span> e molto più <span style="color: #ff0000;">luminosa</span>.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">L’arredamento rimasto è stato tutto <span style="color: #ff0000;">spostato</span>: il tavolo da pranzo vicino alla luce così che Elena potesse pranzare di fronte alla bella vetrata.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Divani e le poltrone sono stati <span style="color: #ff0000;">ricoperti</span> con un tessuto chiaro <span style="color: #ff0000;">color avorio</span>. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il cambiamento di colore e atmosfera: <span style="color: #ff0000;">le pareti sono state dipinte di un bellissimo color albicocca</span> che scaldava la stanza e che è stato l&#8217; elemento determinante di tutto il cromatismo dell&#8217;ambiente.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Il pavimento </span>di parquet a Elena piaceva e lo si è subito scaldato con un po&#8217; con delle <span style="color: #ff0000;">stuoie che riprendevano i toni arancio rosso e marrone </span>e  legavano insieme  tutte le sfumature presenti nella stanza.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">A questo punto è bastato spargere qua e là un po&#8217; di <span style="color: #ff0000;">piante</span> e <span style="color: #ff0000;">cuscini</span> e l&#8217;insieme  risultava davvero perfetto!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ora la stanza era <span style="color: #ff0000;">allegra ed accogliente</span> proprio come Elena la voleva: adatta a ricevere amici e molto vivibile anche di  il giorno.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In seguito stati modificati con ben pochi interventi anche le <span style="color: #ff0000;">altre stanze</span>: la camera da letto, la cucina e la camera degli ospiti: in quattro e quattr&#8217;otto la casa era rifatta a nuovo e si adattava benisimo alla nuova vita di Elena. </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">SIMBOLISMO DEL COLORE</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Il <span style="color: #ff0000;">punto determinante</span> dal punto di vista del simbolismo del colore è che il verde scuro richiama tradizione e permanenza e creava quella vecchia atmosfera di cui Elena si voleva liberare, tipo di atmosfera&#8230;  <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">l&#8217;</span>arancione albicocca </span>è molto stimolante e favorisce la socializzazione e il cambiamento&#8230; </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">(Il brano è tratto dal <span style="color: #ff0000;">LIBRO IL COLORE IN CASA</span> <a href="http://www.pensieroecorpo.it/colore-in-casa">www.pensieroecorpo.it/colore-in-casa</a>)</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica e Psicologia del Colore, tiene sedute individuali di Consulenza-colore e conduce Corsi e seminari. E&#8217; l&#8217;autrice del libro &#8220;Il colore in casa&#8221; edito da Urra Apogeo. Per comunicare con l&#8217;autrice:  <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo articolo fa parte di una serie in cui c&#8217;è anche:</span></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #333399;"> &#8220;<a title="colore abbigliamento" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/colori-abbigliamento/" target="_blank">Cambiare il colore dell&#8217;abbigliamento</a>&#8220;    <span style="color: #333399;">&#8220;<a title="effetto colori" href="http://www.pensieroecorpo.it/2009/12/colori/" target="_blank">L&#8217;effetto dei colori su di noi</a>&#8221; &#8221; <a title="rosso in abbigliamento" href="http://" target="_blank">Quando usare il rosso in abbigliamento</a>&#8220;</span></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><a title="corso colore" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-colore/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLLA SCELTA DEI COLORI</span></a> <span style="color: #333399;">in abbigliamento e arredamento</span></span><span style="color: #333399;"> con programma dettagliato</span></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">CORSI SUL COLORE  E   CONSULENZE-COLORE INDIVIDUALI <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></strong></p>
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		<link>http://www.pensieroecorpo.it/2009/10/07/inventare-una-fiaba-terapia/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 20:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
				<category><![CDATA[CASI DI GUARIGIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[COME E&#8217; NATA L&#8217;IDEA DI INVENTARE UNA FIABA PER CURARSI ? Da molti anni ormai uso le fiabe in terapia come se fossero una medicina e funzionano benissimo: danno dei risultati davvero sorprendenti&#8230; Ma come è mi è venuta in mente l&#8217; idea? Tutto è partito da una esperienza personale. “ C’era una volta&#8230; c’ero una volta io, tanto tanto tempo fa’… che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2079" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/Cavalli-blu-per-sito-fiaba-262x300.jpg" alt="" width="262" height="300" /> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME E&#8217; NATA L&#8217;IDEA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">DI INVENTARE UNA FIABA </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">PER CURARSI ? </span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Da molti anni ormai uso le <span style="color: #ff0000;">fiabe in terapia </span>come se fossero una medicina e funzionano benissimo: danno dei risultati davvero sorprendenti&#8230; </span></strong></p>
