Divorzio e Separazione: Perchè?

DIVORZI  SEPARAZIONI

ROTTURE DEI RAPPORTI


 

 

Tutte le separazioni sono dei lutti diciamolo chiaro: muore un progetto di vita insieme, muoiono le speranze e i sogni che un tempo ci avevamo tanto entusiasmato, muoiono le aspettative e le previsioni di un futuro insieme.

Il dolore è inevitabile e anche naturale: come potremmo non sentire nulla?

La differenza sta nel come uscirne e come ricominciare a progettarsi una intera vita “senza l’altro”.

E qui si vedono le diverse modalità di reazione.

 

E’  TUTTA COLPA SUA!

Proprio non credo alle separazioni unilaterali del tipo: “Io non volevo assolutamente, ma lui/lei se ne è andato”.

Ma quando mai? In un rapporto si è sempre in due: a iniziarlo, a continuarlo e anche a chiuderlo.

La proposta di chiusura può provenire  ‘formalmente‘ da una sola parte, ma l’altro non era consapevole che le cose non stavano andando bene? Non aveva colto l’insoddisfazione del partner?

Questo direbbe già molto sulla mancanza di comunicazione sincera tra i due, e quindi sui motivi della chiusura.

Mi stranisco sempre quando sento i racconti di quello che casca dal pero: ‘non c’era nessun segnalefino al giorno prima mi diceva che mi amava ‘…’abbiamo fatto all’amore quella stessa mattina ‘. E’ il solito film: “è uscito a comprare le sigarette e l’hanno ritrovato vent’anni dopo ai Caraibi…”

Ci sono canali di comunicazione verbale enon verbale attraverso cui possiamo capire come si sente il partner e che cosa ci sta comunicando.  Si tratta dei mille  gesti della vita quotidiana: i  silenzi, gli sguardi, gli sbuffi di esasperazione: tante parole ‘dette e non dette’ o mai registrate, tanti segnali inviati da tempo e mai raccolti….

La teoria del ‘non me l’aspettavo assolutamente’ non regge, però lascia almeno all’abbandonato qualcosa su cui riflettere: non certo la paranoica aspettativa che tutti spariscano senza ragione! ma invece un’occasione per chiedersi quanta ‘intimità’ si è capaci di instaurare con il  parner, quanto si è sensibili a cogliere le sue comunicazioni.

 

LE STRADE CHE SI DIVIDONO

La diversità di prospettive di vita è una ragione di separazione  molto più comune e determinata: a volte si inizia il cammino insieme, con dei presupposti e delle visioni del mondo che coincidono o che si completano a vicenda, ma poi la crescita di ognuno prende strade diverse (in senso profondo e non superficiale)  e così ci si ritrova a muovesi in direzioni opposte.

Se una nave è diretta a San Salvador e l’altra a Cape Town, non ci sono più molte rotte comuni passato lo stretto di Gibilterra….

In questo caso fare dei compromessi non realizzerebbe il progetto di vita di nessuno dei due. E’ una situazione dolorosa, perchè la rottura è inevitabile anche se c’è ancora affetto e rispetto ma… non ci si può far proprio nulla. E’ meglio per entrambi separarsi senza rancori, mantenendo intatto l’amore e la riconoscenza per il tratto di vita che si è percorso insieme.


BACIARE I ROSPI  ( O  RISTRUTTURARE  I  RUDERI )

Questa è una modalità  tutta femminile di iniziare i rapporti, anche se poi ovviamente  la separazione coinvolge entrambi i partner. E funziona così: lei lo aveva preso diciamo “un po’ indietro di cottura”, uno scavezzacollo, irresponsabile, infantile, egoista, arrogante, prepotente… e i difetti li aveva visti fin da subito! Ma pensava: ‘con tanto amore e tanta pazienza lui cambierà’.

Invece lui non solo non cambia, ma anzi si oppone come un muloa ogni richiesta per difendere la sua autonomia.

E se per caso dovesse cambiare… la lascia per un’altra!

A lei sembra crudele ingiustizia, ma invecec’è una logica.

Un rapporto basato su ‘ti cambio e ti ristrutturo al meglio’  finisce per instaurare una dinamica di l tipo mamma-bambino o insegnante-allievo,che non è  paritaria ed è decisamente anti-erotica. Eporta ineluttabilmente alla conclusione che o lui non cambia e rimane il solito scavezzacollo di sempre, oppure cresce e si va a trovare una compagna di giochi più adatta alla sua nuova maturità.

Una triste sconsolata quanto  diffusissima fine di molti rapporti.

