Tachicardia come Curarla?

Tachicardia come Curarla?

 

 

 

Tachicardia e Angoscia


 

Il cuore è l’organo legato per eccellenza all’affettività e alle emozioni e tachicardia aritmia e palpitazioni ( a volte con giramenti di testa, sudorazione e fiato corto) sono spesso sintomi di ansia. Come farla passare?

L’influenza degli stati di tensione emotiva sui disturbi del ritmo cardiaco sono ormai un dato acquisito. Le osservazioni sulla relazione tra tachicardia e ansia non sono certo recenti: già Freud nei suoi primi studi includeva la tachicardia e le palpitazioni (e anche sudorazione, tremori, diarrea, vertigini, parestesie etc) tra i sintomi tipici della “nevrosi d’angoscia” . Nel corso degli anni ha fornito due diverse spiegazioni della causa di questi disturbi.

 

LA NEVROSI D’ANGOSCIA IN FREUD

II meccanismo base di questa nevrosi è spiegato da Freud nei suoi primi lavori, come un accumulo di eccitamento sessuale a cui è impedito l’accesso alla sfera psichica, e che  quindi si scarica direttamente in campo somatico. In altre parole l’eccitamento sessuale (che parte dal corpo) normalmente appena ha raggiunto una certa intensità si manifesta a livello mentale con delle fantasie sessuali, immagini di azioni, sviluppo di  desideri, che concernono la soddisfazione dell’impulso sessuale.

Con un rapporto sessuale soddisfacente l’eccitamento accumulato si scarica naturalmente.

Ma se l’elaborazione psichica dell’impulso è inibita, ovvero se non si percepisce il desiderio a livello mentale ( e infatti Freud notava che c’era stata una brusca caduta delle fantasie sessuali nei suoi pazienti al tempo della comparsa dei disturbi cardiaci) l’eccitazione ripercorre la via somatica e dà origine ai sintomi.

Tra i sintomi organici della nevrosi d’angoscia, oltre ai disturbi cardiaci, ci possono essere difficoltà di respirazione, sudorazione, tremori, diarrea, vertigini, congestioni, parestesie, ma l’elemento più rilevante di tutto il quadro resta l’angoscia.

E’ un’ angoscia diffusa, che a volte si può concentrare su un  elemento specifico  ( come la paura degli insetti, dei serpenti, dei temporali, dei luoghi chiusi o di quelli aperti etc. ) ma che nella maggior parte dei casi  si presenta piuttosto come una attesa angosciosa di qualcosa di spiacevole che potrebbe accadere da un momento all’altro, o come una generica irritabilità, una ipersensibilità ai rumori, o una difficoltà ad addormentarsi, una marcata insicurezza o tendenza al dubbio etc.

 

L’ANGOSCIA COME RICORDO

In una formulazione successiva sulle origini dell’angoscia Freud, in uo scritto del 1925,  indica alcuni elementi che risultano particolarmente interessanti per la comprensione dei disturbi cardiaci.

Nella prima versione di cui abbiamo parlato prima Freud pensava che l’accumulo di eccitazione sessuale potesse trasformarsi direttamente in angoscia e scaricarsi in sintomi cardiaci e respiratori (detti appunto “equivalenti d’angoscia”) saltando del tutto la sfera psichica.

Ma dopo trent’anni di osservazioni cliniche Freud rivede la sua posizione, e sostiene che l’angoscia è sempre e comunque di origine psichica: nel senso che è un segnale dato dall’Io in presenza di un pericolo esterno o interno.

Lo stato di angoscia riproduce un’ esperienza antica: quella della nascita, in cui l’organismo è bombardato da una serie di stimoli ed è sopraffatto da un eccitamento che non è in grado di dominare. La spiacevole sensazione che ne consegue è la Prima Angoscia e si scarica tramite le innervazioni sugli organi respiratori e sul cuore.

Ma c’è da osservare che:

 

1) la nascita comportava realmente un pericolo vitale

 

2) il neonato era veramente impotente a fronteggiarlo in qualsiasi modo

3) le modificazioni dell’attività cardiaca e respiratoria avevano anche un senso e una utilità, perché sia l’accelerazione del battito che del respiro erano funzionali alle necessità della nascita.

In seguito invece l’Io produce angoscia come “SEGNALE”, tutte le volte che si trova in uno stato di impotenza e di pericolo, o di fronte a un eccessivo aumento degli stimoli, sia interni che  esterni.

