Per Liberarsi dall’Ansia che fare?

Per Liberarsi dall’Ansia che fare?

COMPRENDIAMO I MECCANISMI

DELL’ANSIA  PER LIBERARCENE:

DISINNESCARE REAZIONI FISICHE,

CAMBIARE ABITUDINI MENTALI,

SCARICARE LA TENSIONE.

L’ansia è un disturbo tipicamente umano, perché si basa sull’ampia capacità di pre-vedere e quindi anche di pre-occuparsi per eventi che forse non accadranno mai.

Chi ne soffre avverte soprattutto fastidiosi sintomi fisici: il battito cardiaco che accelera, difficoltà di respirazione, le cosiddette ‘farfalle nello stomaco e gambe molli’, giramenti di testa e vertigini con la sensazione di star quasi per svenire, sudorazione abbondante etc… e intanto prova una grande angoscia e non ne vede motivo: come se  tutto stesse accadendo suo malgrado..

Vediamo di inquadrare l’ansia in un campo di significati un po’ più ampio che spieghi meglio come si produce e che cosa fare in merito.

LE REAZIONI  AUTOMATICHE DI FRONTE  A UN  PERICOLO

Per capirle dobbiamo fare una galoppata all’indietro nel tempo e parlare dei meccanismi automatici  di reazione al pericolo che si scatenano in noi come negli animali .

Gli animali hanno una capacità di previsione ridotta rispetto all’uomo: i pericoli che si trovano ad affrontare sono dei pericoli reali e presenti in quel momento: come una minaccia alla vita, al territorio, o alla prole. E sono pericoli che hanno una sorgente ben definita: un aggressore o un fenomeno naturale.

Di fronte a tutta questa serie di minacce alla sopravvivenza abbiamo strutturato,  nel corso di milioni di anni, delle reazioni automatiche molto efficaci per fronteggiarle.

Le reazioni  più classiche sono:

1) lottare o fuggire: una rapidissima valutazione di forze produce una reazione attiva e tipicamente motoria: aggredire il nemico, oppure scappare via velocemente.

2) paralizzarsi: di fronte a certi nemici però è inutile cercar di fuggire o di aggredire, è meglio provare a rendersi invisibili e sperar che l’aggressore non ci noti e si allontani.

3) arrendersi: molte specie animali non uccidono un nemico che dà segni evidenti di resa: il combattimento è finito e non infierisce.

Tutte queste reazioni hanno il loro senso e a secondo della circostanza  e sono efficaci di fronte a una minaccia fisica alla sopravvivenza.

PERICOLI  PENSATI

Le minacce alla sopravvivenza sono una situazione comune per gli uomini e le donne di oggi?

Neanche per sogno! La maggior parte delle persone passa l’intera vita senza mai trovarsi in una situazione di reale pericolo per la propria sopravvivenza. E quando un pericolo di questo tipo esiste non c’è  il tempo di diventare ansiosi: si è troppo occupati a salvarsi la pelle!

Che cosa viene minacciato allora nella normale esistenza quotidiana? Non la vita, semmai si tratta di minacce all’ immagine di sè o a qualcosa che ci è caro o che consideriamo ‘nostro’ in senso molto lato. Osserviamo le situazioni più comuni che mettono ansia: il rischio di fare una brutta figura, di perdere l’affetto o la stima di una persona cara, la possibilità di subire un danno economico….

Non sono dei veri pericoli di vita e sono delle situazioni PENSATE e anche spostate nel futuro: sono previsioni mentali di qualcosa di negativo che potrebbe anche succedere.

Di fronte a questo tipo di minacce le reazioni automatiche di difesa non sono efficaci: non  possiamo fuggire o aggredire il cellulare con cui ci hanno dato una brutta notizia, e neanche paralizzarci o mostrargli la carotide in segno di resa servirebbe…

I pericoli con cui abbiamo a che fare oggi sono sopratutto dei pericoli pensati e scatenati da stimoli e da notizie ricevuti  per lo più in forma verbale.

MA IL CORPO REAGISCE

E’ proprio questo che crea il problema: il nostro corpo si prepara comunque a reagire alla minaccia: l’aumento del battito cardiaco e della frequenza respiratoria, del tono muscolare e dell’adrenalina in circolo sono adattamenti  eccellenti per prepararsi a lottare fisicamente o a fuggire, ma dato che queste reazioni motorie sono inutili e non vengono messe in atto, e si percepisce solo una modificazione fisica non voluta. E questo vale anche per le altre forme di reazione.

L’ansia è una reazione rapidissima : un flash di pensiero si è presentato alla nostra mente e ha inviato un segnale di pericolo: la reazione è partita e tutto si è svolto in maniera così veloce che non abbiamo una percezione chiara della sequenza, ma solo degli effetti. Il coinvolgimento dell’amigdala e dell’ippocampo nello scatenamento delle reazioni ansiose ci dice che sono avvenute delle valutazioni primordiali di bene/male e di possibile pericolo associate a ricordi che hanno attivato la risposta dei centri vegetativi.

ALLORA CHE FARE?

Che cosa fare allora? Quel che fa la maggioranza della gente è assumere dei farmaci tipo benzodiazepine per calmarsi, ma questo non cambia i  meccanismi di pensiero che hanno generato l’ansia. L’effetto consiste in un intervento chimico sui sintomi e questo tipo di farmaci dà dipendenza e assuefazione. Possono funzionare nell’emergenza ma non possono essere assunti per tutta la vita per tamponare i risultati di una attitudine mentale a pre-occuparsi fuori luogo.

