Perchè Raccontare Fiabe ai Bambini

Perchè Raccontare Fiabe ai Bambini

 

 

 

PERCHE’ RACCONTARE

FIABE AI BAMBINI? E QUALI?

 

LE FIABE CHE FINISCONO BENE

 

Le fiabe sono un ottimo strumento per comunicare con i bambini perché parlano nell’unico linguaggio che loro riescono  a comprendere : un linguaggio simbolico per immagini che è affine ai loro processi mentali.

Infatti la struttura mentale del bambino è ancora poco adatta a elaborare concetti astratti e a collegarli tra di loro mediante nessi logici, ma invece è già perfettamente in grado di costruire delle catene associative per immagini.

Questo vuol dire che un bambino piccolo fa molta fatica a seguire il senso di un discorso razionale, anzi il più delle volte non lo capisce affatto: per lui sono solo parole messe insieme a formare quelle complicate formule magiche che gli adulti borbottano in continuazione…

Invece riesce a seguire benissimo la sequenza di immagini tipica della fiaba.

 

PERCHE’  PROPRIO LE FIABE?

 

Le fiabe sono dei percorsi di vita e di crescita  : raffigurano le possibili difficoltà che ogni bambino si trova ad affrontare e ne indicano la soluzione. Ovviamente su un piano simbolico.

Le fiabe sono piene di bambini: bambini abbandonati nei boschi, bambini maltrattati da matrigne cattive e sorellastre invidiose, bambini prigionieri di streghe che li ingrassano per mangiarseli, bambini che aprono tutte le porte che non dovrebbero aprire e poi si trovano in un sacco di  guai…. E in questo senso le fiabe parlano dei loro problemi di tutti i giorni: il sentirsi abbandonati, la rivalità con i fratelli , la disubbidienza e la paura delle conseguenze…

E la fiaba conduce  il bambino per mano  fuori da queste angoscianti situazioni e il suo valore sta proprio in questo: nella capacità di rappresentare delle situazioni difficili e nell’indicarne la via d’uscita.

E tutto questo nell’ unico linguaggio accessibile a un bambino: quello della fantasia. Ma le fiabe non parlano solo di bambini, parlano anche di eroi, di personaggi che affrontano mille difficoltà e alla fine riescono a portare a termine la loro impresa: in questo senso sono un corso completo di formazione alla vita e ai compiti che riserverà.

 

QUALE FIABA RACCONTARE A UN BAMBINO?

 

Le fiabe classiche di magia, quelle che finiscono bene e che non hanno intenti moralistici.

Raffigurano tutte le dinamiche dei grandi problemi che ognuno deve affrontare per crescere e offrono un’ ampia gamma di combinazioni e di soluzioni.

Poi è il bambino che sceglie: in certi periodi vuole ascoltare solo quella fiaba e nessun altra. E’ la fiaba che in quel momento lo riguarda, che gli parla dei suoi problemi del momento, che lo consola e lo incoraggia, che lo salva dalle grinfie dei mostri che sono in agguato nel suo spazio simbolico. Nell’identificazione con l’eroe il bambino trova la forza per superare le sue angosce e le indicazioni di percorso per uscire dalle difficoltà.

Paola Santagostino

 

Dott.ssa Paola Santagostino: Psicologa e Psicoterapeuta, specializzata in Medicina psicosomatica vive a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce Corsi e seminari in tutta Italia. E’ autrice di molti libri sui bambini di cui sono disponibili i primi capitoli nelle pagine laterali.

Anche consulenze individuali.

Per contattare l’autrice: contatto@paolasantagostino.it   02.6555635.

CORSI PER GENITORI con programma dettagliato.

11 Responses to “Perchè Raccontare Fiabe ai Bambini”

  1. Santina Lucchese scrive:

    Informazioni molto utili, grazie per averle rese pubbliche

  2. Francesco scrive:

    Io ho un figlio di due anni e gli piacciono proprio le fiabe in cui ci sono i draghi cattivi e quando alla fine il Principe li combatte e li vince lui grida ‘ancora ancora’ e sta felicissimo.

  3. Gisella scrive:

    Vorrei un chiarimento e un consiglio su quali fiabe raccontare ai bambini. Sto consultando parecchi libri di fiabe per ridurre la paura, la pipì a letto, la prepotenza etc. ma a dire il vero non mi convincono molto. Lei quali suggerisce?

