Consulenza Filosofica e Psicosomatica

CONSULENZA FILOSOFICA E

PSICOSOMATICA HANNO QUALCOSA IN

COMUNE?

ENTRAMBE CONSIDERANO L’UOMO

COME ESSERE INTERO.

Consulenza filosofica e Psicosomatica hanno parecchi aspetti in comune, ma per capirlo bisogna addentrarsi un po’ nel discorso altrimenti potrebbe sembrare che si occupino di ambiti del tutto diversi e con modalità che non hanno niente di simile…

Innanzitutto che cosa è la Consulenza filosofica? Ci sono molte linee di pensiero e neppure omogenee tra di loro, per cui ne dò una definizione piuttosto allargata: si occupa di discutere le ‘visioni del mondo’, le scale di valori, le modalità con cui si formano e costruiscono le idee e le convinzioni personali, i criteri con cui si operano le scelte e via dicendo. La Consulenza filosofica opera con una serie di colloqui che si dipanano a partire dal tema/problema presentato dal cliente e ne approfondiscono  e sviluppano i risvolti. Non si propone di risolvere il problema, ma di aiutare il cliente a comprenderlo meglio, in modo che  possa egli stesso  trovare le sue risposte.

E che cosa è la Psicosomatica? Andiamo ancora peggio con le definizioni perchè tante sono le linee di pensiero che non si assomigliano neppure… Ma anche qui possiamo darne una definizione molto allargata: si occupa di comprendere il senso della malattia nel contesto complessivo della vita del paziente.

Già da queste poche (e discutibili) definizioni si capisce che cosa ci possa essere in comune: entrambe si fondano sulla comprensione di quanto sta accadendo a un essere umano considerato nel suo insieme.

MENTE E CORPO

Una persona non è corpo o mente ma entrambe le cose simultaneamente e il suo particolare modo di essere al mondo include sia come sta fisicamente che come pensa e come sente, che rapporti ha con gli altri, che tipo di vita sta facendo etc.

Quando si percepisce uno stato di malessere questo coinvolge sempre (anche se in proporzioni diverse) corpo  sentimenti  pensieri e relazioni. Per comprendere veramente il significato di quel che sta accadendo non si possono frammentare i vari aspetti come se si trattasse di territori isolati e indipendenti l’uno dall’altro.

Certamente Consulenza filosofica e Psicosomatica si muovono con metodologie diverse: la Consulenza filosofica usa esclusivamente il dialogo come proprio strumento e si muove sulla linea di una analisi critica di quanto viene detto, così come viene detto, senza presupporre significati diversi che non siano autoevidenti. E’ proprio sulla congruenza dei concetti, e del legami tra di essi, che essa sviluppa il suo percorso. La Psicosomatica invece fa riferimento a degli impianti teorici che prevedono un significato simbolico o inconscio degli organi e dei sintomi: il funzionamento organico non è di per sé presente alla coscienza. E spesso non usa solo il dialogo per operare, ma interviene anche direttamente sul corpo.

IL CORPO NEL COLLOQUIO

Però nella pratica di un colloquio psicosomatico o filosofico i confini tra le due discipline si fanno molto più sottili:  non c’è comunque il corpo-oggetto dell’indagine medica.

C’è  ” un corpo che parla da solo lì direttamente nell’incontro, attraverso la mimica i gesti il tono di voce e le espressioni fisiche di emozione…

E c’è “un corpo di cui si parla che è un prodotto mentale intessuto di vissuti e di ricordi, di desideri e di associazioni: un corpo di cui si dice attraverso concetti convinzioni e credenze che hanno più a che fare con la filosofia che con la medicina.

E c’è un linguaggio come mezzo di comunicazione, che è sia linguaggio verbale intessuto di concetti, che linguaggio metaforico fatto di immagini che spesso si riferiscono a esperienze fisiche, e anche linguaggio del corpo stesso che conferma o sconferma quanto si sta dicendo.