Per liberarsi dall’ansia occorre intervenire su tre fronti contemporaneamente:

1) capire quale è la minacia nel momento presente, e quindi se è possibile mettere in atto delle reazioni non automatiche e  davvero efficaci

2) modificare l’abitudine mentale a preoccuparsi per eventi puramente ipotetici, che mantiene il corpo in uno stato di costante e inutile allarme

3) scaricare la tensione fisica già accumulata e imparare delle tecniche per non aggiungerne altra.

PASSO DOPO PASSO

Mi spiego meglio, riassumendo ogni passaggio:

INDIVIDUARE IL MOTIVO CONTINGENTE : occorre rendersi conto di che cosa sentiamo minacciato in quel momento, e mettere a punto  delle nuove modalità di reazione. Si tratta di un percorso che non possiamo sperar di delegare a una pillolina, che faccia tutto il lavoro al posto nostro. Risolvere gli stati d’ansia cronici vuol dire  riequilibrare il rapporto tra l’attività di pensiero e il corpo (che poveretto mette semplicemente in atto dei meccanismi naturali di reazione al pericolo, che sono ancora utilissimi quando si tratta di una reale minaccia alla sopravvivenza!) e che non è responsabile dei cambiamenti avvenuti negli ultimi centomila anni, per cui adesso non dobbiamo affrontare una tigre, ma ci preoccupiamo di quel che potrebbe danneggiare la nostra immagine… Quale è esattamente il pericolo? Che cosa rischiamo di perdere? C’è qualcosa che possiamo fare, qui e ora?

MODIFICARE LE ABITUDINI MENTALI: perché la cura duri nel tempo occorre modificare le abitudini mentali a preoccuparsi costantemente, perchè la catena degli  “ e se poi…” è  infinita e riusciremo sempre trovare un nuovo motivo di preoccupazione… L’ironia della sorte è che nell’ansia  la capacità di previsione (che è intesa per proteggerci meglio) è andata ormai ben oltre la sua funzione, ed è diventata nociva. La capacità di immaginare situazioni future ci ha permesso di organizzarci meglio e l’intenzione ‘positiva’ della pre-occupazione sarebbe quella di non farci cogliere impreparati dagli eventi. Ma nell’ansioso questo meccanismo è andato completamente fuori controllo, e così  spreca moltissima energia a fronteggiare delle minacce ipotetiche e non gliene resta poca per gestire le situazioni reali: l’energia impiegata a pre-occuparsi è tutta energia sottratta all’ occuparsi.

SCARICARE L’ACCUMULO DI TENSIONE  FISICA: quando ormai si è creato un accumulo di tensione nel corpo, si verificano delle reazioni a catena dovute allo stato di allarme protratto troppo a lungo.  Allora occorre  scaricare l’ eccesso di stress con le tecniche più adatte a secondo del caso specifico: ad esempio a volte del moto fisico vivace può riuscire sfogare la tensione muscolare preparatoria di mille lotte e di mille fughe mai avvenute, mentre altre volte è meglio ricorrere a tecniche di rilassamento per evitare di caricare altra tensione.

L’ANSIA COME AMICA

C’è un’ansia lieve e legata al momento che è del tutto naturale e che proviamo tutti: quando teniamo molto a qualcosa … che potrebbe anche andar male… il cuore ci batte più forte. E’ una forma di energia spontanea, e un segnale di emozione che si mescola all’aspettativa e  al desiderio.

C’è anche un‘ansia esistenziale’ legata alla nostra condizione umana: mille possibilità ci si offrono, mille strade e mille scelte, quale via prendere? Quest’ansia è stata chiamata da molti autori ‘il prezzo della nostra libertà’ a paragone degli animali, che sono più vincolati a reazioni istintive sempre uguali, che offrono una gamma ridotta di possibilità.

Ma qui sto parlando dell’ansia cronica o degli attacchi di ansia acuta, di quell’ansia percepita  soggettivamente solo come sintomi fisici.

Anche questa ansia può essere una grande amica: ci segnala qualcosa e qualcosa di importante da ascoltare.

Forse in quel periodo di vita non siamo in armonia con la nostra natura; forse affrontiamo gli eventi in modo troppo angosciato; forse non stiamo facendo un tipo di vita adatto a noi…

I motivi possono essere parecchi e diversi, ma se riusciamo ad ascoltare il messaggio che l’ansia ci sta inviando, se riusciamo a  percepirla quando accade, e a lasciarla esistere, lasciandole lo spazio per manifestarsi, spesso ci rivela da sola il suo significato più profondo e con questo ci dona un vero tesoro: che ci indica la via da prendere e ci cambia  la vita in meglio…

Dott.ssa Paola Santagostino: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, tiene sedute individuali di terapia e consulenza e conduce  corsi.

Questo articolo fa parte di una serie in cui c’è anche: Esempio di guarigione di un caso di ansia grave”

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2 Responses to “Per Liberarsi dall’Ansia che fare?”

  1. [...] Fonte:  Per Liberarsi dall'Ansia che fare? | PENSIERO E CORPO [...]

  2. Perfetto! E’ esattamente quello che intendo dire: l’ansia fa parte dei meccanismi naturali che ci segnalano pericoli, situazioni che non vanno bene per noi o modalità del tutto inadatte di affrontarle… Se abbiamo la pazienza di ascoltare il suo messaggio ci regala dei veri tesori di comprensione e alla fine ci migliora la vita. Grazie tuo del commento. Paola Santagostino.

  3. Che grande articolo.
    Credo che l’ansia sia un’amica e che se uno cerca di combatterla come nemica possa causare problemi.
    E’ giusto questo punto di vista?
    Grazie

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