  4. Rebecca scrive:

    Ho un bambino di 5 anni che ha dei problemi: a volte è timido e non si riesce neanche a farlo parlare e a volte è iperattivo e sembra agitatissimo. Non so come intervenire anche perchè non riesco a capire cosa determini questi suoi sbalzi di umore. Ho letto sul suo libro che lei ha curato dei bambini con la fiaba terapia. Mi sembra un modo delicato e leggero perchè io non vorrei far andare il bambino da uno psicologo già da così piccolo! Mi potrebbe aiutare? Grazie

  5. Ivana scrive:

    Dottoressa ho visto che tiene un Corso a dicembre sulla Autostima dei bambini e mi interesserebbe moltissimo per mio figlio Gianpaolo che ha 9 anni e delle difficoltà a inserirsi a scuola con i compagni e io non so come comportarmi. Mi direbbe il costo e il luogo dove si tiene? Grazie Ivana C.

  6. Elvira scrive:

    Sono una insegnante elementare e uso spesso le fiabe in classe, ne racconto e ne faccio scrivere ai bambini. Una cosa che adorano è metterle in scena e fare teatro penso che utilizzare anche il corpo renda l’esperienza più coinvolgente. Quale è il suo parere sulla teatralizzazione delle fiabe? Grazie

  7. Vera scrive:

    Buongiorno mi presento sono Vera e dirigo un asilo privato per bambini dai 3 ai 5 anni. Abbiamo parecchie educatrici giovani e bravissime molto desiderose di imparare. Lei verrebbe a tenere un corso da noi per formarle meglio al lavoro con le fiabe e bambini? Siamo in Provincia di Trento. Attendo risposta grazie.

  8. Donata scrive:

    Gentile Dottoressa c’è una domanda che volevo farle da tempo. Io ho sempre raccontato moltissime fiabe ai miei due bambini e devo dire che anche adesso che sono grandicelli le amano moltissimo. Sono sempre stati molto attenti a come l’eroe se la cava da tutti i pericoli e mi facevano spesso ripetere i passaggi. Adesso sto notando che tutti e due sono straordinariamente creativi nel risolvere i piccoli inconvnienti della vita normale, si comportano come Hansel e Gretel della fiaba e si dicono ‘adesso come facciamo? proviamo così, non funziona proviamo cosà’ sembra che prendano i problemi con allegria come se fosse una sfida o un gioco.
    A me fa molto piacere vederli crescere così perchè penso che gli serva nella vita. Può essere una attitudine che hanno imparato dalle fiabe o secondo lei non centra niente?

  9. Roberta scrive:

    Ho sempre raccontato molte fiabe alle mie bambine e le ho anche usate a scuola (sono insegnante elementare). Ora dopo avere letto i suoi libri vorrrei fare dei lavori più sistematici e impostare un programma specifico a scuola collegato anche alla lettura e alla scrittura.
    Ritiene che un suo Corso sarebbe adatto a me o mi mancano le basi di formazione come psicologa?

  10. Laura scrive:

    Che bello questo articolo, mille grazie. Adoro raccontare storie e fiabe ai miei nipoti. Di solito le trovo in internet e in particolare mi piace http://www.storiedellabuonanotte.com ce ne sono molte di classiche, e anche di inedite.

  11. Marisa scrive:

    Sono una giovane mamma e ho già tre bambini piccoli! Sì tre perchè due son venuti gemelli ed è un gran lavoro ma li adoro tutti. Il momento delle fiabe di sera è tra i più belli della giornata, ci mettiamo tutti insieme loro già col pigiamino a letto e io gli leggo le fiabe. Si divertono moltissimo, i due gemelli a volte si addormentano a metà ma la grande vuole che finisca ‘ancora mamma dai me la racconti di nuovo’. Vedo che gli fa bene: li rasserena li diverte si addormentano tranquilli ed è un bellissimo modo di stare insieme. Credo che li faccia anche crescere più creativi: quando si mettono loro a inventare storie e ne tirano fuori di fantastiche ( anche se sconclusionate). Vorrei dire a tutte le mamme raccontate fiabe che fa bene! Grazie Marisa

  12. Anna Maria scrive:

    Grazie Dottoressa! Sono una mamma e stavo quasi per smettere di raccontare fiabe ai miei due bambini perché li pensavo ‘ormai troppo cresciuti’. Ma il suo articolo mi ha fatto capire meglio a che cosa servono le fiabe e ‘perché’ servono. Il ‘grazie’ è sicuramente anche da parte dei miei figli che erano disperati all’idea che io interrompessi questa consuetudine serale che loro adorano.

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