 

L’ ANGOSCIA COME SEGNALE

 

Osservando le situazioni più comuni che producono angoscia, si può scoprire che riproducono metaforicamente lo stesso quadro. L’angoscia del bambino al momento della nascita lo avvisava del rischio reale che i suoi bisogni fisici non venissero più soddisfatti e del pericolo di morirne. Mentre le angosce più  “tarde” cioè quelle dell’adulto sono delleriproduzioni simboliche, che avvisano del pericolo che si verifichi un ‘evento’ di varia natura, che comporti la cessazione del sostentamento emotivo: ovvero una ‘perdita di amore’ o di stima o di rispetto da parte dell’ambiente o di una persona molto significativa, e questo viene inteso come un pericolo di morte.

Ed è interessante notare che l’angoscia è il dato più caratteristico del quadro emotivo di tutti coloro che soffrono di disturbi cardiaci: il tema fondamentale che emerge è sempre quello di vita/morte. I pazienti cardiopatici hanno la sensazione di star rischiando di morire molto più di ogni altro paziente: spaventa di più un piccolo disturbo cardiaco che non una patologia più grave che non tocchi il cuore: come dice Brau, il cuore sembra essere «l’organo di senso specifico per l’ansia».

Dott.ssa Paola Santagostino: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica, tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce corsi e seminari in tutta Italia.

Per informazioni:  contatto@paolasantagostino.it     02 6555635

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7 Responses to “Tachicardia come Curarla?”

  1. Luca scrive:

    Mi ha molto colpito il cuore ‘come organo specifico dell’ansia’ per me è proprio così!!! Qualunque minima cosa mi agiti mi provoca un immediato aumento delle pulsazioni cardiache. In maniera impressionante!!! I farmaci ansiolitici non servono perché mi intontiscono ‘in generale’ ma poi quando arriva il momento specifico in cui il cuore mi parte non basta la pastiglia che ho preso al mattino. Non so come fare e vorrei una terapia da lei, è possibile?

  2. Max scrive:

    TACHICARDIA E ANGOSCIA è davvero un bel tema e penso che mi riguardi. Il medico mi ha fatto fare tutte le analisi e ha concluso che ho una sindrome ansiosa. Ma angoscia mi corrisponde ancora meglio perchè sento anche la gola chiudersi e tutto il petto restringersi quando mi parte il cuore. L’angoscia non so se mi viene prima o dopo temendo che mi venga un infarto, ma è vero che sono piuttosto angosciato in questo periodo per tante cause diverse: lavoro casa famiglia e questo anche quando non ho la tachicardia. Grazie per l’imput. Max

  3. Katia scrive:

    A me vengono tachicardie fortissime ma penso che sia dovuto all’ansia perchè ho fatto caso alla sequenza: prima succede qualcosa che mi agita e comincio a sentire la testa come gonfia e lo stomaco vuoto. Dopo qualche ora compare la tachicardia. Prima non mi accorgevo che erano legate per via di questo ritardo di tempo, ma adesso è chiaro che non mi viene una cosa senza l’altra prima. Il bello è che quando comincia la tachicardia io ormai non ho più niente di stomaco e testa e quindi mi sembrava senza motivo. Secondo lei può essere così, una reazione a scoppio ritardato?

  4. Bruno scrive:

    Gentile Dottoressa,
    anche io ho avuto fortissime tachicardie in un certo periodo della mia vita! Il cuore mi andava improvvisamente a mille e non si capiva da cosa dipendesse perché l’elettrocardiogramma risultava per il resto normale, come pure le altre analisi. Avevo perso da poco mio padre, che per me era un punto di riferimento solido e sicuro, e mi ero come ‘congelato': non riuscivo neppure a piangere!
    Pensa che possa essere che il mio cuore esprimeva tutto per conto suo il tumulto che avevo dentro?

  5. Agnese scrive:

    Mi sono iniziate le tachicardie dopo la morte di mio padre. All’inizio pensavo fosse una cosa legata al lutto e anche allo shock perché è successo all’improvviso. Ma ora è passato più di un anno e continuano. Mi da un consiglio? Grazie Agnese

  6. Cara Sabrina, le date di tutti i Corsi sono nella pagina “Calendario” se non trova in lista quello che le interessa mi scriva e lo inseriamo in una data che le è comoda paolasantagostino@libero.it.
    Un cordialissimo saluto e grazie per l’interesse verso il mio lavoro.

  7. sabrina scrive:

    Buongiorno vorrei sapere il corso di Psicosomatica sabato e domenica dalle 10,30 alle 17,30 quando si puo’ fare…. e il costo….grazie.

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