Le convergenze nei colloqui della Psicosomatica e della Consulenza filosofica si manifestano forse con una certa sfasatura di tempi: il paziente che arriva in terapia Psicosomatica ha malattia fisica che manifesta tutta l’urgenza del dolore, e chiede una soluzione o almeno un alleviamento rapido. Ma via via che il significato del suo disturbo si fa più chiaro e che i sintomi recedono, emerge tutta una problematica che lo riguarda come persona intera. E’ a questo punto  la discussione in entrambi gli ambiti diventa molto più simile e la filosofica mostra il suo valore d’esperienza nell’affrontare i temi esistenziali.

I MODI DI PENSARE

In termini di vita comune proviamo a riflettere un attimo su quanto un certo modo di pensare informi di sé ogni altro aspetto dell’esistenza:  le reazioni agli eventi, il modo di porsi nelle relazioni, i progetti di vita, le azioni e le valutazioni… Ridiscutere le nostre forme di pensiero è un’operazione di vasta portata che ha effetti in ogni campo dell’esistenza e possiamo facilmente ipotizzare che abbia  ‘effetti’ anche sul funzionamento del corpo.

Ma non sono questi possibili ‘effetti’ che ho in mente mentre sto scrivendo: sto invece considerando un’ipotesi molto più ampia e cioè che le nostre ‘forme’ stabili di pensiero, ovvero i modelli di pensiero che usiamo abitualmente nella nostra vita, possano essere letti essi stessi come degli schemi simbolici in diretta relazione con le grandi funzioni del corpo. Un interrogativo che lascio aperto…

Paola Santagostino

Dott.ssa Paola Santagostino: Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, vive a Milano dove tiene  sedute individuali di terapia e  di Consulenza filosofica e conduce Corsi in tuttta Italia:

Per contattare l’autrice: contatto@paolasantagostino.it 02.6555635

Questo articolo fa parte di una serie un cui c’è anche: “Un caso di Consulenza filosofica” e “Che c0s’è la consulenza filosofica?”

3 Responses to “Consulenza Filosofica e Psicosomatica”

  1. Demetria Pisano scrive:

    Credo che un link non funzioni o forse mi sbaglio

  2. Angelo scrive:

    Io vorrei una Consulenza filosofica ‘e anche’ psicosomatica perchè ho sia una gran confusione generale sulle decisioni da prendere che dei sintomi fisici (ho spesso mal di testa e non digerisco più bene). Lei pensa che sia possibile affrontare il mio problema dal punto di vista delle domande esistenziali che mi sto ponendo (grosse! specie dopo la morte di un mio caro amico) e influire anche sul piano organico (sto già prendendo farmaci ma a parte l’effetto analgesico non cambia nulla). Grazie dell’attenzione e a presto. Angelo

  3. Davide scrive:

    Gentile Dott.ssa grazie per questo articolo che è molto chiaro e spiega bene differenze e similitudini.
    Ho 42 anni, imprenditore, sposato con due figlie di 10 e 8 anni. Da lungo tempo intrattengo una relazione seria con un’altra donna e adesso è venuto il momento di decidere. Per quanto strano possa sembrare i miei dubbi sono esclusivamente di tipo morale e vertono sui valori della famiglia, sulla indissolubilità del matrimonio, sulla ‘promessa’ che a suo tempo ho fatto di rimanere uniti ‘nel bene e nel male finché morte non ci separi’. Chiarisco che NON sono un cattolico praticante e neppure mia moglie, ci eravamo sposati in chiesa solo per accontentare i genitori di entrambi.
    Ho provato a parlarne con un sacerdote, ma si limita a sostenere che il matrimonio è indissolubile perché è un sacramento e questa spiegazione non mi basta.
    Oltretutto recentemente ho delle forti emicranie e a volte giramenti di testa che il mio medico ritiene essere ‘psicosomatici’. Potremmo allora abbinare le cose e fare una Consulenza Filosofica a sfondo psicosomatico che mi aiuti a capire cosa mi sta succedendo e a prendere una decisione? Ho bisogno di discutere dei miei dubbi con qualcuno e non riesco a trovare l’interlocutore adatto.
    Cordialmente Davide M.

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