<p><strong></strong><span style="color: #333399;"><strong>Ma come è mi è venuta in mente <span style="color: #ff0000;">l&#8217; idea</span>? </strong><strong>Tutto è partito da una esperienza personale.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">“ C’era una volta&#8230; </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">c’ero una volta io, tanto tanto tempo fa’… che un giorno mi aggiravo per casa  come un leone in gabbia. Ero agitatissima ma non riuscivo a capire che cosa avessi: non mi era successo niente di speciale. Non sò proprio come mi sia venuto in mente di inventare una fiaba…</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Ho inventato una fiaba piena di personaggi: c’era la Principessa di Luce e il Principe delle Tenebre che  si amavano molto, ma facevano parte di regni incompatibili e non avrebbero mai potuto coronare il loro sogno d&#8217;amore&#8230;  La fiaba si arrestava in circostanze drammatiche e non riuscivo a dargli un lieto fine. Ho passato ore e ore a provarci come se per me fosse una questione di vita o di morte.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Alla fine ci sono riuscita. </strong><strong>E la faccenda sarebbe finita lì &#8230; se nei gorni successivi non avessero cominciato a piovermi in mente intuizioni di ogni tipo:  tanti piccoli problemi che avevo lasciato accumulare perchè non sapevo come risolverli adesso trovavano risposta, e una risposta così semplice e ovvia che mi stupivo di non averla pensata prima.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Che cosa mi era successo? Le ‘ idee geniali’ non mi venivano come frutto di lunghe e faticose riflessioni, ma come dei lampi improvvisi d’intuizione&#8230;. ( <a title="Libro Guarire con una fiaba" href="http://www.pensieroecorpo.it/guarire-con-una-fiaba/" target="_blank">segue</a>)</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Questo brano è tratto dal 1° capitolo del libro &#8220;<span style="color: #ff0000;">Guarire con una fiaba</span>&#8221; di Paola Santagostino Edizioni Urra Apogeo e Feltrinelli, che si può leggere direttamente da questo sito.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica vive a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e consulenza usando anche le fiabe e conduce Corsi e seminari in tutta Italia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Per contattare l&#8217;autrice</span> : <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635</span></strong></p>
<p><strong><a title="CORSO FIABA" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"> </a></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="CORSO FIABA" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA FIABA TERAPIA</span></a></span> <span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 20:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come è nata l'idea di usare le fiabe in terapia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2081" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/1004607_47645548-cavalli-verticale-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">COME E&#8217; NATA L&#8217; APPLICAZIONE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">TERAPEUTICA DELLA FIABA?</span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #333399;">Si era ammalato un mio carissimo amico, io facevo la psicosomatista ormai da parecchio tempo e vedevo benissimo le componenti psicologiche della sua malattia, ma non potevo certo intervenire professionalmente con lui. E intanto stava peggiorando di giorno in giorno.  Così un po&#8217; per disperazione gli ho detto di  inventare una fiaba che  poi ne avremmo parlato insieme… Avevo visto che serviva per stimolare l&#8217;intuizione e la creatività, ma non mi ero mai azzardata a usarla in terapia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">La cosa assolutamente stupefacente della fiaba che ha inventato era che conteneva una perfetta trasposizione in immagini del meccanismo fisico della sua malattia. Lui non aveva conoscenze di medicina e quindi non poteva averlo fatto apposta: aveva solo inventato una fiaba e non ci vedeva nessun collegamento con il suo disturbo o con la sua situazione generale.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">In quell’occasione ho notato che quando è riuscito a condurla a lieto fine ( perchè nella prima versione finiva male)  si sono visti subito degli effetti positivi anche sulla malattia: come se si fossero messi in moto le sue forze di auto-guarigione.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Da questa scoperta all&#8217; introdurre la fiaba tra le mie tecniche di terapia il passo è stato breve e naturale ed in tutti gli anni successivi fono ad oggi ne ho costantemente verificata l’efficacia. </span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Dott.ssa Paola Santagostino</span></strong></p>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Questo brano fa parte del <span style="color: #333399;">1° capitolo del libro</span> <a title="Libro Guarire con una fiaba" href="http://www.pensieroecorpo.it/libri/guarire-con-una-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;">Guarire con una fiaba</span> </span></a> di Paola  Santagostino Edizioni Urra Apogeo e Feltrinelli <span style="color: #333399;">leggibile su questo sito</span> </span></span></span></span></span></span></span></span></span></strong></span></span></span></span></span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"></span></span></span></span></span></span></strong></span></span></span></span></span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"></span></span></span></span>Dott.ssa Paola Santagostino</span>: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica vive a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e consulenza usando la fiaba terapia  e conduce Corsi e seminari in tutta Italia.