Agli uomini non viene in  mente di prendere una ragazza brutta grassa e depressa e di ristrutturarla trasformandola in una sirena: loro seguono  la logica ‘chiavi in mano’.

Ma le donne hanno una certa tendenza a ristrutturare i ruderi ( forse per un’ancestrale memoria che  i bambini crescono dandogli amore) e penso che se applicassero questa predisposizione al campo immobiliare riceverebbero molte più soddisfazioni con probabilità di successo: il ruderi  non se ne vanno via appena rimessi a nuovo!

 

REPETITA NON JUVANT

Questo può sembrare un tema più psicoanalitico, ma è di  facile comprensione.

Si può riassumere con: ” rifare lo stesso film per cambiare il finale.

Capita, e spesso, di aver desiderato un buon rapporto con un genitore che invece si è dimostrato frustrante e non ha mai soddisfatto le richieste di amore. E’ storia di tutti i giorni.

Allora involontariamente si sceglie un partner che, guarda caso, gli assomiglia molto come struttura caratteriale…  e si spera di farcela questa volta: di conquistare finalmente il suo amore!

E’ un tentativo  di chiudere vecchi conti in sospeso e di compensare con una vittoria un antico dolore. Ma invece succede che come il genitore non era in grado di dare amore così non lo è il partner… Proprio perché hanno carattere e si assomigliano! e la storia si ripete con lo stesso finale e con la stessa ferita: neanche questa volta si è ottenuto l’amore desiderato… Oppure accade di averla vinta, ma il successo ottenuto delude più che mai: perché l’amore ‘non ricevuto’ da bambini è cosa del passato e adesso non si ha bisogno di un ‘genitore che risarcisca’  ma di un vero compagno al proprio fianco.

Altra triste e comune fine di molti rapporti

UNA NUOVA OCCASIONE

Ma ci sono anche relazioni che funzionano e benissimo! e che sono fonte di felicità e di vera soddisfazione. L’importante dopo una separazione è capire che cosa è successo per non perder la speranza che le cose possano andare diversamente. Un rapporto affettivo importante e felice contribuisce non poco al benessere.  E il mondo offre sempre nuove possibilità se siamo aperti a coglierle..

Dott.ssa Paola Santagostino

 

Dott.ssa Paola Santagostino: Psicologa e Psicoterapeuta, specializzata in Medicina psicosomatica, opera a Milano con sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce corsi e seminari in tutta Italia:

Per contattare l’autrice: paolasantagostino@libero.it 02.6555635

 


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6 Responses to “Divorzio e Separazione: Perchè?”

  1. Barbara scrive:

    Trovo molto interessante quello che ha scritto! E sono d’accordo sopratutto sulla tendenza a dare tutte le colpe all’altro. Quando mi sono separata da mio marito ero anche io così, pensavo: ‘un vigliacco e maledetto che mi ha tradito senza pudore’ e con una figlia piccola da tirare su temevo di non farcela. Oggi vedo le cose molto molto diversamente! Quel matrimonio era finito ben prima del tradimento perchè era finita la comunicazione tra noi, l’intesa e anche la passione, e in questo anche io avevo avuto la mia parte. Oggi sono felice con il mio nuovo compagno, molto più felice di quanto non sia mai stata con il mio ex-marito, tanto che vedo la rottura del nostro matrimonio come una benedizione (ora stiamo per divorziare) e la scoperta del suo tradimento come la fortunata occasione che ha fatto venire a galla tutto il marcio che c’era.
    Quindi vorrei dire a tutte le donne che si stanno separando: adesso forse vedete tutto nero ma non è così, se un matrimonio finisce delle ragioni ci sono, e a guardarsi dentro si cresce e si prepara un futuro molto più felice. Forza che dopo la tempesta viene il sereno. Barbara.

  2. Samy scrive:

    Salve sono capitata per caso in questo sito perchè sto cercando di uscire da una situazione a dir poco assurda eppure ho 55 anni,dopo un matrimonio burrascoso di 27 anni con botte liti e tutto quello che ne concerne tre figli(dopo il divorzio non mi hanno piu voluto vedere ne sentire) unica cosa positiva decido di lasciare mio marito,sono andata via con la poca forza rimasta e un cuore pieno di una nuova vita.Ho cambiato città ho trovato un lavoro e un amore(15 anni di differenza lui piu giovane,all epoca io 47 anni lui 31) che si vive solo nelle favole,mi ero ricostruita grazie al mio compagno che mi ha fatto capire che anche io contavo valevo ed ero in grado di gestire la mia vita indipendente da lui,sei anni di amore incondizionato complicità sacrifici e risoluzioni sempre affrontando insieme qualsiasi problematica,poi un trasloco in una nuova città io lascio il mio lavoro a tempo indeterminato e lui con la speranza di trovarne uno che non fosse interinale,i primi anni andava tutto bene avevamo trovato lavoro anche se precario per il momento ,poi io perdo il lavoro e lui ne trova uno indeterminato in un azienda farmaceutica,io mille curriculum portati in giro ma niente l età non giocava a mio favore,iniziano i pagamenti ritardati bollette saltate e accumolo sempre piu di spese,parenti (miei)invadenti lui sempre piu lontano….la crisi io entro in uno stato depressivo con attacchi di ansia di panico fino a chiudermi in casa definitivamente,lui tentando di farmi reagire mi stimolava ad uscire ma io inventavo tremila scuse per evitare per paura di stare male,poco alla volta lui inizia le prime uscite con i colleghi partita bowling pizza bevuta…io restavo a casa a croggiolarmi nel mio mondo nel mio dolore perchè avevo percepito che l avrei perso ma non riuscivo a reagire.Un sabato come al solito lui esce per una partita solo che a differenza delle solite volte rientra alle quattro del mattino io lo aspettavo,ho affrontato io il discorso ed ho chiesto se ci fosse un altra lui non rispondeva abbassava gli occhi sul pc,allora lo messo alle strette intimandogli di parlare e solo allora ha ammesso di avere incontrato una ragazza con la quale si è potuto aprire cosa che non riusciva a fare piu con me,l impatto anche se sospettato per me è stato devastante,sono partita per un mese ospite di suo fratello nella città da dove ce ne eravamo andati con l intenzione di rifarmi una vita,ma i miei attacchi di ansia e panico sono partiti con me e dopo un mese estenuante decido di tornare a Milano da mio padre e anche con la speranza di riconquistare il mio compagno con cui si erano fatti progetti di matrimonio e di adozione 15 gg prima che tutto finisse.Il mio ritorno il mio cercare un nuovo lavore cosa quasi impossibile finche per un caso ci rincontriamo e iniziamo ad uscire come amici nonostante lei fosse ancora presente come pseudo fidanzata la mia ansia e il mio panico magicamente si erano dissolti uscivo viaggiavo senza nessun problema e senza avere mai preso un tranquillante,tutto questo è durato quattro mesi ridevamo scherzavamo stavamo di nuovo bene insieme,poi lui decide di traslocare e cambiare casa e la trova vicino a lei..di li il mio dolore di nuovo non avendo la macchina e andando lui in un posto fuori mano privo di autobus tram le possibilità di vederci erano veramente poche.Decido di subentrare io nella casa dove abitavamo insieme essendo di io padre,mi dicevo ok vivo da sola ce la farò. I primi tempi la novità stavo bene ora ero sola potevo gestirmi la vita come volevo ma poi mano a mano la solitudine incominciava a pesare con lui poche uscite e piu allontanamento lavoro zero mi mantiene in qualche maniera mio padre di 83 anni con la sua pensione ,ecco di nuovo riaffacciarsi l ansia il panico quando uscivo i miei sbalzi di pressione i pianti la disperazione il volere autodistruggermi fino a finire in ps per deperimento fisico il due di gennaio,non sono morta devo solo mangiare e cominciare a vivere senza di lui,ci vediamo qualche volta sporadica per un caffè o messaggiamo ma ora lui convive con lei non è felice (parole sue)con lei litigano tutti i giorni lui la lascia ma lei lo riaggancia,io sono un turbine di emozioni dai pianti al sorriso quando lo vedo e lo sento,ho trovato un piccolo lavoro di due volte alla settimana poco per riuscire a mantenermi se non ci fosse mio padre non so come farei,sto cercando di mangiare ed ho recuperato due kg ora sono 47,ma la sua mancanza è devastante sapere che ci siamo sempre uno per l altro essere infelici tutti e due e non poter tornare insieme lui confuso e spaventato,i miei attacchi d ansia sono tornati e i miei sbalzi di pressione pure,non ho amicizie solo due ragazze che vedo poco e niente non un futuro e sono disperata…ho letto la sua tecnica di guarire con le fiabe penso sia bellissima anche perchè io e la fantasia andiamo a braccetto,spero solo di riuscire a trovare un po di serenità una parola per me al momento molto lontana,scusatemi per lo sfogo e grazie per i consigli che ho letto in alto nella pagina