</span></strong></span></span></span></span></span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><strong></strong></span></span></span></span></span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;"><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Per contattare l&#8217;autrice:</span> <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a></span></strong> 02.6555635</span></span></span></span></span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;"></span></span></strong></div>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="CORSO FIABA" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA FIABA TERAPIA</span></a></span><span style="color: #ff0000;"> </span><span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 20:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Paola Santagostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A che cosa serve inventare una fiaba: la fiaba come strumento per risolvere problemi. Raccontare una storia usando la fantasia è una forma di terapia ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2087" src="http://www.pensieroecorpo.it/wp-content/uploads/2009/12/Cavalli-per-sito-fiaba-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">A CHE COSA SERVE </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">INVENTARE UNA FIABA?</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">E&#8217; UNO STRUMENTO PER CONOSCERSI</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">E  INTANTO  PER CURARSI</span></h2>
<h2><span style="color: #333399;"> </span></h2>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Faccio inventar fiabe ai miei pazienti in psicoterapia  (e che ne invento regolarmente anche io) e si sono sempre rivelate <span style="color: #ff0000;">utilissime</span>. Ma  per che cosa?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1) Innanzitutto inventare una fiaba  è  un ottimo <span style="color: #ff0000;">modo per  conoscersi </span>e per comprendere le proprie dinamiche interiori con rapidità e  ricchezza di elementi. La fiaba offre una rappresentazione completa, in termini  e simbolici e figurati, di quanto sta accadendo nel nostro profondo  e permette di cogliere subito con l&#8217;intuizione i punti  fondamentali,  le relazioni di alleanza e di opposizione tra i vari personaggi e capire le forze su cui contare e gli ostacoli da superare, i percorsi da compiere e i pericoli da evitare.</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong><strong>2) Inoltre il solo fatto di rappresentare simbolicamente mediante una fiaba la propria situazione di vita sortisce un immediato effetto terapeutico perché <span style="color: #ff0000;">avvicina i processi profondi inconsci</span> (e anche corporei) <span style="color: #ff0000;">alla coscienza</span>.</strong></span><strong><span style="color: #333399;"> </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #333399;"> <strong>3) Oltretutto l’immaginario offre un meraviglioso campo di esperimenti: illimitato ed innocuo <span style="color: #ff0000;">per cercare soluzioni ai problemi</span>. A livello immaginario possiamo continuare a inventare e provare infiniti percorsi, seguendoli fino alle loro estreme conseguenze, alla ricerca del modo migliore per superare una difficoltà, senza incorrere nei danni che un esperimento reale comporterebbe.</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Nel corso degli anni ho applicato la tecnica di fiabazione a <span style="color: #ff0000;">problemi della più varia natura</span> e ho verificato che il metodo è utilizzabile in diversi campi. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">Raccontare una storia usando la fantasia si è rivelato prezioso per facilitare il <span style="color: #ff0000;">s<span style="color: #ff0000;">uperamento di disturbi fisici e difficoltà affettive</span></span><span style="color: #ff0000;">,</span> relazionali, emotive e lavorative ed è applicabile efficacemente persino al ‘problem solving’  aziendale.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">LA STRUTTURA DELLA FIABA</span></strong></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>In effetti se consideriamo la  struttura della fiaba, con i suoi tre momenti tipici: </strong><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">1)  della presentazione del problema </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">2)  della crisi</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">3)   della soluzione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;">ci accorgiamo che costituisce di per sé un perfetto <span style="color: #ff0000;">strumento di problem solving</span> che può essere applicato con le dovute modifiche a qualunque ambito e ordine di problemi. </span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #333399;">Paola Santagostino</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #333399;">Questo brano fa parte del 1° capitolo del libro </span>&#8220;Guarire con una fiaba&#8221; <span style="color: #333399;">di Paola Santagostino Edizioni Feltrinelli o Urra Apogeo,  che è leggibile direttamente da questo sito nelle <a title="LIBRO FIABA" href="http://www.pensieroecorpo.it/libri/guarire-con-una-fiaba/" target="_blank">pagine a lato</a><span style="color: #333399;">. </span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Dott.ssa Paola Santagostino</span>:<span style="color: #333399;"> Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, vive a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza utilizzando anche le fiabe e conduce Corsi e seminari in tutta Italia.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333399;"><span style="color: #ff0000;">Per contattare l&#8217;autrice</span> : <a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a> 02.6555635.</span></strong></p>
<p><strong><a title="CORSO FIABA" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"> </span></a></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><a title="CORSO FIABA" href="http://www.pensieroecorpo.it/corsi/programma-fiaba/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">CORSI SULLA FIABA</span></a></span> <span style="color: #333399;">con programma dettagliato.</span></span></strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong> </strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: ZH-CN; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="mso-spacerun: yes;"><strong></strong></span></span></p>
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