  3. Cecilia scrive:

    Sposata da 10 anni, felice da … non so, non saprei calcolare la felicità…
    A metà luna di miele ha iniziato ad esser distante… io scoprivo il sesso e lui nicchiava…
    “Avremo un bambino … questo ci farà sentire più coesi…” dicevo e pensavo.
    La piccola all’alba piangeva in cameretta e lui urlava furibondo che non poteva dormire… e io stavo a guardare…annichilita
    Ogni due, tre settimane una scenata, urla e nervosismo in casa per un nonnulla… (spesso fomentato da sua madre)e io zitta, a guardare e a cercar di proteggere la bambina…
    Poi ho iniziato a parlare… a urlargli in faccia quel che pensavo… ma neanche così andava bene…
    Ho proposto di andare insieme da uno psicoterapeuta… fatto una volta, non ha voluto tornarci.
    Il tempo passa e ti abitui a tutto, alla rabbia, al dolore, all’amarezza di una carezza negata… Ho investito molte energie nel lavoro e nello studio… ovviamente lui si è più volte espresso con critiche aspre anche qui.
    Ho tentato la pet therapy… sperando che un cucciolo avrebbe calmato gli animi… non cambia nulla, io sono stanca e mi chiedo “perchè l’ho sposato?” …. volevo una famiglia, volevo disperatamente amare ed essere amata… ma ora… non riesco nemmeno a respirare. Insieme per forza, insieme per il bene della bambina… non sono più sicura che sia davvero un bene… mentre la vita mi scivola via…
    (PREGO NON PUBBLICARE LA E-MAIL, GRAZIE)

  4. Diana scrive:

    Mi piace molto questo articolo complimenti! Io mi sono sposata molto giovane e mio marito lo conoscevo fin dalle medie. Eravamo innamoratissimi all’inizio e le cose sono andate bene per anni felici di cui gli sono ancora grata. Ma poi è successo come dice lei: le nostre strade si sono completamente divise. Io ho finito l’Università e trovato un lavoro di ricerca che anche se pagato poco mi appassiona davvero e mi impegna molto, lui invece si è dedicato alla finanza e badava solo a far soldi e soldi e soldi. Alla fine non avevamo più niente di cui parlare e nessun interesse in comune: lui era sempre isterico per gli alti e bassi del mercato, come ossessionato stava alzato anche di notte al computer e non pensava a altro che vendi-compra-switch, io mi sentivo sola e sempre più distante da lui.
    Anche la passione fisica si era spenta e sembravamo coinquilini insofferenti. La separazione è stata dolorosa e ci ho sofferto parecchio ma mi sembrava inevitabile e la cosa giusta da fare infatti poi le cose sono andate meglio e adesso ho un nuovo compagno.
    Lui invece è ancora rancoroso, sempre insoddisfatto di tutto, mi accusa di aver fatto fallire il nostro matrimonio come se fosse tutta colpa mia. Ma non si ricorda di quando lo supplicavo di parlare e far qualcosa insieme? Anche la sua compagna successiva lo ha lasciato esattamente per lo stesso motivo: come fa a non capirlo! E’ questo che intende lei con rifare sempre gli stessi errori? Forse lui pensa che i soldi sistemino tutto, ma una donna ha bisogno anche di intimità di amore e di condivisione. Io preferisco la mia vita di adesso più modesta ma molto più felice e non ho rimpianti e in fondo neanche accuse: ci siamo sposati troppo giovani e poi siamo cambiati in modo diverso e pazienza va bene così.

  5. Teresa scrive:

    Pensieri interessanti e profondi. Grazie per questo post che mi ha fatto riflettere sui motivi del mio disastroso ex matrimonio e ancor più disastrosa separazione. Pensa che qualche seduta di una terapia di appoggio potrebbe aiutarmi a uscire dal circolo chiuso di pensieri sempre uguali e farmi ritrovare la forza di andare oltre e guardare con più positività al futuro? Gradirei una risposta privata grazie. Teresa

  6. Patrizia scrive:

    Mi sono separata da quasi un anno e soffro ancora le pene dell’inferno! Non riesco a perdonarlo né a dimenticare: mi tradiva da tempo senza mai far capire nulla finché un giorno mi ha detto ‘ciao me ne vado’. Dopo 12 anni di matrimonio e con una figlia ancora piccola!!! Ma come si fa a comportarsi così??? E’ diventata quasi un’ossessione adesso non riesco a non pensarci neanche per un minuto e va peggio invece che meglio. Cosa posso fare? Anzi forse le telefono perché non mi piace sbandierare troppo i miei problemi. Posso vero? Grazie anticipatamente. Patrizia.